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Il ladro di merendine di Andrea Camilleri

letteratura


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                           Scheda di analisi del libro

Autore: Andrea Camilleri

Titolo: Il ladro di merendine

Data di pubblicazione: 1996

1)    Narratore

Il narratore potrebbe coincidere con l'autore, ma il dato non è espresso esplicitamente. La narrazione avviene in terza persona.



("Ebbe un dubbio. Si trattava di un pasto leggero? Lasciò perdere la risposta e raprì il giornale.")

Il narratore è estraneo alla vicenda ma non si limita a registrare i fatti.

("Dentro la cammara di Montalbano, che certamente ca 131i89b piente non era, si erano stipati Augello, Fazio .")

2)    Punto di vista

Il narratore adotta il punto di vista del protagonista, il commissario Montalbano e interviene commentando direttamente i fatti.

("Dalle terremotate parole del distrutto Rahman, appresero che Ahmed Moussa, il cui vero nome era più sussurrato che detto.")

3)    Struttura del testo

a personaggi

La descrizione dei personaggi è basata per lo più sulle caratteristiche fisiche e antropologiche, ed i personaggi vengono presentati direttamente dal narratore con descrizioni a tutto tondo.

("Clementina Vasile Cozzo era una settantenne molto ben vestita. Stava su una sedia a rotelle. L'appartamento era pulitissimo, specchiato.")

Il commissario di Vigata, Montalbano, è il protagonista. L'oggetto del desiderio è scoprire i colpevoli degli omicidi. I destinatori sono l'intelligenza e la perspicacia del commissario; il destinatore è Montalbano stesso. Nel corso della storia compaiono molti aiutanti del protagonista come Augello, vice-commissario; Livia, la fidanzata di Montalbano; Clementina Vasile, signora anziana che fornisce dati utili per le indagini. Ci sono inoltre molte comparse quali Lapecora, Karima, il figlio di Lapecora ecc.

b spazio e tempo

I luoghi in cui viene ambientata la storia sono sia interni che esterni e sono tutti reali all'infuori di Vigata, paese dove si sviluppa la storia.

La descrizione degli ambienti è analitica ed è effettuata direttamente dal narratore.

("La prima cammara era lo scagno vero e proprio: uno scrittoio grande, ottocentesco, di mogano nero; un tavolinetto con sopra una Olivetti anni Quaranta, quattro grandi scaffalature metalliche stracolme di vecchi fascicoli")

Nel libro compaiono alcuni indicatori di tempo, sia impliciti sia espliciti, da cui si deduce facilmente che la storia è ambientata nella seconda metà degli anni Novanta.

("Sullo scrittoio c'era un telefono funzionante", "il cassetto era stracolmo di preservativi d'ogni tipo", "No, la targa no. Se fosse stata come quelle di una volta che PA significava Palermo e MI Milano, il discorso sarebbe stato diverso", "Non ha trovato traccia di un affare qualsiasi dal 1994 ad oggi")

Non ci sono riferimenti storici precisi; il periodo tra cui si svolge la vicenda e quello in cui opera l'autore sono contemporanei.

 

c fabula e intreccio

La fabula e l'intreccio coincidono e le sequenze narrative che li compongono sono:




1_Un tunisino viene ucciso in un motopeschereccio, dopo poche ore il signor Lapecora viene trovato morto nell'ascensore di casa sua

2_Montalbano si deve occupare dell'ultimo caso ed inizia le indagini interrogando gli altri abitanti del palazzo

3_Dialoga con la moglie del defunto che gli dice di sapere chi abbia ucciso suo marito, Karima, la sua amante

4_Il commissario trova notizie sulla donna e riesce a scoprire il suo indirizzo.

5_Perquisisce la casa di Karima e trova una foto di quest'ultima con un bambino e con il tunisino ucciso nel peschereccio

6_Il commissario intuisce che i due casi siano collegati e collabora con il commissariato di Mazara del Vallo, a cui è stato assegnato il caso

7_Scopre che il tunisino è in realtà un terrorista e che la sorella lo stava in qualche modo aiutando nei suoi traffici illegali.

8_Montalbano è quasi certo che Karima sia stata uccisa, allora va alla ricerca del figlio della donna, Francois.

9_Lo trova e gli offre ospitalità nella propria casa, viene aiutato dalla sua fidanzata Livia.

10_Ormai ha risolto il caso Lapecora: è stata la moglie ad ucciderlo perché lui sprecava troppi soldi a causa di Karima

11_Il commissario sa che negli omicidi dei tunisini sono coinvolti i servizi segreti italiani, decide così di ricattare un agente tramite una videocassetta: in cambio, chiede di ostacolare la sua promozione a vicequestore e di far riapparire il corpo "disperso" di Karima

12_Decide di adottare Francois e di crescerlo insieme a Livia

L'intreccio si articola attraverso il tempo interiore di Montalbano e secondo una progressione logica causa-effetto.

d lingua e stile

Questo è un romanzo poliziesco, vengono utilizzate diverse tecniche narrative come il discorso diretto ("Ma dai!- arrisponnì Montalbano offiso"), il discorso indiretto e indiretto libero ("Per capirci di più bisognava aspettare il rientro di Karima che, Fazio aveva ragione, aveva pigliato il largo per non dover rispondere a domande pericolose, sarebbe tornata alla scordatina") oltre molti monologhi anteriori.

Il registro stilistico è basso, ironico e poliziesco. Il lessico è basso, semplice e comune, non sono presenti termini tecnici ma dialettali (in siciliano).

Non ci sono parole chiave, in compenso compaiono alcune figure retoriche.

(".vedeva i suoi nervi saltellare sotto la pelle come pulici su un cane randagio")

4)    Messaggio

Montalbano ci comunica il messaggio principale del libro, ossia che per la "ragion di Stato" non si devono superare certi limiti (omicidio di Karima). Infatti, nel dialogo con l'agente Pera, il commissario si scalda molto poiché non condivide le opinioni dell'interlocutore, non crede che lo Stato debba sempre mantenere la posizione di giustizia, a volte sbaglia e se così accade deve uccidere o "comprare" coloro che sono a conoscenza della verità. In questo caso a Montalbano faceva comodo ricevere dei piccoli favori ma sa bene di essere molto diverso da Pera.

("Io e lei abbiamo concezioni diametralmente diverse su cosa significhi essere servitore dello Stato, praticamente serviamo due stati diversi")








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