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Il fu Mattia Pascal - Breve presentazione del testo e trama del romanzo

letteratura


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Il fu Mattia Pascal

1.      Breve presentazione del testo e trama del romanzo

"Il fu Mattia Pascal" di Luigi Pirandello

Arnoldo Mondadori editore £ 22.000

Mattia Pascal è un oscuro bibliotecario di Miragno, un immagina 717d34h rio paese ligure, tormentato da problemi economici e familiari, che si porta dietro dalla morte del padre. L'avvilimento per un matrimonio fallito e l'umiliazione di un lavoro avvilente lo inducono a fuggire  dal paese, per andare in America a "far fortuna". Durante il viaggio si ferma a Montecarlo per giocare al Casinò, dove riesce, attraverso la vincita di una somma consistente di denaro, a trasformare il suo destino di fallito. Ormai ricco, prende il treno per tornare in paese, ma qui un evento ancor più incredibile dà una svolta alla sua vita: legge infatti su un giornale la notizia del suo suicidio: il suo corpo, riconosciuto dalla moglie e dalla suocera, è  stato ritrovato nel canale di un mulino. Mattia approfitta di questa inaspettata opportunità  per costruirsi un'identità e ricominciare una nuova vita sotto il nome di Adriano Meis. Dopo alcuni viaggi si stabilisce a Roma. Tuttavia qui iniziano i primi problemi: la mancanza di una identità, riconosciuta legalmente, gli impedisce di denunciare un furto e di vivere un amore con Adriana, la ragazza che gli affitta una camera in casa propria. Dopo un primo periodo di euforia sente solo vuoto intorno a sé: una vita di menzogne e falsità non è certo migliore della vita che conduceva in precedenza a Miragno. Per uscire da questa situazione, Mattia finge il suicidio: uccide Adriano Meis facendolo cadere da un ponte e torna nel suo paese natale. Qui, però, tutti si sono ormai dimenticati di lui, a tal punto che la moglie si è risposata con il suo migliore amico. Non gli resta altro da fare che passare il resto della  vita nella biblioteca, scrivendo la sua incredibile storia.



2. Tematiche e idee-guida

Il romanzo rispecchia tematiche proprie della temperie culturale in cui fu composto: la perdita dell'identità, la scissione dell'io, l'inettitudine.

Quando Mattia esce dal proprio nome è come se uscisse dal proprio corpo. Vi è quindi una costante ricerca di identità: diventando Adriano il protagonista si scinde e diventa una figura simbolo di menzogne e di bugie. Passando da Adriano Meis a Mattia Pascal non riuscirà a risolvere il problema della menzogna. Durante il suo soggiorno a Roma, Mattia si sente vuoto e senz'anima: non può essere amato per quello che è perchè non è, non ha un'identità legale e spirituale. La nuova età storica e culturale manifesta un'insicurezza preoccupante, che mette alla luce del sole la fragilità dell' Io dell'intellettuale (Mattia Pascal alla fine del romanzo per lasciare un segno del suo passaggio è costretto a ricalcare questa figura e scrivere le sue memorie). Mattia Pascal, come del resto gli intellettuali dell'epoca, si dissolve come persona nel momento in cui con il finto suicidio rinuncia alle relazioni sociali e familiari e diventa una maschera che gli permette di gestire con più libertà se stesso. Diviene quindi emblema dell' inetto. Molti sono gli inetti di questo periodo, a partire da Tonio Kroeger fino a giungere a Gregor Samsa. Ne "Il fu Mattia Pascal" due sono i passi più significativi: lo strappo nel cielo di carta e la "lanterninosofia". Adriano Meis, giunto a Roma, discute spesso con il signor Paleari, padre di Adriana: un giorno lui prende spunto da una tragedia di Sofocle per chiedere ad Adriano cosa potrebbe succedere se durante la rappresentazione si facesse all'improvviso uno strappo nel cielo di carta del teatrino. Il cielo di carta rappresenta i valori, le ideologie, le ragioni per cui è giusto agire; lo strappo trasforma Oreste, sicuro di agire per una giusta causa, in Amleto, il simbolo del dubbio. Guardare oltre quel cielo significa scoprire che non ce n'è un altro: è la drammatica rappresentazione della fragilità delle certezze dell'uomo. L'uomo, sfondando la tela, scopre una terza dimensione oltre a quella del cielo e della terra: l'Universo infinito. Strettamente legata a questa interpretazione è la "lanterninosofia" con cui Paleari intende istruire Adriano Meis sulla possibilità di evocare spiriti che dall'al di là ci informino sulle dimensioni ulteriori della vita dopo la morte. A quale luce rivolgersi nel mondo moderno che - Maledetto sia Copernico! - ha perduto ogni certezza, quando ormai lo strappo nel cielo di carta è diventato un buco nero che attira a sé tutti i valori di un tempo? Gran buio e confusione! Tutti i lanternoni, spenti. Narciso, nel mito antico, verificava specchiandosi la propria identità; il personaggio moderno, disorientato, senza più punti di riferimento, si interroga sul proprio diritto ad esistere e a proporsi al lettore come modello.




3. Tecniche narrative

Il fu Mattia Pascal è un romanzo soliloquio dove l'autore con grande abilità orchestra il libero fluire dei ricordi e dei pensieri  del suo protagonista. La narrazione è condotta dal protagonista stesso in forma retrospettiva. Il racconto è focalizzato non sull'io narrante ma sull'io narrato: il punto di vista diviene quindi soggettivo e mutevole. Il discorso è in prevalenza paratattico e spesso ricorrono espressioni dialettali liguri.

4. Valutazione personale

Ho trovato il romanzo in gran parte interessante: la narrazione è dinamica e le tecniche usate da Pirandello riescono  a rendere con chiarezza il pensiero dell'autore. La storia è avvincente ed originale ma in alcuni tratti la narrazione ristagna troppo (in particolare gli eventi che seguono l'arrivo di Papiano a Roma). Il romanzo rende con chiarezza la situazione degli intellettuali di fine '800: la scissione dell' Io, l'incertezza  che domina in quel periodo storico.Fin dal titolo il romanzo fa capire che sarà un soggetto individuale ad esigere l'attenzione del lettore. Il romanzo è poi un fiorire di dubbi, incertezze ed interrogazioni che riescono a rendere partecipe il lettore, a farlo immedesimare in Adriano Meis o in Mattia Pascal.







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