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Repubblica della Sierra Leone

geografia economica


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Repubblica della Sierra Leone



Superficie: 71.759 Km.............Superficie: 301.336 Km²(dati Italia)
Abitanti: 5.427.000 (stime 2001).......... Abitanti:

Densità: 76 ab/Km²..............Densità:
192 ab/Km² Forma di governo: Repubblica presidenziale...Forma di governo: Repubblica parlamentare
Capitale: Freetown (669.000 ab.)......... Capitale:
Roma (2.542.000 ab.)
Altre città: Koindu 125.000 ab., Bo 64.000 ab.
Gruppi etnici: Mende 34%, Temne 31%, Kono 6%, Limba 4%, Creoli 2%, altri 23%
Paesi confinanti: Guinea a NORD ed EST, Liberia a SUD-EST
Monti principali: Bintimani 1948 m
Fiumi principali: Sewa 325 Km
Laghi principali: -
Isole principali: Sherbro 670 Km²
Clima: Tropicale
Lingua: Inglese (ufficiale), dialetti etnici
Religione: Animista 30%, Musulmana 30%, Cristiana 10%
Moneta: Leone della Sierra Leone




Indice di sviluppo umano : 0,275 (173° posto nel Human Development Report 2002 di UNDP)

Natalità : Mortalità Infantile : 14,68% (2003)

Analfabeti :

Debito Estero : 1,5 billion $ (2002)


Repubblica indipendente dell'Africa occidentale; confina a nord e a est con la Guinea, a sud-est con la Liberia, mentre a ovest e a sud-ovest si affaccia all'oceano Atlantico 848d36i . 
La pianura occupa circa i due terzi del territorio e si allarga in una fascia che scorre parallelamente alla costa. 
Alle spalle della pianura si innalza un modesto altopiano, dal quale emergono alcuni massicci più elevati (altezza massima 1.948 m nel monte Loma). Le coste sono basse e assai articolate, presentano lagune e baie e sono fronteggiate da isolotti. Numerosi i fiumi che si gettano nell'Atlantico, come il Rokel, il Taia, il Sewa e il Moa; nell'altopiano si aprono invece bacini come quello di Kenema. 
Il clima, tropicale, presenta temperature elevate durante tutto il corso dell'anno con una stagione estiva piovosa e una invernale più asciutta, dominata dai venti continentali di nord-est. 
La Sierra Leone si colloca tra i più popolosi paesi dell'Africa: la maggior parte della popolazione si concentra nella fascia costiera e collinare del paese. 
Etnicamente la popolazione è assai diversificata; prevalgono i popoli sudanesi, che si sono sovrapposti in successive andate alle tribù preesistenti. 
Freetown è la capitale; dotata di un importante porto, è sede anche del più antico istituto universitario dell'Africa occidentale, il Fourah Baj College, fondato nel 1827. Tra gli altri centri importanti si annoverano Koindu, Bo, Port Loko, Kenema, Makeni. La maggioranza della popolazione (70%) vive tuttavia in villaggi isolati. 
La Sierra Leone si presenta come uno dei più poveri paesi africani, anche se non mancano numerose risorse minerarie (diamanti, minerali di ferro, bauxite). Ciò è dovuto principalmente al fatto che società straniere sfruttano i giacimenti minerari, pagando al governo somme del tutto insufficienti a promuovere investimenti. 
Anche l'agricoltura di sussistenza, realizzata con tecniche arretrate e su piccoli appezzamenti, è insufficiente al fabbisogno interno (manioca, mais, riso, sorgo e miglio). 
Numerose sono le colture industriali, soprattutto la palma da olio (nella zona pianeggiante), il caffè e il cacao (nella zona collinosa). Sono presenti anche prodotti ortofrutticoli (agrumi, pomodori), piante tessili e zenzero. 
Di scarsa rilevanza è l'allevamento del bestiame e limitato è il settore della pesca, nonostante la ricchezza delle acque costiere; manca infatti un'organizzazione dell'attività peschereccia e conserviera. 
Principale risorsa del sottosuolo sono i diamanti: il governo si è assicurato il controllo e la commercializzazione del prodotto attraverso l'Ente di Stato Diminco (Diamond Mining Company). Abbastanza ricchi sono anche i giacimenti di ferro e bauxite. 
L'industria è scarsissima: di un certo rilievo è solo la raffineria di petrolio di Kissy, presso la capitale, accanto ad alcuni stabilimenti di trasformazione dei prodotti agricoli e forestali. Sono in progetto impianti metallurgici per la lavorazione della bauxite. 
STORIA Il portoghese Pedro de Sintra scopre nel 1462 la penisola che domina allora il regno Sapes, e gli assegna il suo nome attuale (montagna del leone=Serra Lyoa). Nel XVI sec. guerrieri di origine mandé, provenienti dall'interno del paese, invadono la regione e forniscono di schiavi i negrieri europei. Nel XVII sec. i commercianti britannici sostituiscono i portoghesi. Nel 1787, a seguito di numerose campagne antischiaviste, il governo britannico crea Freetown per i primi schiavi liberati della Nuova Inghilterra e delle Antille. Nel 1808 la Sierra Leone diventa colonia della corona. Per tutto il XIX sec., l'interno del paese costituisce un protettorato, entità amministrativa distinta dalla colonia, mentre la frontiera viene fissata con la Liberia e la Guinea. Nel 1924 la Sierra Leone riceve la costituzione. 
Nel 1947 si ha una seconda costituzione che entra in vigore nel 1951. Nel 1961 la Sierra Leone diventa indipendente all'interno del Commonwealth. Dopo dieci anni di stabilità politica, nel 1971, è proclamata repubblica. Il suo presidente, allo stesso tempo primo ministro, è Siaka Stevens che instaura nel 1978 un sistema di partito unico. Nel 1985 il generale Joseph Momoh succede a S. Stevens, dimissionario.

GUERRA CIVILE



Ottenuta l'indipendenza dalla Corona Inglese nel 1961, il paese muove i primi passi tra la crescente corruzione del governo e le lotte per il controllo delle miniere di diamanti, bauxite, ferro e rutilio, di cui è ricco il territorio.

La già grave situazione socio-economica del paese si è ulteriormente aggravata con la guerra civile che ha avuto luogo dal 1991 al 2002, quando la guerra in corso in Liberia sconfinò nel paese innescando tensioni interne latenti e gli interessi economici legati alle compagnie di diamanti. Infatti la Sierra Leone dispone d'enormi risorse: giacimenti di diamanti, d'oro, di bauxite e di rutilio; ha un territorio che permetterebbe colture diversificate (caffè e cacao nel sud, tabacco e arachidi al nord) e un mare molto pescoso, oltre ai vantaggi del porto naturale di Freetown, protetto dalla penisola su cui sorge la capitale. 
Eppure la maggior parte della popolazione è estremamente povera.
La situazione infatti degenera in lotta armata nel 1991, quando dalla vicina Liberia un gruppo di ribelli riuniti nel Fronte Unito Rivoluzionario (RUF),appoggiato dalla Liberia del presidente Taylor e dal Burkina Faso, famigerato per la pratica delle amputazioni di gambe, braccia, orecchie e naso (30mila persone le hanno subite), recluta giovani e diseredati per combattere contro la corruzione dell'ONU.. Nel 1992 nonostante la transizione democratica avviata nel 1991, il generale Momoh viene rovesciato da un colpo militare. Il nuovo potere, sotto la guida del capitano Valentine Strasser, deve far fronte a una ribellione che si sviluppa nell'est del paese, alla frontiera con la Liberia. Nel 1996 il capitano Strasser è deposto da un colpo di stato militare. Nel giugno del 1997 la situazione politica interna della Sierra Leone precipita e i marine statunitensi sono costretti a portare in salvo gli stranieri durante gli scontri a fuoco nella capitale. Donne e bambini sono stati oggetto di orribili violenze e abusi, migliaia di giovanissimi tra i 4 e i 16 anni sono stati arruolati come bambini-soldato (nel 2000 il 30% dei combattenti avrà meno di 15 anni), marchiati a fuoco con le sigle dei gruppi ribelli, drogati e costretti a uccidere, mutilare e commettere abusi sessuali.
Il 90% delle bambine rapite dai ribelli sono state violentate, molte di esse sono poi state uccise o ridotte in schiavitù.
Nel febbraio del 1998 le forze dell'ECOMOG (comunità economica dell'Africa occidentale) assumono il controllo della capitale; in marzo il presidente Kabbah, espulso nel 1997, ritorna e riprende il potere. A difendere la capitale Freetown e la popolazione civile dalle violenze del RUF, che controlla le miniere di dimanti della parte est del Paese, c'è un massiccio contingente ONU, formato in gran parte da soldati Nigeriani, dispiegato a protezione della tregua del luglio '99. Tregua che il RUF ha rotto nel maggio del 2000, riprendendo le ostilità contro il governo di Freetown e rapendo 500 caschi blu
. Già nel 2002 il segretario generale delle Nazioni Unite Kofi Annan ha proposto una sostanziale riduzione della presenza di Caschi Blu in Sierra Leone. Il contingente di pace, che conta 17.000 uomini dovrebbe essere ridotto di 6000 unità entro fine anno, ed entro la fine del 2004 dovrebbe arrivare a non più di 5000 persone. Per giustificare la proposta di riduzione delle truppe (che dovrebbe essere discussa dal Consiglio di Sicurezza) Kofi Annan ha sottolineato i progressi fatti registrare dal processo di pace nel paese, culminato con le elezioni che si sono tenute nel maggio 2003. Ciononostante, la situazione resta instabile e proprio per questa ragione il Segretario dell'ONU  ha precisato che il programma di ritiro sarà graduale: in particolare, bisognerà testare la possibilità del governo locale di garantire la sicurezza nelle zone più a rischio, come il confine con la Liberia e le regioni diamantifere.

Oggi, nonostante i progressi in termini di stabilità politica interna e d'assistenza umanitaria alla popolazione, le condizioni di vita restano molto gravi e la popolazione della Sierra Leone non ha accesso ai servizi di base.
 Il conflitto ha intaccato gravemente la capacità delle famiglie di soddisfare i bisogni primari, quali un'alimentazione adeguata, l'accesso all'acqua potabile e ai servizi igienico-sanitarie.
Le donne e i bambini sono le vittime principali della povertà in cui versa il paese, come tragicamente dimostrano i tassi di mortalità, tra i più alti al mondo nonostante la riduzione della mortalità infantile negli ultimi anni che, dal 2001 è passata da 316 bambini morti ogni 1.000 nati vivi al dato attuale di 283 decessi prima del 5° anno di vita.







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