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Per iniziare a scrivere pagine web avete bisogno di:

  • uno o più browser per visualizzare le pagine
  • un editor testuale per scrivere il codice HTML (potete usare il blocco note di Windows, o altri editor testuali come 1Page, che è gratuito è First Page)
  • durante questo corso non utilizzeremo editor visuali: né FrontPage, né DreamWeaver, né GoLive, o altri. Su HTML.it troverete delle guide appositamente scritte per loro.

L'estensione del file

Aprite una pagina con il blocco note, e salvate il file in qualche cartella del vostro computer. Il file dovrà avere estensione "html", ad esempio miaPagina.html.

Fino a qualche tempo fa si era soliti attribuire ai file l'estensione htm, ma questo avveniva perché il dos e poi Windows 3.1 non erano in grado di gestire i file con nomi di grandezza superiore a 8 caratteri ed estensione superiore alle 3 lettere. Dunque .html era diventato .htm, così come .jpeg era diventato .jpg.

Il problema delle estensioni è stato ampiamente superato sin dai tempi di Windows 95, e di conseguenza oggi il webmaster può decidere se attribuire ai files estensione .html o .htm. Siccome stiamo parlando di linguaggio HTML, personalmente preferisco l'estensione .html, ma è una questione di gusti (HTML.it, ad esempio, continua con il vecchio metodo).

Se avete dato alla pagina l'estensione .html o .htm, il browser dovrebbe essere in grado di aprire il file in automatico cliccandoci su due volte. Per modificare la pagina utilizzate i comandi Visualizza > HTML, cambiate il codice, salvate, utilizzate il pulsante "aggiorna" del browser. e dovreste visualizzare le modifiche.

Se invece il file non è associato al browser, ma continua ad apparire come documento di testo, evidentemente questo avviene perché l'estensione non è .html, ma .html.txt, alcuni sistemi operativi hanno infatti la cattiva abitudine di nascondere l'estensione dei file (con il pretesto di rendere più usabile il sistema operativo stesso).

Per visualizzare l'estensione del file in sistemi Windows andate in una cartella e quindi:

Strumenti > Opzioni cartella > Visualizzazione

E poi togliere la spunta da:
"Nascondi le estensioni dei file per i tipi di file conosciuti"

infine premere il pulsante:
"Come cartella corrente"



Struttura di un tag

Abbiamo detto che all'interno di ogni pagina è presente una serie di marcatori (i TAG), a cui viene affidata la visualizzazione e che hanno differenti nomi a seconda della loro funzione. I tag vanno inseriti tra parentesi uncinate (<TAG>), la chiusura del tag viene indicata con una "/" (è il simbolo comunemente detto "slash". Quindi: </TAG>). Il contenuto va inserito tra l'apertura e la chiusura del tag medesimo, secondo questa forma:

<TAG attributi>contenuto</TAG>

Ecco un esempio, con una sintassi che serve a disporre un testo giustificato a destra:

<P align="right">testo</P>

dall'esempio è evidente che la struttura di un attributo è: attributo="valore"

Quindi in definita la struttura di un tag sarà:

<TAG attributo_1="valore1" attributo_2="valore2">contenuto</TAG>

Alcuni particolari tag non hanno contenuto - perché ad esempio indicano la posizione di alcuni elementi (come il tag delle immagini) -, conseguentemente questi tag non hanno neanche chiusura. La loro forma sarà dunque:

<TAG attributi>

Ecco un esempio di immagine:

<IMG widht="20" height="20" SRC="miaImmagine.gif" ALT="alt">

come si vede il tag non viene chiuso. Questo tipo di tag viene detto "empty", cioè "vuoto".

Annidamento e indentazione

Una caratteristica importante del codice HTML è che i tag possono essere annidati l'uno dentro l'altro. Anzi molto spesso è necessario farlo.

Ad esempio:

<TAG1 attributi>
            contenuto 1
            
            <TAG2>
                        contenuto 2
            </TAG2>
</TAG1>

Potremmo quindi avere ad esempio:

<P align="right">
            testo 1
                        
                        <P align="left">
                                     testo 2
                        </P>
</P>

L'annidamento ci permette quindi di attribuire formattazioni successive al testo che stiamo inserendo.

Come si può vedere già nell'esempio, è una buona norma utilizzare dei caratteri di tabulazione (il tasto tab a sinistra della lettera Q) per far rientrare il testo ogni volta che ci troviamo in presenza di un annidamento e man mano che entriamo più in profondità nel documento.

In pratica apertura e chiusura del tag si trovano allo stesso livello, mentre il contenuto viene spostato verso destra di un tab: non si tratta soltanto di un fattore visivo, ma l'allineamento di apertura e chiusura tag viene mantenuto anche se scorriamo in verticale il documento con il cursore.

Questa procedura si chiama indentazione, e grazie ad essa il codice HTML risulta più leggibile. Si confronti ad esempio:

<P align="right">testo 1<P align="left">         testo 2     </P></P>

con:

<P align="right">
            
            testo 1
                        <P align="left">
                                     testo 2
                        </P>
</P>

per il browser i due esempi sono equivalenti, ma per l'utente umano è evidente che la differenza è notevole: pensate ad una pagina complessa visualizzata in un unico blocco di testo: sarebbe del tutto illeggibile!

Un'altra strategia importante, per rendere il nostro codice più leggibile è quella di inserire dei "commenti" nei punti più significativi: si tratta di indicazioni significative per il webmaster, ma invisibili al browser. Inserendo i commenti in punti specifici del documento ci permette di mantenere l'orientamento anche in file molto complessi e lunghi. La sintassi è la seguente:


<!-- questo è un commento -->

e ci permette di "commentare" i vari punti della pagina. Ad esempio:

<!-- menu di sinistra -->
<!-- barra in alto -->

<!-- eccetera -->

L'HTML è "case unsensitive", cioè indipendente dal formato. Questo significa che è del tutto indifferente se scrivere i tag in maiuscolo o in minuscolo.

<P ALIGN="RIGHT">

e

<p align="right">

vengono letti allo stesso modo dal browser.

Fino a qualche tempo fa, per aumentare la leggibilità del codice, era buona norma scrivere in maiuscolo il nome del tag (es: <P>) e in minuscolo gli attributi (es: align="right"). Quindi:

<P align="right">

Tuttavia oggi, per analogia con l'XHTML (che è figlio dell'XML e dell'HTML ed è "case sensitive", sensibile al formato) è consigliabile scrivere tutto in minuscolo, per abituarsi già al linguaggio che verrà. Maiuscolo e minuscolo, in ogni caso non costituiscono errore.

Fino a questo momento - per rendere più chiare le differenze - abbiamo utilizzato la vecchia abitudine di alternare maiuscolo e minuscolo differenziando tag e attributi, d'ora in poi invece tutta la sintassi HTML della guida sarà in minuscolo.

 

Struttura della pagina

Basandoci sulle indicazioni precedenti, incominciamo a scrivere la nostra prima pagina html.

Per prima cosa inseriamo una riga che indica che stiamo utilizzando le specifiche del Word Wide Web Consortium che riguardano il codice HTML:

<!DOCTYPE HTML PUBLIC "-//W3C//DTD HTML 4.01 Transitional//IT">

esamineremo ulteriormente questa riga nell'appendice, per ora lasciamola così.

Poi apriamo il nostro primo tag, che indica che quanto è compreso tra apertura e chiusura è in codice HTML:

<!DOCTYPE HTML PUBLIC "-//W3C//DTD HTML 4.01 Transitional//IT"> <html>

... altri tag ...

</html>

Un documento HTML è normalmente diviso in due sezioni:

Testa (<head>)

Contiene informazioni non immediatamente percepibili, ma che riguardano il modo in cui il documento deve essere letto e interpretato. Questo è il luogo dove scrivere - ad esempio - i meta-tag (alcuni sono ad esclusivo beneficio dei motori di ricerca), script JavaScript o VbScript, fogli di stile, eccetera

Corpo (<body>)

Qui è racchiuso il contenuto vero e proprio del documento



Ci occuperemo in seguito della head (l'argomento verrà ripreso poi nella conclusione della guida. Per ora facciamo riferimento soltanto a due tag che devono essere presenti in questa sezione:

<meta http-equiv="Content-Type" content="text/html; charset=iso-8859-1">

indica al browser che deve caricare il set di caratteri occidentale (e non - ad esempio - il set di caratteri giapponese).

<title>Nome del sito</title>

Il title è il titolo della pagina e compare in alto sulla barra del browser (se guardate in alto a sinistra del browser noterete la scritta "Struttura della pagina | Guida HTML | HTML.it"). È bene compilarlo da subito, onde evitare poi di avere pagine senza titolo. Da quanto abbiamo detto la nostra prima pagina sarà questa, che è consultabile anche nell'esempio allegato:

<!DOCTYPE HTML PUBLIC "-//W3C//DTD HTML 4.01 Transitional//IT">

<html>
<head>
   <meta http-equiv="Content-Type" content="text/html; charset=iso-8859-1">
   <title>HTML.it</title>

</head>
<body>

   
<!-- Scriveremo qui -->

   Qui il nostro contenuto

</body>
</html>

D'ora in poi i vari tag che impareremo all'interno della guida andranno scritti all'interno del body, quando non sia indicato diversamente.

Gli elementi HTML e i fogli di stile

Un altro concetto importante è che gli elementi vengono classificati nella trattazione a fogli di stile secondo tre tipologie:

Elementi di blocco

Sono sostanzialmente gli elementi che costituiscono un blocco attorno a sé, e che di conseguenza vanno a capo, come i paragrafi, le tabelle, le form.

Elementi "inline"

Sono gli elementi che - non andando a capo - possono essere integrati nel testo, come i collegamenti o le immagini

Liste

Lista numerate, o non numerate

La guida che state leggendo, senza entrare minuziosamente in questa classificazione, ne tiene conto, in modo da rendere più agevole il passaggio da una formattazione inserita nel codice HTML, a una formattazione che utilizzi i fogli di stile. Infatti, man mano che comincerete a costruire siti web, sentirete l'esigenza di passare a una formattazione avanzata. Le due cose tuttavia non vanno sentite in contrapposizione: i fogli di stile sono semmai un arricchimento e un'espansione del codice HTML, viceversa non è possibile apprendere i fogli di stile senza conoscere il codice HTML.

Approfondimenti

Nella lezione della guida CSS dedicata alla Classificazione degli elementi viene approfondito l'argomento da noi trattato.

Incominciamo a vedere come ottenere la nostra prima pagina HTML nel modo in cui desideriamo visualizzarla.

Se vogliamo impostare un colore di sfondo è necessario impostare il relativo attributo del tag body. Così:

<body bgcolor="blue">

bgcolor sta per "background color", cioè "colore di sfondo". Molti colori sono disponibili utilizzando le corrispondenti parole chiave in inglese.

Qui potete trovare un esempio della pagina con lo sfondo blu

Tuttavia non è consigliabile inserire la notazione del colore facendo riferimento a questo tipo di sintassi, dal momento che non possiamo sapere esattamente a quale tonalità di colore corrisponda il blu del computer dell'utente. È preferibile in molti casi utilizzare la corrispondente codifica esadecimale del colore, che ci permette - tra le altre cose - di scegliere anche tonalità di colore non standard. Con la notazione esadecimale il nostro esempio diventa:

<body bgcolor="#0000FF">

Ecco una tabella con la notazione di alcuni colori (molti di essi sono disponibili anche nelle varianti "dark" e "light", ad esempio: "darkblue", "lightblue"):

colore

parola chiave

notazione esadecimale

arancione

orange

#FFA500

blu

blue

#0000FF

bianco

white

#FFFFFF

giallo

yellow

#FFFF00

grigio

gray

#808080

marrone

brown

#A52A2A

nero 232b16c

black

#000000

rosso

red

#FF0000

verde

green

#008000

Viola

violet

#EE82EE

Il numero di colori che l'utente ha a disposizione dipende dalla scheda video. Oggi si va da una risoluzione minima di 256 colori a una risoluzione che prevede svariati milioni di colori.

Per capire di cosa stiamo parlando, provate a visualizzare questa pagina cambiando il numero di colori visualizzati sul monitor. Per fare ciò, in Windows, andate in: Pannello di controllo > Schermo > Impostazioni e cambiate il numero dei colori, applicate i cambiameni e tornate a visualizzare la pagina. Come si vede la visualizzazione della tonalità di colore è sensibilmente diversa passando da 256 a 65.536 colori (16 bit).

Poiché non c'è modo di sapere quale scheda video abbia l'utente (o come l'abbia impostata), i webdesigner per molto tempo hanno fatto riferimento alla "palette sicura" dei 256 colori che sicuramente l'utente è in grado di visualizzare. Si tratta della cosiddetta palette web safe.

C'è però da dire che oramai la stragrande maggioranza dei computer è impostata per visualizzare almeno migliaia di colori, dunque l'utilizzo della palette "web safe" non è più così strettamente necessaria (lo era nei primi anni del web).

Per inserire un'immagine come sfondo è sufficiente utilizzare la seguente sintassi:

<body background="imgSfondo.gif">

Per ora presupponiamo che l'immagine di sfondo si trovi nella stessa cartella della nostra pagina HTML, vedremo in seguito (quando parleremo delle immagini) come inserire immagini che si trovano in altre cartelle.

L'immagine di sfondo verrà ripetuta in orizzontale e in verticale.

È anche possibile combinare i due attributi, in modo che mentre l'immagine di sfondo viene caricata, venga comunque visualizzata una colorazione della pagina:

<body bgcolor="#0000ff" background="imgSfondo.gif">

Ecco subito un esempio di pagina impostata con lo sfondo.

È importante assegnare sempre un colore alla pagina anche quando lo sfondo della pagina è bianco (al massimo assegnare bgcolor="#FFFFFF"). Infatti, come impostazione predefinita, il browser assegna alla pagina il colore di sfondo che l'utente ha impostato nella finestra del sistema operativo: quindi se l'utente ha impostato uno sfondo nero 232b16c e voi non avete assegnato nessun colore di sfondo alla pagina, la vostra pagina sarà nera.

Se usate Windows, per fare una prova provate a impostare diversamente il tema delle finestre. Dal pannello di controllo: Schermo > Aspetto > Combinazione e poi scegliere:

"nero 232b16c a contrasto elevato", oppure "prugna".

Infine visualizzate questa pagina - che è senza sfondo - e vedrete che la pagina HTML prenderà la colorazione che avete impostato nel tema delle finestre.

Eliminare i margini delle pagine

Abbiamo detto all'inizio che il lavoro del webmaster consiste non soltanto nel conoscere alla perfezione il linguaggio HTML, ma soprattutto nell'essere un esperto del modo in cui i browser visualizzano le pagine.

Negli esempi precedenti avrete notate che il browser - secondo l'impostazione predefinita - lascia un po' di margine tra la pagina e il bordo della finestra. Questo in alcune situazioni (ad esempio se volete disporre un logo in alto a sinistra) può dare fastidio.

Per eliminare il bordo è sufficiente inserire i seguenti attributi del body:

<body leftmargin="0" topmargin="0">

Questa sintassi funziona correttamente con ogni browser moderno (Internet Explorer, Netscape 6 o superiore, Mozilla, Opera), come è possibile vedere nell'esempio.

Tuttavia è bene sapere che i browser nel corso degli anni hanno introdotto dei tag e degli attributi "proprietari", con lo scopo di ottenere determinati effetti di visualizzazione, o indicare in qualche modo particolare il contenuto.

Questa situazione capitava soprattutto nei primi anni del web, quando Microsoft e Netscape lottavano per il predominio del mercato: in qualche misura la guerra dei browser è stata anche guerra di tag proprietari, con gravi difficoltà per gli sviluppatori che si trovavano continuamente di fronte a pagine che non venivano visualizzate allo stesso modo.

Per questo motivo fino a qualche anno fa per togliere il margine con Netscape 4.x dovevate inserire:

<body marginleft="0" margintop="0">

Mentre per togliere il margine con Internet Explorer:

<body leftmargin="0" topmargin="0">

Se avrete a che fare con pagine web di altri webmaster vi capiterà spesso di incontrare questo genere di sintassi:

<body leftmargin="0" topmargin="0" marginleft="0" margintop="0">

Questa sintassi serviva per eliminare il margine sia con Netscape 4.x, sia con Internet Explorer, specificando tutti e quattro gli attributi.

Al giorno d'oggi potete invece limitarvi a scrivere:

<body leftmargin="0" topmargin="0">

Fortunatamente negli ultimi anni l'ottica della guerra dei browser è cambiata, e i produttori di software sono passati dalla competizione per chi implementa nuove e fantastiche funzionalità proprietarie, al tentativo di rilasciare browser che aderiscano al meglio agli standard del W3C (non è un caso che sia la Netscape, sia la Microsoft facciano parte del consorzio), senza perdere di vista la velocità nell'effettuare il rendering della pagina.

L'adesione agli standard non può che essere un bene, dal momento che potenzialmente significa per noi sviluppatori la stesura di codice "universale", che funzioni correttamente a prescindere dal browser e dalla piattaforma (speriamo).

Impostare la lingua del documento

Tramite l'attributo "lang" è possibile specificare ai motori di ricerca e al browser dell'utente quale lingua stiamo utilizzando. La sintassi per la lingua italiana è:

<body lang="it">

Questo attributo non è solo una proprietà del tag body, ma può essere riferito alla maggior parte dei tag HTML che vedremo (come paragrafi, blocchi, tabelle, eccetera). È importante sottolineare che questo attributo non carica automaticamente il set di caratteri necessari alla visualizzazione della lingua, ma si limita a specificare che il documento (o parte del documento) è nella lingua indicata.

Si tratta di un attributo che vi sarà utile soprattutto se vi capiterà di sviluppare dei siti multilingua (e poi di doverli inserire nei motori di ricerca).

Ecco il codice che esemplifica gli argomenti appresi finora in questa lezione, visualizzabile anche in questa pagina:

<!DOCTYPE HTML PUBLIC "-//W3C//DTD HTML 4.01 Transitional//IT">

<html>
<head>
<meta http-equiv="Content-Type" content="text/html; charset=iso-8859-1">
<title>HTML.it</title>
</head>

<body leftmargin="0" topmargin="0" background="imgs/sfondo00006.gif" bgcolor="#66CCFF" lang="it">

Testo di prova

</body>
</html>

 Approfondimenti: lo sfondo con i CSS

Tutti gli attributi del body che abbiamo visto finora (da eccezione dell'attributo "lang") sono caratteristiche che riguardano il layout della nostra pagina HTML. Come si può vedere, con una sintassi di questo genere:

<body leftmargin="0" topmargin="0" background="imgs/sfondo00006.gif" bgcolor="#66CCFF" lang="it">

   Il nostro testo.

</body>

il layout e il contenuto sono mischiati tra loro. Gli attributi "background" e "bgcolor" sono addirittura deprecati nelle specifiche del W3C: significa che andranno perduti.

In un approccio di impaginazione che utilizzi i fogli di stile, l'aspetto che riguarda la visualizzazione deve essere separato dal contenuto.

Il nostro body si ridurrà quindi a qualcosa di minimale, come:

<body lang="it">

mentre le regole che indicano come visualizzare lo sfondo saranno visualizzate in una locazione separata del documento.

Le regole su come impostare lo sfondo con i CSS vengono spiegate dettagliatamente nella relativa lezione della guida ai CSS.

I fogli di Stile sono estremamente potenti, e dando un'occhiata al link che ho segnalato poco sopra si può leggere che è anche possibile fissare lo sfondo in modo che non si ripeta:

<body style="background-image: url(sfondo.gif); background-repeat: repeat;">

si tratta di una sintassi che funziona bene persino con Netscape 4.x, come si può vedere nella pagina di esempio.

Oppure è possibile "fissare lo sfondo" in modo da potervi fare scorrere sopra il contenuto della pagina. La sintassi è la seguente:

<body style="background-image: url(sfondo.gif); background-attachment:fixed;">

come si può vedere anche nell'esempio.

Impostare il colore del testo e dei link per tutta la pagina

Il testo

Se non impostate nessun colore per il testo, di default il testo di una pagina è nero 232b16c .

Tuttavia il nero 232b16c non sempre è leggibile con tutti i colori di sfondo. Immaginate ad esempio di volere utilizzare come sfondo il colore nero 232b16c : con una pagina nera e testo nero 232b16c non leggeremmo nulla!

Abbiamo allora la possibilità di assegnare un colore per il testo di tutta la pagina, semplicemente utilizzando questo attributo del tag body:

<body text="red">

Quindi potremo avere, ad esempio:

<body bgcolor="#0000ff" text="#ffffff">

come nell'esempio consultabile in questa pagina.

I link

Non c'è bisogno di spiegare che cosa siano i link: l'esperienza della navigazione nel web ci ha infatti insegnato che il link è un collegamento, un ponte tra una pagina è l'altra.

Non tutti però sanno che i link testuali hanno diversi stati:

Status

Codifica in HTML 4.01

Descrizione

Collegamento normale

link

Normalmente il link quando si trova "a riposo" viene evidenziato in qualche maniera all'interno della pagina HTML, in modo che sia facile per l'utente individuarlo. Nell'HTML tradizionale il link è sempre sottolineato (è possibile eliminare la sottolineatura soltanto usando i CSS). Di default i link sono blu (#0000FF).

Collegamento visitato

visited

Un link è visitato, quando l'URL della pagina compare nella cronologia dell'utente. Di default i link visitati sono di color violetto (più esattamente: #800080).

Collegamento attivo

active

Il collegamento è attivo nel momento in cui il link è stato cliccato e sta avvenendo il passaggio da una pagina all'altra.

Non si tratta di una caratteristica particolarmente utile oggi, ma quando i modem avevano una velocità molto inferiore a quella odierna, vedere un link "attivo" era comunque un'indicazione sul fatto che qualcosa stava avvenendo.

Con Internet Explorer è possibile vedere anche una linea tratteggiata attorno al collegamento attivo.

Un ulteriore condizione in cui un link si rileva "attivo" è quando si utilizza il tasto destro del mouse su di lui. Insomma un link è attivo quando "ha il focus".

Collegamento al passaggio del mouse

non presente

("hover" nei CSS)

Con l'HTML 4.01 al passaggio del mouse sul link si può fare ben poco, coi fogli di stile invece è possibile creare qualche effetto di visualizzazione.

Abbiamo dunque tre stati canonici dei link (link a riposo, link attivo e link visitato) e una condizione aggiuntiva introdotta dai fogli di stile (status del link al passaggio del mouse):

Anche il colore dei link di tutta la pagina può essere tramite gli attributi del body:

I link secondo le impostazioni predefinite sono blu, per cambiare colore:

<body link="red">

Per cambiare colore ai link visitati (di default viola):

<body vlink="green">

i link visitati vengono memorizzate nella cronologia del browser, quindi se volete ripristinare il colore originario dei link, è sufficiente cancellare la cronologia.

Per cambiare colore ai link attivi:

<body alink="yellow">

La sintassi completa per impostare i link è quindi:

<body link="red" alink="yellow" vlink="green">

Titoli, paragrafi, blocchi di testo e contenitori

Nulla ci vieta di scrivere direttamente all'interno del tag body, come già abbiamo visto negli esempi precedenti, senza utilizzare nessun tag.

A dire la verità è però più pratico racchiudere il testo in appositi tag a seconda della funzione che il testo sta svolgendo. La nostra pagina risulterà più semplice da leggere, quando dovremo modificarla, e inoltre potremo ottenere la formattazione che desideriamo.

Come abbiamo detto dall'inzio, i tag sono infatti dei marcatori che ci permettono di mantenere ordine nella pagina e ottenere il layout che desideriamo.

I principali tag-contenitori da utilizzare per "racchiudere" il testo sono:

Nome tag

Visualizzazione codice

Descrizione

<h1>titolo 1 </h1>

<h2>titolo 2 </h2>

<h3>titolo 3 </h3>

<h4>titolo 4 </h4>

<h5>titolo 5 </h5>

<h6>titolo 6 </h6>

titolo 1

titolo 2

titolo 3

titolo 4

titolo 5
titolo 6

"H" sta per "heading", cioè titolo: le grandezze previste sono sei. Dall'<h1>, che è il più importante, si va via via degradando fino all' <h6>.

Il tag <hx> (sia esso h1 o h6) risulta formattato in grassetto e lascia una riga vuota prima e dopo di sé. Si tratta dunque di un elemento di blocco.

<p>paragrafo </p>

Esempio:

<p>paragrafo 1</p>

<p>paragrafo 2</p>

paragrafo 1

paragrafo 2

Il paragrafo è l'unità di base entro cui suddividere un testo. Il tag <P> lascia una riga vuota prima della sua apertura e dopo la sua chiusura.

<div>Blocco di testo</div>

Esempio:

<div>blocco 1</div>

<div>blocco 2</div>

blocco 1

blocco 2

Il blocco di testo va a capo, ma - a differenza del paragrafo - non lascia spazi prima e dopo la sua apertura.

<span>contenitore</span>

Esempio:

<span>contenitore 1</span>

<span>contenitore 2</span>

<span>contenitore 3</span>

contenitore 1 contenitore 2 contenitore 3

Lo span è un contenitore generico che può essere annidato (ad esempio) all'interno dei DIV.

Si tratta di un elemento inline, che cioè non va a capo e continua sulla stessa linea del tag che lo include.

Avrete modo di utilizzare lo <SPAN> soprattutto quando incomincerete ad usare i fogli di stile.

Le differenze tra <P>, <DIV> e <SPAN> sono quindi che:

·         <P> lascia spazio prima e dopo la propria chiusura

·         <DIV> non lascia spazio prima e dopo la propria chiusura, ma - essendo un elemento di blocco - va a capo

·         <SPAN> -essendo un elemento inline - non va a capo

Un esempio dovrebbe chiarire il tutto.

Per quel che riguarda il tag heading (<h1>, ., </h6>) è da notare che la grandezza del carattere varia a seconda delle impostazioni che l'utente ha sul proprio computer.

Con Internet Explorer, ad esempio, basta andare in: Visualizza > Carattere

Per vedere il titolo crescere o decrescere.

Allineare il testo

Tutti i "tag-contenitori" che abbiamo appena visto (e molti altri tag di quelli che vedremo) permettono di allineare il testo utilizzando semplicemente l'attributo align.

Se avete seguito finora la presente guida, avrete anche indovinato che l'attributo "align" è disapprovato dal W3C, dal momento che per allineare il testo bisognerebbe invece utilizzare i fogli di stile.

In ogni caso, vediamo come potremmo ad esempio allineare il testo di un paragrafo:

Allineamento

Sintassi

Visualizzazione codice HTML

Testo allineato a sinistra

<p align="left">testo</p>

<p align="left">Nel mezzo del cammin di
nostra vita mi ritrovai per una selva oscura ché la diritta via era smarrita</p>

Testo allineato a destra

<p align="right">testo</p>

<p align="right">Nel mezzo del cammin di
nostra vita mi ritrovai per una selva oscura ché la diritta via era smarrita</p>



Testo giustificato

<p align="justify">testo</p>

<p align="justify">Nel mezzo del cammin di
nostra vita mi ritrovai per una selva oscura ché la diritta via era smarrita</p>

Andare a capo

Per andare a capo molti webmaster utilizzando l'apertura arbitraria di paragrafi che non contengono nulla e che vengono lasciati aperti. Ad esempio:

<p>

<p>

<p>

Si tratta in buona sostanza di un errore, visto che per andare a capo esiste il tag <br> ("break", cioè "interruzione").

Per andare a capo è quindi sufficiente scrivere un <br>. Per saltare una riga ne occorrono due:

<br><br>

Un altro valido tag per dividere la pagina in parti è il tag <hr> ("horizontal rule"), che serve per tracciare una linea orizzontale. Ecco il tag in azione:


Questo tag ha anche alcuni attributi (deprecati, perché la formattazione andrebbe fatta con i CSS):

L'attributo "noshade" evita di sfumare la linea, "size" indica l'altezza in pixel, "width" è la larghezza in pixel o in percentuale, "align" l'allineamento. Con Internet Explorer si riesce persino a impostare il colore:

<hr noshade size="5" width="50%" align="center" color="red">

Risultato:


Scegliere lo stile (grassetto, corsivo & C.)

Nella grafica cartacea con "stile di un testo" si intende la variante del "tondo", del "corsivo", o del "grassetto" di un carattere tipografico.

Nel parlare di stili del testo in HTML solitamente si suddividono i tag in grado di attribuire lo stile al testo in stili fisici e stili logici:

·         vengono definiti come fisici quei tag che definiscono graficamente lo stile del carattere, indipendentemente dalla funzione del contenuto del tag

·         vengono definiti come logici quei tag che forniscono anche informazioni sul ruolo svolto dal contenuto del tag, e in base a questo adottano uno stile grafico

Gli stili fisici

I principali stili fisici sono:

Codice HTML

Visualizzazione

Descrizione

<b>testo in grassetto</b>

Esempio:

Questo <b>testo</b> è in grassetto

Questo testo è in grassetto

Formatta il testo in grassetto.

<i>testo in corsivo</i>

Esempio:

Questo <i>testo</i> è in corsivo

Questo testo è in corsivo

Formatta il testo in corsivo. Tuttavia bisogna evitare di evidenziare in corsivo dei blocchi di lunghezza considerevole, perché la leggibilità del corsivo nel web lascia a desiderare.

Meglio limitarsi a poche parole.

<pre>testo preformattato</pre>

Esempio:

<pre>

PHP_FUNCTION
{
   zval **parameters;
   zval *value;
   char* str;

</pre>

PHP_FUNCTION
{
   zval **parameters;
   zval *value;
   char* str;

Il motore di rendering del browser restituisce il testo così come è stato inserito nel file html dall'autore stesso (preformattato quindi), senza riformattarlo.

È un tag che si usa soprattutto nella rappresentazione di codice di programmazione.

<u>testo sottolineato</u>

Questo testo è sottolineato

Esempio:

Questo <u>testo</u> è sottolineato

Questo testo è sottolineato

Sottolinea il testo presente nel tag.

Nel web le sottolineature del testo sono da evitare, per non confondere il lettore con i link.

<strike>testo barrato</strike>

Esempio:

Questo <strike>testo</strike> è barrato

Questo testo è barrato

Con il testo barrato, vengono indicate (ad esempio) le correzioni.

<sup>testo in apice</sup>

Esempio:

E=mc<sup>2</sup>

E=mc2

"Superscript": indica al browser di portare il testo al di sopra della linea di scrittura. Utile per formule matematiche (ad esempio le potenze)

<sub>testo in pedice</sub>

Esempio:

H<sub>2</sub>O

H2O

"Subscript": indica al browser di portare il testo al di sotto della linea di scrittura (utile ad esempio per i simboli chimici)

Di fatto i tag <b> e <i> sono molto utilizzati, perché consentono di cambiare lo stile del testo al volo.

Gli stili logici

Come abbiamo visto gli stili logici forniscono anche informazioni sul contenuto e la loro formattazione è spesso lasciata al browser con risultati a volte deludenti. Proprio per questo gli stili logici sono entrati in disuso e sono poco usati.

Riportiamo di eseguito i principali stili logici, per completezza, ma non sarà necessario ricordarseli.

Codice HTML

Visualizzazione

Descrizione

<abbr>abbreviazione</<abbr>

Esempio:

<abbr>C/A</abbr> HTML.it

C/A HTML.it

Indica un abbreviazione. Nessun rendering del testo particolare.

<acronym>acronimo</acronym>

Esempio:

<acronym>HTML</acronym>

HTML

Indica un acronimo. Nessun rendering del testo particolare.

<address>indirizzo</address>

Esempio:

<address>HTML.it - via dei Castani 183/185 - 00172 Roma</address>

HTML.it - via dei Castani 183/185 - 00172 Roma

Serve per indicare gli indirizzi: siano essi e-mail, o indirizzi fisici. Il testo viene visualizzato in corsivo.

<blockquote>blocco di citazione</blockquote>

Esempio:

<blockquote> Nel mezzo del cammin di
nostra vita mi ritrovai per una selva oscura ché la diritta via era smarrita </blockquote>

Nel mezzo del cammin di nostra vita mi ritrovai per una selva oscura ché la diritta via era smarrita

Sono blocchi di citazione.

Il testo viene rientrato verso destra.

<cite>citazione</cite>

Esempio:

<cite> Nel mezzo del cammin di
nostra vita mi ritrovai per una selva oscura ché la diritta via era smarrita </cite>

Nel mezzo del cammin di nostra vita mi ritrovai per una selva oscura ché la diritta via era smarrita

Per citazioni brevi: il testo è visualizzato in corsivo.

<code>codice</code>

Esempio:

<code>if (document.all) alert (&quot;ciao&quot;);</code>

if (document.all) alert ("ciao");

Indica un blocco di codice in linguaggio di programmazione. Nessun rendering del testo particolare.

<dfn>definizione</dfn>

Esempio:

<dfn>L'HTML è un linguaggio di contrassegno</dfn>

L'HTML è un linguaggio di contrassegno

Indica una definizione: il testo è visualizzato in corsivo.

<em>enfasi</em>

Esempio:

Ti ho detto <em>questo!</em>

Ti ho detto questo!

Serve per porre l'enfasi su un'espressione: il testo è visualizzato in corsivo.

<kbd>keyboard</kbd>

Esempio:

<kbd>digitazione da tastiera</kbd>

digitazione da tastiera

Indica una digitazione da tastiera: il testo viene visualizzato a spaziatura fissa.

<q>citazione all'interno della frase</q>

Esempio:

Come diceva Don Abbondio: <q>&quot;Il coraggio, uno non se lo può dare&quot;</q>.

Come diceva Don Abbondio: "Il coraggio, uno non se lo può dare"

Indica una citazione breve all'interno del testo. Nessun rendering del testo particolare.

<samp>esempio</samp>

Esempio:

<samp>ecco un esempio di &quot;samp&quot;</samp>.

ecco un esempio di "samp"

Indica un esempio. Il testo viene visualizzato a spaziatura fissa.

<strong>rafforzamento</strong>

Esempio:

Ecco un <strong>testo rafforzato</strong>

Ecco un testo rafforzato

Evidenzia una parola. Il testo viene reso in grassetto

<var>variabile</var>

Esempio:

Inseriamo i dati nella variabile temporanea <var>temp</var> .

Inseriamo i dati nella variabile temporanea temp .

La variabile viene visualizzata in corsivo.

Approfondimenti

Come si può vedere molti tag (logici e fisici) tradiscono l'origine scientifica e informatica del Web (sono presenti tag per blocchi di codice di programmazione, per definizioni, per l'indicazione delle variabili.).

Sorprendentemente nessuno dei tag fisici o logici è stato dichiarato "deprecato" dal W3C, ma anzi tutti questi tag sono passati dall'HTML 3.2 originario fino all'XHTML (passando illesi attraverso l'HTML 4).

Per quel che riguarda i tag fisici: a rigor di logica lo stile "grassetto" dovrebbe essere ottenuto con i fogli di stile (così come tutte le formattazioni), ma evidentemente la possibilità di ottenere un testo in grassetto semplicemente scrivendo "<b>testo</b>" è troppo comoda per poter essere considerata obsoleta.

Per quel che riguarda i tag logici: in realtà questo tipo di tag offrono un ulteriore aiuto al webmaster anche in un approccio a fogli di stile. Se infatti si ha l'accortezza di ridefinire i tag all'interno della definizione degli stili, si hanno molte occasioni di utilizzare una formattazione mirate a seconda della funzione del contenuto: in quest'ottica, il fatto che alcuni tag logici non restituiscano nessun rendering particolare è addirittura un invito a ri-definire lo stile del tag.

 

Scegliere il font del testo

La presente lezione tratta la scelta del colore, delle dimensioni e del tipo di carattere del testo attraverso l'utilizzo del tag "font". Si tratta di un argomento obsoleto, perché la formattazione del testo in tutti i siti moderni viene attribuita attraverso i fogli di stile. L'utilizzo del tag <font> inoltre è disapprovato dal W3C, e dunque sta cadendo in disuso. In ogni caso si tratta di un argomento che un buon webmaster non può ignorare: come già detto per studiare i fogli di stile ci sarà tempo, e comunque è un passo che viene dopo la conoscenza dell'HTML.

Il tipo di carattere (cioè il "font") che il browser visualizza di default è il "Times".

Purtroppo questo carattere (ottimo per la carta stampata) non è adatto a essere visualizzato sul monitor di un computer: è una questione di "grazie" (le grazie sono quegli abbellimenti tipografici delle lettere, che dovrebbero servire per rendere più leggibile il carattere).

Dal momento che i caratteri con grazie non ottengono il risultato voluto sul monitor (quello cioè di rendere le lettere maggiormente riconoscibili e di conseguenza il testo più leggibile), ma anzi ottengono l'effetto contrario, si preferisce di solito utilizzare dei caratteri senza grazie come il "Verdana", l'"Arial" o l'"Helvetica" (si veda l'articolo I font e la tipografia del testo).

Per scegliere il tipo di carattere con cui un font deve essere visualizzato è sufficiente usare la sintassi:

<font face="Arial">testo in Arial</font>

testo in Arial

<font face="Verdana">testo in Verdana</font>

testo in Verdana

<font face="Geneva">testo in Geneva</font>

testo in Geneva

Tuttavia è bene sottolineare da subito che non è possibile far sì che l'utente visualizzi un testo in un carattere fantasioso scelto da noi. Allo stato attuale dell'arte l'utente che naviga in internet può visualizzare solo i caratteri che sono installati nel suo sistema: in Windows si tratta dei caratteri presenti in: Pannello di controllo > Tipi di caratteri.

Se ad esempio scarichiamo da http://font.html.it il carattere Hackers, lo scompattiamo e lo inseriamo nella cartella dei caratteri, saremo poi in grado di visualizzare sul nostro computer il testo in Hackers.

Ma quando metteremo il nostro sito nel web gli utenti visualizzeranno un semplicissimo Times. Come nell'esempio sotto indicato:

<font face="hackers">testo in hackers</font>

testo in hackers

Per questo motivo è bene tener conto di due accorgimenti:

·         scegliere caratteri "sicuri" , che siano cioè senz'altro presenti sul pc dell'utente

·         non indicare un solo carattere, ma una serie di caratteri che gradualmente si allontanano dal risultato che vorremmo ottenere, ma non di molto, fino ad indicare la famiglia a cui il nostra carattere appartiene. In questo modo il browser dell'utente cercherà di trovare nella propria cartella dei fonts il primo carattere indicato, se non lo trova passerà al secondo, e solo come ultima spiaggia sceglierà si utilizzare il carattere predefinito (il famigerato "Times")

Vediamo alcuni esempi di famiglie "sicure" di caratteri:

<font face="Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif">Verdana e caratteri simili</font><br>

<font face="Arial, Helvetica, sans-serif">Arial e caratteri simili</font><br>

<font face="Times New Roman, Times, serif">Times e caratteri simili</font> <br>

<font face="Courier New, Courier, mono">Curier e caratteri simili</font><br>

<font face="Georgia, Times New Roman, Times, serif">Georgia e caratteri simili </font> <br>

<font face="Geneva, Arial, Helvetica, sans-serif">Geneva e caratteri simili</font>

Verdana e caratteri simili


Arial e caratteri simili


Times e caratteri simili


Curier e caratteri simili


Georgia e caratteri simili


Geneva e caratteri simili

È vero: l'impossibilità di scegliere i caratteri che preferiamo limita terribilmente le nostre possibilità espressive, ma il bello di sviluppare per il web è proprio accettare di creare con delle regole ben definite, e a volte anche molto vincolanti.

Per i titoli delle pagine, i menu, e quant'altro potremmo poi sempre utilizzare delle immagini con il nostro carattere tipografico preferito (ad esempio delle "gif").

 

Scegliere il colore del testo

Adesso che abbiamo scelto il carattere con cui scrivere il nostro testo possiamo scegliere il colore, con la sintassi:

<font color="blue">testo blu</font>

ovvero:

<font color="#0000FF">testo blu</font>

testo blu

ovvero

testo blu

La scelta del colore può essere effettuata nello stesso momento in cui si sceglie il tipo di carattere (dal momento che "face" e "color" sono entrambi attributi del tag "font"). La sintassi è:

<font face="Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif" color="blue">

testo blu in Verdana

</font>

testo blu in Verdana

Una volta scelto il colore possiamo sempre decidere di cambiarlo:

<font face="Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif" color="blue">

testo blu in Verdana</font><br>

<font face="Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif" color="red">

testo rosso

</font>

o meglio ancora:

<font face="Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif" color="blue">

testo blu in Verdana<br>

<font color="red">

testo rosso

</font>

</font>

testo blu in Verdana
testo rosso

o meglio ancora:

testo blu in Verdana
testo rosso

La seconda sintassi è preferibile alla precedente, perché la scelta del tipo di carattere viene effettuata una sola volta, evitando così di scrivere del codice inutile. Da notare che per evitare la ripetizione i due tag sono annidati l'uno dentro l'altro.

Le dimensioni del testo

Le dimensioni del testo si attribuisco mediante l'attributo "size" del tag font.

Ci sono due modi per dare attribuire le dimensioni al testo tramite il tag <font>:

·         valori interi da 1 a 7

·         valori relativi alla dimensione di base del tag font (di default "3")

Nel caso dei valori interi, ecco la scala di grandezza:

<font size="1">testo di grandezza 1</font><br>

<font size="2">testo di grandezza 2</font><br>

<font size="3">testo di grandezza 3</font><br>

<font size="4">testo di grandezza 4</font><br>

<font size="5">testo di grandezza 5</font><br>

<font size="6">testo di grandezza 6</font><br>

<font size="7">testo di grandezza 7</font><br>

testo di grandezza 1

testo di grandezza 2

testo di grandezza 3

testo di grandezza 4

testo di grandezza 5

testo di grandezza 6

testo di grandezza 7

Nel caso dei valori relativi alla dimensione di base è possibile "spostarsi" nella scala di grandezza del <font> utilizzando i segni "+" e "-".

Abbiamo detto che la grandezza del font di base di default nel browser è 3.

Dunque se utilizziamo un size="+2", vuol dire che la dimensione del font deve essere di 2 misure più grande della dimensione del font di base, quindi avremo un font di grandezza 5. Vediamo l'esempio:

<font size="+2">
Testo di grandezza +2 rispetto al font di base (3).<br>
Cioè font di grandezza 5.
</font>
<br><br>
<font size="5">
Testo di grandezza 5.
</font>

Testo di grandezza +2 rispetto al font di base (3).
Cioè font di grandezza 5.


Testo di grandezza 5.

Come si può vedere le due sintassi sono equivalenti.

La grandezza del font di base può anche esser cambiata:

<basefont size="1">

<font size="+2">
Testo di 2 grandezze superiore al font di base, sopra definito.
</font>
<br>
<font size="3">
Testo di grandezza 3.
</font>
<br><br>

<basefont size="2">

<font size="+2">
Testo di 2 grandezze superiore al font di base, sopra ridefinito.
</font>
<br>
<font size="3">
Testo di grandezza 3.
</font>

Come si può vedere nella pagina esemplificativa.

È importante evitare di cadere nell'errore di pensare che la dimensione relativa faccia riferimento al precedente tag font. La dimensione relativa fa sempre riferimento alla dimensione del font di base:

Ecco un esempio corretto, ma che non darà il risultato desiderato, perché la dimensione relativa fa sempre riferimento al <basefont>:

<font size="7">
Testo di grandezza 7
<font size="-1">
testo di grandezza inferiore di 1 al font di base (che di default è 3),
NON al tag precedente
</font>

</font>

Testo di grandezza 7 testo di grandezza inferiore di 1 al font di base (che di default è 3), NON al tag precedente

Anche se non è corretto farlo, Internet Explorer consente di utilizzare il tag <basefont> per impostare in una sola volta il tipo di carattere del testo e il suo colore, come si può vedere nell'esempio.

Tuttavia questo tipo di trucco non funziona correttamente né con Mozilla (e quindi neanche con Netscape 6 o superiore, dal momento che eredita il motore di rendering di Mozilla), né con Opera.

NOTA BENE

Quando state utilizzando il tag <font> - sia che utilizziate il size i valori interi, sia che utilizziate le i valori relativi al tag di base -, in realtà la grandezza del carattere dipende dalle impostazioni del browser dell'utente (come già abbiamo visto per i tag "heading").

Con Internet Explorer ad esempio andando in: Visualizza > Carattere.

Se cambiate le dimensioni del carattere, vedrete cambiare le dimensioni dei font.

Questo appunto per le grandezze da 1 a 7 sono grandezze anch'esse relative.

Questa caratteristica da un lato è positiva (permette di ingrandire testi piccoli), dall'altra può risultare molto fastidiosa per il webmaster.

L'unico modo per fissare il carattere è (ancora una volta) quello di utilizzare i fogli di stile, esprimendo le dimensioni in pixel.

Gli elenchi nell'HTML

Se abbiamo la necessità di inserire un elenco di termini, possiamo utilizzare le "liste", che sono sostanzialmente di tre tipi:

  • Elenchi ordinati
  • Elenchi non ordinati
  • Elenchi di definizioni

Tutti e tre i tipi di elenchi funzionano nel medesimo modo: si apre il tag, si elencano i vari elementi della lista (ciascuno con il proprio tag), si chiude il tag dell'elenco. La sintassi ha quindi questa forma:

<elenco>
            <elemento>nome del primo elemento
            <elemento>nome del secondo elemento
</elenco>

come si può vedere, il tag che individua l'elemento della lista non ha bisogno di chiusura (la sua chiusura, in questo caso, è opzionale).
Le liste di definizioni hanno una struttura leggermente diversa che vedremo a breve.

Gli elenchi ordinati

Gli elenchi ordinati sono contraddistinti dall'enumerazione degli elementi che compongono la lista. Avremo quindi una serie progressiva ordinata e individuata da lettere o numeri (se utilizzate un programma di videoscrittura, siete abituati a chiamarli elenchi numerati).
Il tag da utilizzare per aprire un elenco ordinato è <ol> ("ordered list") e gli elementi sono individuati dal tag <li> ("list item"):

<div>Testo che precede la lista      
  <ol>
    <li>primo elemento
    <li>secondo elemento
    <li>terzo elemento
  </ol>testo che segue la lista
</div>
        

Testo che precede la lista




1.        primo elemento

2.        secondo elemento

3.        terzo elemento

testo che segue la lista





Da notare che il tag che individua l'elenco lascia una riga di spazio prima e dopo il testo che eventualmente lo circonda (come avviene per il <p>); fa eccezione però l'inclusione di un nuovo elenco all'interno di un elenco preesistente: in questo caso non viene lasciato spazio, né prima, né dopo.
Gli elementi dell'elenco sono sempre rientrati di uno spazio verso destra: tutto questo serve a individuare in modo inequivocabile l'elenco.

Lo stile di enumerazione visualizzata di default dal browser è quello numerica, ma è possibile indicare uno stile differente specificandolo per mezzo dell'attributo type. Ad esempio:

<ol type="a">
      <li>primo elemento
      <li>secondo elemento
      <li>terzo elemento
</ol>

Gli stili consentiti sono:

Valore dell'attributo type

Stile di enumerazione

type="1"
(è così di default)

numeri arabi

<ol type="1">
        <li>primo
        <li>secondo
        <li>terzo
</ol>

1.        primo

2.        secondo

3.        terzo

type="a"

alfabeto minuscolo

<ol type="a">
        <li>primo
        <li>secondo
        <li>terzo
</ol>

a.        primo

b.        secondo

c.         terzo

type="A"

alfabeto maiuscolo

<ol type="A">
        <li>primo
        <li>secondo elemento
        <li>terzo
</ol>

A.        primo

B.        secondo

C.        terzo

type="i"

numeri romani minuscoli

<ol type="i">
        <li>primo
        <li>secondo elemento
        <li>terzo
</ol>

          i.            primo

         ii.            secondo

        iii.            terzo

type="I"

numeri romani maiuscoli

<ol type="I">
        <li>primo
        <li>secondo elemento
        <li>terzo
</ol>

         I.            primo

        II.            secondo

      III.            terzo





Gli elenchi non ordinati

Gli elenchi non ordinati sono individuati dal tag <ul> ("unordered list"), e gli elementi dell'elenco sono contraddistinti anch'essi dal tag <li> (in buona sostanza si tratta di quello che i programmi di videoscrittura chiamano elenchi puntati):

<ul>
  <li>primo elemento
  <li>secondo elemento
  <li>terzo elemento
 </ul>

il tipo di segno grafico utilizzato per individuare gli elementi dell'elenco di default dipende dal browser, ma di solito è un "pallino pieno". È possibile comunque scegliere un altro tipo di segno:

Valore dell'attributo type

Stile di enumerazione

type="disc"
(è così di default)

visualizza un "pallino" pieno.
È la visualizzazione di default

<ul type="disc">
        <li>primo
        <li>secondo
        <li>terzo
</ul>
  • primo
  • secondo
  • terzo

type="circle"

visualizza un cerchio vuoto al proprio interno

<ul type="circle">
        <li>primo
        <li>secondo
        <li>terzo
</ul>
  • primo
  • secondo
  • terzo

type="square"

Visualizza un quadrato pieno al proprio interno

<ul type="square">
        <li>primo
        <li>secondo elemento
        <li>terzo
</ul>
  • primo
  • secondo
  • terzo





Da notare inoltre che il tipo di segno grafico, varia in automatico al variare dell'annidamento della lista. Ad esempio:

<ul>
<li>primo della 1a lista
<li>secondo della 1a lista
<ul>
  <li>primo della 2a lista
  <li>secondo della 2a lista
  <ul>
    <li>primo della 3a lista
  </ul>
                       
  </ul>
        
  <li>terzo della 1a lista
        
</ul>
  • primo della 1a lista
  • secondo della 1a lista
    • primo della 2a lista
    • secondo della 2a lista
      • primo della 3a lista
  • terzo della 1a lista



Elenchi di definizioni

Gli elenchi di definizioni sono individuati dal tag <dl>. Gli elementi dell'elenco (a differenza delle liste ordinate, e delle liste non ordinate) questa volta sono formati da due parti:

<dt>

definition term: indica il termine da definire. A differenza dell'elemento <li> in questo caso non c'è rientro.

<dd>

definition description: è la definizione vera e propria del termine. L'elemento è rientrato.



Vediamo un esempio:

<p>Ecco i principali tag per delimitare il testo:
<dl>
<dt><p>
<dd>individua l'apertura di un nuovo paragrafo
        
<dt><div>
<dd>individua l'apertura di un nuovo blocco di testo
        
<dt><span>
<dd>individua l'apertura di un elemento inline, 
cui attribuire una formattazione atraverso gli stili
</dl>
ci sono poi altri tag che...
</p>

Ecco i principali tag per delimitare il testo:

<p>

individua l'apertura di un nuovo paragrafo

<div>

individua l'apertura di un nuovo blocco di testo

<span>

individua l'apertura di un elemento inline, cui attribuire una formattazione atraverso gli stili

ci sono poi altri tag che...


Approfondimenti

Ovviamente la scelta del tipo di elenco attraverso l'attributo type è deprecato dal W3C, perché si tratta di una caratteristica che riguarda la formattazione, e dunque andrebbe effettuata utilizzando i CSS. Con i fogli di stile c'è anche la possibilità di scegliere un'immagine (ad esempio una GIF) come segno distintivo per l'elenco puntato. Chi fosse interessato ad approfondire può consultare la relativa lezione della guida ai fogli di stile.

I link e l'ipertestualità

Una delle caratteristiche che ha fatto la fortuna del web è l'essere costituito non da testi ma da ipertesti (un'altra delle caratteristiche che hanno fatto grande il web è senz'altro la possibilità di interagire, ma questo è un altro discorso).

I link sono "il ponte" che consente di passare da un testo all'altro. In quanto tali, i link sono formati da due componenti:

·  il contenuto che "nasconde" il collegamento (non importa se si tratta di testo o di immagine)

È la parte visibile del link, e proprio per questo l'utente deve essere sempre in grado di capire quali sono i collegamenti da cliccare all'interno della pagina

·  la risorsa verso cui il collegamento punta

Si tratta di un'altra pagina (sullo stesso server o su un server diverso), oppure è un collegamento interno a un punto della pagina stessa



Di solito per spiegare che cosa sono i link si utilizza la metafora dell'ancora con "la testa" all'interno del documento stesso, e la "coda" in un altro documento (o all'interno di un altro punto del documento stesso).

Link che puntano ad altri documenti

Ecco la sintassi per creare un link con riferimento a un sito web:

Le risorse per webmaster sono su <a href="http://www.html.it/">HTML.IT</a>.

Che dà come risultato: 'Le risorse per webmaster sono su HTML.IT'.

Come si può intuire la testa della nostra àncora è il testo "HTML.IT", mentre la coda, cioè la destinazione (specificata dall'attributo href) è il sito web verso cui il link punta, cioè http://www.html.it.

È indifferente che la destinazione dell'ancora sia una pagina HTML di un sito, un'immagine, un file pdf , un file zip, o un file exe: il meccanismo del link funziona allo stesso modo indipendentemente dal tipo di risorsa; poi il browser si comporterà in modo differente a seconda della risorsa. Ad esempio:

Immagine .gif, .jpg, .png

Viene visualizzata nel browser

Documento .html, .pdf, .doc

La pagina è visualizzata nel browser.
Nel caso dei documenti .doc e .pdf l'utente deve avere installato sul proprio pc l'apposito plugin (nella maggior parte dei casi è sufficiente che abbia installato rispettivamente Microsoft Word e Adobe Acrobat Reader). Se non è installato il plugin il sistema chiederà all'utente se salvare il file.

File .zip, file .exe

Viene chiesto all'utente di scaricare il file

NOTA bene: per motivi di sicurezza non è possibile eseguire un file ".exe" direttamente dal web; l'utente dovrà sempre prima scaricarlo sul proprio PC.

Potete anche specificare un indirizzo è mail. In questo caso si aprirà direttamente il client di posta dell'utente con l'indirizzo e-mail pre-impostato. La sintassi è la seguente:

<a href="mailto:tuaMail@nomeTuoSito.it">Mandami un'e-mail</a>.

Che dà come risultato: Mandami un'e-mail.

I percorsi assoluti e relativi

Percorsi assoluti


Fino a quando ci troviamo nella condizione di creare un sito web di dimensioni ridotte (poche pagine) non avremo problemi di complessità, e possiamo anche ipotizzare di lasciare tutti i nostri file in una medesima cartella. È evidente però che - man mano che il nostro sito web cresce - avremo bisogno di un maggior ordine. Si presenterà allora l'esigenza di inserire le immagini del sito in una cartelle diverse (in modo da averle tutte nella medesima locazione), e magari sarà opportuno dividere il sito in varie sezioni, in modo da avere tutti i documenti dello stesso tipo all'interno di un contesto omogeneo.

I siti web sono dunque organizzati in strutture ordinate: non a caso si parla di albero di un sito, per indicare la visualizzazione della struttura alla base del sito.

Poiché l'organizzazione di un sito in directory e sottodirectory è una cosa normalissima, dobbiamo imparare a muoverci tra i vari file che costituiscono il sito stesso, in modo da essere in grado di creare collegamenti verso i documenti più reconditi, destreggiandoci tra le strutture più ramificate.

Per farlo esistono due tecniche:

  • indicare un percorso assoluto
  • indicare un percorso relativo

Nel caso in cui il documento a cui vogliamo puntare si trovi in una particolare directory del sito di destinazione, con i percorsi assoluti non abbiamo che da indicare il percorso per esteso.
Se esaminiamo:

Leggi le risorse sui <a href="http://www.html.it/css/index.html">fogli di stile</a>

Possiamo vedere chiaramente che il link indica un percorso assoluto e fa riferimento a una particolare directory. Nella fattispecie:

http://

Indica al browser di utilizzare il protocollo per navigare nel web (l'http)

www.html.it/

Indica di fare riferimento al sito www.html.it

css/

Indica che la risorsa indicata si trova all'interno della cartella "css"

index.html

Indica che il file da collegare è quello chiamato "index.html"

Insomma, per creare un collegamento assoluto è sufficiente fare riferimento all'url che normalmente vedete scritto nella barra degli indirizzi. I percorsi assoluti si usano per lo più, quando si ha la necessità di fare riferimento a risorse situate nei siti di terze persone.

Percorsi relativi

Spesso vi troverete tuttavia a fare riferimento a documenti situati nel vostro stesso sito, e - se state sviluppando il sito sul vostro computer di casa (cioè "in locale") - magari non avete ancora un indirizzo web, e non sapete di conseguenza come impostare i percorsi. È utile allora capire come funzionano i percorsi relativi.

I percorsi relativi fanno riferimento alla posizione degli altri file rispetto al documento in cui ci si trova in quel momento.
Per linkare due pagine che si trovano all'interno della stessa directory è sufficiente scrivere:

<a href="paginaDaLinkare.html">collegamento alla pagina da linkare nella stessa directory della pagina presente</a>

Poniamo ora di trovarci in una situazione di questo genere:

Dalla pagina "index.html" vogliamo cioè far riferimento al file "interna.html", che si trova all'interno della directory "interna", che a sua volta si trova all'interno della directory "prima".

La sintassi è la seguente:

<a href="prima/interna/interna.html">Visita la pagina interna</a>

Vediamo adesso l'esempio opposto: dalla pagina interna vogliamo far riferimento a una pagina ("index.html") che si trova più in alto di due livelli:


La sintassi è la seguente:

<a href="../../index.html">Visita la pagina interna</a>

Come si vede, con i percorsi relativi valgono le seguenti regole generali:

Per far riferimento a un file che si trovi all'interno della stessa directory basta linkare il nome del file

<a href="paginaDaLinkare.html">collegamento alla pagina</a>

Per far riferimento a un file contenuto in una cartella di livello inferiore alla posizione corrente, basta nominare la cartella seguita dallo "slash", e poi il nome del file.

Secondo la formula:
cartella/nomeFile.html

<a href="prima/interna/interna.html">Visita la pagina interna</a>

Per tornare su di un livello, è sufficiente utilizzare la notazione:
../nomeFile.html

<a href="../../index.html">Visita la pagina interna</a>

Grazie a questi accorgimenti potete agevolmente navigare all'interno delle directory del vostro sito: se ce ne fosse bisogno potrete per esempio tornare su di un livello rispetto alla posizione del file, scegliere un'altra cartella, e poi scegliere un altro file:

../altraCartella/nuovoFile.html

Per approfondimenti potete consultare la pagina d'esempio.

Approfondimenti

A volte potrete incontrare la notazione:

Leggi le risorse sui <a href="/css/index.html">fogli di stile</a>

Se il vostro sito è all'interno di un server Unix (ma la sintassi funziona anche in sistemi Windows, basta che non siano in locale), questa notazione non deve stupirvi: il carattere / indica la directory principale del sito, altrimenti detta "root". Dunque <a href="/css/index.html"> è un altro modo di esprimere i percorsi assoluti all'interno del proprio sito.

Un'altra cosa importante da sapere è che quando metterete il vostro sito all'interno dello spazio web, l'indicazione della index all'interno di una directory è facoltativa. Al posto di questo:

http://www.html.it/css/index.html

è sufficiente indicare la directory:

http://www.html.it/css/

Verificate solo con il vostro gestore dello spazio web (cioè "hosting"), se le pagine index della directory devono avere forma index.html, index.htm, index.asp, index.php, home.asp, o altro.

Consigli per i nomi dei file

Quando mettere nel web il vostro sito internet, vi accorgerete che esistono due famiglie di sistemi operativi: Windows e Unix. Questi due sistemi operativi utilizzano differenti modi per gestire i file, dunque alcuni accorgimenti sono necessari:

  • è consigliabile non lasciare spazi vuoti nei nomi dei file (gli spazi vuoti non sempre vengono interpretati correttamente), meglio ovviare a questa necessità con un "trattino basso" (cioè "_"). Ad esempio: mio_file.html
  • maiuscole e minuscole possono fare la differenza (in ambiente Unix spesso la fanno), quindi controllate il modo in cui avete scritto i file

Inoltre quando create un collegamento state attenti a non avere una notazione simile a questa:

<a href="file:///C|percorso\nomeFile.html">testo</A>

significa che state facendo un riferimento (assoluto) al vostro stesso computer: chiaro che quando metterete i file nel vostro spazio web, le cose non funzioneranno più.

 I link interni o ancore

È possibile anche creare un indice interno al documento, utilizzando le àncore.
Ciascuna àncora può avere infatti un nome:

<a name="primo">Stiamo per esaminare la struttura.. Eccetera.</a>

Da notare che in mancanza dell'attributo che indica il collegamento (href) le àncore non vengono viste come link, ma la loro formattazione è indistinguibile dal "normale" testo.

In un ipotetico indice è allora possibile far riferimento all'àncora presente all'interno del documento attraverso un link che punti ad essa:

<a href="#primo">vai al primo paragrafo</a>

il cancelletto indica che il collegamento deve cercare un àncora chiamata "primo" all'interno della pagina stessa.

Se non si specifica il nome dell'àncora a cui si vuol puntare, viene comunque creato un link che punta ad inizio pagina (viene cercata un'àncora il cui nome non è specificato). Questo infatti è un ottimo escamotage per creare link "vuoti" (in alcuni casi vi occorreranno). Ad esempio:

<a href="#">link vuoto</a>

Per creare un indice interno alla pagina si procede dunque in due fasi distinte:

  • creazione dell'ancora a cui puntare (<a name="mioNome">)
  • creazione del collegamento all'ancora appena creata e riferimento attraverso il cancelletto (<a href="#mioNome">)

È bene non confondere le due fasi.

Un esempio di quanto appena esposto lo potete trovare nella pagina dell'esempio.

TABELLA

Le tabelle sono una delle parti più importanti di tutto il codice HTML: nate sin dagli inizi del Web per impaginare dati aggregati, si sono poi trasformate in uno strumento indispensabile per gestire i layout grafici.
Il loro ampio utilizzo all'interno dei documenti ha fatto sì che - nel passaggio dall'HTML 3.2 all'HTML 4 - le specifiche delle tabelle venissero estese con una serie di notazioni destinate a "far ordine" all'interno di un codice che rischiava di diventare troppo vasto.

Immaginiamo la nostra prima tabella come una griglia formata da righe e colonne. I tag necessari per creare una tabella sono:

<table>

apre la tabella

<tr>

"table row": indica l'apertura di una riga

<td>

"table data": indica una cella all'interno di una riga

In questi nostri primi esempi presupponiamo che il numero delle celle all'interno di ciascuna riga sia costante: ogni riga avrà cioè lo stesso numero di celle. Ci sono dei metodi per variare il numero delle celle all'interno di una riga, ma li vedremo in seguito.

L'attributo border permette di specificare di quanti pixel deve essere il bordo delle tabelle. Ad esempio:

<table border="2">

Lo useremo in questi esempi, altrimenti non percepiremmo la struttura di quanto stiamo costruendo. Ecco un primo esempio di tabella:

<table border="1">
    <tr>
       <td>prima cella</td>
       <td>seconda cella</td>
   </tr>

   <tr>
      <td>terza cella</td>
      <td>quarta cella</td>
   </tr>
</table>

Che viene visualizzato così:

prima cella

seconda cella

terza cella

quarta cella

Possiamo specificare la larghezza e l'altezza delle tabelle tramite gli attributi width e height che possono essere riferiti a tutti e tre i tag (<table>, <tr>, <td>). Il valore di questi attributi può essere specificato con una larghezza fissa (in pixel: in questo caso basta indicare un numero intero), oppure in percentuale (il numero deve essere allora seguito dal simbolo "%"): in questo caso la tabella si adatta secondo lo spazio a disposizione.

<table width="300" height="200" border="1">
    <tr>
       <td>prima cella</td>
       <td>seconda cella</td>
   </tr>

   <tr>
      <td>terza cella</td>
      <td>quarta cella</td>
   </tr>
</table>

Che viene visualizzato così:

prima cella

seconda cella

terza cella

quarta cella

Oppure:

<table width="75%" border="1">
    <tr>
       <td width="25%">prima cella</td>
       <td width="75%">seconda cella</td>
   </tr>

   <tr>
      <td width="25%">terza cella</td>
      <td width="75%">quarta cella</td>
   </tr>
</table>

Che viene visualizzato così:

prima cella

seconda cella

terza cella

quarta cella



Di solito la larghezza e l'altezza globali della tabella sono espresse nel tag <table>, mentre la larghezza delle varie celle viene espressa nei <td> della prima riga. L'altezza in percentuale non sempre è visualizzata correttamente da tutti i browser.

Come detto inizialmente le tabelle vanno immaginate come delle griglie, tutto sommato abbastanza rigide: l'eventuale larghezza specificata nelle celle della prima riga avrà effetto dunque anche sulle celle delle righe sottostanti. Viceversa non è possibile variare arbitrariamente le dimensioni delle celle: le misure specificate nelle righe sottostanti non avranno infatti effetto, come si può vedere nell'esempio allegato, che non è corretto.

Le dimensioni espresse non devono tuttavia essere in contraddizione ma mano che si procede verso l'interno della tabella: in un caso simile infatti "vincerebbe" il valore specificato nel tag genitore, come si può vedere nella pagina di esempio.

Inoltre (come si evince dagli esempi) la visualizzazione dei layout con indicazioni non corrette è a discrezione del browser, quindi si rischia di ottenere risultati diversi da quelli voluti.

[ S o m m a r i o ]



GRUPPI DI RIGHE

Come dicevamo, la struttura delle tabelle ha letteralmente invaso le pagine HTML, che si sono riempite di <tr> e di <td>. Per portare un po' di ordine in questo caos nelle specifiche sono state introdotti dei tag (opzionali) che consentono di capire facilmente quali siano le diverse parti della tabella.

Per individuare facilmente i gruppi di righe sono stati introdotti i seguenti tag:

 <caption>

è l'intestazione, il titolo con un commento esplicativo sulla tabella

<thead>


è la testa, la parte iniziale della tabella, quella che contiene ad esempio indicazioni sul contenuto delle celle

<tfoot>

è il piede, la conclusione della tabella, quella che consente ad esempio di tirare le somme

<tbody>

è il corpo, la parte centrale con il contenuto vero e proprio della tabella

<thead>, <tfoot>, <tbody> sono tag che consentono di individuare gruppi di righe ("row group").

Da notare che - contrariamente a quello che si potrebbe pensare - il tag <tfoot> che chiude la tabella, è anteposto rispetto al <tbody>. L'idea di base è che il browser nell'eseguire il rendering del codice tenga conto della parte iniziale e della parte finale della tabella, e il corpo vero e proprio sia sviluppato nella sua interezza tra le due estremità.

Un'altra particolarità è che le celle all'interno del tag <thead> possono essere indicate con <th> ("table header"), al posto del consueto <td> ("table data"), in questo caso il contenuto delle celle è automaticamente formattato in grassetto e centrato.

Ecco comunque uno schema che riassume la struttura delle tabelle secondo l'HTML 4:

RAGGRUPPARE STILI DI COLONNE

Come è possibile suddividere le righe di una tabella in gruppi ordinati, allo stesso modo è possibile raggruppare gli stili delle colonne. Il tag da usare è il <colgroup> e serve per fornire indicazioni su come le colonne debbano essere visualizzate.
Purtroppo questo tag nel momento in cui scrivo non funziona ancora correttamente con tutti i browser: il tag è correttamente visualizzato da Internet Explorer, è supportato solo in parte da Opera, ma non è ben interpretato da Mozilla (e dunque neanche da Netscape 7), che lo ignora tranquillamente.
Tuttavia trattandosi di una specifica del W3C in futuro il supporto a questa sintassi dovrebbe essere maggiore.

Prima di vedere nel dettaglio questo tag anticipiamo due concetti che vedremo in seguito quando ci occuperemo più approfonditamente della formattazione delle tabelle e che ora ci servono per meglio comprendere l'uso di <colgroup>.

  • L'attributo align può essere riferito sia a <tr>, sia a <td> e serve per definire l'allineamento dei contenuti a sinistra, a destra o al centro (left, right, center)
  • L'attributo bgcolor può essere riferito tanto a <table>, <tr>, o <td> e - come abbiamo visto a proposito del <body> - consente di impostare un colore di sfondo

Il tag <colgroup> - la cui chiusura è facoltativa - va posto subito dopo il tag <caption> e prima di <thead>, e consente di impostare un layout unico per le colonne senza avere la necessità di specificare allineamento del testo, o il colore di sfondo per ogni singola cella.

Con l'attributo span (da non confondere con il tag <span>) possiamo impostare il numero di colonne che fanno parte del gruppo.

Per avere un layout di questo genere:

basterà allora scrivere:

<table width="75%" border="1">

      <colgroup bgcolor="#00FFCC" width="20%" align="right"></colgroup>
      <colgroup span="2" bgcolor="#33CCFF" width="30%" align="center">

      <caption>
             <div align="center"><b>Fatturato dell'azienda XYZ</b></div>
      </caption>

      <thead>
             <tr>
                   <th>Mesi di attivit&agrave;</th>
                    <th>Fatturato da attivit&agrave; 1 (in euro)</th>
                    <th>Fatturato da attivit&agrave; 2 (in euro)</th>
             </tr>
      </thead>

      eccetera....

</table>

come illustrato dettagliatamente in questa pagina.

<colgroup> ha l'indubbio vantaggio di poter attribuire in una sola volta la formattazione a un numero elevato di colonne. Ad esempio:

<colgroup span="40" align="right">

Se si preferisce attribuire più esplicitamente lo stile ad una colonna si può usare il tag <col> (che non necessita chiusura) all'interno di <colgroup>. In questo caso l'attributo span va riferito a <col> e non a <colgroup>.

Ad esempio:

<colgroup span="5" width="20" bgcolor="red"></colgroup>
<colgroup width="60">
       <col span="5" bgcolor="blue" align="left">
       <col span="5" bgcolor="green" align="right">
</colgroup>

come mostrato in dettaglio nella pagina di esempio.

Approfondimenti

I tag <colgroup> e <col> in teoria supportano anche la possibilità di creare delle celle larghe proporzionalmente. Ad esempio:

<colgroup width="1*">
<colgroup width="2*">

questa sintassi dovrebbe dividere lo spazio a disposizione in tre parti e assegnare una parte alla prima cella e due parti alla seconda cella. In realtà questa sintassi non è ancora supportata da nessun browser

RAGGRUPPARE CELLE

Finora abbiamo immaginato le tabelle come griglie rigide, in cui il numero delle colonne era dato come costante e non modificabile. I raggruppamenti di righe e colonne che abbiamo esaminato finora non hanno modificato minimamente questa struttura.

In realtà è possibile raggruppare le delle all'interno delle colonne in modo da avere ad esempio una riga da 2 colonne e un'altra da 3. Per ottenere questo risultato è necessario specificare che una cella deve occupare il posto di 2 (o più colonne). In questo caso si utilizza l'attributo colspan sul <td>, specificando come valore il numero di celle che devono essere occupate. Ad esempio:



 

 



<td colspan="2">

Il cui codice corrispondente è:

<table width="430" border="1" bordercolor="#000000">
    <tr>
         <td width="30%"> <br> <br> <br> </td>
         <td width="30%">&nbsp;</td>
         <td width="30%">&nbsp;</td>
    </tr>

    <tr>
         <td><br> <br> <br> </td>
         <td colspan="2">&nbsp;</td>
   </tr>
</table>

Tramite l'attributo rowspan (da riferirsi sempre a <td>) è invece possibile creare delle celle che occupino più di una riga. Ad esempio:



<td rowspan="2">

 



 

il cui codice corrispondente è:

<table width="430" border="1" bordercolor="#000000">
   <tr>
         <td width="30%"> <br> <br> <br> </td>
         <td width="30%" rowspan="2">&nbsp;</td>
         <td width="30%">&nbsp;</td>
   </tr>

   <tr>
         <td><br> <br> <br> </td>
         <td>&nbsp;</td>
   </tr>
</table>

Per un esempio approfondito esaminare il codice di questa pagina.

ANNIDARE TABELLE

anche possibile annidare le tabelle le une dentro le altre. Come in questo esempio:

<table width="430" border="1">
   <tr>
        <td width="50%">&nbsp;</td>
        <td width="50%">&nbsp;</td>
   </tr>
    <tr>
        <td height="24">&nbsp;</td>
        <td><table width="100%" border="1">
                 <tr>
                      <td>&nbsp;</td>
                       <td>&nbsp;</td>
                        <td>&nbsp;</td>
                  </tr>

                  <tr>
                       <td>&nbsp;</td>
                        <td>&nbsp;</td>
                        <td>&nbsp;</td>
                  </tr>

        </table>
</td>
   </tr>
</table>

che dà come risultato:

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Per evitare che compaiano nel layout degli spazi indesiderati è consigliabile aprire e chiudere la tabella a ridosso del tag della cella che la contiene

ATTRIBUTI DEL TAG TABLE

Per quel che riguarda il tag <table>, i seguenti attributi che ci permettono di regolare le distanze tra i margini della tabella (o della cella) e il contenuto:

border

(che abbiamo già visto) specifica la larghezza dei bordi di una tabella (in pixel)

cellspacing

specifica la distanza (in pixel) tra una cella e l'altra, oppure tra una cella e il bordo. Di default è un pixel, dunque occorrerà sempre azzerarlo esplicitamente, quando non lo si desideri

cellpadding

indica la distanza tra il contenuto della cella e il bordo. Se il valore viene indicato con un numero intero, la distanza è espressa in pixel; il cellpadding tuttavia può anche essere espresso in percentuale. Di default la distanza è nulla

La dimensione indicata nel cellpadding e dal cellspacing - una volta specificata - ha effetto su tutti i lati della cella.

I rapporti tra gli attributi che abbiamo appena esaminato sono regolati come segue:

Con questa sintassi ad esempio si imposta una tabella con bordo di 1 pixel, senza spazio tra le celle e con il contenuto che è distanziato dai bordi della cella di 10 pixel:

<table width="75%" border="1" cellpadding="10" cellspacing="0">

come si può vedere nell'esempio.

per quel che riguarda l'attributo border, a partire da Internet Explorer 4 e da Netscape Navigator 6 è possibile modificare l'aspetto dei bordi esterni della tabella (tramite l'attributo frames) e delle righe fra le celle (tramite l'attributo rules).

Vediamo quali sono i possibili valori e i relativi esempi:

 

esempio

spiegazione

<table border="1" frame="above">

(nelle pagine di esempio qui a fianco le righe interne tra le celle sono state azzerate per facilitare la comprensione, dunque ci troveremo nella situazione in cui rules="none")

Il bordo della tabella è presente:

  • void: in nessun lato. È il valore di default
  • above: solo nel lato superiore
  • below: solo nel lato inferiore
  • hsides: solo nei lati superiore e inferiore
  • vsides: solo a sinistra e a destra
  • lhs: solo nel lato sinistro (left-hand side)
  • rhs: solo nel lato destro (right hand side).
  • box: in tutti e quattro i lati
  • border: in tutti e quattro i lati

<table border="1" rules="rows">

(nelle pagine di esempio qui a fianco i bordi esterni della tabella sono stati azzerati per facilitare la comprensione, dunque ci troveremo nella situazione in cui frame="void")

Le righe interne alle celle sono presenti:

  • none: da nessuna parte. È il valore di default
  • groups: le righe separano i gruppi (siano essi gruppi di righe: <thead>, <tfoot>, <tbody> - o gruppi di colonne: <colgroup>)
  • rows: le righe separano i vari <tr>
  • cols: le righe separano le colonne
  • all: le righe separano tanto i <tr>, quanto le colonne

ATTRIBUTI DI TABLE, TD ,TR

I seguenti attributi invece hanno invece valore per tutti gli elementi della tabella (<table>, <tr>, <td>), li presenteremo quindi in un medesimo contesto.

Dimensioni

Abbiamo già esaminato gli attributi width e height che determinano la larghezza e l'altezza (in pixel o in percentuale) di tabelle, righe o celle.

Lo sfondo

Possiamo assegnare un colore di sfondo tramite l'attributo bgcolor, oppure un'immagine tramite background, come abbiamo già visto a proposito del tag <body>.

Vediamo un esempio:

 bgcolor

codice:

<table width="75%" border="1"
align="center" bgcolor="#00FF00">
    <tr>
         <td width="50%" bgcolor="#FF0000">
              <font color="#FFFFFF">prova</font>
          </td>
         <td width="50%">&nbsp;
         </td>
     </tr>
</table>

visualizzazione:

prova

 

background

codice:

<table width="75%" border="1"
align="center" bgcolor="#00FF00">
    <tr>
         <td width="50%"
             background="tabelle/sfondo.gif">
              <font color="#FFFFFF">prova</font>
          </td>
         <td width="50%">&nbsp;
         </td>
     </tr>
</table>

visualizzazione:

prova

 

Come già nel <body> l'immagine di sfondo viene ripetuta, ed è possibile specificare entrambi gli attributi (bgcolor e background) all'interno dello stesso tag:

<td width="50%" bgcolor="#0000FF" background="tabelle/sfondo.gif">

L'allineamento

L'attributo align, se riferito al tag <table>, sposta la tabella rispettivamente a sinistra (align="left" - è così di default), a destra (align="right"), o al centro (align="center") del documento. Es:

<table align="right">

Se riferito a <tr> o a <td> è invece il contenuto delle celle ad essere allineato a sinistra, al centro oppure a destra. Es:

<td align="right">
contenuto
</td>

Allo stesso modo valign è utile per l'allineamento verticale delle celle. I valori possibili sono top (alto), middle (in mezzo - è il valore di default), bottom (in basso), baseline (alla linea di base). Es:

<td height="100" valign="middle">
contenuto
</td>

Colori dei bordi

Per i bordi esistono gli attributi bordercolor, bordercolorlight, bordercolordark. Ad esempio:

<table border="2" bordercolor="blue" bordercolorlight="#00CCFF" bordercolordark="#000099">

Questi attributi - che consentono di creare degli effetti bellissimi - sono visualizzati correttamente soltanto da Internet Explorer, mentre con gli altri browser (Mozilla, Opera) verranno visualizzati in modo parziale se non scorretto.
In realtà il modo corretto per attribuire un colore al bordo è quello di utilizzare i CSS.

Ci sono tuttavia delle soluzioni - utilizzate dagli sviluppatori sin dall'HTML 3 - che permettono di mostrare un filetto colorato attorno alle tabelle. La tecnica di solito è quella di lasciar trasparire il colore di sfondo attraverso lo spazio fra le celle. Vediamo un esempio:

<table width="450" bgcolor="#00CCFF" cellpadding="10" cellspacing="1">
   <tr bgcolor="FFFFFF">
        <td width="50%"><b>contenuto</b></td>
        <td width="50%">&nbsp;</td>
     </tr>
</table>

che dà:

contenuto

 


nowrap

Grazie all'attributo nowrap si può far sì che il contenuto di una cella non vada a capo, a meno che non lo forziamo espressamente con un <br> (è un "break", cioè un' "interruzione"):

<table width="100" border="1">
   <tr>
      <td nowrap>
           Se non lo vogliamo non va a capo.<br>Qui va a capo.
       </td>
    </tr>
</table>

cioè:

          

Se non lo vogliamo non va a capo.
Qui va a capo.           

Approfondimenti


Da notare che quando una cella non viene riempita con un qualsiasi elemento non tutti i browser visualizzeranno i bordi allo stesso modo:

<table width="200" border="1">
   <tr>
     <td width="50%">
     </td>
     <td width="50%">contenuto
     </td>
   </tr>
</table>

cioè:

contenuto

Dunque è opportuno riempire sempre le celle con qualcosa, sia pure un &nbsp; (è la notazione per indicare un "non-breaking space", cioè uno "spazio che non va a capo"), o un <br>. Attenzione che questi caratteri speciali prendono le dimensioni del tag <font> all'interno di cui sono contenuti.

Con Netscape 4 per ottenere la visualizzazione desiderata è spesso necessario introdurre una gif trasparente di 1 pixel x 1 pixel (detta "shim") come sfondo della cella.

Ovviamente per ottenere il layout desiderato di bordi e tabelle sarebbe più opportuno utilizzare i fogli di stile. Ecco alcuni link interessanti: i margini, il padding, i bordi, lo sfondo.

IMPAGINARE UN LAYOUT

Le tabelle, grazie alle loro molteplici e multiformi caratteristiche, si sono rivelate uno strumento indispensabile non solo per impaginare i dati ma soprattutto per visualizzare i layout grafici: grazie alle tabelle è infatti possibile costruire delle griglie in cui inserire i vari contenuti di un sito e per mezzo degli sfondi, dei margini è possibile riprodurre un'impostazione accattivante.

Visualizzando la pagina dell esempio è possibile vedere il layout di HTML.it impaginato grazie alle tabelle: questo primo esempio utilizza una tabella unica suddivisa nelle classiche sezioni <thead>, <tbody> e <tfoot>.
In questo secondo esempio il medesimo risultato è ottenuto sovrapponenedo una serie di tabelle, senza così vincolare tutto a un'unica struttura.
Le possibilità di ottenere il layout che abbiamo appena esaminato comunque sono molteplici. Grazie alle tabelle è possibile anche progettare layout liquidi, che si adattino cioè alla risoluzione del monitor dell'utente.

È vero che l'impaginazione a tabelle ha fatto il suo tempo:

  • perché mischia la visualizzazione dei dati ai dati stessi, e dunque è difficile da gestire
  • perché riempie le pagine con molto codice rallentando lo scaricamento

Oggi siamo in un periodo di transizione. Gli sviluppatori dai "vecchi" modi di costruire i siti web (a tabelle), dovrebbero migrare verso qualcosa di nuovo: verso un'impaginazione che utilizzi i fogli di stile e l'(x)html.

L'impaginazione a tabelle rimane, tuttavia, senz'altro una pietra miliare del web.

COMPORRE UNA PAGINA IN FRAME

frame ("riquadri") comparvero per la prima volta con Netscape Navigator 2: si tratta della possibilità di suddividere una medesima finestra del browser in vari riquadri indipendenti.

Questa soluzione all'epoca si rivelò un successo, dal momento che permetteva notevoli vantaggi:

  • Fino a qualche tempo fa la velocità di navigazione era ben poca cosa, e si navigava con modem analogici molto lenti (anche da 14.4 kbs): i frame hanno l'indubbio vantaggio di non costringere a ricaricare tutta quanta la pagina, accelerando così la navigazione dell'utente all'interno di un sito web. D'altro canto il fatto che solo una parte del contenuto sia ricaricata fa risparmiare banda anche dal punto di vista del server che deve erogare le pagine
  • Per quel che riguarda i webmaster, i frame hanno la caratteristica di utilizzare una struttura che consente di non ripetere le parti comuni nelle varie pagine di un sito, dal momento che il contenuto della pagina (per sua natura) è organizzato "a zone"
  • Il fatto di poter mantenere fisso su un lato del monitor il menu di navigazione e far scorrere sull'altro lato il contenuto piace a molti utenti, soprattutto quando la risoluzione del monitor è bassa (800 x 600 o 640x480, magari su un monitor da 15'')

Tutte queste caratteristiche hanno causato un vero e proprio boom dei frames, tanto che subito dopo l'invenzione della Netscape, anche Microsoft si trovò a "copiare" la possibilità di strutturare le pagine in questo modo; in seguito (con l'HTML 4) i frames divennero 232b16c una specifica ufficiale del W3C.

Struttura di un frameset

Per utilizzare i frame, è necessario creare una pagina che contenga la dichiarazione della struttura che vogliamo utilizzare. Vediamo subito il codice:

<!DOCTYPE HTML PUBLIC "-//W3C//DTD HTML 4.01 Frameset//IT"
         "http://www.w3.org/TR/html4/frameset.dtd">
<html>
<head>
          <meta http-equiv="Content-Type" content="text/html; charset=iso-8859-1">
          <title>HTML.it</title>
</head>
<frameset rows="50%,50%" cols="50%, 50%">
      <frame src="prima.html">
      <frame src="seconda.html">
      <frame src="terza.html">
      <frame src="quarta.html">
      <noframes>
            <p>Qui può essere indicato il link a<a href="senzaFrame.html">
                  una versione del sito</a> che non utilizzi un layout a frame</p>
            </noframes>
</frameset>
</html>

L'esempio completo si trova qui.

Come vi sarete accorti, rispetto alle pagine che abbiamo studiato finora cambiano alcune cose.
In primo luogo cambia il doctype, cioè il tipo di documento di riferimento.
All'inizio del documento al posto di questa riga:

<!DOCTYPE HTML PUBLIC "-//W3C//DTD HTML 4.01 Transitional//IT">

compare ora infatti questa dicitura:

<!DOCTYPE HTML PUBLIC "-//W3C//DTD HTML 4.01 Frameset//IT"
            "http://www.w3.org/TR/html4/frameset.dtd">

stiamo indicando semplice al browser che facciamo riferimento alle specifiche che servono per regolare il comportamento dei frame.

Avrete notato inoltre che scompare il tag <body> e al suo posto troviamo il tag <frameset> ("set di riquadri"), che ci permette di indicare come devono essere indicati i frames all'interno della pagina

Il tag <frameset> ha sostanzialmente due importanti attributi: rows e cols:

  • rows permette di specificare il numero e la grandezza delle righe, nel caso in cui venga omesso, significa che ci troviamo di fronte a una struttura a colonne . Ad esempio:

<frameset cols="33%, 33%,*">

  • cols permette di specificare il numero e la grandezza delle colonne e, nel caso in cui venga omesso significa che ci troviamo di fronte una struttura a righe

<frameset rows="33%, 33%,*">

Nell'indicare la grandezza di ciascuna riga (o colonna) possiamo poi lasciare che una o più righe si auto-dimensionino, occupando tutto lo spazio che rimane, in questo caso utilizzeremo l'asterisco ("wild card"); normalmente invece potremo esprimere la grandezza dei riquadri secondo uno dei seguenti sistemi di misura (da scegliere a nostra discrezione):

dimensione fissa

Questa sintassi crea un frameset di 2 righe con 3 colonne ciascuna, per un totale di 6 riquadri:

<frameset rows="150,*" cols="100,200,*">

L'altezza della 1a riga è di 150 pixel, mentre la seconda si adatta al resto della pagina. Le tre colonne sono larghe rispettivamente: 100 pixel, 200 pixel, e la terza colonna si adatta al resto della pagina

percentuale

Questa sintassi crea un frameset che si adatta alla risoluzione. La grandezza dei riquadri è espressa in percentuale:

<frameset rows="20%,80%" cols="25%,25%,50%">

come si può vedere la prima riga occupa il 20% dell'altezza, la seconda il rimanente 80%.
Le 3 colonne si dividono la larghezza: la prima colonna occupa il 25%, la seconda nuovamente il 25%, la terza il 50% dello spazio

proporzionale

In questo caso la ripartizione è proporzionale:

<frameset rows="1*,3*" cols="3*,2*,1*">

  • per quel che riguarda le righe: l'altezza viene suddivisa in 4 parti (1+3); la prima riga ne occupa 1 parte e la seconda riga ne occupa 3
  • per quel che riguarda le colonne: l'altezza viene suddivisa in 6 parti (3+2+1); la prima colonna occupa 3 parti, la seconda riga ne occupa 2 e la terza 1

 

Una volta creata la nostra griglia con il tag <frameset>, incrociando le righe e le colonne, dobbiamo specificare dove si trova il file di origine di ciascun frame. Possiamo farlo con la sintassi:

<frame src="prima.html">

come si può vedere l'origine di ciascun frame è un documento HTML standard (come quelli che abbiamo analizzato finora): avrà dunque la sua dichiarazione di documento, la sua <head> e il suo <body>.
Se le dimensioni del riquadro non sono sufficienti a mostrare il documento nella sua interezza, il frame avrà delle barre di scorrimento, a meno che non sia stato esplicitamente specificato il contrario negli attributi (che vedremo tra poco).

Per visualizzare il codice HTML di ciascun frame è sufficiente andare nel riquadro desiderato e poi digitare il tasto destro del mouse. Quindi:

  • Con Internet Explorer:
    selezionare HTML
  • Con Mozilla:
    selezionare this frame > view frame source

È possibile anche individuare un frame in modo più preciso, assegnandogli un nome:

<frame id="primoRiquadro" name="primoRiquadro" src="prima.html">

la sintassi corretta per dare un nome a un frame dovrebbe essere:
id="primoRiquadro"

tuttavia per questioni di retro-compatibilità (con Netscape 4) è oramai entrato nell'uso utilizzare anche name="primoRiquadro".

Frameset annidati

È possibile annidare diversi frames l'uno dentro l'altro. In questo caso, al posto di uno dei tag <frame> è sufficiente includere le indicazioni del nuovo frameset. Così:


<!DOCTYPE HTML PUBLIC "-//W3C//DTD HTML 4.01 Frameset//IT"
        "http://www.w3.org/TR/html4/frameset.dtd">
<html>
<head>
       <meta http-equiv="Content-Type" content="text/html; charset=iso-8859-1">
       <title>HTML.it</title>
</head>
      <frameset rows="15%,70%,15%">
            <frame src="11.html">
            <frameset cols="25%,50%,25%">
                  <frame src="21.html">
                  <frame src="22.html">
                  <frame src="23.html">
            </frameset>

            <frame src="12.html">

      <noframes>
             <p>Qui può essere indicato il link a <a href="senzaFrame.html">
                    una versione del sito</a> che non utilizzi un layout a frame</p>
      </noframes>
</frameset>
</html>

L'esempio completo si trova qui.

ATTRIBUTI DEL FRAMESET

Attributi del frameset

Il tag frameset non ha (secondo le specifiche ufficiali) attributi per la visualizzazione. Alcuni attributi tuttavia sono entrati nell'uso e sono correttamente supportati dai browser attuali:

<frameset frameborder="no" cols="25%,75%">

L'attributo frameborder (di default impostato a "yes") permette di specificare se nel frameset devono essere presenti i bordi.
L'esempio è qui

<frameset framespacing="20" border="20" cols="25%,75%">

framespacing funziona solo con Internet Explorer e permette di impostare lo spazio tra un frame e l'altro. Di fatto equivale all'attributo border, che permette di specificare lo spessore dei bordi in pixel.
Per mantenere la compatibilità con Internet Explorer 4 (che non legge l'attributo border), di solito si specificano sia il framespacing, sia il border.
L'esempio è qui

<frameset border="10" framespacing="10" bordercolor="#FF0000" cols="25%,75%">

bordercolor permette di specificare il colore dei bordi del frameset. L'esempio è qui

Attributi dei frame

A differenza degli attributi del tag frameset, che sono dovuti alla convenzione, i seguenti attributi del tag frame sono invece descritti nelle specifiche del W3C e permettono di modificare l'aspetto dei riquadri e il modo in cui l'utente può interagire con essi:

<frame src="prima.html" scrolling="no">
<frame src="prima.html" scrolling="auto">

L'attributo scrolling (di default impostato a "yes") indica se si vuol consentire all'utente di poter scorrere il frame oppure no.
Nel caso sia impostato a "no", il frame non ha la barra di scorrimento anche nel caso in cui il contenuto della pagina HTML vado oltre la cornice, come si può vedere nell'esempio.
L'esempio è qui

scrolling può anche essere impostato ad "auto".
In questo caso la barra di scorrimento compare in automatico, ma solo se necessario

<frame src="prima.html" scrolling="no">
<frame src="prima.html" scrolling="no" noresize>

noresize impedisce al singolo frame di essere ridimensionato.
L'esempio è qui

Se usato in unione con scrolling="no", di fatto "blocca" il contenuto del frame.
L'esempio è qui

Un uso maldestro di questa tecnica potrebbe però impedire all'utente la corretta visualizzazione dei contenuti

<frame src="prima.html" frameborder="0">

frameborder conesente di far apparire o meno i bordi del frame (i valori ammessi sono "0" e "1", ovvero "no" e "yes").
Se frameborder è impostato a "0" i bordi non sono visibili
L'esempio è qui

Attenzione però a come impostate i bordi nei vari frame, dal momento che i bordi di frame adiacenti non sempre vanno d'accordo (provate)

Questo attributo permette di specificare un valore differente da quello impostato nel frameborder del <frameset>

<frame marginwidth="50" marginheight="50" src="prima.html">

marginheight e marginwidth permettono di impostare la distanza verticale (marginheigth) e orizzontale (marginwidth) tra i bordi del frame e il suo contenuto.
L'esempio è qui

Approfondimenti

Ovviamente sarebbe meglio impostare i bordi e gli spazi tra i frame attraverso i CSS. Nella lezione dedicata ai bordi con i CSS è spiegato come fare.







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