Caricare documenti e articoli online  
INFtube.com è un sito progettato per cercare i documenti in vari tipi di file e il caricamento di articoli online.
Meneame
 
Non ricordi la password?  ››  Iscriviti gratis
 

Stesicoro

greco


Inviare l'articolo a Facebook Inviala documento ad un amico Appunto e analisi gratis - tweeter Scheda libro l'a yahoo - corso di



ALTRI DOCUMENTI

Erodoto - Libro I
MEDEA IN EURIPIDE E APOLLONIO RODIO
Plutarco 'L'educazione dei figli'1
IL MENONE (sulla virtù) Personaggi
La concezione dell'amore come nasce dal pensiero filosofico epicureo e come viene accolta nella poesia bucolica di Teocrito e di Virgilio.
Elettra
Es.339-
"L'AVARO" di Teofrasto
DISFATTA DEI ROMANI A CANNE
PRIMI MAESTRI DI DEMOSTENE ORATORE

Stesicoro

Sulla sua vita si sa poco e veramente incerto. Si presume sia vissuto a cavallo fra VII/VI sec nella Magna Grecia e anche il suo nome è un problema dato che Stesicoros significava "ordinatore di cori" quindi si presume che sia una sorta di pseudonimo, mentre il suo nome vero fosse Tisia, quasi certamente f 313j91d u sepolto a Catania come ci suggerisce la tradizione. Probabilmente era un citarodo cioè un poeta che eseguiva i proprio canti da solo ma con l'accompagnamento di una cetra. Si pensa inoltre che sia l'inventore, o il perfezionatore, della triade strofica, ovvero del metro utilizzato dalla lirica corale che suddivideva il coroin tre grandi periodi ritmici seguiti poi da un epodo. Già i grammatici alessandrini contavano 26 volumi che comprendevo tutti i suoi componimenti divisi poi per titolo: Orestea, Cicno, Giochi funebri per Pelia, Cigno, Cerbero, Palinodia, Gerioneide, Distruzione di Ilio, Erifile, Elena, Ritorni e i Cacciatori del cinghiale. Molto apprezzato presso gli antichi, soprattutto romani, a noi di Stesicoro è giunto ben poco per tracciare un profilo soggettivo sulle sue opere. Viene comunque definito l'iniziatore di un genere diciamo miscellaneo composto dall'epos, tipico della tradizione omerica ed esiodea, e dalla lirica corale: si propone un sincretismo che piace al pubblico data la forma lirica, in voga in quegli anni, un po' allungata, ma che proponeva i temi tipici della tradizione antica riutilizzati con un accento dorico su una base omerica. L'innovazione di Stesicoro sta nel fatto che non utilizza diciamo l'archetipo di una fonte ma si serve, di polis in polis a seconda della committenza, di miti diversi che lo avrebbero favorito nei suoi successi ed insuccessi. Basti pensare alla leggenda che gira intorno alla sua vista: si dice infatti di Stesicoro che sia stato accecato dai Di oscuri per lo offese riportate nei confronti della sorella Elena e che avrebbe riacquisito la capacità di vedere solo dopo aver composto la Palinodia, una sorta di Encomio di Elena.



  • Elena & Palinodia

L'Elena è un poema diffamatorio nei confronti appunto di questa regina accusata, dalla tradizione e non direttamente da Stesicoro, di adulterio e di essere la causa scatenante della guerra di Troia. Nel frammento 223 Davies infatti colpa di tutto questo viene data al padre, Tindaro, che nella gioia paterna probabilmente onorò tutti gli dei eccetto Artemide, la dea dell'amore, che per vendicarsi gli diede delle figlie bigame, trigame o abbandonamariti: infatti le tindaridi, insieme ad Elena e i due maschi i Dioscuri, sono Clitemnestra e Timandra, entrambi bigame. La Palinodia invece, come dice il nome stesso ritrattazione, smentisce completamente la posizione precedente e giudica Elena innocente in quanto quello che è andato a Troia con Paride sarebbe stato solo un eidolon di Elena, ovvero un simulacro illusorio plasmato dagli dei. Tale ritrattazione è palese nel frammento 192 Davies dove Stesicoro dice esplicitamente "no, non è vero ciò che si racconta." e dove troviamo un'anafora di oude proprio a sottolineare il NON.

Stesicoro fra le figure del mito preferisce quella di Eracle che sceglie per tre delle sue opere: Cicno, Cerbero e Gerioneide. L'ultima è un poemetto che narra la decima fatica del semidivino figlio di Alcmena, cioè quella di catturare i buoi di Gerione un mostro decisamente antieroico nonché antagonista di Eracle nel racconto.

  • Gerioneide

Il poemetto narra della decima fatica di Ercole che inizia un viaggio dalle coste di Tartesso sulla coppa del sole da oriente verso occidente fino ad arrivare sulle coste di Eritia dove dapprima trova ed uccide Euritione, pastore di Gerione, e poi anche il suo padrone,l'orribile mostro con tre corpi uniti sul ventre. Una volta ucciso anche Gerione gli ruba tutti i buoi e fa ritorno a Tartasso dove riconsegna la coppa al Sole. Nell'arco dei quattro frammenti Davies si toccano diverse tematiche come il topos letterario del loci amoeni visitati durante il viaggio, la vittoria dell'eroe sul suo nemico, la ripresa di una similitudine tipicamente omerica e infine la gloriosa restituzione della coppa al suo padrone.




Un altro ritrovamento importante è stato fatto nel 1974 a Lille dove si scoprì un papiro contenente il monologo di una regina, non sicuramente attribuito a Stesicoro, dato che manca la firma dell'autore, ma per peculiarità metriche e tematiche gli viene comunque attribuito.

  • Il monologo di Giocasta (Epicasta)

In questo testo, presentato in forma di monologo, è una regina a parlare, lo so capisce dal verso 232 del frammento 222 Davies, e anche se non è esplicitato il nome si capisce benissimo che è Giocasta, moglie di Edipo, che parla ai suoi figli in lotta, Eteocle e Polinice, per cercare di smorzare questa diatriba dopo che il vate Tiresia aveva previsto la loro morte. Anche su questo testo, come sulle Palinodie, possiamo trovare tradizioni a favore e tradizioni contro, ma sempre assoggettate alle necessità di assecondare il gusto dell'uditorio.

  • L'Orestea

Ispiratrice di opere d'arte come il fregio del tempio di Hera a Sele e l'omonima trilogia di Eschilo, Orestea composta da Agamennone- Coefore- Eumenidi, vede appunto protagonista della vicenda Oreste, il matricida, che torna in patri dopo anni per vendicarsi, su spinta di Apollo, del padre contro la madre Clitemnestra e il suo amante Egisto. A differenza della versione omerica, ambientata a Micene, e di quella eschilea, ambientata ad Argo, teatro della "tragedia" stesicorea è Sparta. Riguardo ai frammenti c'è da dire che non sono facilmente collegabili né fra loro né al tema della storia: infatti nel primo fa una vera e propria recusatio nei confronti di temi aulici e la preferenza di temi lievi e leggeri.







Privacy

Articolo informazione


Hits: 2766
Apprezzato: scheda appunto

Commentare questo articolo:

Non sei registrato
Devi essere registrato per commentare

ISCRIVITI

E 'stato utile?



Copiare il codice

nella pagina web del tuo sito.


Copyright InfTub.com 2019