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Ricerca di tecnologia - rettifica

meccanica


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INDICE



GENERALITA'

La lavorazione di rettifica consiste nell'asportazione di materiale sotto forma di molti trucioli di piccolissime dimensioni, mediante utensili chiamat 212i88c i mole, per l'ottenimento di superfici di elevata finitura, precisione dimensionale e di forma.

L'asportazione di materiale avviene per azione di un elevato numero di grani abrasivi distribuiti nella massa della mola e mantenuti nella forma desiderata grazie ad un legante.

L'asportazione di truciolo con la mola è la sola operazione di taglio e viene eseguita su superfici precedentemente lavorate con trattamenti termici, sulle quali sia stato lasciato un soprametallo di decimi o centesimi di millimetro di spessore.

Il processo di rettifica è inoltre caratterizzato dai seguenti aspetti:

·        Azione contemporanea dei grani abrasivi con geometria irregolare, ma assimilabili a piccoli utensili, che agiscono a velocità di taglio molto più elevate di quelle impiegate nelle altre lavorazioni;

·        Un'elevata temperatura nella zona di contatto tra pezzo e mola;

·        Nella rettifica di acciai, i microtruccioli  così prodotti e ad alta temperatura reagiscono con l'ossigeno dell'atmosfera in modo esotermico: questo provoca la loro fusione a rapida solidificazione. La proiezione di tali trucioli incandescenti da parte della mola è caratteristica della rettifica;

·        L'aumento di temperatura del pezzo rettificato, se non adeguatamente controllato con abbondante fluido da taglio, può provocare importanti trasformazioni strutturali: cricche di origine termica, bruciature, ossidazioni ad alta temperatura e tensioni residue.

Per quanto riguarda i moti necessari all'operazione di rettifica, quello di taglio è sempre posseduto dalla mola ed è di tipo rotatorio continuo.

Per gli altri moti occorre distinguere tra la rettifica in tondo (superfici cilindriche o coniche esterne e interne) e rettifica in piano, che rappresentano le operazioni più comuni.

Ecco alcuni esempi di superfici rettificabili: a) superficie cilindrica esterna; b) superficie conica esterna; c)  superficie cilindrica o conica interna; d) sballamenti; e) superfici piane; f) superfici di accoppiamenti a coda di rondine; g) superfici di scanalatura rettilinea; h) filettatura.

 

                            

Nel caso di rettifica in tondo per esterni o per interni, il moto di alimentazione è di due tipi: uno rotatorio continuo posseduto sempre dal pezzo, l'altro è rettilineo posseduto dal pezzo, in genere parallelo all'asse della mola.




Quest'ultimo può essere posseduto dalla mola con andamento trasversale rispetto all'asse del pezzo, nel caso di rettifica di superfici di limitata lunghezza (rettifica a tuffo).

Il moto di appostamento è sempre posseduto dalla mola ed è rettilineo intermittente, cioè avviene quando la mola non è in contatto con il pezzo, al termine di ogni passata.

                       

a)      operazioni di rettifica in tondo per esterni;

b)     operazioni di rettifica in tondo per interni;

c)     operazioni di rettifica a tuffo.

Nel caso di rettifica in piano il moto di alimentazione è di due tipi.

Per quanto riguarda la rettifica tangenziale esso possiede un moto rettilineo alternativo, perpendicolare all'asse della mola, posseduto generalmente dal pezzo e da un moto rettilineo intermittente, al termine di ogni passata, posseduto dalla mola o dal pezzo.

Nel caso di rettifica frontale il moto di alimentazione è di tipo rettilineo alternativo o circolare, posseduto dal pezzo e il diametro della mola è sempre superiore alla larghezza del pezzo da lavorare. Il moto di appostamento è sempre posseduto dalla mola.

           a)b)

Operazioni di rettifica in piano:

a)      tangenziale;

b)     frontale

Un altro metodo di rettifica è quello senza centri. Nel caso di pezzi cilindrici a diametro costante, il pezzo non viene montato su attrezzature particolari, ma è semplicemente sostenuto da una lama, tra la mola operatrice e una mola di guida con asse decentrato rispetto a quello della mola operatrice, in modo da dare una componente di moto per l'avanzamento del pezzo stesso.

Quest'ultima mole ha la forma di un iperbolide di rivoluzione ed è in genere a grana più grossa. Il pezzo rimane con l'asse parallelo alla mola operatrice e nel caso di pezzi a diametro non costante, la lama è conformata in modo da mantenere in posizione il pezzo e le due mole sono ad asse parallelo.

Operazioni di rettifica senza centri:

a)      per pezzi cilindrici;

b)     per pezzi di rivoluzione con diametro variabile.

            M: mola operatrice;

            C: mola di guida;

            P: pezzo;

            T: moto di taglio;

            A: moto di alimentazione;

            R: moto di appostamento.







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