'La roba'
Novella di G. Verga
Riassunto:
Nell' attraversare le vaste campagne tra Lentini e Francofonte, nella
piana di Catania, il viandante che avesse chiesto di chi era tutta quell'
estensione di terra, il bestiame, le proprietà 555g65f e quanto altro si poteva vedere
si sarebbe sentito rispondere che era tutta roba di Mazzarò. A quel
viandante poteva così sembrare che fosse di Mazzarò anche il sole che
illuminava quelle distese e che anzi quelle proprietà fossero addirittura
Mazzarò disteso sulla sua terra e che vi camminasse sulla sua pancia.
In realtà Mazzarò era un' ometto che di grande aveva solo la pancia
benché non spendesse per mangiare che poco o nulla. Tutto quello che aveva era
stato guadagnato con l'intelligenza e la sua spregiudicatezza che lo avevano
fatto passare dallo stato di povero bracciante a grande proprietario terriero.
Aveva cioè dedicato tutta la sua vita ad accumulare la roba. Chi lo
aveva preso a calci ora gli dava dell' 'eccellenza', e lui poteva permettersi
di pensare al barone, suo vecchio datore
di lavoro ( e di calci nel sedere) come ad un 'minchione' caduto in disgrazia.
Cosi poco a poco Mazzarò aveva acquisito tutte le proprietà del barone
lasciandogli solo lo stemma di famiglia, di cui lui non sapeva proprio che
farsene; cosi come non aveva mai denaro, perché quando aveva accumulato una
certa somma acquistava ancora terra e proprietà.
Voleva, diceva sempre, avere più terra del Re
che contrariamente a lui non poteva dire che era sua, ne venderla.
Ma, giunto al termine della sua vita, non sapeva rassegnarsi di dover
lasciare la sua roba e, come un pazzo uccideva le sue bestie e gridava alla sua
terra che doveva andarsene con lui.