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L'educazione musicale del bambino nei suoi punti fondamentali: il canto, il ritmo, l'audizione musicale

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L'educazione musicale del bambino nei suoi punti fondamentali: il canto, il ritmo, l'audizione musicale

Notevole è l'arricchimento che l'educazione musicale porta indistintamente a tutti i bam­bini, anche ai meno dotati e ai portatori di handicap e, a proposito di questi ultimi, si possono ottenere davvero grossi risultati da un punto di vista propriamente terapeutico con la musica.

L'educatrice ha parte assai notevole in questo lavoro, sia che possa per 252f55c sonalmente soddi­sfare le esigenze tecniche di un lavoro musicale e guidare le diverse esercitazioni, sia che debba orientare un collega esperto in musica con la sua conoscenza del bambino.

I punti fondamentali dell'insegnamento musicale sono tre.

Il canto per i bambini piccoli non rappresenta solo una ginnastica polmonare o un'edu­cazione dell'orecchio e della voce, ma il soddisfacimento di un bisogno di arricchimento e sviluppo spirituale.

Dobbiamo suscitare nel bambino il gusto per il canto, educando le attitudini e le doti istintive di cui è sempre ricco l'animo infantile.



Si devono scegliere brevi canti con melodie facili adatte nel testo, nella tessitura (cioè nell'altezza dei suoni) e nella linea melodica.

Il testo dev'essere chiaro, senza parole o concetti difficili (possibilmente motivi tratti dal­la musica popolare, come nenie o filastrocche); la tessitura dev'essere limitata, cioè non deve superare le estensioni relative all'età del bambino (vedi il metodo Agazzi), per non correre il rischio di provocare serie conseguenze alle corde vocali e all'ugola; !alinea me­lodica dev'essere morbida e piana, cioè senza improvvisi passaggi di tonalità e senza in­tervalli di difficile intonazione.

I canti vanno preparati con molta cura per la parte musicale, e dobbiamo cercare di su­scitare l'interesse per i canti nel bambino con una preventiva presentazione, ad esempio tramite un racconto, un disegno, un indovinello.

Il problema della respirazione è molto importante per quanto riguarda il canto: i respiri saranno prima indicati dall'insegnante, poi segnati con una virgoletta sulla musica scritta o sul testo, tenendo presente di non dimezzare mai le parole.

La bocca deve avere una forma arrotondata, scopo raggiungibile facendo intonare le cin­que vocali su cinque suoni, o su un suono solo.

Esempio:

Bisogna curare l'esatta emissione della voce in modo omogeneo, affinché il canto si sno­di tranquillo ed uniforme. Il volume deve essere moderato, e su questo dobbiamo insiste­re costantemente poiché il bambino è portato ad usare la propria voce con noncuranza e ad alto volume.

Anche le eventuali stonature devono venire corrette subito e con costanza, per esempio cantando insieme al bambino stonato lentamente e molto vicino al suo orecchio. Infine pensiamo alla « compostezza » dei corpo, che non significa fissità o inquadra­mento ginnico, bensì posizione eretta e morbida del corpo, che così favorisce una buona respirazione e emissione dei suono, evitando eventuali malformazioni.

Il ritmo

Dobbiamo ricordare che, educando il bambino alla ricerca dei giusto ritmo, non si fa altro che risvegliare in lui un elemento che è dentro e intorno a tutti noi; e che ri­trovare il ritmo in ogni nostra attività è base sicura di ogni conquista. Esso è intorno a noi e regola la nostra vita, il susseguirsi delle stagioni, dei giorno e della notte, il cammi­nare, il correre, ecc.

Da questo senso generale di ritmo come « moto ordinato nel tempo », passiamo a un rit­mo musicale inteso come « movimento ordinato di suoni », che si susseguono più o me­no veloci.

Esercitazioni Ritmiche   

È bene proporre queste esercitazioni sotto forma di gioco, senza tuttavia usarle come riempitivo o ripiego, bensì come inizio dei discorso musicale. È poi essenziale da parte dell'insegnante una corretta esecuzione ritmica, poiché incertezze e inciampi mettono in serio pericolo l'efficacia dei risultato.



Esempio: proporre ai bambini un brano musicale di facile estensione e con un ritmo mar­cato, far eseguire questo ritmo ai bambini col semplice battito delle mani; successiva­mente proporre la stessa cosa con altri mezzi, come tamburelli, cembali, triangoli, ecc. Le più comuni esercitazioni ritmiche che si possono fare con l'ausilio di diversi strumenti sono: la marcia, la corsa, il cambiamento di direzione, la marcia libera in fila e la marcia ordinata, ecc. Altri esercizi ritmici possono essere collegati ad imitazioni di giocattoli, personaggi, animali, ecc., esercizi utilissimi e graditi particolarmente ai più piccini. L'imitazione dei movimenti di animali darà vita a giuochi ritmici nei quali cavalli, formi­che, farfalle ecc. prenderanno vita con le loro caratteristiche andature; lo stesso vale per l'imitazione di personaggi, in quanto anche qui gli spunti per dar vita a giuochi ritmici saranno innumerevoli. Potremo imitare anche passi di danza quali la gavotta, il minuet­to, il valzer, ecc.

Audizioni musicali      Mentre nelle precedenti esercitazioni il bambino esprime il proprio apprendimento ri­guardo al lavoro musicale svolto, in questo caso egli ha un'attività esclusivamente ricetti­va, il risultato della quale sarà l'espressione dei suoi sentimenti e impressioni.

Per introdurre il bambino all'ascolto dobbiamo osservare alcune regole essenziali:

a)                  portare all'ascolto dei bambino una musica con carattere di preferenza descrittivo se si tratta di musica dei repertorio classico, perché così sarà agganciabile alla realtà che lo circonda e quindi più interessante per lui (es. Pierino e il lupo di Prokofiev);

b)                             dare al bambino un'esecuzione corretta e precisa dei brani;

c)                  proporre al bambino un ascolto silenzioso e concentrato;

Attraverso queste audizioni ed i vari commenti che si faranno seguire, non sarà difficile condurre i bambini a classificare ciascun brano come lento, veloce, triste, allegro, ecc. Chiarite queste sfumature così importanti per l'ingresso nel mondo dei suoni, si pub por­tare il bambino a ritrovare le stesse caratteristiche nelle voci che lo circondano: nel suono delle campane, nel cadere di una goccia in un bicchiere, ecc.

I risultati si vedono sempre col passare dei tempo, ed è perciò che non conterà la quantità dei lavoro svolto quanto la sua qualità, l'approfondimento del lavoro e il conseguente arricchimento interiore che ne deriverà.

Un ottimo esercizio per l'insegnamento musicale al bambino è la memoria della musica. Esempio: si invitano i bambini a ascoltare un brano e successivamente a riconoscerlo ed eseguirlo scrivendone alla lavagna il ritmo ed eliminandone una battuta alla volta fino all'eliminazione completa. A questo proposito è utile ricordare la cosiddetta «memorizzazione » del sistema Kodaly, di cui parleremo più avanti.



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