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Marco Tullio Cicerone

letteratura latina


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CARMINA
GAIO VALERIO CATULLO (84 - 54 a.C.)
GNEO NEVIO

Marco Tullio Cicerone nasce nel 106 a.C. ad Arpino.Studia retorica e filosofia a Roma e frequenta il Foro sotto la guida dell'oratore Lucio Licinio Crasso. In questi anni che conosce Tito Pomponio Attico (fino all'ultimo, fedele confidente di Cicero). Nell'89 presta servizio militare agli ordini di Pompeo Strabone nella guerra contro i ribelli italici. Nell'81 debutta nel foro come avvocato; nell'80 difende Sesto Roscio (accusato di Parricidio da potenti figure dell'entourage del dittatore Lucio Silla). La difesa di Roscio fu difficile e delicata. Cicerone dovette accusare personaggi molto vicini a Silla. 434e43e Temendo di mostrarsi un ribelle al regime, coprì Silla di lodi di maniera.In realtà non aveva nulla contro Silla, solo, voleva porre un freno agli arbìtri e alle proscrizioni che la fine della guerra civile aveva trascinato con sè. Per paura di rappresaglie, si allontana da Roma x un paio di anni (tra 79 e 77), viaggiando x la Grecia e in Asia Minore. Uno dei motivi che lo spinse a questi viaggi fu il desiderio di perfezionarsi alle scuole di retorica prestigiosissime in Asia Minore e a Rodi; per quanto raffinato, lo stile della Pro Sexto Roscio Amerino, non è ancora quello elevato del Cicerone maturo. Infatti, è caratterizzato da un grande eccesso di metafore e dalla presenza di neologismi, negli anni successivi evitati. Tornato a Roma, inizia la carriera politica ricoprendo la carica di questore (75). Trascorre questo anno in Sicilia dove si costruisce la fama di amministratore scrupoloso ed onesto. Per ciò viene incaricato di accusare Verre, un esoso propetore che aveva spogliato la provincia x arricchirsi. Le orazioni composte x questo processo si chiamano Verrine. In realtà, si limitò a pronunciare solo la prima di esse: L'actio prima in Verrem. Verre sapendo che le accuse erano schiaccianti andò in volontario esilio prima che la sentenza fosse pronunciata. Nel frattempo C. Preparò la Actio secunda in Verrem (5 orazioni), che è fonte importantissima sui metodi dello sfruttamento e dell'amministrazione romana nelle province. Le Verrine possiedono già uno stile maturo, un periodare fluente e archittettonicamente complesso senza essere oscuro; mostrano anke un C. Capace di padroneggiare l'arte della descrizione sarcastica e satirica: le 2 orazioni sono piene di ritratti deformati, celebre quello di Verre raffigurato come un tiranno avido e crudele. Nel frattempo C. Ascende i gradi del cursus honorum. La sua carriera romana: entra in senato accostandosi ai populares (partito contrario all'oligarchia aristocratica) che cercava un uomo forte da contrapporre al senato). Da qui, l'orazione Pro lege Manilia(66) che difende la proposta del tribuno Manilio che il senato affidi al generale Gneo Pompeo poteri eccezionali per combattere Mitridate. In realtà i veri minacciati erano gli interessi dei cavalieri. Infatti erano i cavalieri ad avere in appalto la riscossione delle imposte nelle province. In asia minore gli equites avevano avviato molte lucrose attività commerciali che ora la rivolta di Mitride minacciava di mandare in rovina. C. E Pompeo avevano entrambi bisogno dell'appoggio degli equites x conquistare altre posizioni nello stato ma C. non era disposto a fare concessioni demagogiche che i populares gli chiedevano di appoggiare. Grazie alla sua fama di "moderatismo", C, un homo virus, apparve la persona giusta x la parte aristocratica, che lo propose al consolato nel 63. Suo antagonista fu Lucio Sergio Catilina. La candidatura di Catilina era appoggiata da molte parti. X questo la sua sconfitta ai comizi provocò una nuova guerra civile. Fu proprio C a soffocare la congiura di Catilina nel sangue, facendo uccidere i principali congiurati senza regolare processo. Di questo episodio abbiamo memoria nelle Catilinarie (4 orazioni), nelle quali C rivelava le trame dell'avversario x impadronirsi del potere. La prima fu pronunciata in senato alla presenza di Catilina, il quale abbandonò Roma. Venne ucciso nella battaglia di Pistoia. C si dirà salvatore della patria. Ma il triumvirato fatto da Cesare, Pompeo e Crasso segna il declino del suo potere politico. C aveva rifiutato le offerte di appoggio da parte dei 3. Clodio, riesce a far passare la legge che decreta l'esilio contro chi ha messo a morte un cittadino romano senza regolare processo. C abbandona Roma prima ancora di essere condannato. Venne richiamato nel 57 trovando la città nel caos. Difese Sestio (Pro Sestio), accusato da Clodio di atti di violenza. C dilata il concetto della concordia ordinum in quello del Consensus Omnium bonorum. Si avvicina ai triumviri, ma attacca Clodio nella Pro Caelio, dove fa un feroce ritratto di Clodia, la sorella del tribuno. Nel frattempo scrive il De Re publica e inizia il De legibus. Nel 52 muore Clodio. C deve difendere di omicidio Milone (Pro Milone: considerato uno dei suoi capolavori). C vi rovescia l'accusa intenta a Milone. Alla fine M fugge in esilio. Scoppiata la guerra civile (49), C aderisce al partito di Pompeo. Si reca in Epiro ma non partecipa alla battaglia di Farsalo. Perdonato da Cesare , torna in patria e si impegna nella difesa dei pompeiani che cercano clemenza dopo aver deposto le armi nella disfatta di Pompeo. Scrive la Pro Marcello, Pro legge Deiotaro, Pro ligario. Tra il 46 e il 45 si dedica alla composizione di opere filosofiche. Muore Cesare e C mette tutto il suo impegno contro Antonio che cerca l'eredità di Cesare. Contro questi scrive le Filippiche.



Cmq, Antonio prende la meglio.Trova un accordo con Ottaviano (figlio adottivo di cesare) e formano assieme a Lepido il secondo triumvirato. Antonio pretende da ottaviano la testa di C. i sicari di Antonio raggiungono C a Formia nel 43 a.C.

Le opere retoriche: la codificazione dello stile e dell'eloquenza romana.

Eloquenza e filosofia

Il De inventione è un trattato di retorica x il quale aveva largamente attinti dal Rhetorica ad Herennium. Si pronuncia in favore di una sintesi di eloquenza e sapientia (cultura filosofica) ritenuta necessaria alla formazione della coscienza morale di C: l'eloquenza priva di sapientia ( dei demagoghi e degli agitatori popolari) ha portato tante volte gli stati alla rovina. Egli ritornerà su queste tematiche nel De oratore.  

Il progetto politico: la concordia dei boni

La carriera politica di C attraversa la fase + acuta della crisi della repubblica. Egli percorse tutti i gradi del cursus honorum. Egli sapeva benissimo che sarebbe stato impossibile mantenere in vita la repubblica oligarchica. Egli quindi cerca una risposta a questa crisi grazie al rinnovamento della vecchia classe dirigente e alla creazione di un nuovo blocco sociale formato dall'alleanza tra ceto senatorio e ceto equestre. Quella di C fu anke una battaglia combattuta in campo nella sua carriera di uomo politico e di avvocato contro gli amministratori corrotti, i facironosi e chi metteva a rischio la repubblica. Suo unico interesse era il bene dello stato.



Il progetto etico: una nuova morale x la società romana

Tra il 45 e il 44 sono localizzati tutti i suoi trattati filosofici. L'attività di filosofo di C è complementare a quella di uomo politico. La ricerca filosofica C ha un fine pragmatico, infatti tenta di risolvere i problemi concreti della società romana. X ciò la parte di filosofia + interessante di C è l'etica. Egli ha un progetto di comportamento piu flessibile e duttile. Ha sempre come fine ultimo la responsabilizzazione del cittadino di fronte ai propri doveri nei confronti dello stato. Questo abbozzo di teoria era presente già in altre orazioni di C ma ha il suo massimo splendore nel De officiis che è il testamento spirituale di C, l'estremo messaggio lasciato ai cittadini romani.






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