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Neoclassicismo

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Neoclassicismo

 

 

Nella seconda metà del '700 (in pieno illuminismo) si forma un movimento di carattere artistico, che in un secondo momento investe anche il campo della letteratura, che va sotto il nome di neoclassicismo; il momento d'inizio coincide con gli scavi, effettuati da Winckelmann, di Pompei ed Ercolano, simboli della cultura classica. Quest'importante s 616f58g cavo archeologico fece nascere nell'opinione pubblica un interesse per il mondo classico, e per le sue idee (in particolare l'ideale d'armonia e l'ideale di bellezza). Questa nuova corrente investì l'Europa e specialmente l'Italia, che aveva sempre cercato di valorizzare, anche in epoche precedenti, la cultura classica. L'imitazione del mondo classico fu codificata dallo stesso Winckelmann, nel suo libro "Storia dell'arte antica"; egli affermò non l'imitazione delle opere classiche, ma l'imitazione del modo con cui l'artista del mondo classico aveva imitato la natura, che resta anche per il neoclassico il punto di partenza. Ad esempio, Zeusi utilizzò per la sua Venere più di una modella in modo da infondere all'opera un proprio ideale di bellezza, che si ritrova in vari elementi della natura. Il ritorno al mondo classico non è un fatto nuovo, ma è una costante che si ritrova in molte epoche storiche: durante la Patristica con il recupero mediante l'allegoria, durante l'Umanesimo alla ricerca dell'Humanitas, con l'Arcadia insieme al rifiuto degli eccessi del barocco, con Parini ed Alfieri che attinsero al mondo classico per sviluppare le loro tematiche ("su versi antichi costruiamo versi moderni"). Il Neoclassicismo scoprì l'archeologia e propose il raggiungimento di un ideale di bellezza ispirato all'atteggiamento del mondo classico; non si tratta di una fuga, ma di un'affermazione in un'epoca di soprusi e di rivolte, dei grandi ideali (patria, popolo, libertà....) che si andavano ad identificare con la bellezza.

In Italia viene riproposta l'imitazione dei classici in due modi differenti:

  • Quello del Monti, che non proporrà nessun ideale di vita politica, ma soltanto un'imitazione non creativa, in quanto ripetizione di un mondo che aveva raggiunto una perfezione che non si poteva superare; il suo ideale è un ideale letterario: scrive per il piacere di scrivere esaltando qualunque cosa lo colpisca, che gli veniva commissionata da chiunque (Francia, Austria....). Il Monti eccelse nelle traduzioni (la sua traduzione dell'Iliade è tutt'oggi insuperabile), e venne definito "traduttor dei traduttori" per indicare che era colui che non si basava sulla natura, ma sull'opera altrui: per questo verrà giudicato, dopo la sua morte sterile e privo di ideali.

  • Quello del Foscolo, che proponeva un ideale di bellezza, esprimeva l'ideale della patria. Egli diede al mito classico un carattere moderno, trattando di situazioni concrete; in tutta la sua opera appare il concetto di patria ideale, rifacendosi alla Grecia dove nacque.

Il Neoclassicismo venne appoggiato sia dalla Francia napoleonica sia dall'Austria reazionaria, in quanto chiunque poteva trovarvi degli ideali in cui si identificava. Napoleone vi trovò l'esaltazione dell'idea di impero universale, mentre l'Austria favorì la rivista neoclassica e conservatrice "La Biblioteca Italiana", mentre soppresse la rivista romantica "Il Conciliatore". Questo fatto portò il critico Salvatorelli a considerare il Neoclassicismo come "intercambiabilità ideologica"; il mondo classico si presta d'ogni interpretazione possibile nell'ottica di un'arte = vita (civile e politica).

In quest'epoca non esiste solo il Neoclassicismo come corrente culturale; ad esempio, è presente la scuola napoletana (di cui avevano fatto parte anche Vico e Sarpi), in cui spicca l'opera di Vincenzo Cuoco, che rivolge una profonda critica all'astrattismo ideologico, all'Illuminismo e alla Rivoluzione Francese. Secondo Cuoco la Rivoluzione Francese ebbe successo in quanto reazione di quella specifica realtà e la rivoluzione napoletana aveva sbagliato a rifarsi alla rivoluzione francese come modello; in oltre affermò che non bisogna rivolgersi al popolo proponendo un'ideologia (come avviene con la borghesia), perché il popolo si muove solo per il pane.

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