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I dibattiti di Putney - Il governo di Cromwell e la restaurazione della monarchia

storia


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I dibattiti di Putney

A metà 1647 si trattò con il re prigioniero la sua liberazione. L'esercito propose a Carlo I il suo ritorno sul trono al patto che questi accettasse elezioni parlamentari libere ogni due anni, libertà di parola alla camera dei comuni libertà religiosa e, di conseguenza, l'abolizione della chiesa di stato, ma il re rifiutò. A fine ottobre a Putney ci fu un dibattito tra i livellatori e rappresentati di Cromwell su "il patto del popolo". Il rappresentate dei livellatori Ireton si espresse in questi termini:

_ Radicale modifica del sistema elettorale (cioè l'estensione del diritto di voto);

_ Il diritto di voto non do 747f59h veva essere legato alle proprietà;

_Rivendicazione dei diritti naturali dell' uomo, contro i privilegi dell'aristocrazia.

Sexby & Rainborough, rappresentati di Cromwell, si espressero invece così:

_Definirono le posizioni dei livellatori troppo estremiste e pericolose;

_Il diritto di voto non do 747f59h veva essere assoluto;

_Il diritto doveva essere legato o al reddito o alle proprietà, perché solo chi ha interessi può fare l'interesse di tutti.

I dibattiti di Putney finirono con la notizia della fuga di Carlo I.



Il governo di Cromwell e la restaurazione della monarchia

Con la fuga di Carlo I iniziò una seconda guerra civile che finì solo nel Settembre 1648 con la ricattura del re. Dopo esser stato processato per alto tradimento Carlo I fu condannato a morte dal parlamento e decapitato il 30 Gennaio del 1649.

Dopo la condanna a morte del re Cromwell istituì una repubblica, il Commonwealth, abolì la camera dei Lord, fece arrestare i capi dei livellatori e stroncò sul nascere il movimento dei Diggers, che era comparso sulla scena incitando i contadini a prendere possesso delle terre incolte e a cominciare a dissodarle. La repubblica stentò a trovare un assetto costituzionale stabile. Quindi nel 1653 Cromwell sciolse il parlamento eletto nel 1640 e assunze il titolo di Lord Protettore, dando l'impressione che la sua repubblica fosse più una dittatura militare. Elesse altri due parlamenti nel 1653 e nel1655 ed entrambi furono sciolti dopo pochi mesi.  Cromwell morì nel 1658 e restava in dubbio se la sua figura di lord protettore avesse avuto un evoluzione in senso ereditario. Negli anni di governo di Cromwell fu repressa con durezza la rivolta irlandese e dovette usare la forza anche nei confronti della Scozia che preferiva un re anglicano al Commonwealth inglese. L'esercito conferì il titolo di Lord Protettore al figlio di Cromwell Richard, che resosi conto della sua inadeguatezza al ruolo dette le dimissioni. Così alcuni esponenti dell'esercito ricomposero il Parlamento che era stato eletto nel 1640 e prepararono la restaurazione della monarchia per il timore di un ritorno dei livellatori. Richiamarono quindi dal suo esilio francese Carlo II, figlio del sovrano decapitato 11 anni prima. Il ritorno del re comportò la ricostituzione della chiesa anglicana e della camera dei lord. Nel 1673 il parlamento approvò il Test Act, che comportava una dichiarazione di dissociamento dalla chiesa di Roma e dal Papa per chiunque dovesse svolgere funzioni pubbliche. Però Carlo II sembrava più favorevole a una piena libertà religiosa estesa sia ai puritani, sia ai gruppi indipendenti e sia ai cattolici, ed era sospettato di voler riconciliare la chiesa Anglicana con quella di Roma.




La "gloriosa rivoluzione" del 1688 & l'instaurazione della monarchia costituzionale

Nel 1685 successe a Carlo II il fratello Giacomo II, che si era pubblicamente dichiarato cattolico, il quale manifestò pretese assolutistiche su modello della Francia. Giacomo II entrò in conflitto con il parlamento inizialmente perché voleva un suo esercito fisso, contro il principio che solo il parlamento poteva instaurare un esercito, e dopo con il tentativo di abolizione del Test Act, con la proposta di una dichiarazione di indulgenza verso i cattolici che venissa letta da tutti i pulpiti. Alla nascita del figlio di Giacomo II si temette l'instaurazione di una dinastia cattolica, e quindi il parlamento di rivolse allo Statolder Olandese Gugliemo d'Orange, marito della figlia maggiore di Giacomo II. Gugliemo raggiunse il paese con una spedizione del 1688 e in pochi giorni, senza bisogno di combattimenti, riuscì a far abdicare Giacomo II che scappò in Francia. Nel Febbraio 1689 Maria Stuart & Guglielmo d'Orange furono nominati re dopo che questi accettarono la dichiarazione dei diritti (Bill of Rights). Di fatto nasceva una monarchia costituzionale secondo la quale il re manteneva il potere di governo e a suo piacimento poteva eleggere e licenziare i ministri. Il parlamento si innalzò a un grado pari a quello del re, dato che secondo il Bill of rights il re non poteva convocare e sciogliere arbitrariamente quest'ultimo e senza il consenso del parlamento non poteva fare nuove leggi. La dichiarazione dei diritti tutelava inoltre anche la liberà individuale: la tutela da misure arbitrarie di polizia come l'habeas corpus, la libertà di stampa, di associazione e di religione, con dei limiti verso i cattolici con la motivazione che questi non erano disposti a riconoscere agli altri la medesima libertà. Con la costituzione inoltre le leggi sui diritti della proprietà non mutarono.







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