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Questa è la cronologia delle missioni spaziali più importanti degli ultimi anni

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Questa è la cronologia delle missioni spaziali più importanti degli ultimi anni.



Sputnik

Lo Sputnik 1 fu il primo satellite artificiale messo in orbita attorno alla Terra con successo, e fu lanciato dal cosmodromo di Baikonur nel Tyuratam (370 km a sud ovest della piccola città di Baikonur) nel Kazakhistan, allora facente parte dell'Unione Sovietica. La parola russa "sputnik" significa compagno di viaggio ("satellite" in senso astronomico).



Sputnik

Il secondo Sputnik era un satellite a forma conica e puo' essere considerato come la prima "astronave biologica". Conteneva molti compartimenti per i trasmettitori radio, un sistema di telemetrie, un controllo per la rigenerazione e la temperatura della cabina, e strumenti scientifici per misurare le radiazioni solari (emissioni di raggi-x e ultravioletti) e raggi cosmici. Una cabina sigillata e separata dal resto della nave fu adibita a contenere il cane Laika, il primo essere vivente ad entrare in orbita. Questo veicolo spaziale inviò agli scienziati dati sul comportamento di un organismo vivente in un ambiente spa 737d35h ziale. Lo sputnik rimase in orbita fino al 14 aprile del 1958.


Sputnik

Questa missione avrebbe dovuto rappresentare il primo atterraggio morbido su una superficie diversa da quella terrestre con l'obiettivo di ricavare dati sulle caratteristiche meccaniche e topografiche della superficie lunare, come le rocce, i crateri e i tipi di radiazioni, in preparazione delle future missioni umane sul satellite. I 1500 kg della navicella consistevano in una sezione cilindrica contenente razzi per le manovre e per l'allunaggio, componenti per l'orientamento e una superficie superiore sferica contenente i 100 kg del modulo di allunaggio. Il modulo sarebbe stato espulso verso la superficie non appena il corpo centrale avrebbe toccato il suolo, portando con sé una macchina fotografica e apparecchi per misurare le radiazioni. Anche in questo caso la sonda non riuscì ad allontanarsi dall'orbita terrestre.





Luna 4

Il Luna 4 fu il primo veicolo della "seconda generazione" del programma lunare dell'Unione delle Repubbliche Socialiste Sovietiche a completare la propria missione in modo soddisfacente. La sonda fu all'inizio messa in un'orbita di parcheggio attorno alla terra e, da qui, una stazione interplanetaria automatica fu lanciata verso la Luna tramite razzi vettori. Questo, era la parte di missione che maggiormente interessava gli scienziati sovietici, visto che tutti i tentativi precedenti di lanciare una sonda partendo da un'orbita attorno alla Terra erano falliti. La sonda non riuscì comunque a raggiungere la Luna mancandola di 8336.2 km.




Pioneer P-30

Il Pioneer P-30 era una sonda ricca di strumenti, lanciata per investigare l'ambiente tra la Terra e la Luna. La seconda parte della missione fallì a causa di un mal funzionamento nel sistema di ossidazione e la sonda non raggiunse mai l'orbita lunare.


Marsnik

Questo fu il primo tentativo sovietico di creare una sonda planetaria. La sonda per Marte pesava circa 640 kg e trasportava un magnetometro, un contatore e un rilevatore di raggi cosmici. Dopo il lancio, le pompe del terzo stadio del razzo (un Molniya) furono incapaci di generare la spinta necessaria all'accensione del motore, non facendo raggiungere al Marsnik 1 l'orbita di parcheggio attorno alla Terra. Il veicolo spaziale raggiunse un altitudine di 120 km prima di rientrare.


Marsnik

Il marsnik 2 era uguale al suo predecessore, lanciato solo 4 giorni prima. Anche in questo caso le pompe del terzo stadio non riuscirono a provocare l'accensione. La navicella riuscì ad arrivare ad un altitudine di 120 km prima del suo rientro.


Pioneer Z

Il pioneer Z (P-31) era una sonda del tutto uguale al suo predecessore (Pioneer P-30), il cui compito era di studiare l'ambiente tra la Terra e la Luna. Il veicolo esplose 70 secondi dopo il lancio a causa di un mal funzionamento del primo stadio del razzo.


Venera 5

Il Venera 5 avrebbe dovuto rilevare dati sulle condizioni dell'atmosfera di Venere. Quando l'orbita di Venere fu raggiunta una capsula di 450 kg, contenente strumenti scientifici, fu espulsa dalla sonda madre. Durante la discesa del satellite verso la superficie di Venere, un paracadute si aprì per rendere più lenta la discesa. Per 53 minuti il 16 Maggio 1969, mentre la capsula era sostenuta dal paracadute, furono raccolti molti dati sull'atmosfera di Venere. Il veicolo spaziale trasportava anche un medaglione dell'armata dell'Unione Sovietica e un bassorilievo di V.I. Lenin .


Venera 6

Del tutto uguale alla numero 5 (i sovietici a causa della scarsa conoscenza tecnologica costruivano di ogni sonda un doppione che veniva lanciato in contemporanea per aumentare le probabilità di successo), la Venera 6 riuscì a raggiungere Venere ed a studiarne l'atmosfera.


Mariner

Il Mariner 6 nel suo viaggio verso Marte usò come riferimento il Sole e la stella Canopus. La navicella usava energia solare ed era capace di una continua trasmissione delle telemetrie. Era pienamente automatica nelle operazioni, anche se poteva essere riprogrammata in qualsiasi momento da terra. La sonda, una volta nell'orbita di Marte, acquisì innumerevoli fotografie del pianeta, fotografie che furono usate nella missione successiva del Mariner 7.


Apollo 10

L'Apollo 10 fu il secondo della serie ad orbitare la Luna, ed il secondo a volare con il completo veicolo Apollo, che consisteva del modulo di comando e di servizio ( "Charlie Brown") e il modulo lunare (LM "Snoopy"). Tutti gli apparati dell'Apollo furono testati in questa missione, eccetto il modulo lunare. L'equipaggio era composto da Thomas Stafford, John Young e Eugene Cernan. Il 18 Maggio 1969 l'Apollo 10 partì in direzione della Luna per poi ritornare il 26 Maggio. Tutti gli strumenti testati funzionarono bene eccetto per un'anomalia nel sistema di aborto automatico a bordo del LM, in compenso moltissime fotografie furono realizzate in questo volo.


Luna 15

Il Luna 15 studiò, rimanendo in orbita, la composizione delle rocce lunari e fotografò la superficie lunare.




Apollo 11

L'Apollo 11 fu la prima missione in cui degli esseri umani riuscirono ad allunare e ritornare a Terra. Il veicolo spaziale consisteva di tre parti. Il modulo lunare era unito ad un modulo di servizio e ad uno di comando. L'equipaggio di questa storica missione era formato dal Comandante Neil Armstrong, dal pilota del LM Edwin "Buzz" Aldrin e dal pilota del modulo di comando Michael Collins. L'Apollo 11 fu lanciato il 16 Luglio 1969 e dopo 3 giorni entrò in orbita lunare. Il 20 Luglio 1969 il LM si separò dal modulo di comando per raggiungere la superficie della Luna, trasportava Neil Armstrong e Buzz Aldrin. Dopo meno di 24 ore di riposo Neil Armstrong scese la scaletta del LM (poco più grande di una cabina telefonica) e si posò sulla Luna, seguito dal compagno Aldrin. Furono compiuti studi scientifici e gli astronauti prelevarono campioni di rocce e suolo lunare. Armstrong ed Aldrin lasciarono sulla superficie un sismografo ed una targa per ricordare l'evento. Il 21 Luglio gli astronauti rientrarono nel LM che si riagganciò al modulo di comando iniziando la traversata di ritorno. Il 24 Luglio la capsula Apollo 11 rientrò in orbita terrestre venendo recuperata dalla Marina degli Stati Uniti d'America. Si è in seguito detto che quelli sono stati i giorni più belli nella storia umana, ma non furono gli ultimi: il programma Apollo avrebbe cessato solo con il 17° della serie, per mancanza di fondi, ed i successivi della serie ebbero un valore scientifico più che storico.


Zond

Lo Zond 7 fu lanciato immediatamente dopo la missione Apollo 11 americana, il suo obiettivo era di ottenere foto a colori della Terra e della Luna a grandi distanze. Dopo che la sua missione fu compiuta lo Zond 7 rientrò nell'atmosfera terrestre consentendo agli scienziati russi di ottenere le fotografie.


Apollo 12

L'Apollo 12 fu la seconda missione a portare un uomo sulla Luna. Gli astronauti di questo volo furono: Charles "Pete" Conrad, Alan Bean (questi usarono il LM per arrivare sulla superficie della Luna) e Richard Gordon.Gli astronauti riuscirono a portare il LM nelle vicinanze della sonda Surveyor 3 allunato nel 1967. Furono portati sulla Luna alcuni esperimenti scientifici e prelevati alcuni campioni di rocce. Furono presi anche alcune parti del surveyor 3 per studiare gli effetti che un lungo periodo nello spazio poteva avere sul metallo. Anche questa missione fu un successo, e l'opinione pubblica iniziò a diminuire l'interesse nei viaggi lunari, ma l'incidente dell'Apollo 13, che commosse il mondo, portò nuova linfa vitale al programma Apollo.


Venera 6

Del tutto uguale alla numero 5 (i sovietici a causa della scarsa conoscenza tecnologica costruivano di ogni sonda un doppione che veniva lanciato in contemporanea per aumentare le probabilità di successo), la Venera 6 riuscì a raggiungere Venere ed a studiarne l'atmosfera.


Mariner

Il Mariner 6 nel suo viaggio verso Marte usò come riferimento il Sole e la stella Canopus. La navicella usava energia solare ed era capace di una continua trasmissione delle telemetrie. Era pienamente automatica nelle operazioni, anche se poteva essere riprogrammata in qualsiasi momento da terra. La sonda, una volta nell'orbita di Marte, acquisì innumerevoli fotografie del pianeta, fotografie che furono usate nella missione successiva del Mariner 7.


Mariner


Simile alla precedente la sonda Mariner 7 studiò la rifrazione radio dell'emissione Uv dell'atmosfera marziana, anche in questo caso la missione fu un successo.


Venera 13

Dopo due anni senza missioni interplanetarie i sovietici ripartono da dove si erano fermati: l'esplorazione di Venere. Il lander sganciato da questa sonda operò sulla superficie di Venere delle misurazioni chimiche, monitorò lo spettro della luce del Sole filtrata dall'atmosfera e registrò delle scariche elettriche durante la sua fase di discesa attraverso l'atmosfera Venusiana.


Magellan


La missione Magellan portò questa sonda in orbita di Venere dove, grazie al sofisticato sistema di radar ( che riprendeva quello delle ultime Venera), compì una mappatura totale della topografia di Venere. Entrato in orbita venusiana il 10 Agosto del 1990, la Magellan iniziò l'opera di mappatura che continuò fino al 12 Ottobre 1994. Grazie a questa missione si riuscì ad ottenere una mappatura completa all'85% della geografia venusiana




Galileo

La sonda Galileo, così chiamata in onore dello scienziato che per primo scoprì 4 satelliti attorno a Giove, fu sganciata dallo shuttle Atlantis il 18 Ottobre del 1989 e si allontanò dall'orbita terrestre grazie ad un sistema di razzi propulsivi. La missione era composta da due veicoli spaziali: una sonda orbitante ed una sonda atmosferica. La traiettoria seguita dalla sonda fu chiamata VEEGA (Spinta Venere - Terra - Gravitazione terrestre), e vide la Galileo prima andare in direzione del sole per ottenere la spinta gravitazionale di Venere prima di incontrare di nuovo la Terra. Questi incontri permisero alla sonda Galileo di ottenere la velocità necessaria per raggiungere Giove: la meta degli studi della missione.

Durante i contatti con Venere e la Terra, gli scienziati che monitoravano la Galileo ebbero l'opportunità di studiare anche questi due pianeti oltre alla Luna. In seguito, dopo l'ultimo incontro con la Terra, la sonda passò attraverso la fascia di asteroidi tra Marte e Giove e questo permise agli scienziati di compiere i primi studi ravvicinati di due asteroidi, Ida e Gaspra. Questi pero non furono gli unici risultati ottenuti oltre la missione originariamente fissata, ma gli scienziati della NASA furono anche gli unici ad avere una visione sul posto dell'impatto dei frammenti della cometa Shoemaker-Levy 9 con la superficie di Giove. Tutto questo è da aggiungere agli studi compiuti dalla Galileo attorno all'orbita di Giove e dalla sonda atmosferica che si calò nell'atmosfera gioviana.

174 giorni prima di raggiungere Giove, le due sonde si separarono il 7 Dicembre 1995.

Oltre ad essere la prima sonda ad entrare in orbita di Giove la missione ottenne, ed ottiene ancora, grandi successi come:

· Si è scoperto un satellite (Dactyl) di un asteroide (Ida)

· Si è fornita l'evidenza di un vulcanesimo lunare maggiore di quanto previsto

· Si è fornita prova di una intensa tempesta di polvere interstellare (la più intensa mai osservata)

· E' stata rilevata un'intensa fascia di asteroidi al di sopra delle nuvole di Giove (50000 km)

· Furono scoperti venti gioviani con una velocità superiore ai 600 km/h

· Fu rilevata una minore percentuale d'acqua nell'atmosfera di Giove di quanta prevista dai Voyager

· La quantità di Elio rilevata su Giove è molto simile a quella del Sole (23% contro il 25% solare)

· La luna Io ha mutato il suo aspetto geografico rispetto a quello rilevato dai Voyager a causa del suo vasto vulcanesimo

· Dati preliminari hanno accertato l'esistenza di campi magnetici tra Io e Ganimede

· E' stata provata l'esistenza di acqua liquida sotto la superficie ghiacciata di Europa

Come si può facilmente osservare, la sonda Galileo è un grande successo scientifico oltre che astronautico. Si può dire, infatti, che proprio grazie all'ottima riuscita di Galileo, negli ultimi anni si è potuta avere la rinascita dell'astronautica (stimolata anche da fatti che hanno aumentato la curiosità del pubblico come i meteoriti di Marte contenenti vita).


Il futuro delle missioni spaziali è Rosetta


La missione Rosetta, finanziata dall'ESA, porterà una sonda sulla superficie della cometa Mimistrobell per compiere studi direttamente sul sito. La missione arriverà a destinazione non prima del 2006.

Altre missioni sono


Europa Orbiter

La missione, ancora in progetto, potrà portare una sonda attorno Europa. Le rilevazioni compiute con il radar compiranno studi per determinare se, al di sotto del ghiaccio, è presente acqua allo stato liquido.


Selene

Questa sonda potrebbe essere la prima di un programma che porterà un equipaggio giapponese con equipaggio sulla Luna.

La sonda Selene effettuerà studi scientifici e geologici del nostro pianeta.


Champollion

La sonda americana Champolion arriverà nel 2005 sulla cometa Tempel 1, per compiere rilevazioni e fornire campioni del nucleo della cometa.







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