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LA NUOVA SOCIOLOGIA ECONOMICA - GLI ITINERARI DELLA SOCIOLOGIA ECONOMICA IN UNA PROSPETTIVA EUROPEA

sociologia


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LA NUOVA SOCIOLOGIA ECONOMICA

GLI ITINERARI DELLA SOCIOLOGIA ECONOMICA IN UNA PROSPETTIVA EUROPEA

Il lavoro dei sociologi economici incontra tre problematiche:

1)     quella teorica

2)     quella metodologica

3)     quella sostantiva.



Il dibattito sull' interpretazione dei comportamenti economici è stato molto vivace nell' ultimo ventennio soprattutto in USA. Si è avuto un confronto  tra:

- teorie legate a parametri dell' azione razionale e della teoria dei giochi

- linee critiche per cui l' utilità individuale  non spiega i comportamenti.

      Vi è una ripresa  dell' attenzione sociologica e le sue innovazioni  teoriche coincidono  con grandi cambiamenti.

Altro problema discusso dai politici europei è la questione dell' integrazione europea con particolare attenzione ai modelli di  welfare.

DALLA VECCHIA ALLA NUOVA SOCIOLOGIA ECONOMICA

Gli economisti hanno  orientamento omogeneo verso preferenze utilitaristiche. Per i sociologi , norme e processo di socializzazione  costituiscono scelte ottimali e standardizzate.

La visione asociale degli economisti è complementare a quella sovrasocializzata dei sociologi. Il successo dell' economia keynesiana e della sociologia funzionalista è legato alle caratteristiche  della sociologia industrializzata.

Gli economisti accusano i loro colleghi più sensibili alle questioni sociali.

TRANSIZIONE: punti di partenza:

-         combinazione vincente tra economia keynesiana e sociologia parsonsiana.

-         Differenti contenuti , in USA ed Europa, nel processo di rinnovamento teorico della sociologia.

-        

ALLE ORIGINI DELLO SPIRITO DEL CAPITALISMO:

Quanto viene influenzato l'homo  oeconomicus  dai legami sociali nei suoi comportamenti economici? Per l'economia neoclassica nulla.

Anche Keynes ritiene che la spiegazione del comportamento economico si esaurisce nell' utili tà individuale.

Per Weber, l'etica protestante rovescia l'assunto economicistico dell'utilità individuale, infatti, bisogna prendere in considerazione le caratteristiche sociali e culturali costruite in maniera diversa  dai processi storici, oltre che l' utilità individuale. All'interno del contributo di Weber si possono distinguere  due linee diverse:

1)     PARADIGMA  DELL'ETICA, in cui i processi storici sono  inseriti all'interno di un processo di costruzione storico-sociale. A questo paradigma può essere fatta risalire la  teoria dell'EMBEDDEDNESS, dove l'incorporazione dell'azione economica sfera dei rapporti sociali contesta il valore euristico esclusivo dell'utilità individuale.

2)     ECONOMIA E SOCIETA', in cui afferma che i comportamenti economici non sono soltanto di tipo utilitaristico e il processo di razionalizzazione non elimina i valori condivisi.

Tra le due linee di intepretazione:

-        il compotamento economico è predisposto in modo diverso da differenti condizioni storiche e sociali( approccio teoricamente più rigoroso).

-         la competizione atomizzata di mercato è un principio autonomo di regolazione( approccio analiticamente più efficace).

-        

L'ATTENZIONE ALLA REGOLAZIONE SOCIALE  DELL'ECONOMIA: 3°ITALIA:




Nella prima metà degli anni 70, si pone l' esigenza di spiegare le ragioni  di crescita economica di una vasta area  italiana ( regioni del nord-est, centro) . A sfatare l'idea di grande sfruttamento contribuiscono i dati sulla sindacalizzazione che è molto alta  per le imprese piccole.

A Bogasco, in " le tre Italie" da una spiegazione strutturale: omogeneità e stabilità sociale, chiusura alle importazioni, costi di produzione bassi, prevalenza di regimi agrari.

La critica al modello unico è caratterizzata da almeno due indirizzi teorici:

1)     la connessione tra utilità e competizione è mediata da due differenti modalità di agire.

-         tipica delle grandi aziende occidentali

-         tipica delle grandi aziende giapponesi e delle piccole imprese.

2)     la diffusione di opportunità competitive non spiega nessuna forma di cooperazione e di legame nelle società industriali.

FIDUCIA E RIT.SOCIALI COME ARTICOLAZIONI DI  EMBADDEDNESS

L'intensità della fiducia e l' omogeneità della società locale  costituiscono una predisposizione di capitale sociale. 2 problematiche:

-questione dell' imprenditorialità:  l'esperienza della guerra e della lotta al regime fascista hanno rotto le tradizionali barriere di classe e hanno fatto sperimentare sul terreno  le potenzialità di assetti cooperativi.

-         questione sulle attitudini cooperative: ( dibattito sul capitale sociale) Granoverter afferma che se le reti di solidarietà sono frammentate sono da ostacolo alla  creazione di imprese. Ma in contasti dove si riscontra solidarietà sociale l'impresa si trasforma in un ente assistenziale.

-        

CONCLUSIONI E MODELLI DI WELFARE

Nel mercato la competizione atomizzata che fissa i prezzi delle merci  e dei salari deve essere intesa a prescindere da qualsiasi legame sociale tra  attori.

Il welfare mix ha 2 vantaggi:

-         è inteso come sistema dinamico dove le responsabilità sono legate tra di loro da rapporti complessi e variabili

-         le sue logiche esplicative sono costruite in termini dinamici tenendo conto dei cambiamenti storici.

Il welfare capitalism cerca di spiegare quei cambiamenti avvenuti  nelle società avanzate.

Le società fordiste maturano combinazioni diverse rispetto  la produttività e il consumismo che non si esauriscono nel rapporto tra  utilità individuale e necessità di cooperare. I modelli di welfare capitalism sono entrati nella nuova fase storica con diversi equilibri sociali ed istituzionali.

Nella logica della fase fordista le diversità del comportamento economico dipendono dalle tre aree, famiglia- stato- mercato, in ombra il terzo settore.

Nel ridisegno post-fordista il terzo settore riacquista significati autonomi di regolazione economica.

Oggi le piccole imprese fanno problemi sul campo del ricambio demografico di imprenditori e lavoratori.-> modello in cui la disomogeneità culturale tra imprenditori e lavoratori e tra lavoratori al loro interno è abbastanza forte ( per le piccole imprese italiane).







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