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RESIDENZE IMPERIALI (Domus Aurea di Nerone, Domus Augustiana sul Palatino, Villa Adriana, ecc.)

architettura


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RESIDENZE IMPERIALI

(Domus Aurea di Nerone, Domus Augustiana sul Palatino, Villa Adriana, ecc.)

Tiberio: Domus Palatina, Villa Iovis, Villa a Sperlonga

Nerone: Domus Transitoria, Domus Aurea



Domiziano: Domus Augustana

Adriano: Villa Adriana

Sono edifici con tipologie diverse da quelle dell'architettura moderna, soprattutto c'è una forte dispersione degli spazi che si era perduta nel Medioevo in Occidente, per ragioni varie, soprattutto per motivi di sicurezza. Questa spazialità così aperta in Occidente viene ripresa con l'architettura del '700, mentre in Oriente (basti pensare a Costantinopoli) si è mantenuta più facilmente.

India, Fatful City che era un palazzo-città costruito ex-novo nel 1573 dal più grande degli imperatori Mugul, Akbar (che proprio vuol dire grande). Queste popolazioni discendevano dai nomadi dell'Asia centrale e proprio per quuesto, conquistati questi paesi ricchissimi, in particolare l'India, questi dinasti ripresero in pieno tutta la tradizione architettonica precedente, che in Oriente aveva mantenuto in pieno il significato spaziale che si era espresso nel mondo antico con i palazzi dei sovrani ellenistici e poi con i palazzi e le ville dei romani. Questo spiega i laghetti con isolotti, i porticati, gli spazi per passeggiare, i padiglioni anche a varie altezza, ecc. tutte cose che nell'architettura occidentale appariranno soprattutto nel '700. La sala delle udienze private era accentrata attorno ad un pilastro con ricchissime mensole della tradizione induista dove c'era la piattaforma centrale legata da quattro ballatoi che dava al sovrano l'idea del signore dei 4/4 dell'universo. Quindi c'e 454d37e ra questa architettura di potenza. Tutto era realizzato in arenaria rossa . All'interno quest'arenaria così finemente lavorata prende dei motivi di tessuti e tappeti replicati in pietra e messi a decorazione delle pareti, come avveniva nelle originarie tende, dove l'arredamento era costituito da grandi sacche che facevano anche da giaciglio e da tappeti e stuoie sia per terra che ai lati. Una cosa tipicamente indiana sono le giali, griglie traforate in pietra, che servivano per creare una certa permeabilità, per guardare fuori senza essere vidsti, soprattutto usate nei quartieri delle donne.

Tornando in Occidente

Villa Albania a Roma, realizzata per il cardinale Albani attorno alla metà del '700 (realizzata dal cardinale, che era un maniaco dell'antuichità e dell'arte antica, auitato dall'architetto carlo Marchionni). Riprende le forme antiche, grande poricato che era caffè-house, per gustare il caffè il pomeriggio. Il palazzo principale veniva chiamato pretorium, come nelle residenze imperiali nell'antichità. Alle spalle di questo corpo semicircolare c'era un canale. Poi c'erano tempietti, fontane, tutte cose che a distanza di secoli si ispirano volutamente all'arte antica. nel porticato, varie sculture antiuche, ad esempio repliche delle sculture di Fidia.

Villa Borghese, a Roma col tempietto di Esculapio sul laghetto, di Luigi Carmine.

L'imperatore Tiberio costruì il primo palazzo imperiale, la Domus Palatina, sul Palatino, dopo il 14 d.C., ma ne rimane poco perchè è ancora coperta dai giardini farnesiani.

Tra le altre residenze di Tiberio quella più famosa è a Capri, dove lui passò gli ultimi anni della sua vita, la Villa Iovis. Un'altra delle ville di Tiberio è quella a Sperlonga (il nome deriva probabilmente da spelonga=grotta), a metà strada sulla costa tra Roma e Napoli. La villa in sè stessa non è stata moilòto studiata, mentre è stata studiata soprattutto la grotta, all'ainterno della quale sono statae trovate molte sculture sculture che formavano un ciclo completo. Nel 95 è stato rimesso dai tedeschi il calco della statua di ganimede, fanciullo dell'Asia minore che fu rapito da Zeus in forma di aquila per diventare il cocchiere ai banchetti degli dei, fanciullo vestito all'orientale con l'aquila alle spalle che stava per prenderlo, messo in questa posizione come pronto a spiccare il volo. Tutte le ville marittime erano caratterizzate da delle schiere, impianti di coltura che servivano all'allevamento dei pesci, in cui si mischiava acqua dolce e acqua salata, alcune volte c'erano dei vasi murati alle pareti della piscina per realizzare delle tane per i pesci. All'interno di questa grotta avvenne un fatto: mentre Tiberio stava mangiando crollò parte del soffitto e il prefetto del pretorio Seiano si gettò su di lui per proteggerlo, e questo cambiò la storia di Roma per qualche anno perchè così Tiberio ebbe sterminata fiducia in Seiano e si ritirò a Capri e lui divenne padrone di Roma; questo valse l'odio dei romani nei confronti di Tiberio. Tutta la grotta aveva sculture legate alla storia di Ulisse dell'Odissea; per esempio la nave di Ulisse che affronta Silla, donna mostro dai cui fianchi uscivano teste di cane e serpenti che assalivano la nave; immagini della guerra di Troia quandio Ulisse medita di uccidere l'amico Diomede; Ulisse che sostiene Achille morto conquistandone le armi; Ulisse e i suoi compagni che accecano Polifemo. E' importante vedere il rapporto fra architettura e natura che era molto spinto. Infatti a Pompei qualsiasi casa di un certo prestigio aveva dei ninfei, piccole grotte artificiali che avevano dlle conchiglie, delle pomici per ricordare le grotte naturali sedi delle ninfe.



Al Museo Palatino ci sono alcuni affreschi, con inserti in pietra vitrea che imitano le gemme,  distaccati dalla Domus Transitoria di Nerone che era sul Palatino, prima che lui ricostruisse, dopo l'incendio del 64 a.C., la Domus Aurea, la sua casa più importante.

La Domus Tiberiana già aveva raggiunti dimensioni notevoli e forma regolare tipica di un palazzo, come poi sarnno la Domus Flavia e la Domus Augustiana, costruita da Domiziano.

La Domus Aurea di Nerone, oltre a inglobare il Palazzo di Tiberio occupava parte dell'aria sotto il palazzo di Diocleziano, l'attuale Palazzo Imperiale, e poi si estendeva su tutto il Celio e l'Esquilino, dove poi sorse il Colosseo e dove c'era un laghetto artificiale, che conosciamo soprattutto per le descrizioni letterarie in particolare di Tacito, con delle scenografie di finti paesini sulle rive; sembra che anche la cisterna, le cosidette 7 sale, che poi era stata utilizzata dalle Terme di Traiano, fosse già costruta da Nerone per la Domus Aurea. la parte più importante che si conserva è la parte sul Colle Oppio, che era solo una parte dei tutta la villa, che occupava 3 colli di Roma, era la facciata che aveva dei cortili trapezoidali, un doppio cortile con al centro una sala circolare seminterrata con cupola. La parte che si conserva di più è quella in corrispondenza delle Terme di Traiano (le terme hanno interrato nella loro area la Domus Aurea di Nerone e si riconoscono muri paralleli nelle parti più sporgenti rispetto alla piattaforma della Domus Aurea che sono tutte sostruzioni artificiali costruite dopo dall'architetto di Traiano, probabilmente Apollodoro, per sostenere il terreno, per dre una forma regolare con la grande serra centrale). Sappiamo il nome degli architetti: Sedèro e Cedere, da Tacito. Sono rimasti molti affreschi, simili alla pittura pompeiana con quadretti paesaggistici e ampie riquadrature di terzo e quarto stile. In qualche caso c'erano anche dei mosaici. La cosa importante nella storia dell'arte è che verso la fine del '400-inizi del '500, questi ambienti che erano sotterranei  furono esplorati da archchitetti, studiosi e pittori e quindi da queste pitture si diffuse nel '500 lo stile delle cosiddette pitture grottesche (che viane appunto dalle grotte della Domus Aurea). Si tratta di una pittura fantasiosa, molto criticata da Vitruvio. Un esempio è la Loggia mattei, loggia rinascimentale costruita nel '500 sui resti del palazzo imperiale di Domiziano con tempoietti, architettura fantasiose, motivi decorativi ripresi dalle pitture antiche (maschere con fogliami, ecc.). La parte più interessante di quello che si conserva della Domus Aurea è la sala rotonda seminterrata con cupola, interessante perhè oltre all'oculo centrale aveva dei pozzi di luce laterali, e con una pianta abbastanza complessa, con nicchie per i triclini. Sullo sfondo c'era una cascatad'acqua. Forse sopra l'oculo c'era una cupola in metallo con le costellazioni che girava secondo le ore e le stagioni, oltre ad un sistema di spargimento di fiori e profumi sui convitati, e quindi si pensava che la cascata potesse alimentare i macchinari che facevano girare la cupola. Architettonivcamente la cupola su pianta ottagonale con tutte queste falde è uno spazio signifiocativo. Adesso sono tutti nudi mattoni, ma dalle impronte alle pareti si vede che era tutto completamente ricoperto di marmo. Molti spazi, anche nelle case private, erano dedicati all'ozium, al riposo e ai pranzi.

Una volta si distingueva tra Domus Augustana, la parte inferiore con fontana, laghetto e labirinto, e la Domus Flavia, la parte di rappresentanza (semmai sarebbe stato logico il contrario, visto che Flavio era il nome gentilizio della famiglia, Augustana invece il nome che rappresentava la figura imperiale) invece pare che il nome corretto fosse Domus Augustana per tutto il palazzo costruito da Domiziano dopo l'80 a.C (l'architetto era Pirio). C'era una parte di rappresentanza fra cui soprattutto la cosiddetta basilica perchè ha 3 navate, poi il cosiddetto larario e l'aula regia (di sicuro per le sue dimensioni era la sala di ricevimento, poi tutti i cortili colonnati che davano su spazi aperti decorati con giardini, poi il labirinto, poi il laghetto con al centro un'isoletta con fontana, poi il grande cortile con una specie di stadio-giardino un giardino seminterrato con porticato intorno. Si conservano anche gli ambienti inferiori, accentrati attorno ad un cortile con una fontana con delle specie di isolette con dei giochi d'acqua e delle statue con forme particolari curve dette a belta (era lo scudo degli Amazzoni che aveva una forma quasi a mezzaluna ma vcon una sporgenza centrale) Questi ambienti seminterrati, che si affacciavano sul grande cortile e su cortiletti piùpiccoli, non erano delle cantine o dei depositi, ma erano sfruttati in estate come appartamenti. Uno dei pochi ambienti rimasti impiedi al piano superiore pare fosse una latrina, con servizi igienici nelle nicchie. Era alle spalle di una fontana e l'acqua della fontana era sfruttata in uscita per la latrina. La pianta è interessante, a forma ottagonale, con alternanza di nicchie semicircolari e rettangolari. Questa è una forma già ben attestata che diventerà canonica e sarà ripresa poi nell'epoca paleocristiana, soprattutto per i battisteri, era comunque una forma solo interna che non veniva percepita all'esterno. Altri appartamenti erano ai margini del grande cortile, con sale di rappresentanza che davano su un cortiletto semicircolare, che a sua volta affacciava sul grande cortile. da questi appartamenti accentrati verso l'interno c'era poi l'affaccio, una grande facciata porticata ad arco di cerchio, che apriva verso il Circo Massimo. L'associazione circo-palazzo, che è nata qui per la prima volta, poi diventerà canonica nell'epoca tardo antica.




Dopo le grandi conquiste di Traiano, che aveva conquistato anche la Mesopotamia, parte del regno dei Parchi, Adriano si rese conto che l'impero era già abbastanza grande per poi rimanere unito e decise di adottare una politica di difesa e non di espansione. Quindi costruì una valle in Britannia e rese in muratura le fortificazioni che già erano presenti. Inoltre diede grande importanza ai viaggi, e alle visite agli accampamenti, che servivano per aumentare l'unione dei soldati con l'impoeratore. Molti edifici furono progettati da lui, o almeno da lui diretti.

Villa Adriana ha una planimetria molto complessa, segue assi diversi, un po' perchè si sfruttavano delle ville di epoca repubblicana che furono riadattate, un po' perchè Adriano volle realizzare una varietà di spazi che richiamassero dei luoghi significativi per la cultura antica. Già all'epoca repubblicana certe tipologie di architettura pubblica erano state assimilate nell'architerìttura privata. Il pescile ha la forma di un ginnasio di epoca ellenistica , con il grande portico, di cui oggi rimane solo il muro di spina, della lunghezza di uno stadio, cioè di 600 piedi, 180 metri circa, e che aveva le estremità arrotondate, usato per le esercitazioni al coperto nella corsa ma più che altro per le passeggiate. Poi c'è la piscina. Tutte cose che solo in parte avevano un significato agonistico ma  più che altro concettuale. Poi c'era la torre della cosiddetta biblioteca greca. Quindi c'era il contrasto tra l'edificio a torre e queste piccole isolette circondate da un portico. Poi c'erano le Grandi Terme e le Piccole Terme col cosiddetto eliocaminus (cioè riscaldamento solare perchè c'erano delle grandi finestrone verso sud-ovest). Le Grandi Terme erano destinate a visitatoti meno importanti e al personale della villa, mentre le Piccole Terme, più complesse e decorate, erano destinate ad un pubblico più scelto. Una forma particolare è quella del disimpegno delle Piccole Terme, in cui si vede che la volta è impostata su delle parti convesse e delle parti curve, è una volta di tipo barocco. Ancora più particolare è la volta del cosiddetto serapheo, sullo sfondo della valle del canopo, a creste e a vele (unghie concave alternate a delle falde tese). Il palazzo aveva alle spalle un cortile con sotto un finto portico e sopra un porticato a colonne e al centro una peschiera (vasca per l'allevamento dei pesci). Quello che resta di una fase più antica della villa, che risale all'epoca repubblicana (come denota la pavimentazione in cocciopesto, cosiddetto opus signinum o pavimento punico perchè di origine nordafricana, usato in età repubblicana con valore decorativo con tesserine di mosaicoinserite, oppure usato per rivestire cisterne e canalizzazioni d'acqua perchè aveva dei frammenti polverizzati di terracotta che rendevano impermeabile il conglomerato cementizio), è un salone con forma quasi basilicale con una nicchia in fondo e con colonne che creano delle navatelle laterali. Poi c'è il tempio di Afrodite, molto significativo il laghetto col cosiddetto serapheo sullo sfondo, grandioso triclino con l'acqua che usciva dal fondo in un grande corridoio che imitava una grotta e poi dentro c'era un'altra sala semicircolare con cascatelle laterali e con un grande divano in muratura a forma di C. Sembra che il laghetto con lo spazio semicircolare e la grotta artificiale fosse un'allegoria dell'Egitto con il corso del Nilo e il Delta (rappresentato dalla sala semicircolare) e il Mediterraneo antico, un'allegoria che ricorda la pacificazione del mondo antico voluta dall'imperatore. Uno degli ambienti con funzione sicuramente residenziale sono i cosiddetti ospitalia, una serie di alloggi probaboilmente per ospiti, con una serie di ambienti a tre nicchie per tre letti, i cubicola, con uno spazio centrale che serviva da disimpegno e da soggiorno, e una sala finale a due piane, e all'ingresso una latrina per tante persone. Un'altro ambiente sicuramente destinato alla residenza è il cosiddetto Teatro Marittimo, planimetricamente molto importante perchè fa quasi da cerniera. Sul fondo del canale d'acqua sono state trovate delle tracce di scorrimento per cui si capisce che c'era un sistema di due ponticelli, non sull'asse per non rovinare la prospettiva tra ambienti coperti e scoperti. In fondo c'era una fontanella a 7 nicchie, dalla nicchia centrale, che affacciava sul porticato, c'era un canocchiale prospettico con significativi giochi di luce tra ambienti coperti e scoperti. Tutto il porticato intorno era coperto da una volte a botte che appoggiavano sulle colonne che sostenevano arcate, motivo già apparso nel I sec. a.C. che poi diventerà caratteristico nell'epoca tardoantica, e che erano elementi simili a quelli del Teatro Marittimo, avevano delle piattabande in mattoni ricoperte di marmo con un'armatura di ferro per sostenere il peso. Centro del Teatro Marittimo era una vera e propria villa nella villa, con una parte termale, una piccola biblioteca (il tablino), ecc. Poi c'era la Piazza D'oro. Il Vestibulo (con planimetria già vista nella Domus Flavia, pianta ottagonale con nicchie semicircolari e rettangolari però per la prima volta questa forma interna è totalmente visibile anche all'esterno). Nella Piazza D'Oro, oltre ai cortiletti con capitelli particolari con le gutte rovesciate, che saranno poi ripresi da Michelangelo Borromini, c'è uno spazio particolare con lati curvi e convessi probabilmente coperto da una cupola in legno stuccato.







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