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Per la rilevazione degli incendi ci serviamo di un sensore di temperatura, il cui circuito di condizionamento fa si che in uscita abbiamo una tensione di 5 V se la temperatura e' inferiore ai 70C, di 0 V se la temperatura e' superiore a questa soglia.
Il riconoscimento di intrusioni e' delegato a dei contatti, posti su porte e finestre. L'apertura di uno qualsiasi di questi contatti fara' scattare l'allarme.
Come detto prima, e' inoltre possibile attivare manualmente l'a 848g64i llarme per chiamare i pompieri, la polizia, o un'ambulanza tramite dei pulsanti.
Vi e' anche un sensore che rivela la presenza di tensione di alimentazione nella presa di corrente (il computer e' alimentato da un gruppo di continuita'). Sara' l'operatore a decidere, in base al numero ed alla dislocazione fisica di allarmi di questo tipo, a decidere se mandare una pattuglia o semplicemente un tecnico (un malintenzionato potrebbe aver tolto la corrente all'abitazione per disattivare l'allarme)

Segue la descrizione dei circuiti di condizionamento.

Parte I: i pompieri.

Il sensore di temperatura (un AD590), fornisce in uscita 1 A/K, quindi a 70C avrevo in uscita 313 µA (70C=313K).
L'uscita del sensore e' collegata al piedino invertente del comparatore, il quale la confronta con un valore di riferimento (V/R1, che dovra' risultare circa 313 A). Se e' minore, l'uscita vale Vol, ed il diodo D si trova in polarizzazione indiretta, quindi l'uscita vale 0V. Se invece l'uscita e' Voh, D conduce ed il 7805 stabilizza la tensione a 5V. L'integrato 7805 e' infatti un dispositivo che permette di stabilizzare una tensione superiore a 5V, appunto a 5V. Ha tre piedini: uno e' l'ingresso per la tensione positiva, un altro per la tensione negativa, ed il terzo e' l'uscita, quindi per il cablaggio collegheremo il piedino + all'uscita del comparatore ed il piedino - a massa, mentre l'uscita sara' collegata all'ingresso della porta parallela.
In uscita avremo quindi 5V (1 logico) se la temperatura e' minore di 70C, 0V (0 logico) se e' maggiore o uguale.
Inoltre abbiamo anche un pulsante per attivare manualmente l'a 848g64i llarme, infatti premendolo il nodo A si trova al potenziale di massa, quindi 0 V.


Parte II, la polizia:

Come detto prima, il circuito per la rivelazione di intrusioni avviene tramite dei contatti posti su porte e finestre, e che si aprono quando una di queste viene aperta (o entra da una porta o finestra oppure deve bucare la parete!). Tramite il generatore di tensione E e la resistenza R1 generiamo una corrente E/R1, che, se l'interruttore I e' chiuso, scorrera' quasi esclusivamente su di esso, portando l'uscita del comparatore a Vol. Trovandosi il diodo D in polarizzazione indiretta in uscita avremo 0V. Quando I viene aperto, la corrente scorre tutta su R2, portando l'uscita del comparatore a Voh, il diodo conduce, ed il 7805 stabilizza l'uscita a 5 V. Questo circuito e' ripetuto per ogni porta o finestra presenti in casa, e le uscite di ognuno sono collegate ad una unica not, e dalla not alla porta parallela. In questo modo se gli interruttori sono tutti chiusi alla not arriva 0, che negato diventa 1, mentre se anche uno solo degli interruttori si apre all'ingresso della not avremo 1, quindi alla parallela arrivera' 0, attivando l'allarme. Il valore in uscita della NOT viene sommato (somma logica) ad un valore che decidiamo in base alla posizione dello switch S. Infatti se S e' collegato tra A e B qualunque sia l'uscita della NOT, alla porta parallela arrivera' 1, mentre se S e' tra B e C la somma dipendera' esclusivamente dall'uscita della NOT. In questo modo, in base alla posizione di S, decidiamo se attivare o disattivare l'allarme (S tra A e B disattivato, S tra B e C attivato). Lo switch e' inserito nella serratura in modo tale che quando la porta non e' chiusa a chiave il contatto sia tra A e B, mentre con la porta chiusa a chiave il contatto sara' tra B e C.


Parte III, black out e richieste di aiuto:

Per questo tipo di emergenza facciamo uso di un circuito di alimentazione di poca potenza (la porta parallela non e' in grado di sopportare grandi correnti) che utilizzeremo anche per alimentare i circuiti per le richieste di aiuto).
Esso consiste infatti in un trasformatore T con un avvolgimento primario da 220 V, ed un secondario da 5V. Successivamente tramite un ponte di diodi Pd (raddrizzatore a doppia semionda) raddrizziamo la tensione, che sara' "livellata" dal circuito RC.
I circuiti per le richieste di aiuto sono formati da un pulsante. Come si vede nella figura, quando i pulsanti non sono premuti, i rispettivi nodi si trovano al potenziale di alimentazione (5 V), mentre se premiamo i plsanti il potenziale dei nodi e' quello di massa, il che attivera' l'allarme.
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