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RAGGRUPPAMENTI MONARCHICI (25 LUG 1943-2 GIU 1946): IL PARTITO DEMOCRATICO ITALIANO

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RAGGRUPPAMENTI MONARCHICI (25 LUG 1943-2 GIU 1946): IL PARTITO DEMOCRATICO ITALIANO


Neanche dopo il colpo di stato del 25 Giugno '43 la monarchia riprese credibilità: troppe erano le responsabilità di Vittorio Emanuele II, troppa la complicità con il fascismo, arrivata alla violazione dello statuto, e alla guerra. Per cui, dopo l'8 Settembre, il re raccoglieva solo ostilità e disprezzo: non che mancass 525b17f ero suoi sostenitori, ma sia il CLN che le sinistre ancora non erano in grado di dividere il re dalla corona e salvare l'istituzione. A difesa della monarchia c'erano svariati gruppi: CDI, PU, PSD, CNL, UNDI, MA, PCDL:molti, ma per questo deboli. Solo un gruppo si salvò dall'effimera vita degli altri: il PDI, con alla guida SELVAGGI e LUCIFERO. Se questi gruppi cercavano un accordo con il CLN contro il nazifascismo, ogni altra collaborazione era impossibile, perchè il desiderio del CLN di essere il vero interprete del paese indisponeva i monarchici, che urlavano ad una nuova dittatura da cui erano estromessi, e, in merito, riuscirono a dare vita nel '44 a Roma ad un Comitato Esecutivo Democratico, che con le sue deliberazioni cercava di essere un'alternativa al CLN, ma fu fantomatico. Questo spiega ulteriori sforzi di unificare i vari gruppi e, ovviamente, il programma politico che doveva essere di difesa della monarchia, ammettendo i suoi errori e ricordando anche quelli altrui, verso un a"nuova" monarchia di metodo democratico, mche conservasse la struttura liberale del paese (si poneva come alternativa ad una dittatura rossa) nonchè quella cristiana: dunque, il primo partito postbellico che si dichiari DASTRE CONSERVATRICE ANTICOMUNISTA. Intanto però la monarchia vacillava: dopo la svolta di Salerno, casa Savoia aveva dovuto accettare gli ordini del CLN, e con la liberazione arrivava vento di repubblica. I monarchici erano in prima linea contro questo rinnovamento, ma sono sempre gruppi isolati, come dimostra il fatto che anche se Croce e De Gasperi si allearono per far cadere Parri, la collaborazione tra matrice cattolico-liberale e comunista-socialista non veniva mai meno, e nemmeno Giannini con il suo Fronte Dell'Uomo Qualunque, che pure era contro il CLN e l'antifascismo, li voleva come alleati in vista delle prossime elezioni. Non essendo neanche riusciti a far rimandare il referendum, due piccoli gruppi, ma più organizzati, si unirono nel BLOCCO NAZIONALE DELLA LIBERTA', che lanciava forti attacchi a De Gasperi. Il risultato del referendum non fu disastroso, ma eloquente: e dopo aver tentato vari ricorsi alla cassazione, contestazioni, etc. Selvaggi preferì seguire un atteggiamento di rispetto per la nuova forma di stato, realistica e meno facile, ma più utile di una mera opposizione. Così, mentre Selvaggi capisce che ormai non c'è più scampo, il PDI nel Settembre si scioglierà; ma i monarchici più accaniti proseguiranno con Covelli nel PNM: la storia dei monarchici non finisce con la fine della monarchia.







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