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NEL MERCATO DELLE TELECOMUNICAZIONI - IL GOVERNO DELL'ULIVO

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NEL MERCATO DELLE TELECOMUNICAZIONI

1. IL GOVERNO DELL'ULIVO

Nel 1996 viene eletto Prodi, che vuole attuare la privatizzazione della Rai.

L'opposizione vuole che la materia sia divisa in due disegni di legge:

  1. il primo è dedicato alla liberalizzazione delle telecomunicazione e all'agenzia di regolazione del sistema. Fu approvato e divenne la legge 249/1997, che istituiva l'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni e stabiliva la liberalizzazione
  2. il secondo si occupava del sistema radiotelevisivo, e riguardava le spinose situazioni dell'affollamento pubblicitario e la diminuzione a due reti per ciascun soggetto. Non diverrà mai una legge, nemmeno dopo la caduta di Prodi.

Caduto Prodi, il nuovo esecutivo D'Alema rallenta ancora di più l'esame del progetto di legge sulle tv: l'unica cosa che fa è riproporre la par condicio, che diventa la legge 28 del 2000.

Ciò rafforza la convinzione che la scarsa determinazione del disegno di legge sulle tv vada ascritta soprattutto alla mancata coesione della maggioranza, divisa fra i fautori della privatizzazione e gli aspiranti riformatori.



2. LA PRIVATIZZAZIONE DELLE TELECOMUNICAZIONI

1983: la Bell Telephone si fraziona in 7 società telefoniche regionali. È l'inizio della deregulation nelle telecomunicazioni, ma anche dell'integrazione fra informatica e telefonia.

Così anche in Italia le Poste sono distinte dalle telecomunicazioni, e si iniziano ad introdurre forme di concorrenza (nel 2000 l'Iri cessa la sua attività definitivamente).

Nel 1994 Sip, Italcable e Telespazio sono fuse in una nuova società, la Telecom, che inizia la sua privatizzazione, conclusasi nel 1997. il controllo è assunto dall'Ifil di Umberto Agnelli.

3. L'AUTORITA' PER LE COMUNICAZIONI

La legge 249 del 1997 sancisce la convergenza fra televisione e telecomunicazioni: si creano così grandi alleanze fra industrie delle telecomunicazioni, fornitrici di connessione (network providers), e industrie dei contenuti (broadcasters, società discografiche, cinematografiche ed editoriali) che tendevano ad una dimensione globale.

Con questa legge si pongono le basi normative per la concorrenza. Oltre a stabilire norme antitrust meno ridicole di quelle della legge Mammì, essa stabilisce anche che l'erogazione di servizi di telecomunicazione sia soggetta a semplice autorizzazione, mentre il più pesante istituto della concessione è limitato all'emittenza radiotelevisiva via etere. Una tv via cavo,  o via satellite sono invece per la legge dei semplici servizi di telecomunicazione, esattamente come la linea telefonica e internet.

Abbiamo visto che questa legge sancisce la liberalizzazione del servizio: tuttavia, poiché è necessario assicurare un servizio anche a chi vive nelle zone più sperdute, viene attribuita una concessione del servizio pubblico di telecomunicazioni, come avviene per il servizio pubblico radiotelevisivo: questa concessionaria è Telecom.

In merito alla Rai e a Mediaset, la legge ha introdotto importanti prescrizioni, che però non sono mai state attuate: poiché un soggetto privato non può avere più del 20% delle reti, Rete 4 sarebbe dovuta passare sul satellite, ma così non è stato. Questo sarebbe stato compensato con la privazione della pubblicità per una delle reti Rai, ma anche questo non è accaduto.

4. LE AVVENTURE DEL CAVO

Fra le più interessanti iniziative vi è quella assunta da Telecom, che ha lanciato l'ambizioso programma di cablaggio a fibre ottiche in Italia, chiamato progetto Socrate: cablaggio di varie città e gestione di servizi telematici con contenuti civici (documenti, certificati.). Inoltre la tv via cavo avrebbe permesso di togliere le parabole dai tetti, ce rovinavano il panorama delle belle città. Questo progetto sarà poi abbandonato, anche per i costi. Solo Siena riuscirà a beneficiarne. In ogni caso sarebbe stato di grande impatto mediatico.

5. HOT BIRD 2. LE NUOVE FORME DELLA TV A PAGAMENTO

Nel 1996 il consorzio pubblico europeo lancia il satellite Hot Bird 2, che ha un'area di ricezione che interessa l'intera Italia, e il suo segnale può essere ricevuto tramite una parabola di 70 cm poco costosa.

La trasmissione dei dati è digitale, non analogica, e questo significa che un solo transponder può irradiare fino a dieci canali diversi (nel digitale c'è maggior compressione dei dati.)

Con Hot Bird 2 cambia la politica di Eutelsat: prima il satellite era concepito per ripetere all'estero i canali di servizio pubblico. Eutelsat punta ad entrare nel campo della tv a pagamento, ed è in vantaggio rispetto ad Astra, suo concorrente, che non ha un satellite come Hot Bird.

Da allora la storia della tv a pagamento in Italia cambia: i costi di distribuzione si abbattono, ed anche il progetto Socrate viene abbandonato perché fuori mercato.

Collegando un modem alla linea telefonica ed al decoder posso comprare partite, film. Dal 1997 al 2000 la tv a pagamento decolla fino a superare i 2 mln di abbonati.

Anche Stream lancia intanto la sua tv digitale, che si avvale del satellite, ma gli elevati costi di impianto creano scontento.

Entrambe le "piattaforme digitali" però sono in perdita nonostante la crescita degli abbonamenti: la gente va spesso al bar a vedere la partita, e si inizia a pensare a dar vita ad una piattaforma digitale unica.

6. LA PIATTAFORMA DIGITALE UNICA

I primi accordi fra Telecom e Rai risalgono al 97, e si prospettava la partecipazione anche di Cecchi Gori, Mediaset e Canal Plus.




Alla fine del 97 nascono Raisat 1(spettacolo), Raisat 2 (ragazzi), Raisat 3 (cultura), Raisat Nettuno (università).

Sono tutti canali gratuiti, e questo escluderà la Rai da altri progetti di tv a pagamento.

7. CALCIO E TV DIGITALE

Intanto la News corporation di Murdoch si affaccia sul mercato italiano: intende trasformare Stream in una piattaforma molto più solida. Punta ad un accordo con Telecom per entrare in Stream ed acquisire la totalità dei diritti tv del calcio italiano, ma l'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni si oppone, con un decreto legge che vieta ad un singolo soggetto di acquisire tutti i diritti calcistici.

Murdoch però continua ad insistere con Telecom per ottenere Stream, di cui acquisisce il 35% nel 99. Le altre quote sono di telecom, cecchi gori e della sds.

La sds è una società per azioni gestita e controllata dai club calcistici Roma Lazio e Parma, le cui partite costituiscono l'offerta calcistica di stream.

8. L'ASCESA DI RUPERT MURDOCH

Sebbene gli abbonati aumentino, la crescita è troppo lenta per entrambe le piattaforme, complice anche la pirateria. In realtà alla tv a pagamento manca una vera immagine pubblica, a differenza della tv generalista: è fallito il tentativo di creare una tv di nicchia.

Alla fine del 2001 le trattative fra Telepiù e Stream si concludono con l'acquisto si telepiù da parte della News corporation, ma la questione è ancora aperta, perché due piattaforme sembrano troppe per un mercato lento come quello italiano.

Intanto la classe politica si è attivata per giungere nel 2001 ad un unico decoder, i sui servizi interattivi non sono ancora al massimo.

9. LA RAI E LA QUALITA TELEVISIVA

Negli anni novanta si insiste molto sulla qualità, caratteristica distintiva del servizio pubblico: ciò esprime l'ansia di trovare una nuova funzione al servizio pubblico, nell'era della concorrenza. Ciò si traduce in un persistente paternalismo, ed in un'insistenza sui termini alti di buon gusto.

10. IL REALITY SHOW

Con esso la tv cede ad una prevalenza assoluta dell'intrattenimento: si parla di Emotainment. Con il reality si ha un duplice processo: privatizzazione del pubblico, pubblicizzazione del privato.

11. LA NUOVA FICTION ITALIANA

1996: Un posto al sole

1998: Vivere

Incantesimo, Un medico in famiglia, Il commissario montalbano, Distretto di polizia.

In genere si tratta di trame ambientate in un particolare ambito professionale; la fiction italiana si mescola con le tendenze americane.

12. GRANDE FRATELLO

Arriva in Italia nel 2000, format acquistato dalla società olandese Endemol.

È anche definito docu-soap: gli attori devono interpretare un ruolo, e vengono giudicati e scaricati a seconda della loro resa scenica.

13. DA LA7 A RAIWAY

Nell'agosto 2000 la Seat-Pagine Gialle, controllata da Telecom, acquista da Cecchi Gori Tmc e Tmc2, che stanno fallendo.

Tmc diventa La 7, che si rivolge a giovani e adulti, ingaggiando personaggi come Gad Lerner, Fabio Fazio e Giuliano Ferrara: si pensa di creare così il terzo polo sulle spalle di telecom.

Ma alle elezioni del 2001 vince il centro-destra, che blocca l'ambizioso progetto di La7.

Intanto la Rai cerca di sanare i problemi finanziari attraverso la cessione degli impianti, riuniti nella Raiway, ma dopo le elezioni il nuovo governo di centro-destra non convalida la vendita e licenzia il consiglio di amministrazione.







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