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Figure e aspetti necessari per la gestione del sito

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Figure e aspetti  necessari per la gestione del sito

Il content developer

Il content developer definisce i contenuti del sito e predispone il percorso di navigazione. [1]Egli cura dunque lo sviluppo del prodotto dal punto di vista progettuale e strategico, cui farà poi seguito lo sviluppo tecnico da parte del web-master, del web designer e dell'esperto di database. È necessario che il content developer si confronti spesso con le altre figure professionali e che possieda egli stesso delle buone competenze tecnich 737e48h e in quanto da un lato dovrà stabilire quali saranno i limiti tecnici e di contenuto oltre i quali si rischierebbe soltanto di appesantire o complicare inutilmente la struttura. Chiariti questi aspetti, il content developer dovrà adottare un approccio di marketing, assumendo quindi il punto di vista del consumatore. Nel caso di vendita di un prodotto, dovrà effettuare una preventiva ricerca di mercato, per definire quali siano i bisogni ed i comportamenti di acquisto dei consumatori. Nel caso di contenuto editoriale invece si tratta di capire il target e le informazioni che esso cerca. Per fare questo deve ragionare secondo la mentalità del cliente. Che cosa cerca il visitatore del nostro sito? Vuole conoscere il prezzo? Sta cercando un servizio aggiuntivo? Acquista per convenience o per value? Perché dovrebbe scegliere noi? In che cosa si differenzia il nostro servizio/prodotto da quello dei competitori?



Per rispondere a queste domande può essere utile consultare o effettuare studi di mercato. Un tipo di test qualitativo sono i cosiddetti fucus group. In queste ricerche un coordinatore stimola la discussione di un gruppo di persone che appartengono al target individuato. Vengono sottoposte loro alcune idee, alcuni claims e vengono chiesti suggerimenti. Il risultato è un'indicazione di preferenza del consumatore di tipo qualitativo, poiché si tratta in realtà sempre di opinioni. Queste indicazioni possono essere molto utili e aiutano a riflettere con la forma mentis del nostro target.

Spesso queste indicazioni non sono sufficienti ed è necessario procedere ad una indagine di mercato di tipo quantitativo. In questo caso si tratta di test di uso del prodotto (i cosiddetti CUT, ovvero Consumer Usage Test). Al visitatore viene chiesto di utilizzare per un certo periodo un sito e allo stesso tempo quello del maggiore concorrente. In seguito viene sottoposto un questionario al visitatore in cui si confrontano dettagliatamente tutti gli aspetti dei due prodotti/servizi. Proprio per il fatto che il "prodotto" è stato usato, che i records dei questionari sono precisamente confrontabili, oltre che per l'ampiezza del campione utilizzato, i risultati possiedono un grado di affidabilità e di prevedibilità piuttosto elevati.

Di solito è condizione discriminante al lancio di un prodotto/servizio che si riscontri una certa preferenza rispetto al maggior concorrente. Viene infatti fissato a priori un determinato action standard, quale potrebbe essere la preferenza 70/30 contro il miglior concorrente.

Nella economia dei nostri giorni spesso il vecchio motto "First plan, then act" molto corretto in un contesto economico " stabile", viene capovolto e diviene "Act & Plan". È necessario cioè muoversi in fretta per massimizzare le opportunità e per consolidare quanto prima le proprie posizioni. Inoltre, il lasso temporale intercorrente tra la pianificazione e lo sviluppo del progetto può essere sufficiente per vedere un radicale cambiamento del contesto in cui si andrà a operare e per falsare quindi la pianificazione. Nell'economia odierna i tempi sono molto rapidi, altrettanto rapida deve essere quindi la fase della ricerca. A volte devono bastare i focus groups e indicazioni di massima dei consulenti per partire con progetti anche molto dispendiosi. Il livello di rischio si incrementa, ma sembra essere l'unico modo per operare con successo.

2.5.2  Il web design

IL web design riveste un'importanza strategica nello sviluppo dei un sito web qualunque sia il livello di notorietà del brand presentato.

Nel caso di un marchio noto ed affermato, una presentazione poco professionale e poco all'avanguardia potrebbe ledere l'immagine aziendale. Nel caso invece di brand  poco affermati o dello start-up di un nuovo progetto, uno dei pochi elementi su cui il visitatore può basarsi per valutare la serietà ed affidabilità del sito è proprio il design. È noto infatti che, a parità di contenuti, l'utente ripone maggiore fiducia nel sito con un design più curato e moderno, poiché ritiene che dietro le quinte vi sia un team professionale ed affidabile.

In primo luogo è necessario valutare il trade-off tra l'appeal e la modernità del design e la velocità di caricamento della pagina web. Un sito ricco di immagini molto pesanti,  film o animazioni è sicuramente all'avanguardia e accattivante, ma può dare problemi quali la lentezza di caricamento delle pagine e l'incompatibilità con le versioni più vecchie del browser per questo sul web non si fa uso di immagini molto grandi, ma si cercano di valorizzare immagini più piccole e leggere. È molto diffuso anche l'uso di thumbnails, ovvero di immagini di piccole dimensioni, che a richiesta possono venire ingrandite: in questo modo non è necessario caricare tutte le immagini, ma è sufficiente visualizzare un'anteprima: sarà l'utente a scegliere quale osservare con più attenzione.

Una seconda considerazione riguarda il layout del sito web. Inizialmente il format di riferimento era il "magazine", si cercava cioè di assomigliare il più possibile a una rivista. Oggi esistono anche altri modelli: il minimalismo e la navigazione ad albero.

Il minimalismo è uno stile di design essenziale ma elegante. È difficile da ottenere, anche se appare semplice. Il suo motto è  "la perfezione non si raggiunge quando non c'è più nulla da aggiungere, ma quando non c'è più nulla da eliminare". È dunque uno stile che colpisce per la semplicità e purezza delle sue forme. Uno stile più espressivo, seppur indicato in talune circostanze, finirebbe per confondere il navigatore e per trasmettere un'immagine poco chiara.



Il secondo modello è invece la navigazione ad albero. Il sito che la propone cerca di capire, con domande o attraverso la selezione di immagini semplici e chiare, quali siano le esigenze dello user, per poi portarlo subito alla pagina desiderata.

Una terza considerazione riguarda i colori. È necessario sapere che ad ogni colore viene associata una serie di valori e di significati. il blu ad esempio viene considerato il colore dell'ufficialità e della credibilità, mentre il nero evoca tradizionalmente eleganza, lusso e ricercatezza. Il significato dei colori tuttavia cambia nel tempo e può anche variare da cultura a cultura. L'uso dei colori cambia anche a seconda del target di riferimento e dell'immagine che si vuole conferire alla propria offerta. I siti di finanza e i siti in qualche modo "istituzionali" fanno molto uso del blu, proprio per esaltare i concetti di credibilità e di sicurezza che a questo colore sono connessi. Si tenga conto che il colore preferito per il 35% delle persone è il blu, seguito a forte distanza da tutti gli altri colori. Con questo colore, quindi, si può andare sul sicuro, ma si rischia anche di conferire un'immagine troppo convenzionale e poco giovane.

È necessario anche scegliere, in base al proprio target, il proprio corporate color. Tutti i buoni brand dovrebbero essere definiti e riconoscibili anche solo attraverso un colore, come il verde di Omnitel o l'arancione di Wind. È necessario dunque scegliere un colore che compaia nel proprio logo ed attenervisi in tutto il sito, in modo da rafforzare l'identificazione del colore con il brand. questo elemento aiuta la memorizzazione e il successivo recall e può anche contribuire a trasmettere i valori di marca. Si utilizzi dunque lo stesso colore dominante e la stessa linea grafica in tutto il sito in modo da conferire un senso di unitarietà e di riconoscibilità all'intero progetto.

2.5.3  Database managment

La struttura di database rappresenta una parte molto importante e critica nello sviluppo di un sito web. Il sito necessita infatti di una serie di database, quale il database prodotti, clienti, fornitori, ordini, utenti iscritti, registrazione del traffico e così via: bisogna quindi che siano integrati e facilmente consultabili. I database sono solitamente aggiornabili (aggiungendo un record, ad esempio) e consultabili direttamente online. In questo modo l'upload e il download di dati dal server può essere effettuato attraverso Internet da qualunque computer, senza che sia necessario operare direttamente in rete o esclusivamente su server. I database più diffusi sono quelli di tipo relazionale, ovvero i database in cui le tabelle sono tutte collegate tra loro attraverso chiavi primarie e secondarie. Un database è un insieme di informazioni collegate a un oggetto o a uno scopo particolare. In pratica è possibile considerare i database come enormi contenitori in grado di conservare le informazioni registrate in formato digitale, quindi non soltanto documenti di testo ma anche immagini, filmati, suoni e così via. Un database può essere facilmente immaginato come un'enorme tabella, composta da righe dette record, e di colonne, dette campi. In queste righe e in queste colonne l'utente può inserire i propri dati. Ciascun record contiene i dati relativi a un singolo oggetto del database mentre ciascuna colonna contiene tutti i dati di un certo tipo. Le tabelle sono le strutture del database che contengono i dati. Un database può essere composto da più tabelle, ciascuna delle quali contiene dati tra loro correlati. Per esempio un database generico per un rappresentante potrebbe contenere una tabella di clienti, una tabella di fornitori, una tabella di fatture e così via.

Le maschere sono interfacce che consentono di visualizzare e aggiornare le informazioni dei database. In realtà è anche possibile inserire i dati direttamente nelle tabelle, ma l'uso delle maschere rende il lavoro molto più semplice, anche a chi non ha materialmente progettato il data base.

La query è lo strumento che consente di individuare e recuperare solo i dati desiderati. In pratica, con la query si interroga un database sul suo contenuto, costringendolo, per esempio, a restituire esclusivamente i clienti di una certa provincia o i fornitori con un determinato fatturato.

I report sono schemi predefiniti che consentono di analizzare o stampare i dati con impaginazioni particolari. Si tratta di un sistema facile e rapido per organizzare le informazioni in maniera comprensibile.

I database relazionali sono archivi elettronici che memorizzano le informazioni in tabelle. A differenza dei primi database, quelli relazionali consentono di associare i dati di una tabella con quelli di un'altra, attraverso i valori corrispondenti delle tabelle; ciò consente di inserire ogni informazione una sola volta. Questo fatto, oltre a rendere il database più efficiente, riduce al minimo gli errori di immissione dei dati.




Il modo più semplice per progettare un database consiste nel lavorare su carta. Le informazioni ricavate dalla prima analisi debbono essere suddivise tenendo conto di alcune considerazioni importanti. In primo luogo le informazioni inserite in una tabella non dovrebbero essere ripetute nella stessa o in altre tabelle, tranne alcune eccezioni rappresentate dai dati condivisi tra più  tabelle per la realizzazione delle relazioni. Se un'informazione è stata inserita in una sola posizione, l'aggiornamento può avvenire solo in quella posizione; se invece i dati sono ridondanti, c'è il rischio che un campo inserito in due tabelle diverse contenga valori diversi nelle due tabelle.

In secondo luogo si deve mantenere la "consistenza dei dati". Ogni tabella deve contenere informazioni relative allo stesso argomento. Ciò consente, oltre che di mantenere un certo ordine, di eliminare o aggiungere nuovi campi in una tabella senza perdere informazioni relative ad altri campi.

2.5.4   Il marketing manager

Il ruolo del responsabile marketing assume nelle società che fanno e-commerce una rilevanza maggiore che nelle aziende tradizionali. Il rapporto diretto con il consumatore finale e la necessità di compensare la virtualità dei rapporti con una adeguata comunicazione, fanno di questo manager una figura chiave, cui porre una particolare attenzione.

Il direttore marketing si occupa innanzitutto del prodotto da porre in vendita. Verrà dunque a costituirsi una matrice prodotti/mercati: ogni casella di questa matrice dovrà essere valutata attentamente. È necessario prevedere la domanda di un prodotto in ogni suo mercato tenendo anche conto delle altre variabili del marketing mix, quali il prezzo e le dinamiche di comunicazione. Una volta definiti i tasselli della matrice cui dare priorità, è necessario approfondire il livello di conoscenza del prodotto e del mercato scelti, individuando le marche di maggior appeal, i trend della domanda e il segmento cui fare riferimento. A questo punto sarà opportuno contattare i fornitori più interessanti e cercare una partnership logistica, per minimizzare lo stoccaggio fisico delle merci. Nel caso di servizi, ci si può avvalere inizialmente di terzi che opereranno in outsourcing; nel caso di successo si utilizzerà il know-how delle società esterne per fornire il servizio in proprio ed in maniera più personalizzata e confacente alle richieste del proprio mercato. Il rapporto con i fornitori deve essere instaurato non sulla base di una mera fornitura, ma deve essere visto come una vera partnership. In questo modo si sarà facilitati nella stesura del content, in quanto si avrà una conoscenza più approfondita del prodotto, del target di riferimento e del processo produttivo. I fornitori di prodotti o servizi sono insomma anche fornitori di informazioni e aiutano a meglio comprendere il prodotto, il suo pubblico e le sue peculiarità.

Definito il prodotto è opportuno approfondire la conoscenza delle caratteristiche del target di riferimento, caratteristiche che andranno poi "incrociate" con le variabili sociali e psicologiche dell'utente Internet. In questo modo sarà possibile comprendere se il target specifico è in linea con l'utente Internet tipo o se è necessario limitare il proprio ambito ai consumatori del proprio target generale che si trovano online.

È necessario insomma chiedersi se il propri target sia facilmente raggiungibile online o quale parte di esso lo sia. Si supponga di vendere libri di storia medioevale e che il target siano studenti universitari oppure persone in una fascia di età elevata. Se nel mercato di riferimento le persone mature tendono a non essere informatizzate, il target cui si farà riferimento sarà solo quello degli studenti universitari, che invece risultano possedere un alto tasso di penetrazione su Internet.

Individuato il prodotto ed il target, occorre prendere possesso di una chiara visione dello scenario competitivo del mercato di riferimento e poi definire il proprio mix competitivo.



[1] Riferimenti tratti dal libro "Marketing Digitale" di Alberto Vico e Marco Nicolello







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