Caricare documenti e articoli online  
INFtube.com è un sito progettato per cercare i documenti in vari tipi di file e il caricamento di articoli online.
Meneame
 
Non ricordi la password?  ››  Iscriviti gratis
 

CONFRONTO TRA IL MODELLO OCCIDENTALE E IL MONDO ISLAMICO

poesia


Inviare l'articolo a Facebook Inviala documento ad un amico Appunto e analisi gratis - tweeter Scheda libro l'a yahoo - corso di



ALTRI DOCUMENTI

UN ALBERO IN CAMPAGNA - UN ALBERO IN CITTA'
IL MARE E' TUTTO AZZURRO - ANALISI DEL COMPONIMENTO
Antico
IO VOGLIO DEL VER LA MIA DONNA LAUDARE
A Silvia - PARAFRASI
IL TESTO POETICO - i versi possono essere misurati con un ''metro''
San Martino - Analisi del componimento
CARATTERISTICHE CHE CONSENTONO DI CAPIRE IL SIGNIFICATO DEI TRATTATI
CONFRONTO TRA IL MODELLO OCCIDENTALE E IL MONDO ISLAMICO

CONFRONTO TRA IL MODELLO OCCIDENTALE E IL MONDO ISLAMICO

Un fenomeno simile è avvenuto anche nel mondo islamico: anche qui l'idea dello stato come si è formata nella cultura occidentale non funziona a livello internazionale. Nel mondo islamico ci sono tanti stati ma si parla in generale del mondo islamico; tendiamo ad identificare questo soggetto non attr 737h79h averso i singoli stati che lo compongono ma in maniera unitaria.

Gli antropologi si sono domandati come mai succede questo e si sono accorti che questa unità del mondo islamico dipende da una serie di fattori estranei alla cultura occidentale.

Gli antropologi ci dicono che un differenza è che il loro centro di politica internazionale non percepisce l'idea di confine allo stesso modo. L'identità del mondo islamico non è un'identità legata ai confini.

Ci si riflette oggi a livello della politica internazionale per capire perché ci sono delle differenze cosi profonde tra mondo occidentale ed islamico. Tradizionalmente anche il mondo islamico non ha il concetto di confine come è in occidente. Noi lo pensiamo come fisso ed immutabile, ma il confine degli stati islamici è mobile. Es.Siria: tante guerre per allargare i confini o quello dell'egitto va avanti e indietro.



Questo apre degli interrogativi: perché non è fisso? Perché loro hanno un'idea di stato diverso; per loro non si identifica con il territorio non si identifica nemmeno con una lingua come invece succede in occidente, ma ha dei criteri molto più ampi e unificanti che rendono necessario spostare questo confine. Ad esempio la religione!

L'identità religiosa qui è molto più condizionante rispetto al mondo occidentale e non è un problema di scontro fra religioni ma è molto più profondo legato al fatto che se dicono che l'identità culturale o di comunità è determinata anche dal fattore religioso, allora i confini arrivano fino a dove c'è l'appartenenza alla cultura di fede. Questo è il confine.

Noi separiamo la religione dalla politica, mentre per li la religione è un fattore di identità.

Altra questione mai considerata è legata al diverso sviluppo del tipo di società nel mondo occidentale rispetto al mondo islamico.

Le due società si sono trasformate in modo diverso: nel mondo occidentale c'è stato un processo di democratizzazione per cui le gerarchie che esistevano in età moderna si sono dissolte nel momento in cui tutti hanno potuto partecipare liberamente alla vita politica.

Anche il mondo mussulmano aveva anticamente delle gerarchie basate sul fattore religioso. C'erano due caste (casta=identifica i ceti sociali in base all'appartenenza religiosa): quella più alta formata dai religiosi, dottori della legge, sacerdoti quelli che alla fine governavano e sotto tutti gli altri cioè il popolo. Questa gerarchia in occidente col processo di democratizzazione è stata svuotata di contenuto ed è stato consolidato questo modello attraverso la società industriale dove le ricchezze sono distribuite a tutti. Il mondo islamico invece ha mantenuto il suo modello gerarchizzato anche attraverso il processo di industrializzazione:In Arabia la distribuzione delle ricchezze non avviene come in occidente.

Confronto tra occidente e oriente:

OCCIDENTE                                                                         ORIENTE

Modello diffusivo                                                                   modello piramidale

Entrambi hanno conosciuto il processo di industrializzazione ma mentre i occidente si è innestato in un processo di democratizzazione, nel mondo orientale il processo di industrializzazione si è innestato su delle gerarchie che già esistevano e che quindi ha favorito il riprodursi di questo modello anche nel mondo industrializzato.

La conseguenza di questo è un errore di prospettiva che ci fa vedere i limiti di una politica internazionale letta solo attraverso le lenti del modo con cui si sono formate le regole dell'occidente. E quando si è pensato di guidare i processi di trasformazione per stabilizzare l'ordine internazionale si è fatto l'errore di guidare questo processo sulla base delle regole che noi conoscevamo.

E' accaduto che apparentemente abbiamo creato le premesse per una maggiore stabilità dell'ordine internazionale o del mondo islamico ma in realtà sono state applicate delle strutture che non convivevano con la cultura e la tradizione di queste realtà.

Il risultato è l'instabilità dell'ordine internazionale.

Questa indagine comparata tra i due modelli, quello del modello europeo occidentale e del modello dei paesi che hanno vissuto il processo di decolonizzazione del mondo islamico, ci mostrano che ci troviamo di fronte a delle realtà che:

1_ hanno un'idea dello stato diversa dall'occidente                                 stato ≠ occid.oriente

2_ non hanno conosciuto il fenomeno dello stato nazionale (fenomeno del nazionalismo)

3_ questi popoli e continenti hanno un modello di società diverso da quello occidentale perché è un modello che ha mantenuto preesistenti divisioni in ceti sociali o caste. In occidente i ceti sociali più forti sono diventati i più deboli. (ora i nobili non contano più molto, mentre l'uomo della strada può diventare molto importante) Qui la divisione sociale che c'era prima si è mantenuta.                                          Modello orientale ≠ occidentale

L'impossibilità di risolvere i problemi nel campo internazionale, da quanto dipende da un'impostazione troppo tradizionale che le potenze del consiglio di sicurezza continuano ad utilizzare senza conoscere la realtà circostante?

Abbiamo una controprova attraverso le soluzioni che si sono cercate di immaginare per stabilizzare l'ordine internazionale.

1_ pax democratica è l'idea di poter garantire stabilità nel sistema internazionale esportando in tutto il mondo un'idea di società e di stato che è il modello democratico e repubblicano che si è affermato nella maggior parte dei paesi occidentali.

Se confrontiamo la realtà contemporanea e quella della realtà moderna, vediamo che erano monarchie o repubbliche e bisognava andare a ritrovare l'idea di libertà nella cultura per dare a queste monarchie un'appartenenza di uguaglianza o democrazia.

Oggi siamo riusciti a darci un assetto politico che rende evidente questi ideali, che è spesso un assetto repubblicano e che è un modello democratico.

Questa situazione ha fatto nascere la convinzione che questo modello (repubblicano e democratico)fosse  il modello più adatto a garantire la stabilità dell'ordine internazionale ed è arrivata alla convinzione nel 900 che la stabilità dell'ordine internazionale fosse legata alla possibilità di moltiplicare il numero degli stati che però seguivano lo stesso modello.

Instauro un rapporto di uguaglianza e parità tra tutti perché tutti seguono le stesse tradizioni di libertà e quindi garantisco la stabilità dell'ordine internazionale.

Però questo è diventato una politica di potenza nel momento in cui il paese repubblicano e democratico che ha realizzato in maniera più compiuta ed efficace questo modello l'ha adottato come modello di politica internazionale: gli USA hanno pensato che l'unico modo per garantire stabilità internazionale fosse quello di esportare il proprio modello.

E' ci che è accaduto e stà ancora accadendo nel caso della guerra in Iraq: quando si è giustificato l'intervento militare, non erano solo dei motivi umanitari ed economici, ma è anche un fattore culturale legato alla convinzione che sul campo delle relazioni internazionali debbano essere adoperati gli stessi parametri che nei secoli sono stati utilizzati per dirigere le controversie fra stati d'europa e stati orientali.

La crisi internazionale che c'è in questo momento è legata ad una crisi di un intero sistema di valori che è stato applicato nel campo delle relazioni internazionali; è un'intera mentalità che è stata perseguita nel corso dei secoli e che noi oggi ci accorgiamo non riesce più a quello scopo solito che è quello di prevenire i conflitti e garantire la stabilità dell'ordine internazionale.

Se si riflette sull'utilità o meno dello strumento della pax democratica (esportazione di un modello di vita) in altre realtà che non l'hanno conosciuto e hanno diverse regole, non si va a contestare una superpotenza piuttosto che un'altra, ma si va a contestare il fatto che esista oggi un'autorità nel campo internazionale capace di guidare i destini internazionali.

Questo modello applicato per tutto il corso del 900 oggi è un modello fortemente contestato in quanto inefficace.

Ci si domanda qual'è lo strumento che oggi può garantire il maggior grado di stabilità. Non ci sono molte risposte su cosa si può fare ma c'è una tendenza che sta dando dei risultati positivi.

Questa è quella verso la creazione di sistemi federali

Oggi si pensa che la stabilità dell'ordine internazionale non è data dalla molteplicità di stati o dagli equilibri di potenze, ma è data dalla cooperazione che è prima di tutto economica e sociale, ma anche cooperazione politica.

E abbiamo una serie di esempi evidenti di come questa cooperazione può funzionare: ad esempio il Commonwealth (1927).

Quando l'impero britannico ha ridotto la propria sfera di influenza, ha assecondato il processo di nascita di nuovi stati territoriali e nazionali ma ha mantenuto un legame fra tutti i paesi che facevano parte della corona ed erano sotto la sfera inglese. Scopo di solidarietà sociale e cooperazione economica.

La stessa cosa è accaduta fino al 1997 con i paesi dell'ex impero coloniale francese che sono rimasti legati alla Francia con l'Unione Francese.

Perché il commonwealth (istituzione tipicamente inglese) e l'unione francese (finita nel 1997) hanno perduto una parte della loro influenza?

il commonwealth ha cominciato a perdere di significato politico a causa di una serie di crisi finanziarie che ha attraversato la G.B. nel corso del 900. in particolare quando sul piano economico la sterlina è ricaduta sotto la sfera di influenza del dollaro statunitense.

Quando i paesi del commnwealth hanno cominciato a fare le loro transazioni economiche in dollari, lì questo tipo di federalismo ha cominciato a venir meno.



L'unione francese è finita nel 1997 perché lì lo Zaire ed il Congo che continuavano d usare il franco francese, fecero una svalutazione del 50% della propria moneta sganciandosi dal franco francese.

Questo tipo di federalismo funziona laddove questa comunità di paesi con scopo di solidarietà e collaborazione economica è garantita anche da una moneta comune o da accordi monetari.

Questo si vede nella realtà: una forma di federalismo che conosciamo sono gli USA o l'unione europea che sono composta da tanti stati che conservano la loro identità ma hanno tutti la stessa moneta.

L'idea della federazione diventa un fattore di stabilità dell'ordine internazionale ogni volta che è accompagnato da una politica monetaria comune. Questa è la ragione per cui oggi stiamo lentamente arrivando ad una ridefinizione delle sfere di influenza monetaria nel mondo, si stanno creando delle macroaree legate assieme da accordi di natura principalmente monetaria.

Le monete che circolano di più sono euro, dollaro e yen giapponese, questo tipo di tendenza probabilmente in futuro garantirà la stabilità dell'ordine internazionale non solo dal punto di vista economico ma anche politico perchè la federazione consente di risolvere tutti i problemi legati al territorio, alla politica, etnie, religioni ecc.

Federazione: insieme di paesi che stanno assieme in base a determinate regole, obiettivi o scopi mantenendo però tutti i fattori identitari che avevano fino a quel momento.

Si può dunque avere una federazione europea, americana, islamica.in questo modo si arriva ad una nuova forma d'equilibrio all'interno della quale si confrontano sistemi omogenei che non hanno però abbandonato le radici sulle quali si sono formati.

Non sappiamo se questo succederà e in quali limiti ma sicuramente ci avverte che tutti questi processi di federalismo che oggi esistono non andranno oltre il punto in cui si è arrivati. L'unione europea non andrà oltre questo punto perché se proseguisse il suo processo di federalizzazione creando un unico governo e un'unica capitale, creeremmo di nuovo una superpotenza, quell' impero che la cultura occidentale ha sempre cercato di emarginare. In questo senso c'è un limite oltre il quale non si può andare.

DOMANDE:

1_)  Differenza tra imperialismo ed equilibrio di potenze:

Imperialismo è una fase storica che coincide con il periodo compreso tra l'inizio dell'800 e l'inizio del 900 cioè tra due fatto che sono il congresso di Vienna e la 1 e 2 G.M.

Mentre il sistema dell'equilibrio di potenza a livello mondiale, è un sistema che si è prolungato nel tempo fino alla fine della guerra fredda.

Anche l'imperialismo è una forma di equilibrio, ma è caratterizzato dal fatto che è limitato in un arco di tempo più ristretto e ha come scenario il continente africano. All'interno di questo continente si riproduce da parte delle potenze, un gioco di equilibrio di potenza

Mentre il sistema di equilibrio a livello mondiale è quello che ha riprodotto costantemente l'equilibrio di potenza mano a mano che si sono moltiplicate il numero di potenza.

Attraversa dunque tutta la storia dall'età moderna alla contemporanea.

Ciò che differenzia il sistema dell'equilibrio nelle sue varie fasi storiche è che di volta in volta viene interpretato in modo diverso:a un punto di vista classico il sistema dell'equilibrio è quelle delle potenze europee ma mano a mano che aumentano i paesi in grado di influire nella politica internazionale, il sistema viene riprodotto su scala planetaria.

2_) Efficacia dei trattati:

possiamo comprendere qual è l'efficacia degli accordi internazionali o dei trattati andando a vedere delle caratteristiche che un accordo deve sempre avere.

L'efficacia è un problema che riguarda tutti gli elementi che costituiscono un accordo internazionale,è lo strumento attraverso il quale possiamo misurare l'efficacia di un trattato.

In un trattato guardiamo: le parti contraenti; l'efficacia dipende dal numeri dei soggetti e può essere anche indiretta cioè l'accordo è solo tra due persone ma avere delle conseguenze indirette anche verso altri soggetti.

Allo stesso modo possiamo misurare l'efficacia anche su altri elementi dell'accordo internazionale, ad esempio la durata. Un accordo internazionale di solito non ha durata fissa, dura finchè non ne viene fatto un altro; ma ci sono anche degli accordi stipulati per un'occasione specifica (scambio di note per aprire un'ambasciata).

Bisogna guardare l'efficacia di un trattato perché rappresenta lo strumento attraverso il quale possiamo riconoscere gli elementi caratteristici di un documento che lo distinguono dall'altro: l'efficacia di un concordato è diversa da quello di un trattato per la non proliferazione delle armi.

Rapporto interno ed esterno a proposito della sovranità dello stato cioè per identificare quali possono essere le parti che possono concludere un trattato: tradizionalmente può essere concluso solo da stati che sono dei soggetti abilitati in quanto hanno caratteristiche che nel tempo sono state attribuite loro per questo.

Si esprime anche nella sovranità interna e indipendenza verso l'esterno.

3_) Quando nasce la repubblica delle lettere?  Lo spiega chabot e lo fa risalire molto indietro nel tempo sovrapponendo Erasmo da Rotterdam e macchiavelli all'inizio del 1500. e li contrappone perché loro diventano portatori di un'idea di europa complementare tra di loro:Erasmo ancorato alla cultura classica, l'Europa come circolazione di saperi, cultura umanistica come cultura comune europea; mentre Macchiavelli ha un'idea diversa di Europa dove il comportamento degli stati è guidato dall'interesse politico di ciascun paese. Mentre per Erasmo l'obiettivo è la circolazione culturale dell'Europa, Macchiavelli fa l'operazione opposta cioè parte dall'interesse politica di ciascun stato. Due prospettive completamente differenti.

Significa che nell'ottica di Chabot a partire dal '500 ci sono in europa una serie di divisioni che anziche attenuarsi, vanno approfondendosi; ciò nonostante in quest'epoca rimane per chabot l'idea che al di sopra di tutte queste divisioni c'è una comunità culturale.

Questo livello superiore che va oltre l'interesse politico degli stati ma che è l'idea di una comunità culturale che identifica tutti gli europei, questa è la repubblica delle lettere:

Una comunità culturale dove si pratica lo stesso linguaggio (uguaglianza e tradizioni di libertà) si usa la stessa lingua (francese) ecc.

4_) Quali sono le ragioni per cui nascono i progetti di assemblee di stati su modelli differenti (piramidale e diffusivo)

Esiste uno scopo immediato ed uno mediato:

-         immediato è di solito quello di risolvere una situazione in quel momento di pericolo

-         mediato - quello ulteriore della pacificazione

Anche i progetti di assemblee di stati, sia che sia modello piramidale o diffusivo, nascono con questo duplice obiettivo: da un lato aspirazione alla pace, dall'altra motivazione immediata e più realistica che serve a giustificare la rinuncia di una parte della sovranità d parte di ciascun paese. Nell'Antico Regime questa rinuncia alla sovranità viene giustificata quasi sempre da motivi di carattere religioso, l'esigenza di una difesa comune europea dell'identità religiosa contro il pericolo islamico e l'aspirazione comune generale è la conservazione della pace.

La guerra dei 30 anni (metà 600)è il movimento che sollecita questo tipo di pressione.

5_)Rinuncia della sovranità di chi da parte di chi?

Assemblea di stati è un accordo tra stati che decidono di rimandare a questa assemblea una parte dei loro poteri. Nel tempo cambiano gli oggetti e i soggetti però

6_) Il passaggio dall'assemblea di stati (ONU, UE) a organizzazione non governativa (ONG)?

Questo avviene nel momento in cui il pensiero idealistico delegittima il ruolo della politica nelle Relazioni internazionali. A partire nel momento in cui all'inizio del 900 il pensiero idealistico ha  contestato alla politica, quindi al polo tradizionale per risolvere le controversie internazionali, la legittimità ad essere uno strumento efficace, automaticamente ha messo in discussione anche il ruolo dello stato nello scenario dei soggetti che possono intervenire a livello internazionale.




Questo vuoto che è stato lasciato dal ritiro della politica si è cercato di riemorlo di altri contenuti che hanno fatto emergere altri soggetti.

Inizialmente i contenuti economici (crisi Wall Street 1929) e quindi ha fatto emergere soggetti economici come parti di questo scenario internazionale abilitate a decidere. In una fase più regente (2° dopoguerra) il problema della politica e quello dell'economia ha lasciatao un'ulteriore spazio all'affermarsi di forme di individualità: al riconoscimento del ruolo dell'indiivduo e non solo delle organizzazioni di carattere politico ed economico.

Questo ruolo dell'individuo si esprime attraverso forme di associazione che hanno degli obiettivi alternativi rispetto alla politica e al'economia che possono essere ad es. sociale.

Queste sono le ONG.

Per capire perché sono nate le ONG bisogna ricordare il declino dello stato.

Serve anche a spiegare la differenza tra modello realistico e idealistico:

-         Modello realistico è il modello di sistema internazionale all'interno del quale i meccanismo funzionano attraverso l'uso della politica.

-         Modello idealistico rompe con questo meccanismo (fino ad un certo punto perché non si è mai riusciti ad abbandonare del tutto l'uso della politica, altrimenti aumenta il problema della stabilità internazionale).

Questo mostra anche i limiti al processo di integrazione europea: i limiti che ci sono a questo processo di integrazione, sono i limiti che noi poniamo all'uso della politica e al concetto di stato cosi come lo conosciamo. Fino a che non si riesce a superare l'uso della politica ed il ruolo dello stato, il processo di integrazione europea non può andare avanti ha oltre il limite della cooperazione perché non si è riusciti a sostituire gli stati che ci sono con un altro soggetto.

7_) Paradigma dello stato di natura - Il processo di incivilimento

Chabot spiega dal cap.3 che tutta la riflessione nell'età moderna attorno al problema di cos'è la civiltà europea, è una riflessione che si svolge attraverso il confronto tra Europa e non Europa. Identità europea si forma per differenza e in questa differenziazione  è riconosciuto un termine di paragone (Europa) ma non si consoce l'altro. Cioè è come se accanto all'Europa, il termine di confronto fosse una scatola vuota che viene riempita di volta in volta.

8_) Coscienza europea

Chabt dice che noi europei ci siamo abtuati ad avere una coscienza critica erchè dal 500 abbiamo contestato ciò che era l'Europa. Abbiamo cercato la nostra identità differenziandoci dagli altri ma anche contestando tutto ciò che c'era di negativo nel processo di civilizzazione che l'europa aveva conosciuto.

Questo discorso è più difficoltoso perché il nostro termine di paragone non è mai stato un termine di confronto fisso, non era sempre lo stesso ma di volta in volta ci si è inventato un avversario per rinnovare continuamente questa contestazione dell'idea di europa.

Il problema di chabot dal cap. 3 è quello di capire come gli europei hanno riempito di contenuto questo avversario dal quale  volevano distinguersi.

E lo hanno riempito utilizzando ciò che avevano a disposizione: dal 500 la letteratura legata alle scoperte geografiche, più avanti attraverso l'invenzione di luoghi immaginari, dunque l'utopia, poi attraverso la letteratura degli pseuro-viaggi ad es. le lettere persiane di Montesquier.

1500 - letteratura geografica

EUROPA                               MITO                           1600 - utopia (luoghi immaginari)

1700 - lettere pseudo-viaggio

Chabot dice continuamente che non dobbiamo dimenticarci del perchè viene fatta questa operazione: cioè contestare l'Europa dei quel momento perché non piace quella che si è formata dal 500 in poi perché è un'Europa di divisioni politiche, religiose (invece che essere un fattore positivo, aumenta le guerre).

Quindi questo modello di civiltà europea è un modello negativo dal quale ci si vuole allontanare. Tutto questo discorso immagina un mondo alternativo dove la religione non è più un motivo di divisioni ma invece è un fattore di armonia, non ci sarà più la guerra perché sarà una società dove tutti vivranno pacificamente ecc.

Naturalmente sappiamo che dato che questo termine di paragone ideale è un'invenzione, un mito, possiamo riempirlo di contenuti perché non è verificabile (ciò che racconta la letteratura di viaggio o l'utopia) è una strategia di comunicazione. Si potevano quindi manipolare i contenuti a proprio piacimento adattandoli allo scopo che si vuole raggiungere. Caso tipico il mito del buon selvaggio. Chi ha detto che è buono?

Ciò che si costruisce è una finzione dove possiamo collocare tutto: un paradigma di natura che è un paradigma pacifico (buon selvaggio) o immagine della natura che aveva Grozio (tutti son portati a vivere in società ed in armonia), possiamo immaginare un luogo no contaminato dalle regole cattive della civiltà, dove non c'è politica ecc..o la letteratura degli pseudo viaggi di montesquier dove abbiamo una contrapposizione tra stili di vita e civiltà diverse (cinesi con europei).

Questo discorso si può riempire come si vuole. Nel momento in cui gli europei dal 500 in poi hanno cominciato a riempire questa scatola dei contenuti che gli andavano bene, allora hanno potuto anche fare l'operazione inversa, cioè contestare quello che era l'europa di quel momento e dire che volevano un'idea di europa che si avvicini il più possibile a questo modello ideale e che porti pace, felicità, uguaglianza ecc.

Questo spiega anche che nell'europa moderna, la realtà politica mostra che della religione non è stato fatto un uso di vita di comunità e pacifica, ma è stata elemento di discordie.

Ecco perchè c'è la contestazione da una parte della religione cristiana: perchè non è più un fattore di unità.

9_) Modello di cui si fanno portatori gli USA dopo la 1GM.

Dalla prima guerra mondiale gli Usa si fanno portatori nella politica internazionale del modello "idealistico" cioè di un modello delle relazioni internazionali in cui prevalgono non gli interessi degli singoli stati ma prevalgono degli obiettivi o delle funzioni comuni a tutti e dev'essere contemporaneamente un modello di stabilità a livello internazionale.

In questo modo si superi il problema della politica in parte

.Per inventare un modello del genere, gli USA partono dalla loro esperienza: dal fatto che sono una repubblica federale. Sono una molteplicità di stati e una repubblica quindi forma di democrazia. Quindi nel modello idealistico la stabilità è garantita dalla molteplicità di stati che siano allo stesso tempo delle democrazie che portino avanti degli interessi comuni e non degli singoli stati. Inoltre il modello che loro hanno in mente (federale) è un modello che consente la convivenza di tante nazionalità e culture differenti.

Quindi gli Usa nel 900 si fanno portatori dell'idea che è possibile esportare il loro modello politico a livello internazionale per garantire la stabilità e quindi tendono a riprodurlo inizialmente creando organizzazioni internazionali dove l'obiettivo non è l'interesse di ogni singolo stato ma ci sono degli obiettivi comuni (unescu, onu ecc), cercano di portare un modello di democrazia perché più democrazie ci sono, più è possibile trovare un linguaggio comune e dialogare.

Cercano di esportare l'idea per cui ci deve essere il maggior numero di stati possibili perché moltiplicando il numero dei soggetti è possibile creare un modello più stabile e democratico.

10_) Problema dello scontro di civiltà

Nasce nel momento in cui non c'è più questo discorso legato alla possibilità che un paese piuttosto che un altro possa proporre un modello di soggetto internazionale nello scenario che si è presentato dopo la guerra fredda. Dopo questo avvenimento la teoria dellos contro di civiltà diche che non c'è nessuna potenza in grado di proporre un modello di comportamento nelle relazioni fra gli stati. Non solo pechè è scomparsa l'urss ma anche perché per una serie di ragioni economiche, linguistiche, religiose ecc nemmeno gli USA possono avere più quel ruolo guida che hanno avuto fino a quel momento.



Sccede che la scomparsa di questi punti di riferimento lascia il campo libero allo scontro di tutte le forme di comportamento non controllabili da uno stato, dalla politica ecc.

Le cosiddette guerre di 3° livello: ci sono una serie di fenomeni culturali, sociali, religiosi ecc che nel momento in cui scompare la possibilità che uno piuttosto che l'altro dia l'imput su come stabilizzare il sistema internazionale, hanno la possibilità di dilagare senza nessun controllo.

Questo è lo scontro di civiltà. Dove le civiltà che si scontrano non sono gli europei con gli asiatici o cristiani contro mussulmani ma è lo scontro tra un'idea di civiltà che si è costruito il pensiero occidentale, e tutto ciò che è diverso da questa idea di civiltà.

E' incontrollabile perchè se no riesci a definire chi è l'avversario, non si trovano nemmeno soluzioni per sconfiggerlo. Per questo si tenta continuamente di attribuire a questo avversario delle vesti che sono diverse dai tradizionali soggetti che sono in campo: attribuire al terrorismo un'idea che lo rende identificabile mentre non lo è. Se il terrorismo non è riconducibile ad un singolo paese, ad una religione, ecc con chi dialoghi? Non c'è soggetto e questo è lo scontro di civiltà.

11_) Dottrina-monroe

La dottrina Monroe del 1823 è quella linea della politica internazionale praticata nel corso dell'800 sulla separazione delle sfere di influenza del continente americano rispetto al continente europeo. La dottrina Monroe stabiliva che il continente americano ed europeo dovevano essere separati in due sfere di influenza e questo lo sosteneva per agevolare il recesso di decolonizzazione europea rispetto al continente americano.

In base a questa regola a partire dal 1823, gli unici soggetti in grado di decidere sull'assetto politico del continente americano sono solo gli stati che si trovano all'interno di quel continente. Si traduce poi nel fenomeno che gli USA diventano una potenza perché si trovano in grado di condizionare il destino politico anche dell'america meridionale.

Questa dottrina viene a cessare con la 1 GM nel omento in cui gli Usa intervengono nel conflitto europeo. Dura dunque circa 100 anni.

12_)  Realismo - Idealismo - si può parlare ora di idealismo?

Certo, tutta la storia del 900 è contraddistinta da un continuo confrontarsi di queste idee.

Il realismo non è stato sconfitto da un punto di vista teorico, viceversa l'idealismo non è riuscito a emarginare il realismo, c'è una continua oscillazione tra le due concezione opposte della politica internazionale.

Dopo la 2GM dal 45 al '54 c'è apparentemente una vittoria dell'idealismo.

13_) In che modo la religione ha influito sulla coscienza europea

Chabot dice: La religione ha svolto contemporaneamente un ruolo positivo e negativo

Ha svolto un ruolo positivo fino a quando ha svolto un ruolo di identificazione e differenziazione verso l'altro. Quando invece a religione è stata elemento di divisione (dalla riforma protestante) ecco che invece ha avuto un ruolo negativo e come tale è stata percepita dalla cultura europea dell'epoca che allora ha cercato di eliminare il problema religioso dalla politica internazionale. Quindi tutto il fenomeno della laicizzazione.

Quando è un fattore di unità va bene, quando è un fattore di divisione va eliminato dalle relazioni internazionali.

L'esempio di novalix è un tentativo che c'è di trovare un fattore di unità tra paesi che si trovano di fronte ad un nuovo nemico che è la Francia di Napoleone. La Francia è un paese cristiano cattolico,ma l'identità deve essere ritrovata tra paesi non cattolici che tradizionalmente nei secoli erano stati privati delle proprie confessioni religiose (ortodossi ecc). Chabot usa l'esempio di novalix per mostrare che anche quando il fattore religioso sembra completamente rimosso, in realtà riaffiora e svolge un ruolo che è stato contestato per tanto tempo.

14_) Cosa intende a Pag. 102 Chabot dei Germani?

Chabot qui ci dice che dal 1700 una parte dell'Europa comincia a riscoprire e tradizioni del mondo germanico e dei franchi. Come mai?

Il discorso che ci fa Chabot sulla storia culturale dell'Europa del 1700 mette in luce che in quell'epoca c'erano dei paesi e delle culture che erano riuscite a mantenere più evidente  queste tradizioni di libertà, mentre altri li hanno dimenticati.

Ad esempio: l'Inghilterra in europa moderna conserva questa tradizione di libertà ed è anche visibile perchè ha realizzato un modello politico di equilibrio in cui la libertà sta nel fatto che i poteri del re sono bilanciati da quelli del parlamento.

L'Inghilterra quando instaurala monarchia costituzionale, non lo inventa dal nulla questo modello di libertà ma rivendica quelle che erano state le libertà tradizionali del popolo inglese e che stanno nella Magna Carta (stabiliva i poteri dei nobili,parlamento).

Questo dimostra che nell'Europa dell'età moderna ci sono casi come quello inglese dove portare avanti questa tradizione di libertà è rivendicare un tipo di cultura che è anche visibile attraverso il sistema politico. Questa però è un'eccezione, non è una situazione che si ritrova in altre parti d'Europa. In Italia è un pò visibile nella tradizione dei comuni medioevali, che quando si oppongono alle autorità centrali (città della terraferma,rispetto alla dominante Venezia ecc).

In Italia ci sono tradizioni di origine medioevale che giustificano questa idea di libertà.

Ma se ci spostiamo ad es. in Francia (esempio tipico di stato accentrato) o in Germania qui la tradizione non è più visibile.

Dove questa tradizione non è più riconoscibile perché la tradizione politica ha fatto perdere la storia, una serie di intellettuali,scrittori e letterati fanno una operazione culturale, compiendo un'indagine storica sul momento nel quale queste tradizioni sono state dimenticate e per dimostrare che nonostante i cambiamenti politici, anche quel paese, che aveva dimenticato la tradizione di libertà, ne aveva avuto invece parte di essa nel fabbisogno culturale.

La cultura del romanticismo nell'800 costruirà questa ideai di dentità nazionale proprio sulla base di questa operazione che era stata fatta in quell'epoca.

15_) Come si colloca Grozio rispetto alle 2 teorie di assemblee di stati, piramidale e diffusivo?

Grozio quando inventa il diritto internazionale moderno immagina la possibilità di creare una assemblea di stati come luogo nel quale si risolvono le controversie internazionali ma non definisce il tipo di assemblea di stati, non si addentra a spiegare l'organizzazione interna di questo tipo di assemblea. Rimane in un quadro generale che definisce solo le regole generali del diritto internazionale.

Lui si ferma nel momento i cui stabilisce che il sistema più semplice per risolvere le controversie fra gli stati è quello di creare un'assemblea di stati. Come deve essere fatta però non lo dice. Per capire come l'assemblea deve essere fatta e quali sono i meccanismi interni noi disponiamo di 2 punti di riferimento: Croucet e William Penn.

Entrambi prendono questa idea di assembela di stati e approfondiscono l'argomento cercando di individuare le possibili regole che le governano.

Qui abbiamo i due modelli contrapposti: il modello di Croucet - Realistico che trasferisce sul piano internazionale il tipo di organizzazione politica più tipica dell'epoca : piramidale

E l'alternativa di Penn che proietta sullo scenario internazionale il modello che lui conosce attraverso il caso inglese, modello più democratico che è quello diffusivo.

16_) Può spiegare meglio la repubblica delle lettere?

La repubblica delle lettere è  una comunità o identità europea che prescinde completamente da riferimenti di carattere politico.

Quando si parla di assemblee di stati si fa riferimento anche al campo politico e giuridico, mentre l'idea della repubblica delle lettere supera completamente il discorso politico e cerca di inventare e riproporre l'idea di una comunità fra gli europei indipendentemente dalla politica ma fondata su altri elementi. Ecco l'idea di una comunità di intellettuali:persone che praticano lo stesso linguaggio,praticano tutti un'idea di libertà indipendentemente dalla provenienza nazionale o idea politica.

Usano anche un stessa lingua:il francese.

Tutte queste persone che cercano di costruire una comunità culturale realizzano questa nozione della repubblica delle lettere dove questa espressione si definisce repubblica perché l'idea della repubblica è 'unico luogo dove si possono realizzare rapporti fra soggetti in termini di uguaglianza.







Privacy

Articolo informazione


Hits: 4116
Apprezzato: scheda appunto

Commentare questo articolo:

Non sei registrato
Devi essere registrato per commentare

ISCRIVITI

E 'stato utile?



Copiare il codice

nella pagina web del tuo sito.


Copyright InfTub.com 2019