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LETTERATURA

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LETTERATURA

Fra le letterature romanze, quella francese comincia nel secolo 11, quella spagnola nel 12, quella italiana nel 13.

Nei paesi di lingua non romanza i primi documenti in lingua volgari sono più precoci: dal 700 al 750. I volgari romanzi erano più vicini al latino e questo rese possibile per un lungo periodo di tempo un terreno d'intesa formato da una specie di latino imbastardito.In Inghilterra e in Germania si scriveva e si parlava un latino scolasticamente più corretto e puro rispetto a quello italiano, francese e spagnolo.

Nella letteratura inglese e tedesca bisogna distinguere due fasi diverse: nella prima si sviluppano l'epica nazionale e la poesia religiosa; nella seconda sia la letteratura tedesca che quella inglese subiscono l'influenza dei predominanti modelli francesi e provenzali.

Dall'epicentro francese si diffuse la cultura cortese, detta così perché si sviluppa nelle corti dei signori feudali. Nel nostro paese mancò una cultura cortese perché lo sviluppo economico e politico feudale non erano agli stessi livelli di quello francese, germanico, inglese e spagnolo.

La nostra cultura si sviluppò nell'ambiente cittadino, per l'impulso delle istituzioni comunali e dei nuovi ceti borghesi urbani, che costituiscono la nuova classe dom 555f54f inante. 

La Francia non sembrò soffrire per la divisione delle lingue tra centro-nord e centro-sud. Anzi, le due lingue diedero vita a due culture parallele che convissero per due secoli. Quella in lingua d'oil era soprattutto epica e narrativa, quella in lingua d'oc era soprattutto lirica.



In Provenza la società cortese e la letteratura in lingua d'oc raggiunse il massimo splendore fra il 1175 e il 1205.

La cultura cortese e cavalleresca. In origine i cavalieri erano solo una corporazione di guerrieri che combattevano a cavallo e dunque potevano permettersi di possederne uno. Essi esprimevano una nobiltà senza feudi e ricchezze. A volte si trattava di cadetti, figli primogeniti che non potevano ereditare il feudo, altre volte di ministerials, al servizio di signori feudali. Esii esultavano le virtù guerresche, la forza, la fedeltà.

All'inizio i cavalieri sfruttavano le loro abilità di guerrieri, e si servirono delle liti fra signori e Stati. Poi, grazie alla chiesa, vennero inseriti una organizzazione ispirata da un codice preciso e regolamentato ispirandosi alla religione cristiana.

A volte il cavaliere viveva a corte, contando sulla generosità del padrone.

Altro sul libro.

I poemi epici francesi sono chiamati canzoni di gesta. Il termine canzone indica che si tratta di testi interpretati da un cantore con accompagnamento musicale. Il termine gesta deriva dal latino gerere e significa "imprese realizzate". Le canzoni di gesta si sviluppano tra l'11 e il 13 sec., quando vengono sostituite da rimaneggianti in prosa. Esse accolgono un'esigenza di narrazione e di eticità molto diffusa in ogni livello della società, in un momento in cui il potere feudale sta passando da potere di fatto a potere di diritto. In questa nuova fase il potere feudale ha bisogno di essere legittimato socialmente: le canzoni di gesta danno quindi una risposta a questa esigenza.

Le canzoni di gesta si organizzano in cicli. I principali sono 3 :

·        Quello di Carlo Magno, che narra le imprese di Carlo M. e dei suoi paladini contro i saraceni ( Chanson de Roland, il capolavoro del genere);

·        Quello di Guillaume d'Orange, racconta le gesta del nobile cavaliere Guillaume, grande feudatario del sud francese;

·        Quello dei vassalli ribelli, che rappresenta la rivolta di un feudatario contro un principe indegno.

Le canzoni di gesta non nascono da una tradizione popolare, ma da un ambiente colto. Sono trasmesse però oralmente a un pubblico anche popolare. I testi non sono stabili, ma soggetti a variazioni e interpolazioni. Sono composti di strofe di varia lunghezza di versi decasillabi uniti da un'assonanza che collega tutti i versi della stessa strofa.

La Chanson de Roland conta circa 4000 decasillabi. E' stata composta nella seconda metà del 11 secolo, ma il testo più antico risale alla prima metà del secolo successivo.

L'aggettivo cortese deriva dalla corte del sovrano e dei signori feudali e indica una condizione di gentilezza , di nobiltà, di raffinatezza. Cortese è opposto a villano, che indica la categoria più bassa del popolo e significa ignoranza, bruttezza nei costumi e avarizia.

La parola cortesia si afferma nei secoli 11-13 : definisce una nuova fase della civiltà feudale e infatti soppianta il termine con cui prima l'ethos ( ossia mondo morale) feudale, vasselage (vassallaggio) che sottolinea un nuovo modello dimorale e culturale di vita.

L'amore cortese è al centro non solo del romanzo ma anche della lirica; non è solo un un motivo poetico, ma un argomento di trattazione scientifica, morale e filosofica.

Romanzo e lirica contribuiscono anch'essi alla trattatistica d'amore.

Il trattato più noto e importante è il De amore di Andrea Cappellano, scritto in lingua d'oil fra il 1174 e il 1204. Da un lato accoglie le teorie d'amore più diffuse e dall'altro le codifica in modo originale, dando vita ad una tradizione che continuerà per tutto il Duecento e il Trecento e influenzerà particolarmente la scuola lirica siciliana.

Il De Amore contiene dei nuclei teorici, che sono:

·        Si propone una definizione dell'amore in cui confluiscono aspetti istintivi e passionali e aspetti legati all'immaginazione e alla riflessione



·        Il rapporto innamorato-donna riflette quello feudale fra vassallo e signore

·        Si prospetta una posizione inconciliabile fra amore libero e matrimonio e si teorizza che solo il primo è vero amore

·        Si afferma l'esistenza di un rapporto tra gentilezza e amore: la prima non dipende dalla nobiltà di sangue, ma da quella d'animo.

Si capisce così che lo spazio dell'amore e quello della poesia tendono a coincidere.

Nell'espressione romanzo cortese s'intende il genere letterario più diffuso in lingua romanza. Esso è una narrazione in versi; si sviluppa nella Francia settentrionale ed è perciò in lingua d'oil.

Il genere del romanzo si fonda su due temi fondamentali: l'amore e l'avventura. Quest'ultimo tema esprime nel romanzo una visione del mondo ben diversa da quello del Chanson de geste.

Nel romanzo l'avventura è l'elemento chiave. Era già presente nell'epica, ma nel romanzo viene ad assumere un valore maggiore, cambiando quindi il significato. Non si tratterà più di accidenti o di "caso", ma di una prova del tutto individuale. Si passa quindi da una dimensione corale ad una soggettiva, il cui senso della vita sta in una ricerca personale. L'amore e l'avventura sono strettamente collegati: difatti le imprese più audaci sono causate da una more verso una donna.

Dal punto di vista formale, il romanzo cortese è caratterizzato dall'uso di versi ottosillabici in rima baciata. Questa struttura metrica valeva anche per il lai, genere più breve in cui il racconto d'amore e di avventure è intriso di liricità. Solo in un secondo momento si diffonderanno i romanzi in prosa.

Da un punto di vista tematico, possiamo distinguere 3 diversi tipi di romanzi:

·        Quello che s'ispira a episodi dell'antichità

·        Quello che narra vicende d'amore della letteratura greca e bizantina

·        Quello che racconta episodi tratti della materia di Bretagna ( leggenda di Re Artù ).

Il processo d'urbanizzazione favorisce lo sviluppo delle università, struttura cittadina. Gia alla fine dell'11 secolo erano nati centri di insegnamento superiore che assumevano il nome di studium, ossia studio.

Poi nascono le università, cioè grandi associazioni di studenti e di professori autonome dalla chiesa, in cui gli insegnamenti possono essere retribuiti direttamente dagli studenti, ma che possono essere anche stipendiati dal Comune. Attraverso una serie di contrasti con il potere politico e quello religioso, queste associazioni ottengono l'autonomia giuridica, diritto di sciopero e monopolio nel conferimento dei gradi universitari, cioè titolo di professore. La nscita delle università, è dunque un segno della diffusione e laicizzazione della cultura.

Studenti e professori parlano in latino costituendo così una comunità cosmopolita occupando quartieri cittadini, favorendo l'aumento demografico. Avviene così a Parigi, Oxford, Bologna, le 3 università più antiche d'Europa. Le altre università in Italia si sviluppano nel 200; nel corso di quest'anno Roma diventa un centro di studi ecclesiastici con la fondazione dell'università di Curia. Le università possono avere 4 facoltà:

·        Quella delle arti, dedicata alle arti liberali, dette così perché destinati a uomini liberi dal lavoro manuale ( perfezionamento del latino e apprendimento del Trivio

·        Medicina




·        Diritto

·        Teologia

A poco a poco si sviluppa anche l'insegnamento delle Arti meccaniche. Il legame delle università con la civiltà urbana la porta a dover rispondere delle loro esigenze. Ciò li porta ad avere anche conflitti con il potere cittadino. Comunque il legame tra università e professioni cittadine diventa sempre più stretto.

I mercanti, pur viaggiando in tutto il mondo, dovettero cambiare pensiero riguardo a spazio e tempo. Non sapevano parlare il latino, e viaggiava tenendo conto delle stagioni e del raccolto.

Questo cambiamento di idea su spazio e tempo portano all'esigenza di un'educazione diversa da quella del passato. I mercanti hanno bisogno della scrittura per i loro libri di conti, che si diffondono all'inizio del 200 e che si trasformeranno in libri di famiglia e diari personali. Hanno bisogno di calcoli, con l'abaco e l'algoritmo, per comparare prezzi e guadagni. S'impone così l'esigenza di una scuola nuova.

Fino all'età comunale, le professioni intellettuali si svolgevano quasi sempre all'interno di istituzioni e nei monasteri. L'intellettuale era un chierico. Le figure laiche erano i trovatori e i giullari. Nell'età comunale l'attività intellettuale diventa laica. I suoi contenuti culturali alimentano una serie di professioni cittadine. Sia il maestro di scuola che il professore universitario sono figure nuove.

I nuovi intellettuali si rivolgono ad un nuovo pubblico, quello formato dal ceto mercantile e dall'elite politico-amministrativa  cittadina. In pratica il nuovo intellettuale favorì l'affermazione del volgare come lingua scritta del 200.

Anche la produzione e la disponibilità del libro subiscono notevoli cambiamenti, sia nella fase di produzione, sia in quella di distribuzione. Nell'alto medioevo la trascrizione avveniva nello scriptorium dei monasteri per mano di monaci. Ora la trascrizione avviene a opera di copisti laici che svolgono questo lavoro in cambio di retribuzione in botteghe specializzate.

Nel medioevo non si riconoscono, da un punto di vista teorico, un'autonomia alla letteratura. La teoria degli stili distingue uno stile alto, o tragico, di argomento serio e nobile, da trattarsi con un linguaggio sublime o elevato, secondo il modello dell'Eneide e di Virgilio.

Uno stile medio, o comico, destinato ad argomenti quotidiani e comuni e trattato con un linguaggio più ordinario.

Uno stile basso, o elegiaco, dedicato ad argomenti e personaggi mediocri ed espresso con un linguaggio umile.

L'ordine domenicano fu fondato dallo spagnolo Domenico di Calaruega e riconosciuto da papa Onorio III  nel 1216. Domenico sosteneva che solo l'arma della persuasione e della battaglia teorico-religiosa poteva sconfiggere i movimenti di protesta. I domenicani erano soprattutto frati predicatori, esperti nel contraddittorio con gli eretici e perciò maestri della dottrina e teologia.

Più difficile fu l'integrazione dei frati francescani. Essi svolsero le loro attività direttamente a contatto con il popolo, nelle città e nelle campagne, ispirandosi alla vita di Cristo, con ideali di povertà, carità e umiltà. Era proibito anche il possesso di libri.

La lauda prende il proprio nome dalla parola latina laus, cioè lode: si tratta infatti di lodi alla Madonna e poi anche a Cristo e ai Santi.







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