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IL MODELLO MONOPOLISTICO

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IL MODELLO MONOPOLISTICO


1. La ristrutturazione dei servizi d'informazione

Gli anni 1948-54 sono l'epoca della definitiva consacrazione del modello monopolistico della radiofonia di Stato. La Rai aveva di fronte due scadenze immediate molto importanti da un pdv istituzionale: il riassetto della proprietà della società (processo di Irizzazione, 1950) e il rinnovo del contratto con lo Stato per il monopolio della radiodiffusione (1952).


Il primo atto di questo lungo processo di trasformazione fu 828g61i il trasferimento della direzione programmi da Torino a Roma: oggi sappiamo che la vicinanza con la sede del potere politico fu dannosa, date le evidenti mire della dc.

Il primo settore che subisce una profonda trasformazione è quello dell'informazione politica e culturale: particolare rilevanza hanno su Rete Azzurra i supplementi domenicali dei Notiziari Regionali, che costituirono veri e propri centri di satira moderata sull'operato delle amministrazioni locali.

Il programma si apriva alle 14.10 di ogni domenica ed era molto seguito per la popolarità di alcuni personaggi, recitati dalla compagnia di prosa di Radio Firenze: regionalismi, ipercorrettismi. il successo di queste trasmissioni testimonia che la radio ha raggiunto gli strati più bassi della società.



Su Rete Rossa invece, un programma di successo era Il convegno dei cinque, programma annunciato con un solo giorno di anticipo, dove cinque illustri personaggi della politica rispondevano alle domande degli ascoltatori.

Da un pdv culturale, invece:

programma Università radiofonica internazionale di Guglielmo Marconi, che collaborava con l'america, dove dava spazio a personaggi come Einstein, Sartre, Huxley...

Sulla Rete Rossa: L'approdo, e Letture Dantesche

Sulla Rete Azzurra: Frontiere della poesia, Attualità scientifiche

Abbiamo detto però che la Rai era sempre più dominata dalla Dc: la sinistra, ed in particolare il Pci, non poteva fare altro che denunciare un'informazione sempre più di parte e sempre meno democratica. Non fece altro che rinchiudersi nell'esaltazione enfatica della propria stampa, e dei suoi limitati effetti, nell'attesa della conquista del potere. Ma questa strategia si rivelò fallimentare.

In realtà, nella nuova Rai, si era ricostruito un blocco cattolico moderato, fortemente anticomunista, fatto di amicizie e sotterranee solidarietà, che era impossibile scompaginare. La radio del tempo pensava di avere una missione quasi d'apostolato nel condurre la società secondo i dettami della chiesa.

Per di più le trasmissioni culturali in cui gli intellettuali di sinistra potevano esprimersi, vengono presto relegate in quel dorato ghetto che sarà poi regolamentato con l'istituzione del terzo canale, irradiato ad ore serali e a meno della metà del paese. Nel frattempo sorgono trasmissioni rivolte ai letterati, come Scrittori al microfono. Da questa ed altre esperienze intellettuali nascono poi delle pubblicazioni editoriali, a cui provvede l'Eri: nascono i Quaderni della Radio, usciti nel '49, che danno inizio ad una lunga serie di volumetti dedicati alla pubblicazione dei testi radiofonici.


Con il passare del tempo la Rai dedica sempre più spazio ai programmi "leggeri" e di intrattenimento, molti dei quali rivolti ad un pubblico femminile. Così le due reti tendono addirittura a farsi concorrenza l'una con l'altra.


2. Lo spettacolo leggero

Lo spettacolo va sempre più coniugandosi con lo sport, nelle sue manifestazioni più popolari del calcio e del ciclismo, di cui la Rai faceva le radiocronache.

Con programmi come La radio per le scuole, la radio si avvicinava agli insegnanti, che col tempo abbandonano l'iniziale diffidenza: ogni giorno erano proposti ai bambini indovinelli, quiz, problemi da risolvere in cambio di premi. È un importante svecchiamento, la radio serve la scuola, non la asservisce, aiuta gli insegnanti, non li sostituisce.

Per le scuole medie invece nascono programmi come le sette Lezioni sugli strumenti musicali, tenute da un famoso musicista.

Per quanto riguarda i programmi comici: sulla rete Rossa grande successo di Hoop-la! un numero continuo di nuovi personaggi, cha continuavano a ravvivare l'interesse degli ascoltatori per una formula in realtà molto ripetitiva e ricca di satira, con obiettivi piuttosto conformistici dal carattere talvolta qualunquistico.



In questi anni matura la figura di Alberto Sordi, il primo ad ottenere uno programma tutto per sé sulla Rete Rossa, Vi parla Alberto Sordi: da subito ha grande successo, ed il suo programma diventa un appuntamento per molti.


3. Programmi per tutti

In ogni caso, erano sempre la musica leggera e la canzone melodica ad occupare il maggior numero di ore di trasmissione.

Programmi per bambini: permane l'intento educativo, ma non si guarda più al modello degli antichi, bensì a quello della società di massa, a causa della crescente americanizzazione.

Musica: la radio non si adatta agli stili di vita notturni, gli ascoltatori si aspettano di sentire la musica dei locali, ma la radio (per la sua missione educatrice) ricorda loro la bellezza dello star in pantofole a casa propria, lontani dalla musica contemporanea.


Intanto si celebra a reti unificate il venticinquesimo anniversario dalla fondazione della radiofonia, ed anche nei discorsi ufficiali si rimarca prevalentemente la funzione di pacificatore sociale che la radio ha assunto nell'immediato dopoguerra. Si cita solo di sfuggita la continuità rispetto all'età fascista, ponendo invece l'accento sulla ripresa.

Il 1950 rappresenta per la radio italiana un anno di svolta, per una serie di eventi importanti:

  • a febbraio diventa presidente un giornalista poco noto, Cristiano Ridomi, che gestisce la delicata fase di passaggio alla Sip all'Iri del pacchetto di maggioranza dell'azienda e la sua ristrutturazione interna.
  • Programma Il microfono è vostro, dedicato agli aspiranti cantanti, attori, ballerini: è sintomo di un'Italia che si preoccupa del proprio posto di lavoro, che tenta in tutti i modi di emergere. Il programma aveva una collocazione di tutto rispetto: il sabato in prima sera.

Intanto la Rai si fa propaganda creando delle Radiosquadre, ovvero delle squadre di 4 persone che giravano l'Italia pubblicizzando l'azienda Rai.

Grande successo ebbe anche la trasmissione La catena della felicità, che raccoglieva fondi per i bambini mutilati in guerra e per gli orfani; il successo fu tale che l'anno successivo fu anticipata di un mese!


Premi indetti nel 1950: testimoniano che la radio ha intrapreso la strada dell'autopromozione

Microfono d'argento per annunciatori ed autori di commedie radiofoniche

Maschera d'argento per il teatro






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