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RELAZIONE - Dati bibliografici - Elena, Elena, amore mio

letteratura


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RELAZIONE

Dati bibliografici

Autore: Luciano De Crescenzo

Titolo: Elena, Elena, amore mio

Anno:

Casa editrice: Oscar Mondadori

Sintesi della trama e storia cornice.

La storia cornice è l'Iliade dove è ambientata la storia di Leonte, un giovane di Gaudos che parte con il suo maestro Gemonide per ritrovare suo padre, Neopulo l'Onesto, che era partito anni prima della 414d39e guerra di Troia. Arrivati ad Ilio Leonte era impaziente di toccare il suolo di Troia, ma Gemonide lo fermò, dato che un'antica storia diceva che il primo a sbarcare sarebbe stato il primo a morire. Il primo giorno di guerra a Leonte andò male: non si ferì, ma alla vista del sangue dei soldati vomitò. Giorni dopo, durante un'accesa discussione in un locale, Leonte e Gemonide fecero la conoscenza di Tersite, un guerriero storpio, basso, buffo, con la testa a pera, che sembrava sapere molte cose su tutti i guerrieri achei; proprio quel giorno Tersite, visto che aveva la brutta abitudine di coprire le persone di infamie, venne bastonato da Ulisse. Tersite raccontò a Leonte delle storie, e quest'ultimo ne rimase affascinato. Tra la maggior parte degli Achei girava la voce che Neopulo fosse morto, ma Tersite riteneva che fosse disperso e sostenne che c'era un mercante frigio che li avrebbe potuti aiutare, ma che costui non sarebbe tornato a Troia prima di due mesi. Il giorno dopo Leonte era determinato a combattere nella battaglia sulla piana di Troia, e Gemonide, preoccupato, gli mise a disposizione una scorta. Dopo uno scontro tra Menelao e Paride si decise di fare due giorni di pausa e Leonte, parlando con il guerriero Artineo, apprese che Evanio, re di Matala, avrebbe potuto avvelenare Neopulo perché in combutta con Antifinio, che era il fratello di Neopulo l'Onesto, che avrebbe ottenuto il trono in caso il fratello fosse morto. Leonte e il maestro Gemonide venenro poi a sapere da Tersite che Evanio e Antifinio si conoscevano ed Evanio era salito al trono proprio collaborando con Antifinio. Gemonide, allora, propose di andare il giorno dopo dall'oracolo Calcante per sapere la verità. Tersite si propose di accompagnarli, cono scendo bene la strada, e così si avviarono di buon mattino su di un carro trainato da due asini. Leonte chiese, giustamente preoccupato, se era vero che sarebbero dovuti passare a due stadi dalle mura di Troia e Tersite rispose che avrebbero preso una strada più lunga, ma più sicura; a questo punto Leonte, che non era proprio un cuor di leone, si preoccupò se avrebbero dovuto passare per la collina di Tymbra, dove risiedeva il feroce popolo dei Misi; tuttavia non ebbero da loro alcun problema. Durante il viaggio Tersite raccontò delle storie a Leonte, che lo ammonì varie volte perché Tersite s'interrompeva proprio quando lui si avvinceva alla storia. Arrivati dall'oracolo, Leonte dovette dare un oggetto appartenuto al padre all'indovino; scelse il suo medaglione, che l'indovino Calcante gettò in un lago, dicendo dopo: "Ha bevuto l'acqua ed è stato colpito al cuore". Per Leonte quel responso poteva significare una sola cosa: Evanio aveva avvelenato l'acqua che aveva bevuto Neopulo, e avrebbe voluto andare ad ucciderlo all'istante, ma Gemonide lo trattenne dicendo di non saltare a conclusioni affrettate. Una sera di luna piena si riunirono tuti gli Argonauti, e tra la folla c'era anche Evanio, che indossava la collana di zanne del micidiale cinghiale Calcedonio, appartenuta in passato proprio a Neopulo. Leonte venne a sapere attraverso Nestore, che Evanio aveva comprato la collana da una fanciulla di rara bellezza, in un posto denominato "le due fontane". Leonte e Gemonide per vederci chiaro andarono alle due fontane travestiti da mercanti lici, e incontrarono la misteriosa fanciulla con l'aiuto di una lavandaia che aveva condotto Leonte dentro Troia. La ragazza, che somigliava straordinariamente ad Elena, si chiamava Ekto e Leonte s'innamorò all'istante di lei. Ekto riconobbe subito che Leonte era un acheo, ma lui non se ne preoccupò e le chiese se aveva venduto una collana con zanne di cinghiale ad un certo Evanio, e da chi avesse preso quella collana. Ekto rispose di sì e chiese come mai Leonte mostrasse così tanto interesse. Egli rispose che si chiamava Leonte e cercava suo padre, Neopulo l'Onesto, che era stato il primo proprietario della collana di zanne di cinghiale. Ekto disse a Leonte che aveva preso la collana dalla sua amica Polissena, la più giovane delle figlie di Priamo, e promise al giovane che l'avrebbe fatto incontrare con Polissena se si fosse presentato lì il giorno seguente. Leonte obbedì e così il giorno dopo i due si rincontrarono ed Ekto, attraverso un passaggio segreto condusse a Troia Leonte, ma quest'ultimo dovette passare bendato. Leonte incontrò Polissena la quale gli propose uno scambio: lei gli avrebbe detto tutto su Neopulo solo se Leonte avesse portato per lei un messaggio nientemeno che al pelide Achille. E proprio Achille uccise Tersite, giorni dopo, perché quest'ultimo lo aveva offeso molto pesantemente. Leonte così cambiò totalmente idea su Achille: se prima era il suo eroe, adesso lo considerava crudele e sanguinario. Ekto, poi, riferì a Leonte che Polissena gli avrebbe detto quello che voleva dopo che si sarebbe sposata con il pelide: si trattava, però, di un infido inganno, dato che Polissena durante la cerimonia attirò Achille in un punto preciso dove il fratello di Polissena, Paride, lo uccise con un dardo dritto al tallone, suo unico punto debole. Leonte, dopo questo accaduto, non ebbe il tempo d'incontrare Polissena, perché fu impegnato nella missione del cavallo di Troia. Durante l'incendio di Ilio, a Leonte pareva essere negli inferi: cercava disperatamente Ekto per salvarla, ma non la trovava da nessuna parte. Allora si ricordò del passaggio segreto, corse verso la botola che vi conduceva e finalmente trovò Ekto in compagni ad i un uomo: era proprio suo padre, Neopulo l'Onesto. Ekto e Neopulo ebbero un bambino, ma Neopulo fu ucciso da Antifinio, che a sua volta venne ucciso dal popolo. Dopo un anno dalla morte di Neopulo, Ekto e Leonte si sposarono e regnarono insieme sull'isola di Gaudos.



Analisi dei personaggi principali

Leonte: è un giovane di Gaudos, sedicenne, partito per Troia nell'ultimo anno di guerra per cercare suo padre, Neopulo l'Onesto. Ha i capelli rossi, gli occhi verdi, la pelle chiara e molte lentiggini in faccia. Leonte non accetta tutte le cose che fanno parte della realtà del suo mondo: infatti critica il comportamento degli Dei, che appaiono nel loro aspetto più umano, essendo molto permalosi e vendicativi; non riesce, inoltre, a capire il perché dei sacrifici: li trova ingiusti e ha acquisito questa concezione dopo che ha dovuto sacrificare la sua capretta preferita a Poseidone. Dopo la guerra di Troia impara che cosa sia la guerra e cambia la sua opinione su quelli che chiamava "i suoi eroi". L'esperienza della guerra lo aiuta così a crescere e a maturare.

Gemonide: è anziano e con l'età ha acquisito molta esperienza. E' il maestro di Leonte e lo aiuta in varie occasioni con i suoi saggi consigli. Gemonide è intelligente, riflessivo, razionale, non agisce impulsivamente come avrebbe fatto Leonte in alcune occasioni, prima di giungere ad una conclusione valuta tutte le possibili ipotesi ed è molto prudente, a differenza di Leonte.

Tersite: guerriero acheo storpio, bassino, buffo, con la testa a pera, cugino di Diomede. E' abbastanza conosciuto, ma non gode di una buona fama tra gli Achei, dato che ha la brutta abitudine di criticare in modo offensivo tutto quello che fanno gli eroi greci. Proprio per questo viene ucciso da Achille con un pugno al mento.

Ekto: giovane troiana della quale s'innamora Leonte. Grazie a lei Leonte ritrova suo padre. Conosce Neopulo dopo una battaglia, e cura le sue ferite con un acqua magica che però lo fa anche innamorare di lei. Ebbero un figlio tre anni prima di ritornare a Gaudos.

Antifinio: zio cattivo di Leonte che vuole impossessarsi del trono sbarazzandosi di Neopulo, suo fratello. Quando finalmente riesce ad ucciderlo, dopo che questi è tornato dalla guerra di Troia, viene a sua volta ucciso dal popolo.




Evanio: probabile uccisore di Neopulo, possiede la sua collana di zanne del cinghiale Calcedonio dopo averla comprata da Ekto.

Qual è l'episodio mitico che ti è piaciuto di più e perché.

L'episodio mitico che mi è piaciuto di più è stato quello relativo alla morte di Achille. Durante la cerimonia di Matrimonio tra Achille e Polissena, Paride scaglia una freccia dritta al tallone del pelide, uccidendolo. Polissena e Paride vendicano con questa trappola il fratello Ettore, ucciso proprio da Achille. Achille è ostile, prepotente, crudele, sanguinario, iracondo, e si fa il grande perché è invulnerabile solo per volere divino. Perciò non mi è dispiaciuto nemmeno minimamente della sua morte, anche se avrei preferito che cadesse per mano di un eroe dardano molto forte, coraggioso e leale come Ettore, e non per mano di un uomo vile e meschino quale Paride.

Giudizio personale

Il libro non mi è piaciuto più di quanto mi aspettassi, anche se di solito ho una vera e propria passione per l'epica; forse per questo libro è stato diverso perché conoscevo già molto bene la guerra di Troia, vale a dire la storia cornice e perciò non mi ha riservato sorprese e non ha suscitato in me suspence, elemento fondamentale (a mio avviso) perché un libro sia interessante e coinvolgente.    

                                                                                        Cherubino Vitullo







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