Trasmissione del calore
6.1 Introduzione
Lo scambio di energia tra due sistemi dovuto ad una
differenza di temperature si dice che avviene per mezzo di un flusso di calore;
questo scambio di energia avviene mediante un trasferimento di energia interna
(o di entalpia) tra i due sistemi (sistemi che possono anche essere parti
diverse dello stesso corpo): con il termine flusso di calore intendiamo il
meccanismo di trasferimento, non la quantità trasferita.
E' d'uso corrente distinguere i vari processi di scambio
termico i 434b17e n tre tipi o modi fondamentali sebbene sia piuttosto raro incontrare
un problema di importanza pratica in cui non si verificano contemporaneamente
almeno due di tali modi, se non tutti e tre.
A questi tre modi di scambio termico è stato dato il nome
rispettivamente di conduzione, convezione e irraggiamento.
La conduzione
del calore è il termine impiegato per descrivere il meccanismo di scambio di
energia interna da un corpo ad un altro, o da una parte di un corpo ad un'altra
parte dello stesso corpo, tramite lo scambio di energia cinetica legate al moto
delle molecole, per collisione elastica nei fluidi e nei dielettirci e, nei
metalli, essenzialmente per diffusione elettronica.
Questo flusso di energia o calore passa dal sistema
molecolare a livello energetico più elevato a quello a livello più basso, cioè
da una regione ad alta temperatura ad una regione a bassa temperatura.
La caratteristica distintiva della conduzione sta nel
fatto che essa avviene all'interno dei
confini di un sistema o attraverso tali confini, nel caso di due sistemi posti
a contatto, senza un apprezzabile spostamento di materia.
Secondo la teoria cinetica, la temperatura di un elemento
di materia è proporzionale all'energia cinetica media delle molecole che lo
costituiscono; l'energia posseduta da un elemento di materia in virtù della
velocità e della posizione relativa delle molecole che lo costituiscono è stata
a suo tempo chiamata energia interna: quanto maggiore è la velocità delle
molecole, tanto maggiori risulteranno la temperatura e l'energia interna di un
elemento di materia. Quando le molecole di una regione acquistano una energia
cinetica media maggiore di quella delle molecole di una regione adiacente,
circostanza resa evidente da una differenza nelle temperature, le molecole che
posseggono l'energia maggiore trasmettono parte di questa energia alle molecole
poste nella regione a temperatura minore; la conseguenza più evidente della
conduzione termica è l'egualizzazione delle temperature.
Se si mantengono costanti le differenze di temperature
aggiungendo e togliendo calore in punti opportuni, si riesce a realizzare un
flusso continuo di calore dalla regione più calda a quella più fredda.
La convezione è
un processo di trasporto di energia dovuto ad una azione combinata di con-
duzione termica, di immagazzinamento energetico e di moti
di mescolamento; la convezione è in genere il meccanismo più importante che
governa il trasferimento di energia tra una superficie solida e un liquido o un
gas.
Il trasferimento di energia per convezione da una
superficie la cui temperatura è più alta di quella del fluido circostante
avviene secondo una successione di processi distinti. Si ha in primo luogo un
flusso di calore per conduzione dalla superficie alle particelle di fluido
immediatamente adiacenti alla superficie stessa: l'energia così trasferita
serve ad aumentare la temperatura e l'energia interna di queste particelle di
fluido. Quindi tali particelle si muovono verso una regione in cui il fluido si
trova a temperatura più bassa e si mescolano ad esso trasmettendogli parte
della propria energia: si ha quindi sia trasferimento di particelle che
trasferimento di energia. L'energia è in realtà immagazzinata nelle particelle
di fluido e viene trasportata grazie al loro moto di massa.
Questo meccanismo
non dipende, per la sua realizzazione, puramente da una differenza di
tempreatura e perciò non è strettamente conforme alla definizione di flusso di
calore. L'effetto finale, comunque. è quello di un traporto di energia, ed
avviene nella direzione del gradiente di temperatura, pertanto è stato
classificato come scambio termico per convezione.
Questo scambio termico si distingue ulteriormente in convezione libera e convezione forzata, in base alla modalità secondo cui avviene il moto in seno
alla massa fluida. Quando il moto di mescolamento avviene semplicemente come
conseguenza di differenza di densità causate da un gradiente di temperatura, si
parla di convezione naturale o libera; quando il moto di mescolamento è dovuto
ad un 'azione esterna, per esempio quella di un ventilatore, si parla di
convezione forzata.
L'irraggiamento
è un processo durante il quale il calore fluisce da un corpo a temperatura più
elevata ad un corpo a temperatura più bassa, senza che i due corpi siano posti
a contatto.
L'irraggiamento ha luogo anche se tra i due corpi non è
interposto alcun fluido, ossia ha luogo anche nel vuoto.
Il termine "irraggiamento" si applica in
generale a tutti i fenomeni legati alla propagazione di onde elettromagnetiche;
nel campo dello scambio termico
interessano soltanto quei fenomeni che si risolvono in un trasporto di energia
attraverso un mezzo trasparente o nel vuoto in conseguenza di un certo valore
della temperatura assunta da un corpo: l'energia trasmessa in questo modo
prende il nome di calore radiante.
Tutti i corpi emettono calore radiante in modo continuo, e
l'intensità dell'emissione dipende dalla natura e dalla temperatura della
superficie emittente. L'energia radiante si propaga con la velocità della luce
e ricorda fenomenologicamente la propagazione delle onde luminose: luce e
irraggiamento termico differiscono solo per la lunghezza d'onda. Il calore
radiante emesso da un corpo si propaga nello spazio con leggi desumibili dalla
teoria ondulatoria: quando le onde di radiazione incontrano un altro corpo può
verificarsi, in corrispondenza della superficie di tale corpo, una riflessione
o un assorbimento dell'energia associata alle onde, energia che può essere
interamente trattenuta dal corpo o parzialmente riemessa sotto forma di energia
radiante, generalmente a lunghezza d'onda diversa.
Lo scambio termico per irraggiamento diventa sempre più
importante al crescere della temperatura della superficie emittente; in
parecchi problemi pratici, in cui sono interessati corpi con temperature
prossime a quella ambiente il calore radiante può essere spesso trascurato.
6.2 Leggi fondamentali dello scambio termico
6.2.1 Conduzione
Quando esiste all'interno di un corpo un gradiente di
temperatura l'esperienza ha mostrato che ha luogo un trasferimento di energia
dalla temperatura più alta alla regione a temperatura più bassa: si può
affermare che si ha trasferimento di energia per conduzione e che il flusso
termico trasferito per unità di area è proporzionale al gradiente normale di
temperatura. Consideriamo due superfici
isoterme:

Figura
6. 1
Se individuiamo una direzione di propagazione normale a
queste superfici il calore trasmesso nell'intervallo di tempo d è:
dQ
= -KdA
dove:
K è una
costante positiva chiamata conducibilità
termica [W/m°C];
dA è l'area
normale alla direzione di propagazione;
dx è lo
spessore di materiale ai capi del quale c'è una
differenza di temperatura dT.
Il segno meno è stato inserito al fine di soddisfare il II
principio della termodinamica, in modo cioè che il calore fluisca verso regioni
a temperature inferiori.
Esprimiamo ora il flusso
termico, cioè l'energia trasmessa nell'unità di tempo (Q) . Si ottiene la legge di Fourier:
= -K A 
Vediamo ora di determinare l'espressione fondamentale che
governa lo scambio termico in un solido, utilizzando la legge di Fourier come
equazione di partenza.
Si consideri il sistema monodimensionale schematizzato in
figura (6.2); se il sistema è in condizioni stazionarie, e cioè se la sua
temperatura non varia in funzione del tempo, è sufficente integrare l'equazione
di Fourier con le opportune condizioni
al contorno per conoscere il legame funzionale tra le variabili
interessate.

Figura 6. 2
Se invece il sistema non è in condizioni stazionarie, cioè
se la sua temperatura varia in funzione del tempo, e se inoltre sono presenti sorgenti o pozzi di energia termica all'interno del
solido, la situazione è più complessa.
Si consideri il caso generale con temperatura variabile
nel tempo e con sorgenti di calore presenti all'interno del corpo: per
l'elemento di volume schematizzato in figura, di area trasversale A e di
spessore dx, occorre scrivere un'equazione di bilancio tra tutte le energie
termiche che, nell'unità di tempo, interessano l'elemento stesso.
Si potrà scrivere cioè che la somma del flusso termico
entrante per conduzione dalla faccia di sinistra e del flusso termico generato
all'interno dell'elemento deve essere uguale alla somma della variazione
dell'energia interna dell'elemento nell'unità di tempo e del flusso termico che
esce per conduzione dalla faccia destra.
Il flusso entrante per conduzione dalla faccia di sinistra
è:

Il flusso generato all'interno dell'elemento di volume è:

dove q è l'energia generata nell'unità di tempo per ogni
unità di volume dell'elemento.
La variazione nell'unità di tempo dell'energia interna
dell'elemento di volume risulta:

dove:
è la densità del materiale
costituente l'elemento di volume;
c è il calore
specifico.
Il flusso uscente per conduzione dalla faccia destra
risulta:
L'equazione di bilancio precedente può quindi scriversi
come:
x + gen =
+ x+dx
e quindi, in base alle relazioni prima scritte:
-KA
+ qAdx = cA
- A
semplificando si ottiene:
+ q = c
Questa espressione rappresenta l'equazione unidimensionale
della conduzione termica.
Nel caso più generale, occorre effettuare un'equazione di
bilancio relativa a tutti gli assi coordinati.
L'espressione risultante è:

+ q = c 
che rappresenta l'equazione
tridimensionale della conduzione termica.
Se la conducibilità termica K può essere ritenuta
costante, si ottiene:


con
diffusività termica
del materiale.
Introducendo l'operatore di Laplace 2 si ottiene:
=
quanto più grande è il valore di , tanto più veloce sarà la
diffusione del calore all'interno del materiale. Dall'analisi dell'espressione
di vediamo che se K cresce si ha altà velocità
di trasferimento; mentre se c decresce significa che solo
una piccola parte dell'energia che attraversa il materiale viene assorbita ed
utilizzata per aumentare la temperatura, mentre la parte maggiore resta disponibile
per essere ulteriormente trasferita verso altre regioni.
In molti problemi pratici si incontrano solo dei casi
particolari dell'equazione generale prima ricavata. Ad esempio:
- senza generazione interna di calore si ha:
2T = 
detta spesso equazione
del calore;
- in condizioni stazionarie:
= 0
detta equazione di
Poisson;
- in condizioni stazionarie e senza generazione interna di
calore:
2 T = 0
detta equazione di
Laplace.
Nel caso unidimensionale l'equazione di Laplace diviene:
= 0
e con generazione interna di calore:
+
= 0
La conducibilità termica è una proprietà fisica che denota
la facilità con cui in una certa sostanza avviene la trasmissione di energia
per moto intermolecolare. Si è riscontrato sperimentalmente che K dipende da:
composizione
chimica della sostanza;
fase (solida,
liquida, o gassosa);
struttura
cristallina se solido;
temperatura e
pressione cui il sistema è sottoposto;
omogeneità o
meno del materiale.
Valgono i seguenti valori di conducibilità termica:
|
Materiale
|
K
[W/m °C]
|
|
Argento
|
418
|
|
Rame
|
387
|
|
Cloroformio
|
0.0066
|
|
Aria
|
0.0243
|
|
Acqua
|
0.559
|
|
Ferro
|
45 73
|
Tabella 6.1
Si può subito osservare l'ampio campo di variabiltà di K:
infatti l'argento ha un valore di K circa 60000 volte quella del cloroformio.
In generale un solido è migliore conduttore di un liquido
che è a sua volta migliore conduttore di un gas.
Il trasferimento di energia nei solidi metallici avviene mediante tre mediante tre meccanismi:
urti molecolari;
moto vibratorio dell'edificio cristallino nel suo complesso;
migrazione degli elettroni di valenza nella direzione delle
temperature decrescenti.
E'quest'ultimo meccanismo che rende i metalli conduttori
molto migliori degli altri solidi. Questi elettroni liberi spiegano anche la
proporzionalità sperimentalmente osservata tra la conducibilità elettrica e
quella termica dei metalli puri.
Per quanto riguarda la soluzione analiticà dell'equazione
generale della conduzione termica esistono in letteratura numerosissime
soluzioni analitiche, che sono però limitate a problemi di geometria semplice e
a condizioni al contorno esprimibili in forma analitica.
Problemi più complessi sono stati affrontati con l'ausilio
dell'elaboratore e risolti con metodi numerici.
Consideriamo una parete piana omogenea, di spessore s,
conducibilità K e area A, trascurando gli effetti di bordo, si ottiene una
distribuzione lineare delle temperatura :

Figura 6. 3
Per questa parete valgono:
= 0
= cost1
= -KA
= cost
T
= cost1 x + cost2
= KA
Per una parete cilindrica monostrato di raggio interno ri
ed esterno re e lunghezza L si ha:


Figura 6. 4
consideriamo il flusso per il raggio generico r:
= - K
2r L
dT
= -
dr
da cui integrando:

T1
- T2 =
ln
= 2LK
Il profilo di temperature in questo caso ha in andamento
logaritmico:
T1
- T =
ln
T
= T1 -
ln

Figura 6. 5
6.2.2 Convezione
Questo termine si applica a quel meccanismo di scambio
termico che ha luogo in un fluido, per azione combinata della conduzione e del
moto di mescolamento delle particelle del fluido stesso.
Consideriamo un fluido avente temperature Tf a
contatto con una parete a temperature Ts maggiore di Tf.
A causa della viscosità del fluido la velocità del fluido alla parete è zero:
pertanto nello strato fluido a contatto con la parete si ha trasmissione di
calore per pura conduzione.
L'entità di tale scambio dipende dal gradiente di
temperatura nel fluido a parete. Il gradiente di temperatura è influenzato però
dall'entità del trasporto di calore e massa nel fluido in movimento.
Pertanto una conoscenza del moto del fluido è richiesta al
fine di valutare quantitativamente la convezione termica.
Consideriamo il caso più semplice di moto a contatto di
una parete piana:

Figura 6. 6 - strato limite laminare

Figura 6. 7- strato limite turbolento
La velocità del fluido varierà da un valore detto di corrente libera, in punti lontani dalla
parete, al valore zero in corrispondenza della parete stessa.
Per fluidi con bassi valori di viscosità, come l'aria e
l'acqua, la regione adiacente alla superficie, in cui si hanno le massime
variazioni di velocità, può essere anche molto sottile, in dipendenza della
velocità di corrente libera.
Comunque, poichè il processo di convezione termica vicino
alla parete è intimamente connesso con la conduzione termica ed il trasporto
energetico dovuto al moto negli strati fluidi nell'immediata vicinanza della
parete, non è possibile, nell'analisi di tale processo convettivo, prescindere
dalla viscosità del fluido.
Poichè la regione in cui la viscosità del fluido gioca un
ruolo predominante è costituta da uno strato molto sottile vicino alla parete
si introduce il concetto di strato limite
della velocità, definito come quel sottile strato di fluido in vicinanza
della parete in cui si suppone siano importanti gli effetti viscosi.
Al di fuori dello
strato limite si può supporre che il fluido si muova come un fluido
perfetto, a viscosità nulla.
All'interno dello strato limite il moto viscoso può essere
sia laminare sia turbolento.
Nel caso di moto laminare dello strato limite, gli strati
adiacenti di fluido scorrono l'uno sull'altro senza che vi sia mescolamento
nella direzione normale ai filetti fluidi. In questo modo un'eventuale quantità
di calore che fluisca dalla parete verso la corrente libera può farlo
praticamente solo per conduzione.
Nel caso in cui il moto dello strato limite sia
turbolento, il moto medio è essenzialmente parallelo alla superficie, ma ha
sovrapposte delle componenti fluttuanti in direzione sia parallela sia normale
alla superficie. Le fluttuazioni trasversali provocano un mescolamento
addizionale del fluido che aumenta la velocità di trasporto dell'energia
termica in direzione perpendicolare alla superficie.
Si hanno quindi due diversi profili di velocità nello
strato limite, come schematizzato nella figure 6.6 e 6.7
.
Se la superficie solida è mantenuta ad una temperatura Ts
diversa dalla temperatura Tf del fluido, misurata quest'ultima
lontana dalla superficie, la variazione di temperatura del fluido è in qualche
modo simile alla variazione di velocità, e cioè la variazione di temperatura,
da Ts a Tf, è maggiormente concentrata in una regione
adiacente alla parete.

Figura 6. 8
Si può pertanto definire uno strato limite termico come quella regione compresa tra la
superficie ed il punto in cui la temperatura del fluido ha raggiunto il valore
Tf.
Lo strato limite termico non coincide con quello della
velocità, sebbene dipenda da esso.
La predizione del flusso termico di convezione richiede
pertanto una comprensione completa dei principi della conduzione termica, della
fluidodinamica e della teoria degli stati limite.
Tutte le complessità presenti in tale tentativo di
soluzione analitica del problema sono normalmente concentrate in un unico
parametro, introducendo la legge di
raffreddamento di Newton:
= hc A (Ts
- Tf)
cioè il flusso termico convettivo è proporzionale alla
superficie di scambio ed alla differenza di temperatura tra parete e fluido,
tramite un coefficente a cui si dà il nome di coefficente di scambio termico convettivo. Esso è dipende da:
tipo di
fluido (aria, acqua,...) e sue proprietà fisiche;
tipo di moto
del fluido (laminare/turbolento);
caratteristiche della superficie;
differenza di
temperatura tra superficie e fluido.
Nel caso di convezione forzata (ad es. un ventilatore che
soffia aria sopra una superficie che cede calore) il moto del fluido non è
influenzato dallo scambio termico: la distribuzione di velocità e quella di
temperatura possono quindi essere determinate indipendentemente, poichè il
fenomeno fluidodinamico e quello di
scambio termico sono disaccoppiati.
Nel caso di convezione naturale, invece, i due fenomeni
sono intimamente connessi, poichè il gradiente di densità che origina il moto
dipende dal gradiente di temperatura che è causa anche dello scambio termico.
|
Convezione naturale (aria)
|
5 25
|
|
Convezione forzata (aria)
|
10 500
|
|
Convezione forzata (acqua)
|
100 13000
|
|
Ebollizione (acqua)
|
2500 25000
|
|
Condensazione (vapor d'acqua)
|
5000 100000
|
tabella
6.2 - valori tipici di hc [W/m2K]
Le formule pratiche per il calcolo di hc per
numerose geometrie sono reperibili nei trattati di trasmissione del calore. In
genere tali formule sono date come relazioni tra gruppi non dimensionali, come
scaturisce dall'applicazione dell'analisi dimensionale al fenomeno della
convezione.
Nel caso di convezione forzata si trova: Nu = c 
dove:
Nu =
hcD/k = numero di Nusselt;
Re =
cD/ = numero di Reynolds;
Pr =
cp /k = numero di Prandl.
c,m,n sono
parametri determinati per via sperimentale.
Nel caso invece di convezione naturale l'analisi
dimensionale porta al risultato:
Nu
= c(Gr Pr)m
dove:
Gr =
g 2 (Ts -
Tf)
= numero di Grashof;
= coefficente di dilatazione
del fluido; nel caso di gas perfetto =1/T;
g = accelerazione di gravità.
6.2.3 Irraggiamento
Il termine irraggiamento
definisce il trasporto di energia termica nella forma di radiazione
elettromagnetica. Quando un flusso di energia raggiante incide su una superfice
materiale esso viene in parte riflesso e in parte assorbito. Le frazioni
assorbite, riflesse e trasmesse vengono individuate dai coefficenti di
assorbimento , riflessione e trasmissione per cui vale, per definizione, la relazione:
+ + = 1
Un corpo che assorbe tutta la radiazione incidente è detto corpo nero (per un corpo nero
ovviamente ==0 e =1).
L'energia emessa da una superficie sotto forma di calore
radiante dipende dalla temperatura assoluta e dalla natura della superficie
stessa.
Il radiatore perfetto, o corpo nero, emette energia
raggiante secondo la legge di Stefan - Boltzman:

dove = 5.67 * 10-8 W/m2K4.
Questa legge stabilisce, che il flusso termico emesso per
radiazione per unità di superficie emittente, è proporzionale alla quarta
potenza della temperatura assoluta tramite la costante .
Mentre il fenomeno dell'emissione è indipendente dalle
condizioni al contorno, affinchè si abbia scambio di energia termica raggiante
tra due corpi diversi occorre in generale che tra due corpi esista una
differenza di temperatura; se immaginiamo di avere un corpo nero che irradi in
una cavità che lo circonda completamente e la cui superficie sia parimenti
nera, cioè assorba tutta l'energia che incide su di essa, il valore netto del
flusso termico scambiato vale naturalmente:
= A1
Avendo indicato con T2 la temperatura assoluta
della superficie di cavità.
La radiazione emessa da un corpo nero ha le seguenti
proprietà:
è isotropa, cioè è uniformemente distribuita spazialmente;
rappresenta la massima radiazione che può essere emessa da un
corpo ad una data temperatura.
I corpi reali non si comportano come radiatori ideali, ma
emettono radiazioni con un'intensità minore di quella del corpo nero; se essi
emettono, ad una temperatura uguale a quella del corpo nero, con uno spettro di
emissione che per ogni lunghezza d'onda rappresenta una frazione costante dello
spettro del corpo nero, vengono chiamati corpi grigi.
Si può in generale scrivere che il flusso di radiazione
emesso da una superficie è:

dove (minore di 1) è detta emissività della superficie. In generale
è funzione della lunghezza d'onda della
radiazione e della direzione di emissione. Per un corpo grigio è costante.
In condizioni di equilibrio e per una data lunghezza
d'onda l'emissività di una superficie è uguale al coefficente di assorbimento: =
Il valore netto del flusso termico scambiato tra un corpo
grigio a temperatura T1 ed una cavità nera a temperatura T2
vale: = A1 1 
L'emissività del
corpo grigio rappresenta il rapporto tra il flusso emesso da un corpo grigio e
quello emesso da un corpo nero alla stessa temperatura.
Nel caso più generale, in cui entrambi i corpi siano grigi
e in una situazione geometricamente più complessa di quella vista in
precedenza, il flusso netto scambiato per radiazione termica si può esprimere
con la relazione:
= F F1,2
A1 
dove:
F rappresenta una funzione dell'emissività prima definita;
F1,2 è un fattore di forma geometrica che tiene
conto della posizione geometrica relativa
delle superfici dei due corpi.
La relazione sopra scritta risulta spesso scomoda nei
calcoli, specialmente quando il corpo che si considera riceve o cede simultaneamente
energia termica con processi diversi; è possibile scrivere:
=
(T1 + T2 )(T1 - T2)
In condizioni ben individuate si potrà attribuire al
prodotto
(T1 - T2) un opportuno valore medio e quindi
considerare come funzione della
differenza T1 - T2
e della superficie usando un coefficente di proporzionalità, detto di
irraggiamento, che va calcolato caso per caso, con validità ristretta ad un
certo intervallo di temperatura.
Si può ritenere valida la relazione:
= hi A1
(T1 - T2)
avendo implicitamente definito il coefficente di scambio
termico per irraggiamento hi definito da:
hi
= F F1,2
(T1 - T2)
Si è così trasferito, come già nel caso del coefficente di
scambio termico in un unico coefficente che va valutato volta per volta tenendo
presenti tutte le condizioni al contorno del problema.
6.2.4 Propagazione termica liminare
Se una parete è affacciata ad un ambiente contenente un
fluido a temperatura diversa, il
fenomeno dello scambio termico è inevitabilmente
complesso: la propagazione dell'energia avviene in parte per convezione e in
parte per irraggiamento.
Siamo di fronte alla sovrapposizione di due fenomeni che
obbediscono separatamente a leggi diverse; per i calcoli tecnici ci si serve
abitualmente di espressioni semplificate. Si pone spesso: tot = i + c
cioè la quantità totale di energia ceduta (o ricevuta)
nell'unità di tempo è pari alla somma algebrica di quelle scambiate per
irraggiamento (i) e per convezione
(c).
Entrambe queste quantità si assumono come dipendenti dalla
differenza di temperatura. Si scrive cioè:
= i + c = hi A
(T1 - T2) + hc A (T1 - T2)
= h A (T1 - T2)
con:
h
= hi + hc
dove h assume il nome di coefficente di scambio termico
liminare per la superficie A, somma di hi
di irraggiamento e hc di convezione.
Analogia elettrica
I problemi di scambio termico monodimensionale stazionario
possono essere affrontati per mezzo della analogia elettrica che si basa sul
fatto che le equazioni che descrivono lo scambio termico sono formalmente
identiche alle leggi di Ohm.
Si può allora stabilire la seguente tabella di
corrispondenze:
|
Fenomeno
termico
|
Fenomeno
elettrico
|
|
Flusso
di calore (W)
|
corrente
I (A)
|
|
Differenza
di temperatura T (K)
|
Tensione
V (V)
|
|
-
strato limite turbolento
Resistenza
termica R (K/W)
|
Resistenza
elettrica R ()
|
Tabella
6.3
Inoltre:

La resistenza
termica è definita in modi diversi.
- strato pieno
di area A, spessore s e condicibilità K:
= K A
R = 
- strato
cilindrico di raggio interno ri, raggio esterno re,
conducibilità K e lunghezza L:
= 2 L K
R = 
- strato
liminare piano:
= h S T R = 
- strato
liminare cilindrico:
= h 2 r L T R = 
L'analogia elettrica può essere utilizzata per
studiare problemi di scambio termico in sistemi complessi, in presenza di
resistenze termiche in serie e parallelo. Con le classiche formule
dell'elettrotecnica si può determinare la resistenza globale Rg di
una parete composta. Il reciproco della resistenza termica globale si chiama coefficente di scambio termico globale Hg
della parete; esso rappresenta il flusso di calore scambiato attraverso la
parete per una differenza di temperatura unitaria.