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ALTRI DOCUMENTI

LE FONDAZIONI - Le prove dirette
Realizziamo un Erbario
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GLI EBREI

SPUNTA.WMF (886 byte)

L'Ebraismo è la religione degli ebrei. Nel mondo ci sono circa 16.000.000 di Ebrei, sei vivono negli Stati Uniti, quattro in Israele, gli altri un po' su tutto il pianeta, ma soprattutto in Russia e nell'Europa dell'est. Nell'ultima guerra mondiale dal 1939 al 1945 la Gestapo di Hitler ne sterminò 6 milioni nei campi di concentramento della Germania nazista. Dopo la fine della guerra nel 1948 fu creato il piccolo stato d'Israele per garantire una patria al popolo ebraico. La legge religiosa ebraica è quella data da Dio e Mosè. Dio non ha mai cambiato questa legge, né mai la cambierà. Due principi che ogni ebreo considerava come dogmi. I precetti fondamentali della religione ebraica sono e saranno quelli che Mosè ebbe da Dio sul monte Sinai. Tutta la religione ebraica si basa sulla Bibbia in particolare su quella parte di essa che si chiama Torah (legge) (pentateuco) nota come i 5 libri di Mosè. Nelle loro preghiere quotidiane gli ebrei dichiararono di essere figli di Abramo, l'amico di Dio e la loro nazione viene chiamata Israele, il nome che Dio dette a Giacobbe. L'ebreo devoto prega tre volte al giorno: al mattino, al pomeriggio e alla sera, in casa o in Sinagoga. Quando prega si copre il capo con un cappello. Sinagoga significa "riunione" è il centro pubblico del culto e della vita sociale della comunità ebraica. Gli ebrei si riuniscono nella Sinagoga per le funzioni del sabato, che hanno inizio a partire dal venerdì sera. Il centro della vita religiosa degli ebrei è ancora più della Sinagoga la casa; essi tengono in grande considerazione la famiglia e i rapporti familiari, così molte festività ebraiche sono feste di famiglia. Sabato "significa riposo" è un giorno di astensione dal lavoro e una festività familiare e religiosa. Secondo la visione ebraica tutti gli uomini sono stati creati a immagine e somiglianza di Dio. Tutti gli uomini sono stati creati uguali, tutti hanno pari dignità, e così la legge ordina rispetto di tutti. L'ebraismo si suddivide in Ortodossi, Progressisti, Conservatori, Mistici e Sionisti.
Le persone incaricate di svolgere le funzioni religiose nella Sinagoga ( lettura e commento del testo biblico, celebrazioni di matrimoni, esequie, ecc..) sono i Rabbini, dal vocabolo ebraico "rabbi" che significa "maestro".
Per la religione ebraica, la festa più solenne è la Pasqua, che ricorda la liberazione del popolo ebreo dalla schiavitù egiziana.
                                                                                                                                         Raffaele Barbisan

CLASSE II/ III A
A.A.S.S. 1996/97 1997/98
SCHEDATURA DI :

  • MEMORIA. DOCUMENTARIO CL. II A
  • SCHINDLER'S LIST ; FILM / INTRODUZIONE / SHOA CL. II A
  • OLOCAUSTO. DOCUMENTARIO CL. II A
  • IL DOLORE E LA MEMORIA. DOCUMENTARIO / DIBATTITO CL. IIIA
  • BUCHENWALD DOCUMENTARIO(Combat Film) CL. III A
  • ALTRO... CL. IIIA

ANTEFATTO :
" Oggi si fa la storia. Questo giorno verrà ricordato. Tra molti anni i giovani chiederanno, meravigliandosi, di questo giorno. Oggi si fa la storia e voi ne fate parte. Seicento anni fa, quando altrove fu addossata loro la colpa della Peste Nera, Casimiro cosiddetto il Grande disse agli ebrei che potevano venire a Cracovia. Essi vennero. Trascinarono i loro averi in città. Si sistemarono. Misero radici. Prosperarono. Negli affari, nella scienza, nell'istruzione, nelle arti. Arrivarono qui senza niente, niente e fiorirono. Per sei secoli c'è stata una Cracovia ebrea. Riflettete su questo. Da stasera quei secoli sono una diceria. Non ci sono mai stati. Oggi si fa la storia".
Riconosci le parole pronunciate da Amon Goeth, il COMANDANTE del campo di concentramento di PLASZOW, uno dei personaggi centrali della storia di Oskar Schindler.
Goeth è realmente esistito, ed è stato il comandante del campo di concentramento di Plaszow, in Polonia.
Rifletti sulle parole del discorso : in che modo ti fa 636j99g capire cosa accadde agli ebrei e anche perchè , i nazisti li trattarono in quel modo?
Lo storico Paul Hilberg ha descritto l'atteggiamento nei confronti degli ebrei nel seguente modo :
" Fin dal IV secolo dopo Cristo, sono esistite politiche anti-ebraiche : la CONVERSIONE, L'ESPULSIONE, L'ANNIENTAMENTO.. La seconda venne considerata come un'alternativa alla prima, e la terza emerse come alternativa alla seconda".

  • Perchè questo odio verso gli ebrei dovrebbe esistere da così tanto tempo? Prima della nascita di Cristo gli ebrei erano stati sia ammirati che odiati. Comprendi i miti che sono circolati sugli ebrei nel corso dei secoli e i modi in cui sono stati trattati, RACCOGLIENDO INFORMAZIONI SU :
  • LA DIASPORA
  • L'ACCUSA DI OMICIDIO RITUALE ( nell'antichità venivano accusati di uccidere i bambini cristiani per prelevare il sangue da usare nei loro "riti"),
  • IL TRATTAMENTO DEGLI EBREI DA PARTE DELL'INQUISIZIONE SPAGNOLA,
  • La ZONA DI RESIDENZA ( Polonia-Romania, dove erano costretti a vivere, non potendo risiedere altrove).
  • POGROM.

ESAMINA ORA LA SITUAZIONE CHE IN GERMANIA HA ISPIRATO IL DESIDERIO DI HITLER DI STERMINARE TUTTI GLI EBREI E LO SVILUPPO VERSO LA " SOLUZIONE FINALE":
Dal momento in cui Hitler sale al potere inizia la persecuzione degli ebrei. Una delle principali dottrine che Hitler ha sempre sostenuto è quella secondo cui gli ebrei avrebbero dovuto essere allontanati dallo stato ariano del Terzo Reich. E' importante però capire che, anche se gli ebrei furono sterminati sin dall'inizio, non sembra esserci stata una immediata linea politica volta al loro sterminio.
RACCOGLI TUTTO IL MATERIALE E LE INFORMAZIONI SU :

  • LE LEGGI DI NORIMBERGA
  • LA NOTTE DEI CRISTALLI ( KRISTALNACHT)
  • L'EMIGRAZIONE DEGLI EBREI DALLA GERMANIA NEGLI ANNI DAL 1930 al 1939.

Agli ebrei è stato possibile abbandonare la Germania e quella che era stata l'Austria fino al 1941
Molti furono imprigionati e molti uccisi, ma non esisteva un progetto politico di sterminarli. Si riteneva che Hitler pensasse di trasferire l'intera popolazione ebraica europea in una regione agli estremi della Russia, dopo averla conquistata. Tuttavia, l'invasione della Russia nel 1941, segnò un momento fondamentale per gli ebrei. Da questo momento in poi, infatti, ha inizio lo STERMINIO ORGANIZZATO delle comunità ebraiche nei territori occupati dai tedeschi nell'Europa orientale.
La POLONIA, dopo la sua conquista nel 1939, venne divisa in due parti, una delle quali destinata a fungere da " DISCARICA" per gli ebrei, zingari e "polacchi inadatti al Reich". La politica, ideata da Heydrich era semplice, e fu applicata a 2.000.000 di ebrei :

  • Trasferire tutti gli ebrei nelle città, più presto possibile,
  • Trasferire tutti gli ebrei dalla Germania del Reich in Polonia,
  • Trasferire in Polonia i rimanenti 30.000 zingari,
  • Portare via tutti gli ebrei dai territori tedeschi su CARRI MERCI.

Le operazioni vengono condotte , in modo particolarmente brutale, da gruppi speciali, chiamati " EINSATZGRUPPEN", mentre le popolazioni locali sono invitate a partecipare sia al rastrellamento degli ebrei, sia al " trattamento" loro destinato.
ESAMINA ATTENTAMENTE I DUE BRANI :

  • "I membri della polizia erano, salvo poche eccezioni, piuttosto contenti di partecipare alla fucilazione degli ebrei. Avevano una buona occasione! Ovviamente non si pronuncerebbero in questo modo oggi. Ma allora non ci fu nessuna defezione...Voglio ripetere che oggi le persone sostengono una falsa impressione quando sostengono che le azioni contro gli ebrei venivano condotte con riluttanza. Grande era l'odio verso gli ebrei; si trattava di vendetta, e molti erano avidi di denaro e oro. Non prendiamoci in giro, nel corso delle azioni contro gli ebrei si verificavano sempre dei saccheggi. Ovunque ti recassi c'era sempre qualcosa da chiedere. Gli ebrei poveri venivano portati dentro, quelli ricchi erano prelevati a domicilio e le loro case venivano saccheggiate" ( Funzionario di polizia polacco, Distretto di CRACOVIA, 1941).
  • "Tutti gli uomini affrontavano bene il forte stress fisico. Non meno gravoso è stato il forte stress psicologico che l'alto numero di esecuzioni ha causato su di loro. Gli uomini sono riusciti a mantenere alto il morale e la calma ripetendo costantemente a se stessi che era necessario, da un punto di vista politico, fare quello che facevano." ( Diario dell'Einsatzgruppe Uno, 31 luglio 1941).

IN CHE COSA DIFFERISCONO LE MOTIVAZIONI DEI DUE GRUPPI COINVOLTI NELLE PERSECUZIONI CONTRO GLI EBREI ?

Dalle uccisioni occasionali e dai massacri si sviluppò una NUOVA POLITICA che avrebbe portato allo STERMINIO di MILIONI di ebrei che vivevano in tutta Europa.

LEGGI ATTENTAMENTE IL TESTO DELLA CONFERENZA DI WANNSEE in cui si fa riferimento alla SOLUZIONE FINALE :

  • IN CHE MODO SEGNA una " modifica" del "trattamento degli ebrei" che era stato proposto?

"Tenuto conto dei rischi dell'emigrazione in tempo di guerra, e delle possibilità dell'Est, il Reichfuhrer delle SS e capo della polizia tedesca (HIMMLER) ha proibito l'emigrazione degli ebrei. L'emigrazione è stata ora sostituita dall'evacuazione degli ebrei verso l'Est, come ulteriore possibile soluzione, previa l'idonea autorizzazione del Fuhrer. Tuttavia, questa operazione deve essere considerata solo come opzione provvisoria, ma sta già fornendo un'esperienza pratica di grande importanza in vista della prossima soluzione finale del problema ebraico.
...Gli ebrei devono essere sfruttati, nell'attuazione della soluzione finale, in modo vantaggioso per lavori nell'Est Europa. In lunghe colonne (di lavoro), dove i due sessi verranno separati, gli ebrei in grado di lavorare saranno trasferiti in quelle zone dove è necessaria la costruzione di strade, e nel corso di questi lavori senza ombra di dubbio diminuiranno sensibilmente per cause naturali. Per quelli di loro che dovessero sopravvivere sarà necessario un trattamento speciale perchè costituiranno, senza dubbio, la parte più resistente (dal lato fisico), frutto di una selezione naturale che potrebbe a sua volta divenire la cellula germinale di una nuova rinascita ebraica (testimone l'esperienza storica). L'Europa dovrà essere setacciata da ovest a est nel corso dell'attuazione pratica della soluzione finale...Gli ebrei evacuati verranno per prima cosa trasferiti, gruppo per gruppo, nei cosiddetti ghetti di transito, per poi venire trasportati più ad est."
 Fino al 1941 gli ebrei sono stati destinati ai lavori forzati nei campi o prelevati dai ghetti e usati per piccoli lavori forzati. Tuttavia i campi, da questo momento in poi, prendono un aspetto più sinistro, diventano CAMPI DI MORTE, trasformati per la distruzione finale della popolazione ebraica in Europa.

  • COME SI RIFLETTE QUANTO ESPOSTO NEL TRATTAMENTO A CUI SONO ESPOSTI GLI EBREI DI CRACOVIA in SCHINDLER'S LIST ED IN CIO' CHE HAI VISTO E LETTO ?
  • ANALIZZA A FONDO I DOCUMENTARI CHE TI SONO STATI PROPOSTI : RIFLESSIONI anche sulle basi di quanto fino ad ora esposto.

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Gli indumenti dei deportati                                                                             Un forno crematorio

Schedatura di Schindler's list
ANTEFATTO
- Perché c'era un odio storico e gli Ebrei erano andati a Crakovia senza niente e dopo si erano arricchiti.
- I pregiudizi contro gli ebrei iniziarono nel IV secolo. Prima si parlava di antigiudaismo, cioè un fenomeno di motrice cristiana che mirava alla conversione degli ebrei, nel tentativo di salvare l'anima. Dopo si parlò di antisemitismo: l'ebreo va combattuto ed eliminato. Il deicidio è stata la prima colpa attribuita agli ebrei. Deicidio significa odiare ed uccidere Gesù. Questa colpa è stata cancellata nel 1962.
La Spagna era un'oasi dove molte famiglie si erano rifiutate per sfuggire all'accusa di deicidio. Anche in Spagna la situazione mutò. Si proibirono i matrimoni misti e si impedì agli ebrei l'accesso agli impieghi pubblici.
L'Inquisizione dopo aver combattuto gli eretici, coinvolge gli ebrei; che vengono accusati di distruggere il principio di autorità.
- Nel 1935 vengono emanate le leggi razziali, per proteggere il sangue tedesco Interdetti i matrimoni con ebrei.
- Nel novembre 1938 un ebreo uccise un diplomatico tedesco: il pretesto per un'operazione preparata accuratamente nota come "notte dei cristalli". Vennero distrutti negozi, case, sinagoghe.
- Hitler voleva trasferire gli ebrei nella Russia, dopo averla conquistata. L'invasione della Russia fu importante per gli ebrei. Iniziò lo sterminio organizzato. La Polonia venne divisa in 2 parti: una era la discarica per ebrei, zingari e polacchi.
- Il funzionario di polizia ritiene che c'era un grande odio verso gli ebrei. Venivano saccheggiate le case dei ricchi e c'erano molte vendette. Dal diario di un gruppo speciale si capisce che gli uomini si convincevano di dover uccidere e saccheggiare.
- Prima li uccidevano e saccheggiavano. Dopo la conferenza di Wannsee si decise di farli lavorare in appositi campi. Molti sarebbero morti per cause naturali, ma quelli che resistevano venivano mandati ai campi di sterminio.
- Nel film gli ebrei venivano prelevati dai ghetti e trasportati nei campi di concentramento e di lavoro.
I vecchi e gli infermi venivano portati nelle camere a gas e nei forni. Gli altri morivano di malattie e lavori. Erano pochi i superstiti.

Il documentario "MEMORIA" evidenzia soprattutto, attraverso le testimonianze dei superstiti dei campi di sterminio, la vita di ogni persona e la strada che doveva fare prima di arrivare nei Lager. Questo documentario, però, parla solo degli ebrei, e invece sono stati deportati anche cattolici, zingari, valdesi e gente comune che aiutava i partigiani, come le staffette. Si parla anche del ricordo delle singole persone, proprio per questo il documentario s'intitola "Memoria", perché ogni persona che è sopravvissuta allo sterminio non deve dimenticare, ma ricordare e raccontare alle generazioni future perché l'errore non si ripeta mai più. Quelli che hanno girato e ripreso il documentario hanno scelto un paesaggio che suggestiona molto. Mi ha suggestionato il tempo buio e grigio, come se l'anima di tutte quelle persone fosse ancora lì. Il film "Schindler's list" è stato molto interessante, soprattutto dalla metà in poi. E' stato ben visibile il comportamento di Schindler verso gli ebrei. Ha sentito il bisogno di aiutarli quando ha visto "la storia" della bimba del vestito rosso. Oskar S. ha messo in pericolo la sua vita per salvare quella di moltissimi ebrei. Loro gli sono stati riconoscenti regalandogli un anello con la scritta "chi salva una vita salva un mondo intero". Schindler da imbroglione diventa un po' il protettore degli ebrei non per riscatto ma perché l'uomo è anche fatto così, era uno come noi. Schindler da ricco com'era spenderà tutti i soldi per i suoi ebrei che lo manterranno fino alla sua morte, nel '74, perché era rimasto senza soldi.

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Camera a gas                                                                Cortile e baracche a Mauthausen

Il documentario "OLOCAUSTO" parla attraverso le voci e i ricordi dei bambini ebrei. Raccontano la loro tranquilla vita, andavano a giocare con le amiche, i genitori andavano a lavorare e molti bimbi andavano a danza o in piscina. Ma un giorno ad un tratto, l'amica di una bimba ebrea dice :"non posso più giocare con te perché sei ebrea, mio papà non vuole che giochi con ebrei". La bimba non va più a scuola, non può più andare a danza e in piscina. Gli ebrei, pian piano, vengono espulsi dalla vita quotidiana, dal lavoro, dall'istruzione, dagli sport e, alla fine, dal mondo. Vengono rinchiusi nei ghetti, sparsi per tutta l'Europa e, poco dopo, vengono deportati nella sperduta e fredda Polonia, nei campi di sterminio o di lavoro. Molti bambini vengono subito eliminati nei forni crematori o nelle camere a gas insieme a donne , malati e vecchi. Molti bimbi non possono più raccontare, sono morti.
Alla fine del' 800 nasce l'antisemitismo. Prima si parlava di antigiudaismo, il cui scopo era di convertire gli ebrei in cattolici, salvandone l'anima. L'antisemitismo, invece di convertire l'ebreo, lo combatte e lo elimina. La prima colpa attribuita agli ebrei fino a il deicidio.
Nel 388, vengono assaltate le prime sinagoghe. Nobili ed antiche famiglie, in Spagna, dicevano di essere usciti da Israele prima della distruzione del tempio, sfuggendo all'accusa di aver ucciso Gesù.
Più tardi, nel 1215, ogni ebreo dai 12 anni, deve portare una "rotella gialla".
Nel 1933 sale al potere Adolf Hitler. Nel 1935 vengono emanate le prime leggi razziali, e con esse vengono interdetti i rapporti sessuali e i matrimoni con ebrei.
Il 9 novembre 1938 scatta la scintilla: un ebreo di 17 anni uccide un tedesco. E' la "notte dei cristalli": negozi distrutti case devastate, sinagoghe assalite e morti.
Viene di nuovo imposta agli ebrei la Stella Gialla. Vengono soppressi gli handicappati, i malati mentali, gli zingari, gli ebrei e gli omosessuali. Nel 1942 inizia lo sterminio degli ebrei in Europa. A est vengono diffusi campi di sterminio e lavoro e solo sterminio. Dal 1938 ogni ebreo perse il lavoro, gli studenti ebrei vengono espulsi dalle scuole.

AMBIENTAZIONE DI SCHINDLER'S LIST.

  • La vita nel ghetto doveva essere impressionante e tristemente caotica. Ogni persona non aveva più la propria intimità e pertanto, tutti questi ebrei ammassati dentro un ghetto circondato da un muro, sembravano tanti animaletti in cattività. Ogni ebreo aveva portato con sé tutte le sue cose, ma non sapeva che, se fosse andato al Lager, quelle cose non le avrebbe portate con sé. Molti ebrei venivano fucilati nel ghetto, specialmente gli anziani. Avevano perso la loro libertà.
  • Non c'erano degli elementi chiave, secondo me, se dovevi morire, morivi. Però molta gente è sopravvissuta perché rubava cibo oppure vendeva oggetti di valore in cambio di soldi o cibo. Molti si sottomettevano e ubbidivano agli ordini dei tedeschi.
  • Doveva affrontare la scarsità del cibo e il caos che c'era a causa dell'affollamento. Poi non c'erano abbastanza alloggi per tutta quella gente e molti dovevano vivere in due famiglie. Il ghetto era diviso in due parti dalla strada: da una parte c'erano i borghesi ed i più ricchi come gli industriali, e dall'altra i più poveri, gli operai e i mendicanti.
  • Oskar Schindler è stato attirato dalle molte fabbriche e quindi sperava di aprire una fabbrica sfruttando la manodopera degli ebrei pagandoli pochissimo.
  • Schindler aiuta i suoi ebrei mettendoli a lavorare nella sua fabbrica. Se gli ebrei non scapperanno e lavoreranno non verranno messi nei campi di concentramento. Così lui con Stern, iniziarono a scrivere una lunga lista di ebrei da mettere nella fabbrica. Schindler, facendo così, salva la vita a moltissimi ebrei e, da uomo trafficone e imbroglione, diventa un protettore degli ebrei. I tedeschi non gli impedirono di mettere a lavorare degli ebrei perché aveva comprato molti ebrei e molti gerarchi.

IL FILM E LA STORIA-COSTRUZIONE
- Keneally vede il suo resoconto della vita di Schindler come fatto reale e non fittizio.

LO STILE DEL FILM
- Perché un film in bianco e nero colpisce sempre di più che un film girato a colori. Poi sembra un documentario; invece a colori parrebbe più una fiaba o un mito. Quando ho visto il film in bianco e nero mi è sembrato di tornare indietro nel tempo, in un flashback per vedere che cosa era veramente successo.

  • Agli spettatori colpisce il bianco e nero perché sembra di rivivere quei momenti storici, interessa forse di più rispetto ai film a colori e sembra più reale.
  • Quando il film è diventato in bianco e nero mi è sembrato di ascoltare una testimonianza o la storia di Schindler raccontata da un ebreo da lui salvato.
  • Sì, mi ricordo tutti i momenti in cui il film è girato a colori, quando una bimba col cappotto rosso cerca di nascondersi e di scappare mentre viene evacuato il ghetto e poi quando, al campo di concentramento, Schindler vede dentro una carriola il corpo della bimba con il cappottino rosso che aveva visto scappare dentro il ghetto.
  • Ci vengono mostrati quei particolari momenti perché, essendoci solo il vestito e le scarpe rosse della bimba su tutta la scena, in bianco e nero, risaltano di più e, in poco tempo ci fanno capire la "vita" di ogni ebreo che non poteva "servire" ai tedeschi.
  • Quei momenti sono importanti perché sono "la chiave" del film. Se non ci fossero quei momenti non si capirebbe perché Schindler cambia.
  • Sì, ci viene mostrato perché Schindler cambia. Quando lui è a cavallo sulla collinetta e guarda giù, dentro al ghetto, vede la bimba col cappotto rosso nascondersi e scappare. Quando poi, un po' di tempo dopo va a visitare il campo di sterminio e vede il corpo della bimba fra i cadaveri, si accorge della "fine" di ogni ebreo e allora inizia a salvarli.
  • Sì il personaggio di Schindler rientra nel "buono" soprattutto nell'ultima parte del film. No, non sempre, all'inizio, ad esempio, non era molto buono.
  • Schindler non potrebbe essere così buono come pensiamo perché all'inizio, assumeva ebrei solo per sfruttarli nella fabbrica e pagarli poco.
  • Quel tedesco continuava a suonare perché, come tutti gli altri, era contento di aver fatto "piazza pulita" di ebrei e non gli importava che venissero uccisi, anzi, loro dovevano portare solo a termine il lavoro affidatogli da Hitler. Questa scena trasmette l'indifferenza di ogni tedesco verso lo sterminio di un'altra religione e razza diversa dalla loro.
  • Questa conversazione ci offre una prospettiva diversa da quanto sta accadendo dal modo di parlare di Schindler. Infatti lui non intende lo sterminio ma un trattamento preferenziale ad un altro. Da queste parole si capisce che Schindler è cambiato.
  • No, Stern non ha scelto solo persone che avevano le capacità richieste per questo tipo di lavoro, ma ha scelto anche altre persone. Perché ?
  • Stern sceglie quell'uomo da un braccio perché vuole salvarlo, essendo "non abile" l'avrebbero ucciso.
  • Molte delle persone scelte, come i bambini, avevano le mani piccoline e quindi potevano passare dietro le macchine per raccogliere le cose che cadevano, ma anche per salvarli dalla morte sicura.

    Le voleva salvare perché altrimenti, se fossero andate in un campo, molte donne, anziani e bambini sarebbero stati gassati o cremati.

  • Nel documentario "Memoria", ho trovato molte parti che avevo già studiato o letto; ad esempio, quando parla della vita che facevano nel campo, lo sapevo, ma non sapevo che le donne e gli uomini fossero separati. Nel film "Schindler's List" sapevo che gli ebrei, prima di entrare nei vari campi, erano rinchiusi nei ghetti, ma non sapevo che molti industriali nazisti potessero assumere degli ebrei, salvandoli, e non sapevo neppure che in ogni campo c'era la "casa" del "capo campo".

A scuola ho anche studiato i vari tragitti con le varie date che ogni ebreo doveva fare. A scuola ho saputo che esistevano vari campi di concentramento e di sterminio; quelli di lavoro e quelli di solo sterminio.

- Ho capito attraverso film e libri, che non tutti i tedeschi erano contro gli ebrei, ma non li potevano " aiutare" se non assumendoli nelle fabbriche, come ha fatto Schindler.

  • Secondo me, in tutti i film e documentari che ho visto si parla solo di deportazione ebraica, ma ci sono stati anche altri deportati di religione diverse. I documentari ed il film non parlano mai della resistenza e dei partigiani in Italia. Inoltre si parla solo di nazismo e non molto di fascismo.

In tutti i film e i documentari che ho visto si parla di "memorie". Infatti, nel documentario "Memoria" vengono intervistati tutti i superstiti ai campi e, mettendo insieme tutte le testimonianze, si ricostruiscono i fatti. Tutte le persone intervistate allora avevano una ventina o una trentina d'anni. Oggi ne hanno circa 70 - 80. Invece, nel documentario " Olocausto" gli intervistati, quando gli ebrei vennero rinchiusi nel ghetto, avevano una decina d'anni, o anche meno. Quindi questi due documentari sono ben diversi. Il secondo evidenzia le memorie di un uomo quando era bambino, e questo colpisce di più. Nel libro " Se questo è un uomo" di Primo Levi, si capiscono la fame e il dolore fisico, quanto quello mentale. Quando lo leggi ti sembra di essere lì, e fare parte dei detenuti. La stessa cosa avviene per il documentario "Olocausto" perché è in bianco e nero, e ti sembra di essere lì.
Invece nel documentario "Memoria", si capisce che ogni persona quando era ad Auschwitz, provava nostalgia di casa e dei parenti, si sentiva offeso dai tedeschi.
- Si capisce che il film è ambientato in quei tempi dal modo in cui è vestita la gente, dalle auto antiche, e anche dal modo in cui si parla.

  • Infatti in certe scene si nota che le auto sono dei modelli diversi da ora. Poi, i vestiti sono diversi da quelli che si indossano adesso e anche se la moda ne ha rilanciati alcuni, certi si possono trovare negli immensi musei. In quei tempi i ragazzi ed i bambini avevano molto più rispetto verso i genitori. Infatti davano del lei o del voi ai genitori, invece adesso noi ragazzi a volte li insultiamo e non abbiamo più rispetto.

- Il film rappresenta i principali personaggi e gruppi storici abbastanza bene.
Schindler viene rappresentato prima come un profittatore, un truffatore e che voleva arricchirsi sfruttando gli ebrei; poi venne rappresentato come salvatore e protettore, comprensivo e generoso. I nazisti vengono rappresentati come degli sterminatori, uccidono senza motivo e sono incuranti degli ebrei. Sono menefreghisti nei loro confronti e li sfruttano. Gli ebrei vengono rappresentati come povera gente indifesa che viene sottomessa, sfruttata, maltrattata e uccisa dai tedeschi nazisti per divertimento. Secondo me tutti questi gruppi storici sono stati raffigurati in modo realistico.

          Lati positivi:

  • Nel film si capisce molto bene come vengono trattati gli ebrei.
  • Si nota molto bene il cambiamento di Schindler.
  • Si capisce bene perché Stern sceglie quell'uomo da un braccio solo.
  • Si comprendono bene le intenzioni iniziali di Schindler, che voleva sfruttare gli ebrei pagandoli poco.


    Lati negativi:

  • Nel film però si parla solo di ebrei e non di altri deportati.
  • Non si capiva bene il periodo in cui si svolgono i fatti.
  • Nel film non si dice che molti ebrei prima di essere portati nel ghetto si nascondevano.
  • Non si capisce molto bene la vita che fanno gli ebrei nel ghetto.
  • Oscar Schindler arriva a Cracovia nel 1939 sperando di aprire una fabbrica di pentole. Era conosciuto come un uomo truffatore, puttaniere e imbroglione. Aprì la fabbrica e sfruttò la manodopera degli ebrei perché pagati poco e sfruttati. Alla fine di maggio 1942 i tedeschi iniziarono la deportazione degli ebrei dal ghetto al campo di sterminio. Schindler, vedendo la triste fine di una bambina che si nascondeva per non farsi deportare nei campi e poi, quando lui andò in visita al campo di Plaszow vide il suo corpo diretto ai forni crematori, decise di salvare gli ebrei scrivendone una lunga lista e assumendoli nella fabbrica, facendosi aiutare da un ebreo: Stern. Finita la guerra Schindler lascia la Germania senza un soldo. I suoi ebrei, per riconoscenza gli regalarono un anello con la scritta: "Chi salva una vita, salva il mondo intero" e lo mantennero fino alla sua morte nel 74.
  • Il film secondo me, è stato molto buono. Mi è piaciuta molto la fine.
  • La parte iniziale era un po' noiosa ma fondamentale. Trovo che Schindler in fondo al cuore ha molta bontà e tanta generosità, soltanto che bisogna saperle usare. Ilenia Rostaing

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TITOLO: IL DIARIO DI ANNA FRANK.
AUTORE: Anna Frank
EDITORE: Arnoldo Mondadori , il Bosco
LUOGO E ANNO DI PUBBLICAZIONE: Stampato nelle officine grafiche di Verona nel luglio 1967.1°ed. del bosco nell'apile 1959.
GENERE LETTERARIO: Il diario di una ragazzina ebrea di 13 anni

TRAMA: Giorno per giorno, dal 12 giugno al 1 agosto, dal 1942 al 1944, una ragazza ebrea registra in questo diario la sua scoperta nel mondo: angoscie, preoccupazioni , desideri e sogni ad un'amica di nome Kitti. Nel giugno 1942 la vita di Anna è ancora simile a quella di qualunque ragazza della sua età, ma abita ad Amsterdam, che è in mano ai tedeschi da due anni circa e, nel luglio,le SS iniziano a saccheggiare le case per trovare gli ebrei. A 13 anni appena compiuti Anna sa che la spensierata vita di prima sta per terminare e sa anche che, come tutti gli ebrei deve portare la stella giudaica, non può salire sui tram, svolazzare di qua e di là in bicicletta, frequentare luoghi pubblici e amici Tedeschi, fare compere nei normali negozi, ma quelli con la scritta "Negozio ebraico" e molte altre privazioni. La prima settimana di luglio Anna si trasferisce in un alloggio segreto per cercare di sfuggire ai Tedeschi e tentare di salvare la sua vita, quella della sua famiglia, dei Van Daam e Dr. Dussel.
Il loro rifugio è il vecchio ufficio di lavoro del Sig. Frank. La casa è composta da tre piani, ha numerose scale e scalette, stanze buie e silenziose, tappeti e mobili d'ufficio mischiati agli scatoloni pieni di oggetti delle due famiglie e del dottore. Questo nascondiglio è sicuro e ben nascosto in particolar modo perchè è situato dietro uno scaffale girevole. Sono a conoscenza della dimora segreta solo cari amici dei Frank e dei Van Daam che portano loro viveri, vestiario, libri e notizie. Le due famiglie vivono così per due lunghi anni isolati dal mondo esterno, pelando e cucinando patate, litigando, studiando, leggendo e nelle ore meno trafficate ascoltando musica e la radio inglese per avere più notizie sullo svolgimento della guerra. Nel rifugio ci sono molte liti e discussioni; è comprensibile visti i cambiamenti di vita immediati, i vari problemi e l'uggia di rimanere per molto tempo in un nascondiglio senza poter correre, urlare, ridere, sfogarsi. Nel diario Anna si lamenta molto sovente perchè è venuta a trovarsi con i suoi problemi di ragazzina sentendosi soffocare tra i monotoni discorsi degli adulti e la noia di non poter respirare l'aria della libertà. Anna ha un'intelligenza precoce e penetrante con un occhio capace di criticare, nei due anni Anna studia, legge diversi libri e frequenta un corso di stenografia. Anna e i suoi conviventi vivono nella paura di essere scoperti, ricevono molte visite da parte dei ladri, ma tutto va bene finchè il 4 agosto 1944 la polizia tedesca fa un'irruzione nell'alloggio segreto, tutti i rifugiati vennero arrestati e portati nei campi di concentramento. Anna muore nel marzo 1945, due mesi prima della liberazione dell'Olanda, nel campo di Bergen Belsen.
Dei rifugiati si salva solo il padre che trova il diario di sua figlia e lo fa pubblicare.
Anna non avrebbe mai potuto immaginare che le povere paginette del suo diario sarebbero diventate un documento vario, interessante e vivo conosciuto in tutto il mondo.

LINGUAGGIO USATO NEL LIBRO: Facile da capire, abbastanza scorrevole da leggere, ho trovato un po' noiose le descrizioni delle crisi di solitudine di Anna.
LUOGHI DOVE SI SVOLGONO I FATTI: Nella dimora segreta ad Amsterdam (e nel campo di Berghen Belsen quando Anna muore).
EPOCA IN CUI E' AMBIENTATO IL LIBRO: Anna inizia a scrivere il suo diario con una bella dedica il 12 giugno 1942 e termina il 1 agosto 1944, prima di essere condotta nel campo.
SCOPI PIU' EVIDENTI DEL LIBRO: Imparare a capire una ragazza che vive con i suoi problemi rinchiusa per due lunghi anni in un nascondiglio segreto aspettando con ansia e malinconia la fine della guerra per poter nuovamente conquistare la libertà perduta. Venire a conoscenza della vita nella dimora segreta. Per Anna è uno sfogo scrivere questo diario.
TEMI AFFRONTATI NEL LIBRO: La dura vita in un rifugio tra le liti, i vari problemi, la malinconia e la paura di essere scoperti dai tedeschi ed essere condotti nei campi.
GIUDIZIO: Molto interessante, vario e vivo.
                                                                                                                                    Elisabetta Daviè

TITOLO: La Notte
AUTORE: Elie Wiesel
EDITORE:Giuntina
LUOGO E ANNO DI PUBBLICAZIONE: Firenze 1958.

TRAMA: Elie Wiesel aveva 15 anni e viveva a Sighet, in Transilvania. Nel 1941 fece la conoscenza di Moschè lo Shammàsh, un povero straccione che amava ripetere:" L'uomo interroga e dio risponde. Ma le sue risposte non si comprendono perchè vengono dal fondo dell'anima e vi rimangono fino alla morte". Un giorno gli ebrei stranieri vennero espulsi da Sighet, con loro anche Moschè, ma furono presto dimenticati. Dopo alcuni mesi Elie vide Moschè che stava raccontando la sua deportazione, l'uccisione degli ebrei da parte della Gestapo, ma che non era creduto, e neppure ascoltato da quelli che gli stavano intorno. Durante il 1942-'43 la vita fu normale per tutti e, verso la primavera del '44 sembrò imminente la sconfitta della Germania. Tutti dicevano che i tedeschi sarebbero rimasti a Budapest, ma dopo pochi giorni fecero il loro ingresso a Sighet. Inizialmente si comportarono piuttosto bene ma il settimo giorno di Pasqua arrestarono i capi della Comunità Ebraica. Gli ebrei non ebbero più diritto di entrare nei ristoranti, nei caffè, di viaggiare sui treni, di andare nelle sinagoghe, non potevano uscire per la strade dopo le 18. Poi furono creati due ghetti. La vita a poco a poco tornò normale ma una notte arrivò una terribile notizia: il ghetto doveva essere liquidato. Il giorno dopo partivano alcuni convagli, sulle spalle di ogni persona c'era un sacco e nei loro occhi tanta sofferenza. Eliezer e la sua famiglia ( i genitori e quattro figli ) dovettero aspettare l'ultimo convoglio: lasciarono loro qualche pagnotta e poi chiusero i carri. Durante il viaggio, nel loro vagone c' era una donna che ogni notte gridava dicendo di vedere un fuoco. Arrivarono in una stazione: Auschwitz. Viaggiarono ancora per poco, nuovamente la donna gridò di guardare le fiamme e, mentre il treno si stava fermando, le videro: salivano da un alto camino e nell'aria c'era odore di carne bruciata. Erano arrivati a Birkenau. Un SS ordinò di dividersi, donne da una parte e uomini dall'altra. Elie non sapeva che avrebbe perso per sempre sua madre e sua sorella (alle quali dedica questo libro). Un deportato gli spiegò che la tomba era il camino. Ci fu la selezione, il ragazzo ed il padre dovettero passare davanti alle fosse, videro scaricare dei neonati nelle fiamme ma "fortunatamente" entrarono in una baracca e non videro più nulla. Per Elie fu l'inizio di un incubo, quella notte si consumò per sempre la sua Fede e perse il desiderio di vivere. Il mattino dopo vennero rasati, ci fu la disinfezione, vennero dati loro dei vestiti. Improvvisamente entrò un ufficiale delle SS, "un uomo alto, sulla trentina, il delitto scritto sulla fronte e nelle pupille". Spiegò che erano ad Auschwitz, in un campo di concentramento e che avrebbero dovuto lavorare: o il lavoro o il forno crematorio. Vennero portati in una baracca, poi si misero in marcia e, usciti dal campo, videro un reticolato con scritto "il lavoro rende liberi". Eliezer ed il padre andarono nel Blocco 17 e, da quel giorno, diventarono numeri: Elie il numero A-7713. Dopo vari giorni partirono ed arrivarono nel nuovo campo: Buna. Lavorarono in un deposito di materiale elettrico ma non fu un mestiere pesantissimo. Una domenica sentirono gli aeroplani, cadde una bomba in mezzo al campo, ma non successe nulla. Molte volte Elie dovette assistere alle impiccagioni dei deportati. In inverno il suo piede destro si mise a gonfiare ed il medico gli spiegò che avrebbe dovuto operarlo. Arrivò però la notizia dell'evacuazione del campo ed il ragazzo fuggì dall'infermeria poichè aveva saputo che i malati sarebbero stati bruciati nei forni crematori. Si misero in marcia, dovevano correre senza fermarsi altrimenti le SS non avrebbero esitato a premere il grilletto. Verso il mattino, dopo 70 chilometri di corsa, arrivarono in un capannone. Elie era sempre rimasto vicino al padre per timore di perderlo. Un uomo chiese notizie di suo figlio ma nessuno gli rispose. Eliezer si ricordò improvvisamente di avere corso insieme a lui e poi di averlo visto cadere, ma gli venne in mente che il figlio aveva visto il padre perdere terreno, ma aveva continuato ad andare avanti, aveva voluto sbarazzarsi di suo padre! Una preghiera si svegliò nel cuore di Elie, perchè Dio gli desse la forza di non fare ciò che aveva fatto quel ragazzo. Salirono su un treno, per dieci giorni e dieci notti non mangiarono, poi arrivarono a destinazione, a Buchenwald. Dal vagone scesero 12 persone, su 100 che erano partite. Il padre di Eliezer si ammalò gravemente di dissenteria, ed il figlio voleva aiutarlo a sopravvivere. Il responsabile del Blocco gli spiegò che "nei campi di concentramento ognuno deve lottare per se stesso e non pensare agli altri. Neanche al proprio padre". La sera, nella baracca, il padre volle dell'acqua, ma un ufficiale gli diede una manganellata in testa, e la sua ultima parola fu : "Eliezer". Il figlio però non si mosse ed il mattino seguente, il 29 gennaio 1945, al posto del genitore c'era un altro ammalato. Elie non pianse e questo gli fece male. Doveva stare a Buchenwald fino all'11 aprile e non pensò più ai genitori, l'unico suo desiderio era quello di mangiare. Il 10 aprile il movimento della Resistenza decise di entrare in azione e ci fu una battaglia. Nel pomeriggio il primo carro di americani arrivò. Tre giorni dopo la liberazione Elie cadde ammalato a causa di un'infezione. Restò tra la vita e la morte per due settimane, poi un giorno riuscì ad alzarsi ed andò fino allo specchio. "Dal fondo dello specchio un cadavere mi contemplava. Il suo sguardo nei miei occhi non mi lascia più".

TEMI DEL LIBRO: deportazione degli ebrei nei campi di concentramento. Perdita della Fede di un ragazzo molto religioso, voglia di rimanere assieme al padre, "vita" nei campi.
GIUDIZIO: un bellissimo libro, molto interessante, commovente. Essendo un'autobiografia è scritto in modo coinvolgente. Leggendo questo libro ho capito molto bene cosa si provava nel Lager.
                                                                                                                                Giordana Merlo

L'AMICO RITROVATO
AUTORE: Fred Uhlman
EDITORE: Feltrinelli
LUOGO E ANNO DI PUBBLICAZIONE: E' stato stampato a Milano nel febbraio del 1990.
GENERE LETTERARIO: E' un genere letterario di tipo storico, infatti racconta le vicende di due ragazzi durante le persecuzioni naziste.

TRAMA: Due ragazzi sedicenni frequentano la stessa scuola esclusiva (Karl Alexander Gymnasium). Uno è figlio di un medico ebreo, l'altro è di ricca famiglia aristocratica. Tra loro nasce un'amicizia del cuore, un'intesa perfetta e magica.
Un anno dopo il loro legame è spezzato, questo accade in Germania, nel 1933 durante le prime persecuzioni ebraiche. Così Hans (ebreo) parte per l'America e non vedrà più quel ragazzo che per tanto tempo l'aveva fatto felice.

PERSONAGGI PRINCIPALI: " Il protagonista" Schwarz Hans e Konradin Von Hohenfels.
Altri personaggi di cui parla il libro sono: Albert Fritz caduto in Russia; Bhrens Karl; Frank Kurt; i membri del caviale; Müller Hugo caduto in Africa; Bollacher; l'odioso Schulz e tutti gli altri suoi compagni; quelli di Konradin; i suoi professori; il direttore.
LUOGHI DOVE SI SVOLGONO I FATTI: a Stoccarda in Germania.
EPOCA IN CIU SI SVOLGONO: Dal febbraio del 1932 a più o meno un anno dopo.
SITUAZIONE INIZIALE: Un ragazzo, Hans Schwerz, immerso come sempre tra le sue fantasie, vede la sagoma dell'amico che lo farà finalmente felice.
Passano dei momenti indimenticabili, il suo "distaccamento" verso il mondo esterno si rompe, incomincia a vedere la scuola e la vita con altri occhi.
Decide, un giorno, di portare Konradin in camera sua per mostrargli i suoi tesori e mille misteri. L'amico ricambia il favore anche se non vuole mostrare Hans alla famiglia perchè è ebreo.
CONCLUSIONE DELLA VICENDA: Una fine suggestiva investe il nostro amico, a dir poco da lacrime. Io ho un po' pianto per la conclusione. Hans, infatti, non vuole più sentire parlare di nessuno e soprattutto della Germania, dove odiava tutti. I suoi amici, i compagni di gioco ecc..., si erano distaccati da lui all'improvviso, senza che se ne rendesse conto.
Konradin stesso per paura di umiliarlo aveva preferito lasciarlo, ed anche perché aveva aderito al nazismo.
I suoi amici un tempo compagni fedeli, lo avevano fatto sentire una persona inferiore (un "senza Dio"). Solo i suoi genitori pensano di volergli veramente bene, a tal punto che lo fanno partire per un mondo nuovo più giusto dove, forse, gli insulti non trapassavano il cuore. Lui parte, va in America, e un giorno nella sua casa, dove accanto a lui c'è una affettuosa famiglia, legge un opuscolo in cui sono scritti molti nomi dei suoi vecchi compagni, ora defunti. Li legge tutti, evitando però fino all'ultimo di leggere il nome dell'ex amico. Lo leggerà alla fine e qui lo ritroverà perché accanto al nome c'è scritto: "giustiziato per aver complottato contro Hitler".

SCOPI PIU' EVIDENTI DEL LIBRO: Anche se questo libro non racconta una storia reale è comunque molto bella. Nasconde al suo interno una vera testimonianza storica, piena di avvincenti avventure. Infatti, testimonia la vita che ha dovuto affrontare un ebreo nella sua giovinezza, narra le difficoltà, le gioie, le oppressioni, le "risalite" di cui una persona ancora così giovane deve saper vincere. Questo, praticamente, non racconta solo finzioni, ma anche fatti realmente accaduti.
OSSERVAZIONI SUL LINGUAGGIO USATO: Il linguaggio che viene usato è abbastanza scorrevole, anche se in alcune parti (soprattutto iniziali) ci sono molti nomi e sigle in tedesco che mi confondono un po'.
PERSONAGGIO PIU' SIMPATICO: In questo libro, a differenza di altri, non ho trovato un personaggio più simpatico. Ho solo provato tanta compassione per Hans, un po' di rimpianti per Konradin e tanto tanto odio per quei ragazzi che prendevano in giro il giovane protagonista.
NARRAZIONE DI UN EPISODIO PARTICOLARMENTE INTERESSANTE: La parte finale, forse, è stato il momento più interessante, perchè mi ha coinvolto molto. Ho potuto provare rancore per quelle persone che avevano dato tante tristezze ad Hans, ma anche un po' di compassione per la loro giovane età.
TEMI AFFRONTATI NEL LIBRO: L'insicurezza, la felicità e la delusione di un ragazzo sedicenne già così esposto al mondo esterno e ai suoi vari problemi. La vita piena di ostacoli difficili e duri da oltrepassare e tra tutto questo l'odio e il rancore degli amici che dovrebbero essere i primi ad aiutare il loro prossimo (inteso come compagno).
GIUDIZIO GENERALE: Uno dei testi più densi e più puri sugli anni del nazismo in Germania, un CAPOLAVORO! Che può far piangere anche la persona più dura di cuore.
Questo libro si intitola così perchè con la sua morte, l'amico si riscatta. Hans "ritrova" l'amico che riteneva "perso" perchè aveva aderito al nazismo.
                                                                                                                                                        Lara Ribet

 

TITOLO: L'amico ritrovato.
AUTORE: Fred Uhlman.
EDITORE: Feltrinelli.
LUOGO E ANNO DI PUBBLICAZIONE: Milano 1988
GENERE LETTERARIO: romanzo storico

TRAMA: Hans è un ragazzo sedicenne di origini ebree che frequenta il liceo più prestigioso di Stoccarda.
Nel febbraio 1932 accade un incontro che non dimenticherà mai; nella sua classe infatti è arrivato un nuovo alunno: Konradin, conte di Hohenfels. La famiglia degli Hohnfels è famosa: avevano conosciuto Barbarossa ed alcuni membri erano morti a Lipsia.
Nessuno dei ragazzi osa rivolgergli la parola ma un giorno Hans decide che vuole diventare suo amico; fa di tutto per mettersi in mostra: durante le discussioni alza la mano ed interviene prontamente, porta a scuola le sue collezioni, tra cui quella delle monete. Così i due ragazzi diventano molto amici ed inseparabili.
Hans invita l'amico a casa sua, una villa costruita in pietre e circondata da meli e ciliegi, e Konradin resta affascinato.
L' invito da parte sua però arriva dopo molto tempo. Hans ha paura di dover conoscere i genitori del conte ma questa "prova" non viene fatta. Infatti i due aristocratici, quando il ragazzo ebreo va a casa loro, non ci sono mai.
Una sera Hans assiste ad uno spettacolo orchestrale e vede, seduti nelle prime file, il suo amico e i suoi genitori. Konradin, però fa finta di non conoscerlo e per Hans non ci sono più dubbi. Il giorno dopo chiede al conte perchè l'ha invitato ed il ragazzo, un po' imbarazzato, gli racconta la verità: sua madre teme gli ebrei ed è convinta che siano al servizio del giudaismo e quindi del comunismo. Non accetterebbe mai di conoscerlo. Da quell'episodio inizia la fine della loro grande amicizia.
Quando Hans ritorna dalle vacanze estive nella città tutto è cambiato: ci sono manifesti contro gli ebrei, sui muri ci sono le svastiche.
Una mattina, arrivato a scuola, sente alcuni suoi compagni che parlano degli ebrei. Hans entra ed improvvisamente tutti tacciono. Gli dicono di tornare in Palestina ed il ragazzo, arrabbiato, colpisce un compagno. Quando esce poichè è ora di tornare a casa spera di trovare Konradin, ma lui non lo ha aspettato. Verso dicembre i suoi genitori decidono di farlo andare in America, perchè ci sono molte tensioni.
Prima di partire riceve una lettera del suo grande, ormai ex-amico, che gli parla del suo dispiacere per la partenza e gli spiega che ha cominciato ad apprezzare Hitler.
Così Hans si trasferisce in America; viene a sapere che, per fortuna, i suoi genitori non sono finiti in un campo di concentramento ma che suo padre, mentre la madre dormiva, ha aperto il gas.
In America cerca di non avere più alcun rapporto con i tedeschi.
Dopo molti anni, incontrato un uomo che viene dalla sua città dell'infanzia, gli chiede che ne è stato: tutto è distrutto, anche il palazzo degli Hoenfels.
Dopo qualche tempo gli giunge una richiesta di fondi da parte della vecchia scuola di Stoccarda per l'erezione di un monumento per ricordare gli allievi caduti nella Seconda Guerra Mondiale. Sfogliando il libretto con i nomi, riconosce i suoi compagni di classe. Non riesce a trovare il coraggio per guardare alla lettera h. Ma dopo un po' apre l'opuscolo e cerca il nome che aveva tentato di dimenticare.
C'è scritto: "VON HOHENFELS KONRADIN, implicato nel complotto per uccidere Hitler. GIUSTIZIATO".
LUOGO IN CUI SI SVOLGONO I FATTI: Stoccarda.
EPOCA IN CUI SI SVOLGONO:1932-33 e dopo la Seconda Guerra Mondiale.
LINGUAGGIO USATO: facile comprensione, molto scorrevole.
TEMI DEL LIBRO: amicizia tra ragazzi di razze diverse, razzismo, odio, tentativo di dimenticare il passato, commozione.
GIUDIZIO GENERALE:Ottimo.Mi è piaciuto molto perchè è ben scritto ed è interessante e anche commovente.
                                                                                                                                                   Giordana Merlo

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