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Seneca (De tranquillitate animi, 4, 1)

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Seneca (De tranquillitate animi, 4, 1)

Mi sembra, Sereno carissimo, che Atenodoro si sia chinato in troppo poco tempo, e troppo rapidamente si sia ritirato. E io non avrei negato che talvolta si debba cedere, ma gradatamente, arretrato il passo, intatti i vessilli, salva la dignità militare: sono più invidiabili 444b18e e al riparo dei loro nemici coloro che giungono alla fede con le armi. Ritengo che questo debba fare la virtù e l'amante della virtù: se sarà più potente la sorte e toglierà la possibilità di agire, non sfugga subito in direzione opposta ed inerme, cercando dei nascondigli, come se vi fosse luogo alcuno nel quale la sorte non possa inseguirlo, ma più sobriamente si getti nelle cariche pubbliche e trovi con discernimento qualcosa in cui sia utile alla cittadinanza. Non è permesso essere soldato: aspiri alle magistrature. Deve vivere da privato cittadino: sia oratore. E' stato imposto il silenzio: giovi ai cittadini con una tacita arringa di difesa. E' pericoloso anche il foro all'entrata: nelle case, nei teatri, nei banchetti reciti la parte del buon compagno, dell'amico fedele, del mite commensale. Ha perduto i compiti del cittadino: eserciti quelli dell'uomo.

Perciò, per la grandezza dell'animo non ci siamo chiusi nelle mura di una città, ma ci siamo sprigionati nella relazione con tutta la terra e abbiamo dichiarato nostra patria il mondo, affinché fosse possibile dare più ampio spazio alla virtù. Ti è stato precluso il tribunale e sei allontanato dalle tribune e dai comizi: volgiti a guardare dietro di te quante regioni vastissime si aprano, quanti popoli. Non ti viene mai sbarrata una parte così grande che non ne resti una maggiore. Ma bada che tutto ciò non sia il tuo vizio. Non vuoi, infatti, amministrare lo Stato se non da console o pritano o araldo o suffete. E cosa se non vuoi servire nell'esercito se non da comandante o tribuno? Anche se altri occuperanno la prima linea, e la sorte ti avrà posto tra i triarii, milita allora con la voce, l'incitamento, l'esempio, l'animo: tagliate anche le mani, trova in battaglia ciò che giovi alle parti colui che tuttavia resta in piedi ed aiuta con le grida. Che tu faccia una cosa simile: se la sorte ti avesse allontanato dalla parte principale dello Stato, tuttavia resteresti e gioveresti con le grida, e, se qualcuno ti avesse chiuso la bocca, tuttavia resteresti e gioveresti con il silenzio. Non è mai inutile l'opera di un cittadino probo: è stato udito e visto. Con il volto, con un cenno del capo, con la tacita fermezza e con il passo stesso si rende utile.

Seneca (De tranquillitate animi, 4, 1)







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