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IL GIGANTE CHE TEMEVA IL BUIO - Morire per delle idee. Va bene, ma di morte lenta

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(articolo di giornale sul film "Il miglio verde" )

IL GIGANTE CHE TEMEVA IL BUIO

                    Morire per delle idee. Va bene, ma di morte lenta.

C'era un gigante che stava tutto il giorno in una gabbia e il tempo scorreva lentamente come le immagini di 858h76i un film. C'era un film che scorreva lento, come le giornate del gigante che temeva il buio.

Un film che parla di uomini che uccidono altri uomini. Di uomini che soffrono per i loro errori. Di uomini che soffrono per una malattia. Di uomini che provano emozioni. C'era un film che ti insegnava; al mondo ci sono uomini cattivi che in ogni momento fanno del male. E uno stato che assecondava le follie dell'occhio per occhio, dente per dente. Parenti e amici con il desiderio di vendetta e giustizia.

C'era una volta una storia, di un uomo francese che aveva commesso errori imperdonabili e che poi si era pentito.

Di un uomo italo-americano sostenuto nella sua lotta per la vita.

Perché decidere sulla vita e sulla morte di un uomo non è compito nostro. C'era una storia che ci insegna che pentirsi non basta.

Nel miglio verde le storie si intrecciano e sfumano la realtà dalla narrazione. Scorrono lente di fronte a occhi che in silenzio partecipano alle loro storie, in stanze buie guardano racconti narrati con immagini e suoni e siedono su sedie comode dove i loro cuori battono forte cercando di controllare il respiro. Cercando emozioni, si dirà, una storia da far venire il cuore in gola. Che la pena di morte è una vigliaccheria. Nella mente la scena in cui un gigante sta per morire sulla sedia elettrica, tanti uomini di fronte come zanzare maligne cercano vendetta e pungono come il capro espiatorio. E poi la realtà. Raccolte di firme, campagne contro la pena di morte. Servizi televisivi.

Quello che succede nel miglio rimane nel miglio. Ci sono uomini che sono cresciuti con idee di democrazia e giustizia. E tra queste idee la pena di morte. Il dibattito rimane aperto e si dirà quello che è giusto e quello che è sbagliato, le loro ragioni e le nostre.

Emmanuela C.







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