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ARCHITETTURA ROMANA - PERIODO REPUBBLICANO, INFLUENZE, STORIA, MATERIALI

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ARCHITETTURA ROMANA - PERIODO REPUBBLICANO, INFLUENZE, STORIA, MATERIALI

ARCHITETTURA ROMANA

-PERIODO REPUBBLICANO

INFLUENZE

L'influenza greca contribuì a produrre in Italia una cultura artistica sostanzialmente comune, anche se articolata dalle sottostanti tendenze locali.

Si dovranno ricercare eminentemente negli apporti, oltre che della cultura greca, di quella etrusca e dell'ellenismo italico, le più efficaci premesse artistiche per gli ulteriori sviluppi romani.

Dalla conformazione di alcuni tipi di tombe possiamo risalire allo schema della casa etrusca, la quale influenzerebbe la disposizione di quella romana, articolata intorno all'atrio.

Tempio romano: il complesso che ne risulta nasce dalla sovrapposizione della cella, di tipo greco, alla terrazza augurale dalla quale si prendevano gli auspici secondo la disciplina etrusca. La cella unica, e solo più tardi triplice, presentava un pronao continuato nelle alae, cioè in due ambulacri ai quali veniva ad appoggiarsi il colonnato laterale che era così limitato alla fronte ed a parte dei lati. Il tempio veniva a formare un architettura di facciata e non concepita come volume cubico situato, alla maniera greca, entro lo spazio.

Colonna tuscanica: Il tipo di colonna con capitello dorico, echino e abaco, priva di scalmanature e fornita di base appare già in uso neg 353i85d li edifici del periodo arcaico.



Influenze provenienti dall'ellenismo sono indubbiamente il principio di assialità e di frontalità, trasmesso ai Romani dagli Italici e presente nelle antiche civiltà del Mediterraneo orientale.

L'architettura ellenistica, nonostante una tendenza verso la composizione assiale non sempre completata da conclusioni frontali, mostrava ancora una certa preferenza per assetti di un più dinamico equilibrio maggiormente aderenti al gusto ellenico.

Ulteriore novità è l'adozione nei grandi santuari laziali dell'arco e del sistema voltato, realizzato tra Lazio e Campania; il tempio etrusco-italico è partecipe a quel ritmo arioso con pronai profondi ed ampi ambulacri esterni che è nelle forme tipiche dell'arte ellenica.

Fra le altre ipotesi di derivazioni e contatti con l'esterno si pongono quelle che vedono le predilezioni curvilinee dell'architettura romana collegate con le forme spaziali scavate e avvolgenti delle tholi micenee e delle architetture del Mediterraneo occidentale, dai nuraghi sardi ai templi di Malta.

Più del tempio, nei contatti tra Roma e l'ellenismo, appare interessante la formazione del tipo basilicale che non può non ricollegarsi alle sale ipostile, le stoai e i propilei, i peristili delle case o delle stesse piazze porticate.

STORIA

Gli etruschi furono i primi a costruire a Roma edifici di scala monumentale. Nel 509 a,C gli Etruschi furono scacciati e a Roma sorse una città-stato repubblicana governata dai patrizi. Seguì un marcato declino culturale, in questo periodo i Romani furono impegnati da una serie di guerre con le quali stabilirono il loro dominio dapprima su tutta l'Italia poi sull'intero bacino del Mediterraneo.

Così la disintegrazione del mondo politico unificato dall'Ellenismo nel II e nel I secolo a.C va interpretata alla luce del crescente potere di Roma. Le guerre puniche avevano assicurato a Roma il controllo del mondo occidentale e le fu facile vincere la Grecia e i regni ellenistici. Corinto fu saccheggiata nel 146 e la stessa Atene nell'86, mentre il regno di Pergamo divenne una provincia romana nel 133, la Siria nel 64 e l'Egitto nel 30 a.C.

Se l'impatto culturale di Roma sull'Oriente greco fu disastroso l'impatto culturale su Roma fu interamente e permanentemente positivo.

Con gli edifici pubblici, le basiliche e i templi regolamene disposti in piazze monumentali o fori, con le ampie strade affiancate da isolati residenziali, botteghe e uffici, con i magazzini e i complessi sistemi di fognatura, queste città costituirono un punto di partenza del tutto nuovo per l'architettura urbana.

I nuovi tipi edilizi richiedevano un'architettura più varia e flessibile di quella nata dalla cultura greca. Gli architetti romani attribuirono nuova importanza alla parete, sviluppando l'uso dell'arco e furono maestri nella definizione degli spazi interni, soprattutto quando comportavano la presenza di volte, absidi e cupole. L'architetto nell'ideare i propri modelli usava considerarli simultaneamente dal centro stesso dell'interno e con una chiara prevalenza dell'alzato e della sezione sulla pianta.

MATERIALI

Nell'utilizzare la potenzialità degli spazi pubblici coperti a cupola nella progettazione di terme, palazzi, ville i Romani svilupparono l'uso del getto di calcestruzzo nella realizzazione delle volte.

Fu la crescente audacia con cui lo usarono gli architetti di età imperiale, soprattutto per le cupole, che consentì loro di creare una nuova configuarazione architettonica dello spazio, in cui l'edificio diventava una sorta di guscio plasmato.

L'opus caementium era un conglomerato di spezzoni di lapidei impastati con malta. Si trasformò da materiale di riempimento tra pareti in mattoni in un vero e proprio materiale da costruzione. Gran parte della robustezza era connessa alla composizione della malta.

Gli architetti romani non commisero mai l'errore di quelli moderni di lasciare a vista la superficie del calcestruzzo; si preoccuparono sempre di nasconderlo, all'interno con intonaco, marmo o mosaico e all'esterno con paramenti in mattoni o pietra, i cui tre tipi principali sono: -opus incertum:rivestimento di pietrame di piccola pezzatura irregolarmente disposta, -opus reticulatum costituito da blocchetti quadrati disposti diagonalmente, -opus testaceum: rivestimento di mattoni o tegole.

Per gli elementi portanti e decorativi venivano usati pietre e marmi diversi: il travertino, marmo di Carrara, in età imperiale vennero importati dall'Egitto graniti grigi e rossi come pure il porfido rosso.

ARCO

Accanto alla comparsa dell'arco monumentale si incomincia a notare l'impiego dell'arco collocato al posto dell'apertura rettangolare dell'ordine greco convenzionale.

Nell'architettura ellenistica gli ordini perdevano la loro funzione esclusivamente funzionale per essere impiegati in una varietà di modi interamente o parzialmente decorativi. Il contributo romano consistette nel combinare quest'uso superficiale degli ordini greci con l'impiego dell'arco elaborando e valorizzando le possibilità costruttive offerte dal calcestruzzo.

NASCITA DELLA CITTA'

Nel periodo più antico non esisteva nessun chiaro disegno urbanistico ma solo una struttura obbligata dal terreno e dalla particolare conformazione geografica. A questa fase seguì lo stadio della città cosiddetta delle 4 regioni. Servio Tullio avrebbe diviso Roma in 4 regioni: Suburana, Esquilina, Collina e Palatina.



Allo stesso Servio Tullio è attribuita la costruzione di una cinta urbana e anche un'ampia serie di costruzioni e di lavori pubblici.

Nell'ultima regia il centro di gravità si era spostato dal Palatino verso il Foro; ai piedi del Campidoglio fu fissato il luogo delle assemblee, il Comizio,e sorse la Curia Ostilia per le adunanze del Senato.

La valle tra il Palatino  il Campidoglio divenne luogo di mercato e di riunione.

Durante la prima età repubblicana l'espansione della città continuò, Roma era dunque già allora la più grande città d'Italia.

La situazione andò evolvendosi nel II sec a.C in seguito all'affermazione della potenza romana nel Mediterraneo. Si costruirono per desiderio di monumentalità serie di portici, si fabbricarono empori, si gettarono sul Tevere piloni in muratura e fecero la loro apparizione nuove architetture, come gli archi trionfali e onorari e le basiliche.

Nella Roma del II sec a.C soprattutto nel Foro e nei quartieri vicini al Tevere si hanno le prime sistemazioni urbanistiche a carattere monumentale.

Il Foro e il Comizio vengono rinnovati da Silla che ampliò anche il pomerium rimasto inalterato dal IV sec, segno questo del forte incremento urbano. Le profonde disparità sociali avevano portato alla formazione di quartieri popolari e di quartieri nobili.

Non mancavano poi residenze signorili anche nelle zone centrali come il vicus Tuscus o la Subura, quartieri in genere adibiti al piccolo commercio e all'artigianato.

Alla periferia cominciavano a sorgere i giardini. L'attività urbanistica con Sillla e dopo Silla fu anche l'espressione della volontà politica dei capi di Stato; assunse un crescente carattere di monumentalità e spesso si crearono veri e articolati complessi urbanistici. Con Cesare il centro della città venne rinnovato con importanti opere nel Foro e con la costruzione di un nuovo Foro concepito come allargamento di quello antico e ad esso collegato attraverso il Comizio e la Curia.

OPERE

-Arco a Perugia

-Tempio della Fortuna Virile

-Tempio di Vesta

-Santuario di Praeneste

-Santuario di Giove a Terracina

-PERIODO IMPERIALE

Con la vittoria su Marcantonio di Ottaviano ad Anzio, nel 31 a.C si instaura l'Impero Romano. In  questa prima fase gli obbiettivi principali erano il consolidamento del dominio romano e l'organizzazione del complesso apparato amministrativo.

Il potere concentrato nelle sole mani dell'Imperatore ebbe notevoli conseguenze anche nel campo delle realizzazioni architettoniche con la pratica sempre più estesa ed istituzionalizzata del mecenatismo politico.

-ETA' DI AUGUSTO (63 a.C-14 d.C)

Ottaviano, divenuto imperatore con il nome di Augusto esercitò un controllo su tutte le arti attraverso uomini di sua fiducia.

Gli edifici pubblici, civili, religiosi si caricarono di significati simbolici ed assolvono un importante ruolo di stabilizzazione politica. L'architettura di questo periodo è caratterizzata da una forte tendenza classicista a tradizionalista che si interseca nel ricorso a modelli greci e nella ripresa di motivi italici ed etruschi.




La continuità delle esperienze non viene a mancare e si possono registrare risultati importanti sia nel campo tecnico che formale; pensiamo alla sperimentazione dei nuovi tipi di volta a crociera ed a vela ed all'utilizzazione originale del sistema ad arco.

Per quanto riguarda il campo decorativo si ebbero notevoli cambiamenti connessi all'introduzione del marmo. L'uso di questo materiale richiese la presenza di artigiani, fecero registrare fenomeni naturali ed inevitabili di manierismo e causarono l'abbandono della decorazione a stucco su pietre sagomate.

OPERE:

-Foro di Augusto

-Arco di Augusto

-Teatro di Marcello

-Arco di Augusto

-Maison Carrè a Nimes

-DA CLAUDIO A NERVA (I sec d.C)

Con Claudio (41-45) si assiste ad un ritorno della tradizione italica ispirata alle forme rustiche ed al gusto per la materia. Tutte le opere realizzate in questo periodo con definite da un bugnato irregolare  con blocchi di pietra quasi allo stato grezzo.

OPERE

-Porta Maggiore

-Domus Aurea

-Anfiteatro Flavio

-Foro di Vespasiano

-Arco di Tito

-Terme di Tito

-Templum Pacis e Foro Transitorio

-Domus Augustana

-DA TRAIANO A ADRIANO (98 d.C- 138d.C)

OPERE

-Foro di Traiano

-Mercati Traianei

-Basilica Traiana (Ulpia)

-Terme di Traiano

-Pantheon

-Villa Adriana

-Arco di Adriano

-Mausoleo di Adriano (Castel Sant'Angelo)

-FINO A COSTANTINO (337d.C)

 Nel 313 venne legalizzato il Cristianesimo all'interno dell'Impero. Costantino nel 324 trasferì la residenza imperiale nella città greca che costituiva la cerniera tra l'Europa e l'Asia e che da lui prese il nome Costantinopoli.

OPERE

-Terme di Caracalla

-Terme di Diocleziano

-Palazzo di Diocleziano

-Terme di Costantino

-Arco di Costantino

-Basilica di Costantino

-Basilica di Massenzio

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Il modello di vita romano ha trovato immediata espressione in due particolari tipi edilizi: l'anfiteatro e le terme

ANFITEATRO

Dal punto di vista architettonico, l'anfiteatri è uno sviluppo dei teatri greci, nell'adattamento operato dai romani. L'austero conservatorismo della Roma repubblicana ritardò la costruzione di attrezzature permanenti di pubblico svago.

Nei teatri romani gli spettatori non vedevano l'ambiente naturale al di là dell'orchestra in quanto il fondale andò crescendo sia di dimensioni sia d'importanza.

TERME

Strutture che sfruttano al massimo le potenzialità del calcestruzzo. All'inizio questi complesso furono alimentati da sorgenti di acque termali, in seguito furono messi a punto sistemi di riscaldamento con il passaggio di aria calda in cunicoli sotto i pavimenti e dietro le pareti attraverso condotti realizzati in mattoni forati.

Non consistevano solo in una successione di ambienti per i bagni freddi,caldi e per i bagni di sudore ma contenevano anche biblioteche, musei, locali di ristoro, ritrovo e passeggio, intervallati da cortili e giardini.

La popolarità goduta in tutto l'Impero dell'istituzione delle terme portò numerose imitazioni, veniva così assicurata non solo la diffusione delle abitudini romane ma anche delle tecniche dell'architettura monumentale.

FORO

Le planimetrie di molte città romane erano spesso impostate due strade rettilinee incrociatisi ortogonalmente al centro. Presso l'intersezione sorgeva il foro intorno a cui erano raggruppati i principali edifici pubblici. Il foro romano sostituiva l'agora greca ed ellenistica come fulcro della vita cittadina e dell'assetto urbano.

ARCHI DI TRIONFO

Una particolarità dei fori romani è la presenza di archi di trionfo commemorativi isolati. Questo tipo edilizio è forse la più caratteristica delle invenzioni architettoniche romane.

Fu Augusto che impose la diffusione degli archi trionfali in tutto l'Impero, fu adottato con particolare entusiasmo nelle province orientali e nordafricane dell'Impero, era un simbolo immediatamente comprensibile del dominio e dell'ordine romano.



L'arco tipico è affiancato da colonne corinzie o composite, poste su piedistalli a inquadrare pannelli scolpiti; nei primi archi le colonne erano incassate ma poi vennero staccate dalle pareti; sopra di esse si innestava la trabeazione sormontata da un alto attico riportante iscrizioni dedicatorie a grandi caratteri latini. L'attico a sua volta era coronato da un gruppo scultoreo di norma con una quadriga.

PALAZZI E VILLE

Le case di età repubblicana erano organizzate intorno ed un atrio centrale solitamente provvisto di un'apertura nel tetto e di una cisterna per l'acqua incassata nel pavimento.

Già all'inizio dell'Impero, i Romani sembravano volere sfuggire dal modello introverso delle case ellenistiche per godere della vista della campagna circostante.

-domus: casa privata unifamiliare

Dalla strada, attraverso una porta e un corridoio si accede ad un cortile centrale, di forma quadrata coperto a tetto che raccoglie le acque piovane e le fa cadere in una vasca, circondato da una serie di stanze.

In fondo all'atrio ed allineato all'asse dell'ingresso vi è il tabulino soggiorno e luogo di riunione della famiglia, seguito dall'orto recinto da mura.

Questo primo tipo semplice ed austero di casa italica del IV e III sec a.C si trasforma e diventa complesso, a più atri, ampio peristilio, ed ali con alloggi estivi ed invernali, estendendosi tanto da occupare un intero isolato.

-insula: stabile in affitto

Edificio a due piani, ciascuno con un appartamento indipendente; quello a piano terra, accessibile da un corridoio posto a fianco della bottega e, quello a primo piano raggiungibile con una scala ad accesso indipendente su strada. I due alloggi hanno in comune solo il pozzo per l'acqua e il cortile dal quale prendono luce gli ambienti interni.

L'elemento base dell'insula è la taberna, costituita da una cellula elementare, coperta a botte, che unita da altre, determina il tessuto urbano. Si hanno così associazioni di taberne, che danno luogo ad aggregazioni in serie lineari, oppure ad isolati a corte con svariate funzioni, formati con corpi semplici, doppi o tripli. I piani superiori di questi blocchi, costruiti in muratura di mattoni in faccia-vista, erano serviti da scale molto ripide in muratura o in legno che davano sui cortili o direttamente sulle strade.

URBANISTICA

La città,il campo militare, il territorio erano limitati da linee tracciate dall'augure, che si tagliavano ortogonalmente ed erano orientate secondo i quattro punti cardinali.

L'agro pubblico veniva diviso in lotti quadrati di circa 50 ha, limitati da linee rette distanti 710 m e parallele a due linee ortogonali, il decumanus ed il cardo. Sulle linee principali venivano costruite le strade fiancheggiate da fossi.

Il pomerium e le mura costituivano il limite della città, il pomerium nato come barriera religiosa costituì poi una fascia libera dell'abitato.

Da accampamenti stabili situati lungo frontiere o luoghi strategici si svilupparono molte città romane che conservarono la struttura viaria originaria. Numerose furono le colonie fondate dai romani. Le colonie latine avevano funzione militare e politica economica e fruivano di una certa economia. La colonia veniva fondata secondo il rito tradizionale della città, ma era tracciata e costruita per lo più da militari.

Nella struttura della colonia le strade minori, parallele ai due assi maggiori determinavano insulae quadrate o rettangolari che trovano riscontro nella centuriazione delle colonie.

Al punto di intersezione dei due assi principali era generalmente il foro.

Le città sorte vicino ai fiumi, laghi, mari o collina, presentano un'evidente aderenza alla configurazione del terreno.

In Italia Meridionale i romani si limitarono ad ampliamenti ed all'edificazione di basiliche, terme,  templi e teatri.

In Europa dove i campi cessavano le loro funzioni militari per assorbire i coloni e le popolazioni locali, si ripete la tipologia castrense .

In Oriente Roma si trovò di fronte a schemi urbani ortogonali ellenistici, le città sorsero lungo percorsi carovanieri o presso santuari; prevale la tendenza al colossale, alla monumentalità.

Grande sviluppo delle strade porticate, archi tetrapili, portici, grandi sistemazioni su terrazzamenti.

Il territorio dell'impero romano era solcato da vie militari e commerciali, lastricate con pietre o mattoni e fornite di ponti che attraversavano monti e fiumi seguendo tracciati diretti. Tra le opere di infrastrutture romane a scala territoriale vanno ricordati gli acquedotti con i loro grandi ponti.







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