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Sallustio - vITA, LA OPERE

latino




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Sallustio

Vita: nato nell'86 a.C. ad Amiterno,in Sabina,da famiglia benestante,trascorse una giovinezza inquieta a Roma. Intraprese la carriera politica appoggiandosi ai populares,la fazione k s contrapponeva all'oligarchia del senato. In qualità d tribuno della plebe,nel 5 242f56c 2,condusse una campagna contro Milone,uccisore d Clodio,e contro il suo difensore Cicerone,attirandosi la vendetta della parte oligarchica,k nel 50 lo fece espellere dal senato con l'accusa d immoralità per l'adulterio con la moglie d Milone. Qst fatto portò Sallustio a schierarsi in favore d Cesare durante la guerra contro Pompeo;venne riammesso in senato e ottenne la pretura. Nel 46 ottenne il governo della Numidia e approfittò per accumulare ricchezze,k investì nella costruzione della villa horti Sallustiani. Qui s ritirò qnd ormai la morte d Cesare aveva sancito la fine della sua carriera. Si dedicò all'attività d storiografo,finchè la morte lo colse nel 35 o nel 34 a.C.

Le opere:

il De coniuratione Catilinae: dal 43 al 40 a.C. è una monografia storica dedicata a un tentativo d eversione. Catilina,un nobile decaduto e spregiudicato,dopo aver tentato d ottenere il consolato,s era visto respinto per i suoi metodi violenti. Approfittando del vuoto di potere lasciato dall'assenza d Pompeo,impegnato in Oriente nella guerra contro i pirati e poi contro Mitridate,nel 63a.C. decise d tentare l'insurrezione armata. Scoperta la congiura,il console Cicerone arrestò i responsabili e li fece giustiziare senza concedere loro il diritto di appello al popolo previsto per la condanna a morte d cittadini. Catilina,k aveva raggiunto in Etruria Manlio a capo d un esercito k avrebbe dovuto marciare su Roma,affrontò la milizia governativa e cadde combattendo nella battaglia d Pistoia. La congiura era una delle manifestazioni della crisi politica della repubblica e in tal senso Sallustio è volto a interpretarla:essa rientrava in una serie d episodi d turbolenza politica k erano partiti dalla crisi graccana e erano destinati a sfociare nelle guerre civili tra Cesare e Pompeo e tra Ottaviano e Antonio. L'esito estremo della crisi istituzionale sarà il ridimensionamento dell'autorità del senato e la fine della repubblica e il passaggio al regime personale del principato.




Il Bellum Iugurthinum: è una seconda monografia nella quale illustra una tra le prime manifestazioni della rivalità tra l'oligarchia senatoria e il partito dei populares. S tratta della guerra k fu combattuta tra il 111 e il 105 a.C. contro il re d Numida Giugurta,il quale,dopo aver usurpato il regno a danno dei cugini Adertale e Iempsale,aveva messo a dura prova la classe dirigente romana,divisa tra l'intervento bellico voluto dai populares,favorevoli a una politica espansionistica, e la connivenza pagata al senato dall'oro del re. La vicenda dimostrava la corruzione e la debolezza del senato e l'esistenza d forze sane,capaci di un vero rinnovamento,nella parte democratica,della quale era espressione Mario,l'homo novus k era stato l'artefice della vittoria. Ma la condanna d Sallustio colpisce il mos partium et factionum,la contesa tra fazioni in lotta k la guerra giugurtina aveva alimentato e k sarebbe cresciuta fino a diventare un vero regime,a danno dello stato lacerato dalle discordie.

Le Historiae: qst opera,per noi perduta,segnava il passaggio dell'autore dalla monografia alla narrazione storica e trattava in 5 libri gli avvenimenti dalla morte di Silla(78) al 67,continuando l'opera d Cornelio Sisenna. Iniziate intorno al 39 e rimaste incompiute per la morte dell'autore,le Historiae dovevano forse giungere fino al 63:a noi siamo pervenuti solo 4 discorsi e 2 lettere oltre a circa 500 frammenti. La lettera più nota è qll in cui Mitridate,re del Ponto,cerca d indurre Arsace,re dei parti,a una coalizione antiromana. In essa Sallustio dà voce alle rivendicazioni dei nemici accogliendo qll tematiche d propaganda antiromana e antimperialista. Anche qst lettera è un indizio del radicale pessimismo k pervadeva l'opera:Sallustio stimola a ripensare agli aspetti morali della conquista,manifestando sdegno per il malgoverno con cui i romani sfruttavano le province e timore di una riscossa dei regni orientali forti dell'appoggio dei parti.

Le opere d incerta attribuzione: Quintiliano attribuisce a Sallustio una Invectiva in Ciceronem,ritenuta apocrifa e due Epistulae ad Caesarem senem de re publica,contenenti precetti sul buon governo e sull'opportunità d porre un freno alla corruzione ma forse un abile imitatore.

Il pensiero politico: la figura d Sallustio è segnata dalla crisi k pervadeva la sua epoca e nella questione istituzionale k vide il passaggio dalla repubblica al principato. Dei provvedimenti assunti da Silla,l'esautorazione del tribunato della plebe fu cancellata,ma il potere attribuito agli eserciti,la proscrizione degli avversari politici,i metodi dittatoriali furono tutte misure gravissime. La costituzione d Silla non aveva fatto altro k tamponare le numerose falle del governo oligarchico,k s rifiutava d aprire il senato ai ceti emergenti. Proprio agli anni successivi al 70,qnd Pompeo e Crasso smantellarono la riforma sillana e ripristinarono l'autorità dei tribuni,Sallustio attribuisce la radicalizzazione della lotta politica nello scatenarsi del regime dei partiti,il mos partium et factionum,individuato come la principale causa di malessere della sua epoca. Nel 63 la congiura d Catilina,nel 58 l'esilio d Cicerone,poi gli atti terroristici e gli scontri tra le bande armate d Milone e Clodio,fino all'uccisione d costui nel 52,dalla marcia d Cesare su Roma nel 49 alla battaglio d Farsalo nel 48 e alla successiva dittatura a vita d Cesare. Degli avvenimenti successivi alla morte di Cesare fu solo spettatore. Egli potè rendersi conto k l'eliminazione fisica dell' uomo non era sta una misura risolutiva: l'accenno alle proscrizioni dei Trenta tiranni e di Silla nel discorso d Cesare sono qualcosa di piu k velate allusioni alle proscrizioni triumvirati del 43,e nell'allusione al futuro console,k al comando d un esercito s sarebbe macchiato d esecrabili proscrizioni,non s può vedere un'allusione al giovane Ottaviano. Secondo il De coniuratione Catilinae l'antidoto allo strapotere del senato va cercato nel moderatismo sociale della politica d Cesare,fondata sul rispetto della legalità e della proprietà privata,sulla salvaguardia dei possidenti,sulla ricerca,attraverso la proverbiale clementia,di un compromesso fra i vari ceti. Anche se è probabile k la dittatura lo avesse deluso soprattutto per il peso dato all'esercito,k lo storico giudicava un elemento d disturbo in vista del rinnovamento etico-politico in cui ancora credeva.



La scelta del genere storiografico: è Sallustio stesso a giustificare la scelta d coltivare la storiografia. Per il cittadino romano era più importante costruire la storia con l'azione politica k scrivere storia. Ma per Sallustio l'alternativa non era più praticabile: nell'ultimo secolo della repubblica il cittadino s rendeva conto k non gli era più possibile realizzarsi compiutamente nella dedizione dello stato. Dopo l'annalistica (cronaca degli eventi condotta anno per anno) in lingua greca,si era giunti nel II sec a.C. a una produzione in lingua latina in cui s distinse Catone Censore,affiancata più tardi dalla monografia storica. Sallustio risente d alcuni modelli: lo storico greco Tucidide,la storiografia greca d età ellenistica e Catone. Da Tucidide Sallustio desume procedimenti compositivi,i discorsi e gli excursus,ma soprattutto l'attenzione per le cause politiche e per l'analisi delle forze in campo,senza escludere l'intervento della fortuna,la tyche. Dalla storiografia d scuola isocratea, in particolare dagli storici del IV secolo Eforo e Teopompo,Sallustio coglie invece la tensione morale,il gusto per l'introspezione psicologica e la cura dello stile. L'influenza ellenistica s riconosce nel gusto per l'elemento patetico e soprattutto nell'arte ritrattistica con cui lo storico ama delineare i protagonisti e i personaggi estranei all'azione. Da Catone Censore derivano i tratti stilistici improntati ad arcaismo,i quali riflettono la devota ammirazione d Sallustio per la moralità del passato,assunta a modello del risanamento etico-politico auspicato per l'età contemporanea. Tutti qst elementi trovano unità in una tecnica narrativa originale,k mira alla concentrazione sul tema essenziale e alla eliminazione dei dettagli minori.

La lingua e lo stile: le scelte sallustiane sono agli antipodi della simmetria e della concinnitas ciceroniane:esse risentono del modello di Tucidide,irrobustito dall'apporto d Catone Censore e della poesia epica arcaica. La brevitas è la concentrazione o rapidità espressiva,raggiunta grazie alle ellissi,agli asindeti,all'uso d termini astratti,alle concordanze d senso,alle brachilogie,agli zeugmi. L'uso frequente del discorso indiretto e degli infiniti storici o narrativi in serie e in asindeto. La varatio consiste nel rompere la simmetria del periodo. S affida alla varietà lessicale,all'alternanza dei nessi,alla paratassi e alla disarticolazione sintattica. Nello stile antitetico Sallustio esprime la sua stessa natura inquieta e la drammaticità dei caratteri e delle situazioni. La patina arcaizzante fornisce un riscontro stilistico alla gravità austera del giudizio morale. Sono ricorrenti le figure retoriche,sia d aprola sia d pensiero.







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