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TUTTI I TELEGIORNALI - BREVE STORIA DEL TELEGIORNALE

comunicazione


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TUTTI I TELEGIORNALI 

Il Telegiornale rappresenta per la maggior parte degli italiani la prima fonte di informazione,esso rappresenta anche qualcosa di divertente che mette in scena il mondo con la pretesa di far conoscere i fatti del giorno.

A il telegiornale rappresenta anche il fulcro del palinsesto televisivo,infatti rappresenta la possibilità di trattenere o conquistare gli spettatori per gli altri programmi del palinsesto ed è a sua volta preceduto da programmi forti (passaparola-TG5) all'interno dei quali ci sono delle promo delle notizie che verranno trattate ,ed in sostanza rappresenta un rito familiare.

Le ragioni della prevalenza dell'informazione televisiva sono :

la gratuità,

la tempestività,

l'effetto di realtà,

l'aspetto rassicurante di un informazione ufficiale e non noiosa,

la facilità dei registri,

la continuità rispetto a trasmissioni passatempo (effetto traino)

Esiste una vera e propria concorrenza fra i tg secondo tattiche ben precise,come anticipare l'orario (TG5-Tg1) oppure continuare a trasmettere mentre il concorrente e' in pubblicita' (Tg1-TG5).

Soggetti finzionali:



Il telegiornale dovrà avere un'atmosfera intonata con lo stile della rete,che viene rappresentato da un Emettente empirico che deve assomigliare a l'Emittente modello ovvero il progetto che chi comunica si fa di se', quindi un conduttore (Emittente delegato) che rappresenti una testata e la rete stessa,che abbia un certo tipo di abbigliamento e una certa pronuncia.

Nel processo comunicativo risulta naturalmente essenziale anche uno Spettatore modello cioe' quel tipo particolare di pubblico, dotato di certi caratteristiche,certi gusti, al quale l'emittente ha deciso di rivolgersi,ed assume una particolare importanza poiche' proprio egli ha il potere di accettare o meno il processo di comunicazione attraverso il telecomando.

Un gioco speculare di somiglianza fra:

televisione-spettatore modello-spettatore empirico-trasmissione

e' alla base della seduzione televisiva,che cerca di creare una specie d'identita' fra spettatore e rete. Si genera un vero e proprio "marketing di palinsesto" che consiste nell'identificare un pubblico fedele alla rete a causa di una specifica identita' di questa (ad esempio Italia1 e' una tv + giovane e narrativa,e studio aperto segue la linea narrativa).E' chiaro quindi che e' proprio il pubblico ad influenzare l'informazione televisiva: il target specifico di una rete finisce ormai per determinare la natura stessa dell'organizzazione e del contenuto delle notizie trasmesse.

Certamente nessun tg si e' mai posto dal punto di vista di proporsi solo il compito di fornire informazione,ma piuttosto da quello volto a "manipolare" a spiegare chi ha torto o chi ha ragione,e cosa la gente dovrebbe pensare.

Tutto questo a differenza di altri paesi come l'inghilterra dove il giornalismo e' un vero e proprio quarto potere perche' imparziale, o in america dove il potere politico non  ha assolutamente nessun controllo sulle emittenti che vengono gestite secondo criteri commerciali.

II. BREVE STORIA DEL TELEGIORNALE

La prima edizione fu il 10 settembre 1952 con direttore Vittorio Veltroni.

In Italia l'informazione televisiva nasce con l'organizzazione del primo palinsesto e risente dell'assunzione di alcuni modelli comunicativi esterni al mezzo:

Il telegiornale radiofonico  si da' importanza all'unicita' del conduttore speaker che e' una pura voce scelta per il timbro (periodo fascista) e per l'aspetto fisic 717j93h o che deve essere quello dell'uomo medio (Riccardo Paladini),le notizie erano letteralmente elencate con un atteggiamento asettico.

Cinegiornale assumeva,inizialmente,il carattere dell'informazione tardiva,preconfezionata con largo anticipo,questo determinava,insieme alla scarsa diffusione della televisione,la preminenza di radio e carta stampata.

La carta stampata la divisione in "pagine tematiche" ridotte all'osso.

Un telegiornale politico (1953-1957)

In questo periodo si afferma un telegiornale moralista (regole della Rai)  e legato al potere democristiano,quasi direttamente dal vaticano,ai vecchi giornalisti professionisti furono affiancati addetti provenienti dalla Dc.

Il telegiornale verso il boom economico (1957-1961)

Prevale un anticomunismo viscerale che tace qualsiasi iniziativa pubblica del Pci.

Viene introdotto l'Ampex,ottengono grande popolarita' Granzotto e Zatterin uno di sestra e uno di

Sinistra che oltre a condurre il tg conducono "tribuna politica" che per anni sara' l'unico luogo di reale dibattito ideologico in tv.

L'era di Bernabei (1961-1972)

Fanfani riesce ad appoggiare la nomina del suo fedelissimo. Nasce la seconda rete,ma il Tg2 dopo poco tempo si riduce a bollettino,per poi ridivenire un telegiornale guidato da Zatterin che si lascia andare ad una segnalazione formale degli eventi sindacali,questo e' il prezzo che la dc paga per l'alleanza con i socialisti.

1965 Si afferma una nuova "strategia di manipolazione" quella si sostituire la manipolazione attiva o l'omissione con la tecnica del decentramento della notizia scomoda in edizioni di scarso ascolto.

1969 inizia un telegiornale in apparenza "garantista" di imparzialita' che in realta' aprendosi alle tematiche della protesta diede una visone della sinistra peggiore della precedente.

In odore di riforma (1972-1990)

Dietro la spinta dei partiti della sinistra c'e' la riforma della rai,che viene divisa in tre reti e viene dato luogo ad un progetto di informazione concorrenziale.

I telegiornali verranno col tempo "lottizzati" nel seguente modo :

Tg1 - Craxismo, commenti unilaterali e socialisti sempre in studio

Tg2 - Dc

Tg3 - Pci

Si tratta di un giornalismo asettico e molto rispettoso dei potenti di turno verso i quali non viene mossa alcuna domanda imbarazzante.

Nel 1984 nasce il meter per il calcolo dell'Audience,aumenta la concorrenza vengono cercati nuovi "anchor-men"

Dal 1986 comincia l'attacco del monopolio dell'informazione Rai da parte di Fininveste di Tmc.

Nel luglio del 1990 viene varata la legge Mammi' che prevede l'estensione della diretta alle tv private e obbliga le reti nazionali che trasmettano in diretta a produrre un telegiornale per rete.

Nascono Studio Aperto (con la guerra del Golfo) , Tg4 e il Tg5

I tg finivest producono un forte rialzo del giornalismo televisivo grazie alla concorrenza.

Nell'era di Berlusconi (94-95) egli ha in mano l'informazione nazionale,studio aperto e tg4 fanno un giornalismo di supporto al governo del cavaliere; caduto Berlusconi nasce il problema della par condicio uno dei punti qualificanti del governo Dini.

III. FRA INFLUENZA E INFLAZIONE (dati di ascolto,informazione e potere)

I telegiornali appaiono anche come uno strumento propagandistico disponibile a partiti e forze politiche che inevitabilmente cercano di influenzarli o magari impadronirsi del loro controllo,dividendosene l'influenza, lottizzandoli.

Ormai però non ci si chiede + che cosa i media facciano alla gente,ma cosa la gente faccia con i media; quindi si sa che la scelta,la percezione e perfino la memorizzazione dei messaggi dei media sono fortemente selettive:in genere uno spettatore sceglie il telegiornale + vicino alle sue preferenze politiche e ai suoi gusti,percepisce i discorsi che confermano le sue opinioni a preferenza degli altri.

Si puo' affermare quindi che i tg hanno sempre cercato di spostare gli elettori dalla propria parte,magari dando piu' spazio ad un partito politico o cercando di fare la differenza fra buoni e cattivi,ma bisogna ricordare che il messaggio va sempre considerato come una "proposta di contratto comunicativo" che puo' essere negoziato o meno dalla spettatore stesso; ma l'adeguazione dipende da altri fattori come la cultura o i valori di quello stesso pubblico che reagisce alle proposte che riceve in conseguenza al suo bagaglio culturale.

Il consumo e' comunque sempre produttivo: un consumo che fa interferire quel che gia' si sa con il sapere nuovo che ci viene proposto,trasformando i messaggi di partenza in nuovi messaggi complessi all'arrivo; a volte,lo scarto e' minimo,e c'e' adeguazione fra la reazione del pubblico e il contenuto trasmesso (e qui il risultato persuasivo e' raggiunto),altre volte i messaggi possono essere letti secondo una posizione oppositiva.

L'unica condizione perche' si possa giungere ad una organizzazione delle notizie che non costruisca,se non molto parzialmente,un tentativo di sistematica influenza sul pubblico e' il pluralismo delle fonti di informazione.

Rapporto del telegiornale con gli altri media (con gli anni settanta la stampa assume una funzione di "commento")

Inflazione comunicativa: Ormai la maggior parte dei rituali politici viene svolta con calendari e scalette programmati in funzione dell'orario dei telegiornali (riunioni di governo,congressi di partito,carattere spettacolare delle manifestazioni di piazza.

Apparire in televisione rappresenta ormai una sanzione dell'esistenza: la televisione e' divenuta l'unica testimonianza dell'essere.

Le notizie sono cosi tante che vengono percepite in un gigantesco rumore che fa perdere la distinzione dei singoli elementi generando un inquinamento mentale che non accresce,semmai diminuisce,la consapevolezza del pubblico.

IV. INFORMAZIONE E SPETTACOLO

Essendo anche il telegiornale un vero e proprio spettacolo anch'esso deve essere progettato per rendere possibile e valorizzare al massimo il suo uso come svago.

Nei telegiornali quindi la forma di spettacolo e' preminente rispetto ai contenuti dell'informazione.

Da un lato il giornalismo ha la pretesa di raccontare allo spettatore come va il mondo,ma questo non significa solo intrattenerlo intorno alla realta' ma soprattutto dargli una sintesi sugli eventi importanti del giorno,selezionati secondo i classici criteri di notiziabilita';si puo' dire che  in televisione le notizie esistono solo se fanno spettacolo (e cio' porta alla spirale del silenzio).



Naturalmente le notizie vengono scelte in base alle personalita' che sono coinvolte ed in base alla spettacolarita' (un'eruzione piuttosto che un incidente stradale).

Un evento per divenire notizia deve avere una forma altamente spettacolare che possa produrre commenti e riprese; ogni evento diventa notizia solo se si distacca dalla normalità

I giornalisti si trovano di fronte al compito di dare forma alla caoticita' del mondo,manipolarlo e ridurlo ad un formato spettacolare cercando di rimanere nelle regole del "buon giornalismo", devono operare una scelta del tutto discontinua dei fatti del giorno,per poi confezionare un'immagine unitaria del mondo in 30 minuti.

La tv si occupa di uno spazio semantico secondo,propone una realta' narrata a partire da realta' che sono prescelte nella caoticita' del mondo perche' si ritengono interessanti;

la tv tratta quindi un meta-mondo, filtrando la realta' attraverso i criteri di ripresa televisi,e attraverso la traduzione in un codice giornalistico per mezzo di commenti,interviste ecc..

Quindi il telegiornale non puo' essere considerato come "una finestra sul mondo" perche' la televisione non e' un mezzo trasparente che trasmette la realta' cosi com'e' ma la trasforma secondo le proprie esigenze spettacolari. (una partita di calcio,un concerto di musica classica).

Le esigenze dovute al processo di trattamento delle notizie sono la causa di un modo tale di guardare gli avvenimenti che fondamentalmente li distorce.

La televisione ha tratto dal cinema una serie di codici e di tecniche per cui la telecamera costituisce il percorso di uno sguardo virtuale e dato che lo sguardo indotto dalla camera appartiene al regista un'inquadratura particolare puo' dare ad un evento una certa solennita' o anche un'apparenza di ricca partecipazione (Reagan).

Quindi si puo' anche dire che i punti di vista e le procedure pratiche che formano una trasmissione,e cio' vale specialmente per i telegiornali serali,sono un elemento di condizionamento.

Inoltre il tutto puo' subire una distorsione involontaria  dovuta all'esigenza di semplificazione alla quale vanno incontro i giornalisti nel dare forma alla caoticita' del mondo: le esigenze di tempo, ad esempio obbligano la compressione degli eventi.

Il fattore tempo puo' portare a:

1) distorsione immagini

2) montaggio

3) distorsione audio

Essenziale e' comunque che la spettacolarizzazione della notizia non disturbi l'effetto di realta' e l'effetto di presenza che sono fondamentali per un telegiornale.

Questi effetti sanciscono il successo dell'informazione televisiva,infatti l'effetto di realta'  consiste nel mettere lo spettatore nella condizione di vedere qualcosa che avviene realmente,e permettergli quindi di esprimere la sua opinione,cosa che non fa la carta stampata poiche' il lettore si puo' solo fidare della firma autorevole del giornalista,ma non puo' giudicare il fatto non avendolo "visto".

Al posto di un ignoto articolista lo spettatore ha di fronte un uomo in carne ed ossa che ci spiega gli eventi di persona; non e' solo presente il conduttore ma il mondo che mi viene mostrato e' a sua volta presente.

Cio' rappresenta una condizione di ricchezza informativa irresistibile che puo' pero' portare a manipolazioni di vario tipo (es.cadaveri,rivoluzione di Timisoara).

La funzione prevalente dell'informazione televisiva non e' quella referenziale,bensi' quella fàtica volta a trasmettere un messaggio che stabilisca un contatto diretto e duraturo fra chi lo emette e chi lo riceve; la comunicazione televisiva informa continuamente sulla propria presenza,rassicura spesso sul contatto diretto fra emittente e pubblico,e per farlo ricorre a una strategia complessa, che va dal telefono a disposizione degli spettatori fino all'appello diretto.

In conclusione si puo' dire che la televisione manipola la realta' per renderla spettacolo trasformando il suo stesso sguardo nello spettacolo della realta' e ci fornisce un a serie di vicende artificiali,in un certo senso fittizie,di fornte a questa vera e propria realta' seconda e' necessario comprenderne le modalita'.

Si puo' concepire il telegiornale come una specie di Circo,dove il presentatore e' un funzione che resta sempre presente durante i numeri che scorrono davanti a noi e che ha il compito di venderci lo spettacolo fungendo da mediatore fra pubblico e apparato informativo.

Il Grande Evento

Importanti per l'informazione televisiva sono i grandi eventi che a differenza della carta stampata possono essere seguiti in diretta,fornendo allo spettatore una presenza "sul campo" che fa scattare

Un bisogno di testimoniare che e' soprattutto desiderio di partecipazione,anche se virtuale.

Un eventi per essere "grande" deve essere previsto,di durata ragionevole,deve interessare tutti gli italiani,deve essere ufficiale e deve contenere quel tanto di suspense; importante e' naturalmente anche la "qualita'" delle persone in gioco.

La decisione sulla "grandezza" dell'evento non e' una scelta individuale,bensi' il risultato di  una spirale di attese che coinvolga i mezzi di comunicazione principali. (Festival di Sanremo,Olimpiadi).

Il piu' grande evento mediatico della storia della tv e' stato sicuramente lo sbarco sulla luna,che senza la diretta televisiva,senza il grande circo mediatico "non ci sarebbe mai stato".

Quando l'evento e' imprevedibile il grande circo non puo' realizzarsi appieno anche se abbiamo visto come alcuni eventi (la tragedia di Vernicino) abbiano attirato per la loro drammaticita' un grandissimo pubblico ma sotto il punto di vista dell'informazione su di essi e' arrivata soprattutto attraverso la carta stampata.

Quando l'evento e' troppo lungo come puo' esser stato il delitto Moro,l'informazione sul grande evento diventa quella giornaliera supportata da una serie di edizioni speciali.

Quando l'evento e' rappresentato da una guerra il discorso non cambia.

Di solito i militari,onde evitare immagini poco rassicuranti per l'opinione pubblica chiedono implicitamente di essere "lasciati fare il loro lavoro" e in cambio,forniscono alla stampa e alla televisione conferenze stampa,briefing,interviste preparate,immagini registrate o storie precostituite

Dando luogo ad una simulazione comunicativa accettata dalle televisioni come legittima poi se possono cercano di sentire l'altra "campana" anche se cio' rappresenta un rischio.

Cio' non vuol dire che "l'informazione di guerra" e' sempre censurata,come abbiamo potuto vedere con i due tentativi di golpe in Russia,seguiti "sul campo" da una massiccia presenza della televisione. In sostanza l'informazione "di guerra" puo' essere utile per "manipolare" l'opinione pubblica facendo vedere solo cio' che si vuole,o per attirare l'attenzione (terrorismo che da tempo cerca di impadronirsi del megafono dell'informazione internazionale).

Tra i grandi eventi,un posto d'eccezione e' occupato dalla maratona elettorale (exit polls).

Insomma in sostanza il Grande Evento puo' funzionare solo in determinate situazione ed e' per questo che esso dispiega interamente solo situazioni veramente importanti.

La fondamentale caratteristica del Grande Evento e' quindi la diretta: essa non rappresenta un abolizione del filtro giornalistico perche' in ogni caso ad esempio in una tribuna politica il giornalista  puo' manipolare il dibattito in favore della propria fazione politica, si puo' facilmente esercitare una forma di regia variando i movimenti della macchina e la visione della camera,o anche predisponendo una scaletta preventiva,e facendo succedere "quello che si vuole";essa lascia sicuramente molti margini all'intervento reale ma non per questo diviene piu' oggettiva,non diviene notizia vera (Fede-Berlusconi)

Quindi l'unica soluzione sarebbero uguali tempi a disposizione dei diversi schieramenti e proibire gli spot ,ma questa modalita' si e' rivelata poco efficace,poiche' non solo la scelta degli avvenimenti da riprendere,ma anche le modalita',la forma,il taglio,la regia della ripresa hanno funzione di filtro come la funzione del commentatore.

V.L'APPARATO

L'editore : di solito e' una societa' concessionaria di una frequenza che trae i suoi utili dalla vendita di pubblicita' e di altri spazi promozionali ed e' obbligato a dotarsi di un telegiornale; egli e' anche interessato alla linea politico-editoriale del suo telegiornale,il quale spesso rappresenta una voce in perdita dal punto di vista economico ma e' compensata dalla possibilita' di scambi di favori con soggetti politici che si e' deciso di appoggiare.

Il direttore : e' il responsabile penale di cio' che va in onda,e' affiancato dai vice direttori che possono essere "vicari".

I capiredattori : le redazioni sono divise in settori che corrispondono alle pagine dei quotidiani,i capiredattori decidono gli spazi da assegnare alle diverse notizie,la titolazione e i materiali illustrativi da impiegare.

La segreteria di redazione: e' l'organo tecnico che assicura l'organizzazione del personale e dei mezzi tecnici,predispone le uscite dei vari inviati,coordina le ricerche di archivio e reperisce gli eventuali ospiti

Gli inviati : meno indipendenti rispetto alla carta stampata perche' devono essere seguiti da un'equipe.

I corrispondenti : giornalisti che forniscono notizie da altri sedi,"succursali" del telegiornale vero e proprio (ad esempio collegamento con il "collega" di New York

Redattori : selezionano e organizzano le notizie,scrivono i testi,montano le immagini,ricoprono funzioni di spoglio delle fonti




I tecnici : ai quali e' delegato il compito di taglio,doppiaggio,registrazione sonora ecc.)

Le fonti : sono le troupes esterne,e  le agenzie nazionali ed internazionali (L'ansa,la Reuter,la France Press). Al reperimendo di notizie dalle fonti succede la raccolta delle immagini che puo' essere effettuata inviando una troupe sul campo oppure acquistando le immagini da agenzie specializzate come "l'eurovision"

Il lavoro della redazione consiste poi in 3 fasi : La progettazione (organizzare il materiale che giunge dalle diverse fonti e scartare le notizie poco interessanti), La preparazione del tg (vengono stabiliti i pezzi "forti",si stabiliscono gli autori di testi,si organizzano i collegamenti,si convocano gli ospiti e vengono preparate le notizie "di riserva" se un'altra notizia perdesse di significato e quelle scartabili se qualche imprevisto dovesse allungare la trasmissione), La messa in onda

 (momento delicato nel quale bisogna fare attenzione alle notizie dell'ultima ora per evitare "buchi" sfruttabili dalla concorrenza.

VI. LA MESSA IN SCENA  (regia,sigla,ambientazione,linguaggio,tono,pubblico,il corpo,fuori studio)

Nei telegiornali tutte le piu' piccole sfumature assumono importanza,ha un senso una certa inquadratura del conduttore,la sua posizione (Lilli Gruber),il suo linguaggio,il suo tono (che puo' essere: distaccato,saggio,entusiasta,preoccupato e sdegnato-severo)  nel dare le notizie che puo' essere fortemente "patetico" o spensierato nel voltare pagina da un argomento all'altro.

Il pubblico come vedremo anche in seguito ricopre un ruolo di fondamentale importanza e pur non essendo quasi mai presente in studio (spettatore delegato) viene coinvolto attraverso sondaggi,risposte alle lettere inviate, insomma il telegiornale si pone il problema di "mostrare come la pensiamo noi".

Il pubblico e' anche attore della notizia perche' rappresentato implicitamente nella figura del conduttore che si fa garante del pubblico,cerca di fare affermazioni come se i suoi interessi coincidessero con quelli del pubblico (Liguori) e come il pubblico stesso,considerato naturalmente nello specifico,e' di parte.

Il pubblico presente o rappresentato in studio comporta naturalmente un alto rischio di manipolazione proprio perche' si pensa che rappresenti gli spettatori veri della trasmissione, poiche' questo pubblico puo' essere formato da figuranti pagati per fingere il ruolo di spettatori che possono essere indotti a sostenere certe posizioni in maniera da influenzare il pubblico domestico (capo-claque,se ci pensiamo anche le risate presenti nei telefilm possono avere una funzione del genere anche se "innocente").

VII. I CONTENUTI

Le notizie presenti in un telegiornale possono naturalmente essere:

1)      parlate : di solito la notizia sindacale,la registrazione di un commento o di una dichiarazione ufficiale,essa e' di solito usata tra due notizie clou e determina un distacco oggettivo quai a creare uno sfondo neutro o grigio per l'emergere di un elemento + rilevante

2)      mostrate : il servizio. Il rapporto fra parola ed immagine puo' non essere coerente, questo succede nel fenomeno di topicalizzazione che collega le immagini di repertorio con i contenuti della notizia (il papa va a visitare Sarajevo,si mostra il papa in udienza in Vaticano),esso consiste nell'orientare in modo piu' o meno univoco la possibile ambiguita' di un discorso.

Ci puo' essere una coerenza di:

1)      argomento : si parla di uno sciopero,si mostra quello precedente

2)      luogo : si parla di un evento accaduto a Mosca si mostra la citta'

3)      attore : come il Papa

4)      atmosfera : si parla di un progetto avveniristico e si mostra un film di fantascienza

Per quanto riguarda l'impaginazione il telegiornale e' molto simile alla carta stampata,ci sono gli stessi argomenti trattati,naturalmente,meno estesamente.

La principale differenza fra carta stampata e telegiornale e' che l'impaginazione televisiva e' piu' rigida,ovvero non puo' essere scelta arbitrariamente dallo spettatore ma viene imposta dal telegiornale.

Analogamente ai giornali sono presenti notizie di apertura (di solito filmate con collegamenti in diretta,notizie forti (prima pagina),notizie di passaggio (di solito dal vivo), notizie speciali (inchieste,supplementi) e notizie di chiusura (curiose,di fatti insoliti ma rasserenanti).

Esistono delle vere e proprie regole nell'accostare le notizie:

a)      non affiancare due pezzi forti

b)      isolare le notizie forti con continui avvenimenti sull'eccezionalità

c)      non prolungare troppo la lista delle brevi dal vivo

      d) accentuare il carattere rasserenante della notizia di chiusura fingendo di farsi trovare impreparati alla fine del filmato.

L'impaginazione,puo' giocare un brutto scherzo ai fatti stessi senza che essi vengano direttamente manipolati:

1)      La sommatoria completa: l'elenco di una lunga serie di notizie di scioperi non farà analizzare le cause ma produrrà un senso di fastidio

2)      Il contrasto: la contrapposizione di due parti politiche con eventi positivi e negativi cerca come di definire "i buoni e i cattivi"

3)      L'analogia: due notizie che trattano di un attentato di nazisti e un attentato degli autonomi induce ad operare un'uguaglianza di opposti estremisti

4)      La consequenzialità: ad esempio comunicare una lista di scioperi e di seguito dei disordini provocati da estremisti di sinistra puo' indurre a pensare ad un rapporto di causa-effetto.

5)      L'occultamento: consiste nell'accostare due notizie importanti esagerando il peso di quella + comoda per attenuare la portata di una + scomoda. Questa strategia ha ad esempio funzionato nella variante di accrescere il numero e la portata delle notizie negative riguardanti  l'estero in modo da addolcire le notizie negative riguardanti l'Italia.

Le notizie possono anche essere divise in dimostrative (presentano dei fatti compiuti,il resoconto di un congresso politico di un partito) e fabulative (che si presentano ancora in corso,la telecronaca diretta di una partita di calcio).

Inoltre c'e' la scelta dei modi di raccontare,a seconda del rapporto che passa fra l'evento in se e la sequenza di parole. Se chiamiamo fattuale l'evento e discorsivo il modo di raccontarlo abbiamo i seguenti possibili casi:



a)      Il fattuale e' dipendente dal discorsivo. Le notizie hanno in comune la caratteristica di essere ricostruite a partire dal loro disvelamento. Facendo l'esempio della banda della Uno bianca riferendo la vicenda a partire dall'operazione di cattura si e' ottenuto lo scopo di valorizzare le forze dell'ordine nello stesso momento in cui erano state delegittimate dall'identità dei criminali appartenenti alla polizia stessa,e quello di tranquillizzare l'opinione pubblica sulla chiusura del caso.

b)      Il fattuale e' distinto dal discorsivo. Fenomeno della topicalizzazione

c)      Il fattuale e' staccato dal discorsivo. Una gaffe,un incidente che sara' preda di trasmissioni come Blob e Striscia la notizia

d)      Il fattuale e' complementare del discorsivo. Gli eventi sono presentati come in corso ma hanno un inizio ed una fine perfettamente descrivibili (ad esempio una partita di calcio in diretta). Si tratta di notizie accuratamente preparate in precedenza con decine di telecamere gia' appostate.

Le varie fasi della narrazione possono essere messe nel racconto in modo radicalmente diverso ottenendo effetti diversi.

Secondo Greimas ogni racconto si manifesta secondo strutture narrative ben definite.

Si parte dalla congiunzione o da una disgiunzione fra : un soggetto (la polizia)  che e' il responsabile dell'azione,un oggetto di valore desiderato da quel soggetto (la difesa della legge) , ed eventualmente un  antisoggetto (criminale) in concorrenza con il soggetto.

Quindi all'interno della storia ci sono la manipolazione che spinge un mandante a compiere un'azione, la competenza,ovvero la fase preliminare della performanza ovvero l'azione fondamentale che porta ad una sanzione che sancisce che tutto e' terminato per mezzo di un atto.

A seconda della diversa disposizione delle fasi avremo una diversa valorizzazione.

Prendiamo ad esempio Rabin e Arafat che si accordano per la pace in Medio Oriente spinti anche dalla nascita di una volonta' di pace che spinge i protagonisti all'accordo (manipolazione). Se noi raccontiamo il tutto a partire dalla firma dell'accordo finale (sanzione) mettiamo in evidenza la solennita', se partiamo dall'accordo (performanza) sottolineeremo l'eroismo dei due,se partiamo dalla competenza metteremo in evidenza l'astuzia.

Non tutte le strutture narrative su cui si fondano le notizie sono pero' complete quindi possono anche corrispondere ad una sola delle fasi narrative :

1)      notizie complete (dimostrative):contengono il corso globale dell'evento

2)      notizie virtuali: incitano a compiere una determinata azione (dichiarazioni politiche)

3)      notizie potenziali: sono quelle che forniscono possibilita' di passare all'azione (rivelazioni di un pentito)

4)      notizie cerimoniali : quelle che riguardano sanzioni di qualunque tipo

5)      notizie performative : quelle in cui si racconta un'azione in se' e per se' come un tornado in Florida.

VIII. L'INFORMAZIONE E LO SPETTATORE: UN GIOCO DI PASSIONI

MODELLO SEMIOTICO-ENUNCIAZIONALE

Gli ultimi sviluppi della semiotica hanno contribuito all'elaborazione di modelli piu' idonei all'interpretazione e all'analisi della cultura di massa,in particolare del "media-system".

Nel modello semiotico-enunciazionale un enunciatore (emittente) ed un enuciatario (ricevente) proiettano reciprocamente le proprie immagini sulla superficie del significante del testo,col quale interagiscono.

Come afferma Eco si puo' dire che l'emittente determina la forma dei propri messaggi non soltanto pensando ai contenuti da trasmettere,ma anche facendo delle inferenze e congetture sulle possibili convinzioni,aspettative ed interpretazioni dei destinatari,costruiscono quindi un simulacro del destinatario (lo spettatore modello,iscritto nel testo stesso).

Il rapporto fra enunciatore ed enunciatario passa attraverso un contratto di veridizione che l'enunciatore propone all'enunciatario attraverso effetti di realta' che vengono raggiunti attraverso il meccanismo di debrayage  attraverso il quale nel momento in cui si istituisce il racconto esso si distacca da colui che lo enuncia che diventa interprete e rappresentante dell'enunciatario.

Facendo l'esempio del telegiornale, l'emittente empirico (la direzione,la redazione) e' situato al di fuori del testo ma ne e' il produttore e proietta l'immagine di se' affidando la conduzione ad un emittente delegato (il conduttore del tg,simulacro dell'emittente) che rappresenta l'enunciatore,nella figura del quale viene proiettato l'enunciatario. Tutto questo produce l'attivazione di effetti di realta'. E' chiaro che la proiezione della figura dell'enunciatario in quella del conduttore puo' portare ad una interpretazione "forzata" (script theory).

Soggetti finzionali in questo "gioco comunicativo" sono l'osservatore e l'informatore.

L'osservatore simula il lavoro di interpretazione che lo spettatore e' chiamato a compiere a casa sua, supponendo che i soggetti narrati stiano perseguendo certi obbiettivi .

Fungono da "osservatore":

1)      il giornalista che finge di vedere per la prima volta un servizio svolgendo commenti che lo possano classificare come membro della classe degli spettatori,oppure quando egli si gira verso lo schermo assumendo una posizione analoga a quella dello spettatore.

2)      Il commentatore di un filmato che cerca di rendere identica la sua personale visione degli eventi e la visione degli spettatori

3)      La ripresa soggettiva del cinema,usata in molti servizi televisivi

Il ruolo dell'osservatore e' quindi un ruolo di mediazione da interporre fra enunciatore ed enuciatario ed e' il garante dell'effetto di realta' e quello di presenza perche' rappresenta lo spettatore,s'identifica con lui,e' un nostro delegato o addirittura un vero e proprio testimone di cui noi ci fidiamo per la realta' dei fatti.

Tutti questi meccanismi hanno la funzione di garanzia e rassicurazione dello spettatore che quanto sta vedendo e' vero.

Non e' solo un ruolo cognitivo ma anche un ruolo passionale poiche' l'osservatore stesso si lascia andare a commenti euforici o disforici (di condanna,di dolore,di gioia).

L'informatore e' invece colui che tende ad apparire come un mediatore fra l'enunciatario e il mondo,e quindi anche fra il conduttore (enunciatore,proiezione dell'enunciatario) e il mondo.

E' colui che viene presentato come un giornalista,uno specialista in un certo campo,il quale ci puo' fornire il sapere che ne' noi (enunciatari) ne la nostra proiezione (il conduttore) conosciamo; accade cosi che la presenza dell'informatore sia sempre bilanciata dall'osservatore che pone domande "ingenue" che lo spettatore modello stesso porrebbe se fosse al suo posto.

L'informatore descrive una situazione drammatica e l'osservatore trasforma questi sentimenti in emozioni delle spettatore,ad esempio quando si passa ad una notizia di particolare drammaticità.







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