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"L'UOMO E LA NATURA NELLA LETTERATURA E NELL'ARTE. L'

letteratura italiana

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 "L'UOMO E LA NATURA NELLA LETTERATURA E NELL'ARTE. L' OTTOCENTO E IL NOVECENTO": motivazioni e modalità della scelta

Questo modulo per genere tematico introduce un tema, la natura, che è stata sempre fonte di ispirazione per la letteratura e per l'arte. La descrizione della natura da parte di un poeta o di un artista, infatti, ha quasi sempre un obiettivo che va ben al di là dell'illustrazione degli spazi e degli ambienti che fanno da sfondo alle vicende dell'uomo. L'elemento naturale può divenire espressione dello stato d'animo del personaggio protagonista della vicenda o dell'autore stesso, può rappresentare un'immagine dell'ordine provvidenziale che governa il mondo o essere manifestazione della fredda legge meccanica che avanza indifferente e  imperturbabile alla sofferenza e alla fragilità dell'essere umano.

Il tema è comunque complesso e vasto, e non si può pretendere di esaurire l'argomento in queste poche lezioni. Agli studenti vengono proposti una serie di componimenti e opere d'arte particolarmente significativi.

Il modulo viene proposto ad una quinta liceo scientifico perché in questa classe gli studenti dispongono dei prerequisiti necessari per la sua realizzazione (nozioni di analisi del testo e, in particolare, del testo poetico) e, si presume, hanno la maturità e la sensibilità necessaria per comprendere il complesso problema del rapporto uomo-ambiente.

L'approccio è pluridisciplinare; per la realizzazione del modulo, infatti, si prevede che gli studenti studino Lingua e Letteratura Inglese e Storia dell'Arte, materie previste nei licei scientifici.

L'argomento affrontato si pone l'obiettivo di conoscere il tema della natura nell'immaginario collettivo e nei modelli culturali nell'Ottocento e nel Novecento italiano e inglese e di riconoscere la continuità di elementi tematici attraverso il tempo e la loro persistenza nella produzione artistica e letteraria di epoche diverse. Un altro obiettivo è quello di proporre una riflessione sul rapporto uomo/natura e sulle condizioni dell'ambiente naturale oggi a causa dell'agire superficiale e irriflessivo dell'uomo contemporaneo.

Il modulo ha una durata complessiva di 20 ore e prevede: lezioni frontali nella parte relativa alla presentazione dell'argomento; momenti di lavoro collettivo, durante la lettura e l'analisi dei testi e delle immagini (presentate agli studenti tramite l'ausilio di un personal computer, utilizzando un file elaborato in Power Point nel quale raccogliere tutte le immagini); lavoro di gruppo nella verifica finale e nell'esposizione alla classe del materiale pr 717d37h odotto.

La raccolta dei risultati consiste nella produzione di un elaborato scritto realizzato dagli studenti durante il lavoro di gruppo.

TESTO DI INGRESSO

Si ascolta e si analizza il testo (tradotto in italiano dall'inglese) di una canzone di un gruppo rock irlandese, gli U2, molto amato da buona parte degli studenti: "One Tree Hill", tratta dall'album The Joshua Tree. Nella canzone scelta la natura diventa specchio dell'anima del narratore, il testo è ricco di metafore e simbolismi e vi sono riferimenti all'opera e alla tragica morte di un poeta e cantautore cileno, Victor Jara, che collaborò con gli Inti Illimani e fu imprigionato e ucciso come dissidente politico. Dal momento che riuscire a far apprezzare la poesia agli studenti è molto difficile, forse, accostando la canzone moderna alle composizioni poetiche del passato li si aiuta a trovare una qualche forma di consonanza e di continuità fra i due generi.

ONE TREE HILL

We turn away to face the cold, enduring chill

As the day begs the night for mercy

Your sun so bright it leaves no shadows,

Only scars

Carved into stone on the face of earth

The moon is up and over One Tree Hill

We see the sun go down in your eyes

You run like a river to the sea

Like a river to the sea

And in the world a heart of darkness, a fire zone

Where poets speak their heart

Then bleed for it

Jara sang, his song a weapon,

In the hands of love

You know his blood still cries from the ground

It runs like a river runs to the sea

Like a river to the sea

I don't believe in painted roses or bleeding hearts

While bullets rape the night

Of the merciful

I'll see you again when the stars fall from the sky

And the moon has turned red

Over One Tree Hill

Oh great ocean

Oh great sea

Run to the oceans

Run to the sea

Trad. italiana:

ONE TREE HILL

Ci giriamo per esporci al freddo, perdurante gelo

Mentre il giorno supplica la notte di avere pietà

Il tuo sole così splendente non lascia ombre,

Solo segni

Scolpiti nella roccia sulla faccia della terra

La luna è alta e su One Tree Hill

Vediamo il sole tramontare nei tuoi occhi

Tu corri come un fiume verso il mare

Come un fiume verso il mare

E nel mondo un cuore di tenebra, una zona di fuoco

Dove i poeti parlano dei loro cuori

Poi versano il loro sangue per averlo fatto

Jara cantava, la sua poesia un'arma

Nelle mani dell'amore

Lo sai il suo sangue ancora grida dalla terra

Esso scorre come un fiume verso il mare

Come un fiume verso il mare

Non credo in rose dipinte o cuori che sanguinano

Finché le pallottole violentano la notte

Dei misericordiosi

Ti vedrò ancora quando le stelle cadranno dal cielo

E la luna è diventata rossa

Su One Tree Hill

Oh grande oceano

Oh grande mare

Corri verso gli oceani

Corri verso il mare

A.     LA VISIONE SIMBOLICA DELLA NATURA NELLA LETTERATURA E NELL'ARTE. L'OTTOCENTO E IL NOVECENTO

In età romantica il rapporto tra uomo e natura diventa un'esperienza fondamentale nella vita di letterati e artisti. Tale rapporto si presenta sotto due aspetti opposti ma a volte coesistenti nello stesso autore: ora la natura appare come madre confortatrice, ora come matrigna indifferente. Nel primo caso l'uomo non solo trova in essa il luogo in cui evadere dalla durezza dei rapporti storico-sociali e dalla noia esistenziale, ma può anche entrare in una sorta di comunione mistica con la vita dell'universo. Nel secondo caso la natura appare come un sistema scientificamente regolato da leggi meccaniche che non ha come fine la felicità dell'uomo, anzi ne causa la sofferenza fisica e spirituale.

Agli studenti si propone la lettura e l'analisi di una serie di composizioni poetiche nelle quali la realtà oggettiva e i significati simbolici che essa assume per l'io lirico si intrecciano e si confondono.

In Leopardi, il silenzio e la solitudine dominano ne La Ginestra; il poeta siede immobile in un paesaggio dominato dal fiume di lava fuoriuscito dal Vesuvio e contempla assorto il cielo stellato; allo stesso modo, nel dipinto Il monaco in riva al mare, di C.D. Friedrich, un monaco contempla un paesaggio dagli incerti confini simboleggiando la solitudine dell'uomo e la sua nostalgia di un infinito che sa di non poter raggiungere e che il pittore identifica con Dio.

Nella poesia pascoliana L'assiuolo, ogni elemento del paesaggio si carica di significati che rimandano all'intuizione fondamentale della poesia, quale si rivela a poco a poco, a mano a mano che si procede nella lettura e nella decifrazione dei segni che essa contiene.

Gabriele D'Annunzio gioca invece sulla compenetrazione e sullo scambio di connotati umani e vegetali. Questo motivo è presente in una delle sue più famose liriche, La sera fiesolana, nella quale egli, oltre a celebrare la totale immersione dell'uomo nel mondo naturale, riproduce, mediante un'accorta orchestrazione di fonemi, i suoni della natura per assaporarne tutte le possibili sensazioni che lo spettacolo naturale può offrire.

Nel Novecento si assiste al passaggio dalla produzione naturalista e verista, in cui il paesaggio è ancora visto come una realtà esterna all'uomo, alla letteratura decadente e simbolista. Si propone agli studenti la lettura di una serie di componimenti nei quali le forme naturali non sono più chiuse in se stesse, ma si trasfigurano sotto lo sguardo del poeta, caricandosi di significati misteriosi.

Oltre a I limoni di Montale, Terra di Quasimodo e la singolare composizione Il Palombaro di Govoni, si propone la poesia di un autore che ha sempre mostrato una straordinaria sensibilità nel raccogliere le esigenze di rinnovamento stilistico che maturavano via via nella cultura letteraria italiana: Uccelli di Mario Luzi. Nell'opera troviamo infatti tutta una serie di temi e di moduli stilistici che caratterizzano la produzione letteraria del Novecento: la precarietà dell'esistenza, l'indefinibilità del tempo e dello spazio in cui si compie la vicenda umana, la natura come specchio dell'animo inquieto dell'uomo. L'autore utilizza un lessico che designa in apparenza dei meri agenti atmosferici o degli oggetti immersi nello spazio fisico: ma in realtà tali oggetti si caricano di profonde valenze simboliche.

Nel Novecento anche le raffigurazioni pittoriche diventano sempre meno realistiche; gli artisti comunicano la loro visione del mondo attraverso linee geometriche, forme astratte, colori; eppure basta una forma appena abbozzata, una gradazione cromatica per far apparire in tutta la sua evidenza il paesaggio rappresentato come nell'opera Paesaggio nel tramonto di Paul Klee.

A.   LA VISIONE SIMBOLICA DELLA NATURA    (5 ore)

1.      L'OTTOCENTO

-         G. Leopardi, La ginestra o il fiore del deserto, da Canti, xxxiv , vv. 1-51; 158-166

-         G. Pascoli, L'assiuolo, da Myricae

-         G. d'Annunzio, La sera fiesolana, da Alcyone

-         C. D. Friedrich, Il monaco in riva al mare

2.      IL NOVECENTO

-         E. Montale, I limoni, da Ossi di seppia

-         S. Quasimodo, Terra, da Ed è subito sera

-         C. Govoni, Il Palombaro

-         M. Luzi, Uccelli, da Onore del Vero

-         P. Klee, Paesaggio nel tramonto

B.   LA VISIONE POSITIVA DELLA NATURA NELLA LETTERATURA E NELL'ARTE. L'OTTOCENTO E IL NOVECENTO

In questa parte del modulo vengono presentati componimenti in prosa e in poesia nei quali la natura diviene soprattutto rappresentazione di una realtà vista in un ottica di speranza o serena fiducia (alcuni brani dei Promessi Sposi di Manzoni o alcune pagine di Piccolo mondo antico di Fogazzaro), o, come nel Leopardi dell'Infinito, di estatica e sincera contemplazione del paesaggio immerso in un'atmosfera di pensoso raccoglimento.

Si propone anche l'analisi di una lirica inglese del primissimo Ottocento, Daffodils di W. Wordsworth, dalla quale scaturisce un'immagine serena sia dell'uomo che della natura e La pioggia nel pineto di D'Annunzio, dove le immagini valgono soprattutto per gli effetti fonici a cui si riconducono.

Nell'arte dell'Ottocento e del Novecento, la natura continua ad essere il soggetto preferito dai pittori, in particolare degli Impressionisti che la ritraggono dal vivo, uscendo dai loro studi e dipingendo en plein air. Per questi artisti la natura diventa il mezzo per rappresentare le emozioni, le impressioni suscitate dal mondo che li circonda. Tra le opere più rappresentative vanno presentate almeno Il carro di fieno, di J. Constable, nel quale l'artista esplora e descrive un paesaggio che comunica sensazioni di quiete, di purezza e soprattutto di armonia fra l'uomo e la natura e Ninfee di C. Monet, dipinto nel quale gli oggetti si dissolvono lasciando unica protagonista la luce.

Per la letteratura del Novecento, si propongono una serie di letture di brani di notevole interesse ma spesso trascurati nei programmi scolastici tradizionali: il Crepuscolo ferrarese di C. Govoni, poesia nella quale traspare il gusto del poeta per i suoni, i colori, le analogie; la descrizione di Piazza Sarzano di Dino Campana, un esempio italiano di poesia in prosa; Sera sull'Adda di S. Solmi, descrizione intensa e poetica in cui viene presentato un istante di commossa partecipazione alle bellezze della natura ospitale e di sereno abbandono alle gioie dell'amicizia.

Per quanto riguarda l'arte del Novecento, può essere interessante analizzare Le figlie di Loth di C. Carrà, una delle opere che meglio manifestano lo spirito del "giottismo" del pittore nella sua fase del "ritorno all'ordine" dopo i drammatici avvenimenti della Prima Guerra Mondiale, 

C.   LA VISIONE DRAMMATICA DELLA NATURA NELLA LETTERATURA E NELL'ARTE. L'OTTOCENTO E IL NOVECENTO

In questa sezione del modulo si presentano opere in prosa e in versi nelle quali la natura domina incontrastata e viene descritta come cupa, fredda, indifferente ai destini dell'umanità e tragicamente violenta.

La sensibilità verso i paesaggi tenebrosi e la natura oscura, per esempio, si rivelano tanto nella descrizione del castello dell'Innominato dei Promessi Sposi di Manzoni, quanto nel dipinto Paesaggio fantastico di J.C.C. Dahl.

Nelle poesie Il lampo e Il tuono di G. Pascoli, la natura, se per un verso appare al poeta una presenza confortatrice di fronte al male della realtà e della storia, per l'altro gli rimanda immagini angoscianti di morte e si configura come un universo scompaginato e minaccioso come nella lirica Ode al vento occidentale di Shelley.

Il Campo di grano con corvi di Van Gogh è un quadro esemplare dello stile del pittore olandese, delle tensioni che lo portarono al suicidio e del suo modo di proiettarle nella rappresentazione della natura.

In Spesso il male di vivere ho incontrato di Montale e in Lavorare stanca di C. Pavese, vi è la denuncia della sofferenza che caratterizza la vita dell'intero universo, e che non soltanto l'uomo, ma anche gli animali e le cose sperimentano di continuo.

Nel Novecento, memori della tragica esperienza della Prima Guerra Mondiale, molti artisti esprimono la tragica realtà dell'esistenza tramite un linguaggio pittorico che definisce una natura feroce e cupa, come nel dipinto di Otto Dix Trittico della guerra.   

D.   LA NATURA OFFESA DALL'UOMO

Un tema forse poco diffuso nella produzione artistico letteraria ma sicuramente interessante è quello della natura offesa dall'uomo: lo ritroviamo in alcune liriche dell'Allegria di Ungaretti nelle quali l'attenzione del poeta si appunta sulla violenza della guerra che massacra uomini e paesi (S. Martino nel Carso), mutila alberi (I fiumi), e rende il cuore arido e pietroso come l'altopiano carsico (Sono una creatura).

L'opera Foresta fluviale dell'artista contemporaneo Piero Gilardi può invece costituire un originale punto di partenza per riflettere sul degrado del mondo in cui viviamo e sulle disastrose conseguenze che le offese all'equilibrio ecologico hanno sulla vita degli uomini di oggi e delle generazioni future.

Viene poi proposta in classe la lettura una serie di brani tratti da riviste specializzate che si occupano dei danni recati dall'uomo all'ambiente: M. Carwadine, Il libro Wwf dell'ambiente - Breve guida ai problemi del mondo,  trad. it. di C. Scerbanenco, Milano 1992; J. Elkington, J. Hailes, Guida verde del consumatore ecologico, ed. italiana a cura di R. Della Seta e F. Ferrante, Milano 1992; Y. Arthus-Bertrand, Omaggio alla terra, Milano 1999, interessante soprattutto per la ricchezza e la qualità delle immagini.

E.   VERIFICA

La verifica consiste in un lavoro di gruppo (ogni gruppo composto da tre o quattro studenti); gli studenti analizzano un testo a loro scelta nel quale è presente il tema uomo - natura. I diversi gruppi realizzano poi un elaborato scritto che viene esposto alla classe.


MODULO TEMATICO: "L'UOMO E LA NATURA NELLA LETTERATURA E NELL'ARTE. L'OTTOCENTO E IL NOVECENTO"

Classe V liceo scientifico

PREREQUISITI

  • Nozioni di analisi del testo
  • Gli studenti hanno già una buona conoscenza della letteratura italiana dell'Ottocento, affronteranno il Novecento nel corso dell'anno scolastico
  • Si prevedono conoscenze dello studente nelle seguenti materie:

-         Inglese: Letteratura inglese, gli autori più significativi dell'Ottocento e del Novecento

-         Storia dell'arte: arte dell'Ottocento e del Novecento

-         Educazione civica: l'impegno per la salvaguardia dell'ambiente.

OBIETTIVI

  • storicizzare il tema, comprendendone la funzione nell'immaginario collettivo e nei modelli culturali di un'epoca
  • individuare le analogie e le differenze tra opere tematicamente accostabili
  • riconoscere la continuità di elementi tematici in generi artistici differenti attraverso il tempo e la loro persistenza in prodotti della cultura recente anche di massa (la natura e il sentimento, rapporto natura-uomo, la natura come riflesso dell'animo del poeta.)
  • proporre una riflessione sulla concreta realtà naturale e sulle condizioni in cui oggi versa l'ambiente a causa della superficialità dell'agire dell'uomo nella società contemporanea

STRUTTURA DEL MODULO:

       -   TESTO DI INGRESSO

  1. LA VISIONE SIMBOLICA DELLA NATURA NELLA LETTERATURA E NELL'ARTE. L'OTTOCENTO E IL NOVECENTO      (5 ore)
  2. LA VISIONE POSITIVA DELLA NATURA NELLA LETTERATURA E NELL'ARTE. L'OTTOCENTO E IL NOVECENTO           (4 ore)
  3. LA VISIONE DRAMMATICA DELLA NATURA NELLA LETTERATURA E NELL'ARTE. L'OTTOCENTO E IL NOVECENTO          (4 ore)
  4. LA NATURA OFFESA DALL'UOMO                                (4 ore)
  5. VERIFICA                                                                            (3 ore)

 -    BIBLIOGRAFIA

TESTO DI INGRESSO

Ascolto, traduzione e discussione in classe della canzone "One Tree Hill", tratta dall'album The Joshua Tree degli U2.

B.   LA VISIONE SIMBOLICA DELLA NATURA    (5 ore)

3.      L'OTTOCENTO

-         G. Leopardi, La ginestra o il fiore del deserto, da Canti, xxxiv , vv. 1-51; 158-166

-         G. Pascoli, L'assiuolo, da Myricae

-         G. d'Annunzio, La sera fiesolana, da Alcyone

-         C. D. Friedrich, Il monaco in riva al mare

4.      IL NOVECENTO

-         E. Montale, I limoni, da Ossi di seppia

-         S. Quasimodo, Terra, da Ed è subito sera

-         C. Govoni, Il Palombaro

-         M. Luzi, Uccelli, da Onore del Vero

-         P. Klee, Paesaggio nel tramonto

C.   LA VISIONE SERENA DELLA NATURA  (4 ore)

1. L'OTTOCENTO

-         G. Leopardi, Infinito, dai Canti

-         A. Manzoni, I Promessi Sposi, Capitolo I, Incipit del romanzo

-         A. Fogazzaro, Piccolo mondo antico, Capitolo IV, La lettera del Carlin, (descrizione della villetta  in campagna del professore Gilardoni)

-         G. d'Annunzio, La pioggia nel pineto, da Alcyone

-         W. Wordsworth, Daffodils-Narcisi, da Poesie in due volumi

-         G. Constable, Carro di fieno

-         C. Monet, Ninfee

2. IL NOVECENTO

-         D. Campana, Piazza Sarzano, da Canti Orfici

-         C. Covoni, Crepuscolo ferrarese

-         S. Solmi, Sera sull'Adda, da Ritorno a una città

-         C. Carrà, Le figlie di Loth

D.    LA VISIONE DRAMMATICA DELLA NATURA  (4 ore)

1. L'OTTOCENTO

-         P. B. Shelley, Ode al vento occidentale

-         A. Manzoni, I Promessi Sposi, Capitolo XX, Il castello dell'Innominato

-         G. Pascoli, Il lampo, Il tuono, da Myricae

-         J. C.C. Dahl, Paesaggio fantastico con cascate e rovine di un castello

-         V. Van Gogh, Campo di grano con corvi

2. IL NOVECENTO

-         C. Pavese, Paesaggio II, da Lavorare stanca

-         E. Montale, Spesso il male di vivere ho incontrato da Ossi di seppia

-         O. Dix, Trittico della guerra

E.   LA NATURA OFFESA DALL'UOMO  (4 ore)

1. LA NATURA OFFESA DALL'UOMO IN POESIA E NELL'ARTE:

-         G. Ungaretti, S. Martino nel Carso, I fiumi, Sono una creatura

-         P. Gilardi, Foresta pluviale

2. LETTURA IN CLASSE DI SAGGI TRATTI DA RIVISTE SPECIALIZZATE:

      -   M. Carwadine, Il libro Wwf dell'ambiente - Breve guida ai problemi del       

     mondo,  trad. it. di C. Scerbanenco, Milano 1992

-         J. Elkington, J. Hailes, Guida verde del consumatore ecologico, ed. italiana a

      cura di R. Della Seta e F. Ferrante, Milano 1992

-     Y. Arthus-Bertrand, Omaggio alla terra, Milano 1999

F.    VERIFICA  (3 ore)

Lavoro di gruppo ed esposizione degli elaborati scritti degli studenti.

BIBLIOGRAFIA

G. D'Annunzio, Laudi, Milano 1957

Y. Arthus-Bertrand, Omaggio alla terra, Milano 1999

D. Campana, Canti Orfici, Firenze 1966

M. Carwadine, Il libro Wwf dell'ambiente - Breve guida ai problemi del mondo, trad. it. di C. Scerbanenco, Milano 1992

P. De Vecchi, E. Cerchiari, Arte nel tempo, Milano 1991

J. Elkington, J. Hailes, Guida verde del consumatore ecologico, ed. italiana a cura di R. Della Seta e F. Ferrante, Milano 1992

A. Fogazzaro, Piccolo mondo antico, Torino 1992

C. Govoni, Poesie, a cura di G. Ravegnani, Milano 1961

G. Leopardi, Canti, a cura di G e D. De Robertis, Firenze 1978

M. Luzi, Onore del vero, Milano 1957

A. Manzoni, I Promessi Sposi, Milano 1988

E. Montale, Opera in versi, Torino 1980

C. Pascoli, Myricae, ed. critica a cura di G. Nava, Firenze 1974

C. Pavese, Poesie edite e inedite, Torino 1962

S. Quasimodo, Poesie e Discorsi sulla poesia, Milano 1971

P. Shelley, Poesie, a cura di R. Sanesi, Milano 1983

S. Solmi, Poesie, Milano 1950

S. Ungaretti, Vita di un uomo, Milano 1969

W. Wordsworth, Poems. Poesie 1798-1807, trad. it. di A. Righetti, Milano 1997

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