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LA DIVINA COMMEDIA

letteratura


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Ernst Theodor Amadeus Hoffmann

              LA DIVINA COMMEDIA

Canto I

Dante si smarrisce nell' oscura selva dei suoi errori e peccati. Quando spera di poter salire sulla cima di un colle e rivedere la luce del sole, il cammino gli è sbarrato da tre fiere, simboleggianti lussuria, superbia ed avarizia, ed è costretto a retrocedere. Gli appare Virgilio, il suo modello di poeta, che lo invita a seguire un' altra strada: occorre attraversare il regno degli inferi, e poi il Purgatorio. Poi Dante potrà ascendere al Paradiso, dove Virgilio, non essendo stato battezzato, dovrà lasciarlo ad un' altra guida

Inferno: canto II

Virgilio rassicura Dante, e gli racconta di essere stato inviato sulla terra da Beatrice, che lo ha pregato di soccorrere il suo amico in grave pericolo. Beatrice a sua volta era stata mandata dalla Vergine (la Grazia preveniente) e da Lucia (la Grazia illuminante). Virgilio e Dante si addentrano nella selva.

Inferno: Canto III

I due poeti arrivano alla porta dell'inferno, dove una scritta invita ad abbandonare ogni speranza a chi sta per entrare. Nel vestibolo stanno gli ignavi, tra cui papa Celestino V, e gli angeli rimasti neutrali quando Lucifero si ribellò. Sulla riva dell'Acheronte, Caronte, che traghetta le anime dei dannati, non vuole fare passare un vivo, ma Virgilio gli intima d 757g65h i non andare oltre la volontà del cielo. Subito dopo si avverte una scossa di terremoto e sviene.



Inferno: Canto IV

Dante si risveglia nel Limbo, dove stanno i non battezzati privi di colpe. Virgilio lo conduce ad un castello luminoso, al cui interno lo salutano Orazio, Ovidio e Lucano. In un prato verde all'interno delle mura sono radunati gli "spiriti magni", tra cui Enea, Ettore, Cesare, Aristotele, Platone e Cicerone. I poeti si allontanano dal Limbo nell'oscurità.

Inferno: Canto V

All' entrata del secondo cerchio Minosse assegna ai peccatori il luogo in cui sconteranno la loro pena. Al suo interno gli spiriti dei lussuriosi sono trascinati da una tempesta incessante. Paolo e Francesca, amanti infelici uccisi dal marito di lei, raccontano a Dante la loro storia; questi si commuove e sviene nuovamente.

Inferno: Canto VI

Il terzo cerchio, custodito da Cerbero, è quello dei golosi. Essi stanno sdraiati nel fango sotto un pioggia di neve, grandine e acqua sporca; uno di loro, Ciacco, predice a Dante la vittoria dei Neri fiorentini sui Bianchi.

Inferno: Canto VII

Il quarto cerchio, custodito dal cane tricipite Cerbero, è quello di avari e prodighi, condannati a spingere col petto pesanti macigni. Dante e Virgilio giungono poi alla palude dello Stige, in cui sono immersi iracondi ed accidiosi. I primi si percuotono e mordono a vicenda, i secondi giacciono sotto la superficie.

Inferno: Canto VIII

Flegiàs traghetta i poeti attraverso lo Stige; Dante apostrofa violentemente l'odioso fiorentino Filippo Argenti. I due poeti sbarcano di fronte alla città infernale di Dite, ma i diavoli che la abitano sbarrano le porte impedendo loro di entrare.

Inferno: Canto IX

Sulle torri delle città appaiono le Erinni, che chiamano Medusa affinchè tramuti Dante in pietra. Interviene però un messo celeste, che apre le porte di Dite e fa entrare i poeti. All'interno delle mura, gli eretici giacciono in sepolcri infuocati in una pianura sconfinata.

Inferno: Canto X

Uno dei dannati, Farinata degli Uberti, riconosce Dante e lo chiama a sè; egli avverte il poeta che il suo ritorno a Firenze sarà molto travagliato. Da un altro sepolcro Cavalcante de' Cavalcanti chiede a Dante notizie del figlio Guido. Poi i due poeti riprendono il cammino.

Inferno: Canto XI

Davanti ai due poeti si apre un abisso. Virgilio spiega a Dante la struttura dell'inferno: è formato da tre cerchi, in cui si puniscono i violenti, i fraudolenti e gli incontinenti. Questi ultimi sono coloro che stanno fuori dalla città di Dite. I due viaggiatori si trovano ora invece dove sono punite le altre due categorie.

Inferno: Canto XII

Siamo nel primo girone del settimo cerchio, custodito dai Centauri. Qui i violenti contro il prossimo giacciono nel Flegetonte, un fiume di sangue bollente. Il centauro Nesso mostra a Dante alcuni dei dannati, tra cui Alessandro Magno, Guido di Monfort, Attila e Pirro.

Inferno: Canto XIII

Nel secondo girone, custodito dalle Arpie, stanno i violenti contro se stessi, ovvero i suicidi, tramutati in piante, e gli scialacquatori, inseguiti e morsi da cagne affamate. Dante strappa un ramoscello da una pianta, che comincia a parlare: è Pier delle Vigne, che prega Dante di riabilitare la sua memoria.

Inferno: Canto XIV

Nel terzo girone, in un deserto infuocato, i violenti contro Dio nella persona, ovvero i bestemmiatori, sono sdraiati a terra sotto una pioggia di fuoco; tra essi c'è il gigante Capaneo. Dante e Virgilio arrivano alla sorgente del Flegetonte, e qui il secondo spiega al primo l'origine dei fiumi infernali.

Inferno: Canto XV

Sopraggiunge una schiera di violenti contro Dio nella natura, cioè di sodomiti. Tra di loro c'è l'antico maestro di Dante, Brunetto Latini, che raccomanda a Dante la propria opera letteraria, il "Tesoro", e gli preannuncia le sue future sofferenze.

Inferno: Canto XVI

Dante è riconosciuto da tre fiorentini, che chiedono se sono vere le brutte notizie su Firenze apprese da un dannato appena arrivato, Guglielmo Borsiere; Dante risponde con un'aspra invettiva contro la corruzione della propria città. Proseguendo nel viaggio, i due poeti arrivano all'abisso in cui precipita il Flegetonte, e vedono salire da esso un orribile mostro: Gerione, simbolo della frode.

Inferno: Canto XVII

Gerione custodisce il terzo girone, quello dei violenti nell'arte, cioè usurai, seduttori e adulatori. I primi siedono al limite del deserto, presso l'abisso, con al collo delle borse recanti lo stemma della loro famiglia. Dante e Virgilio salgono in groppa a Gerione che li porta al fondo dell'abisso.

Inferno: Canto XVIII

Si giunge all'ottavo cerchio, "Malebolge": è un pozzo diviso in dieci bolge concentriche. Nella prima ci sono i ruffiani, tra cui Giasone; nella seconda gli adulatori, tra cui Alessio Interminelli e la cortigiana Taide.




Inferno: Canto XIX

Nella terza bolgia i simoniaci sono conficcati a testa in giù nella pietra; lingue di fuoco bruciano loro le piante dei piedi. Dante ne interroga uno, papa Niccolò III; questi scambia il poeta per Bonifacio VIII, che dovrebbe prendere il suo posto nella buca spingendolo più in basso, ed inveisce contro di lui. Dante pronuncia un discorso contro i papi simoniaci.

Inferno: Canto XX

Nella quarta bolgia gli indovini camminano piangendo con il viso ritorto all'indietro dalla parte del dorso; tra essi Anfiarao e Tiresia.

Inferno: Canto XXI

Nella quinta bolgia i diavoli Malebranche tormentano i barattieri immersi nella pece bollente. Virgilio chiede di parlare con un diavolo; si fa avanti Malacoda, al quale Virgilio spiega il motivo del viaggio di Dante. Malacoda gli fornisce una scorta di dieci diavoli.

Inferno: Canto XXII

Il barattiere Ciampolo di Navarra rivolge la parola a Dante; i diavoli tentano di uncinarlo,  ma egli fugge tuffandosi nella pece. Due diavoli, Alichino e Calcabrina, si azzuffano rinfacciandosi la mancata preda e cadono nella pece. Dante e Virgilio approffittano del trambusto per fuggire.

Inferno: Canto XXIII

Con i diavoli alle calcagna, Virgilio prende Dante in braccio e si cala nella sesta bolgia, dove gli ipocriti camminano sotto pesanti cappe di piombo dorato. Crocifisso a terra c'è Caifa.

Inferno: Canto XXIV

Nella settima bolgia i ladri sono continuamente assaliti da torme di serpenti; tra essi Vanni Fucci, che con rabbia predice a Dante la sconfitta dei Bianchi e l'esilio futuro.

Inferno: Canto XXV

Vanni Fucci rivolge a Dio un gesto osceno; immediatamente un serpente lo immobilizza e sopraggiunge il centauro Caco. I due poeti assistono a numerose trasformazioni di ladri in serpenti e di serpenti in ladri.

Inferno: Canto XXVI

Dante pronuncia una nuova invettiva contro Firenze, poi lui e Virgilio passano nell'ottava bolgia, dei consiglieri fraudolenti; essi vagano senza riposo avvolti da una fiamma. In una fiamma biforcuta sono avvolti due dannati, Ulisse e Diomede; il primo racconta la storia del suo ultimo viaggio e della sua morte.

Inferno: Canto XXVII

Dante incontra l'anima di Guido da Montefeltro, che un diavolo disputò con successo a S. Francesco

Inferno: Canto XXVIII

Nella nona bolgia stanno i seminatori di discordia, mutilati dalla spada di un diavolo. Tra essi ci sono Maometto e Bertrando del Bornio, che cammina tenendo in mano la sua testa

Inferno: Canto XXIX

Dopo l'incontro con Geri del Bello, un parente di Dante, i due poeti passano nella decima bolgia, quella dei falsari; tra essi gli alchimisti sopportano scabbia e lebbra.

Inferno: Canto XXX

La rabbia colpisce invece i falsatori della persona, tra cui Gianni Schicchi e Mirra. Seguono poi i falsari di moneta colpiti dall'idropisia: tra essi Mastro Adamo. Infine i falsatori di parola, che sopportano la febbre: Dante scorge in mezzo a loro l'anima del greco Sinone.

Inferno: Canto XXXI

Custodi del nono cerchio sono i Giganti, incatenati ed immersi fino alla vita nel pozzo infernale. Anteo però è slegato e può prendere in mano i viaggiatori e depositarli sul fondo, costituito dal lago ghiacciato di Cocito.

Inferno: Canto XXXII

Cocito è diviso in zone: nella Caina i traditori dei parenti stanno immersi nel ghiaccio fino al capo, tenuto abbassato; nella Antenora i traditori della patria hanno invece il capo rivolto in alto: tra essi Bocca degli Abati e Gano di Maganza. Dante vede un dannato che rode la testa di un altro, e chiede a Bocca il nome di entrambi.

Inferno: Canto XXXIII

Il dannato che rode la testa all'altro è il conte Ugolino della Gherardesca, la sua vittima l'arcivescovo Ruggeri. Dante e Virgilio passano poi nella zona detta Tolomea, dove i traditori degli amici tengono il capo talmente all'insù che le lacrime gli si congelano sugli occhi: tra essi frate Alberigo e Branca Doria.

Inferno: Canto XXXIV

L'ultima zona di Cocito è la Giudecca, dove i traditori dei benefattori sono completamente immersi nel ghiaccio. Ora Dante e Virgilio sono di fronte a Lucifero, infisso nel ghiaccio dalla vita in giù. Esso ha tre teste, e ciascuna delle tre sue bocche dilania un peccatore: la prima Giuda, la seconda Bruto, la terza Cassio.







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