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Il Realismo

letteratura


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Il Realismo

M7 - Il romanzo realistico

Le opere di Stendhal e Balzac sono la realizzazione più alta del romanzo realistico moderno. Un tentativo in questo senso era stato fatto nella narrativa inglese del 700, ma questi due autori raggiungono livelli di profondità mai visti fino ad allora. Le caratteristiche del romanzo realistico sono :

·       Vita quotidiana di persone mediocri rappresentata in maniera seria, tragica, mentre nel 700 ciò avveniva in maniera comica o moralista o patetica.

·       Personaggi non più collocati su sfondo generico, ma c'è una connessione organica indissolubile tra l'individuo e il suo ambiente. Questo collegamento era già stato proposto nel romanzo storico da Scott e Manzoni, ma in Stendhal e Balzac vi è un passo avanti in quanto anche il presente viene 525i86f trattato come storia. La realtà contemporanea non è vista solo in superficie, ma nella sua profondità : dietro ad ogni particolare si scorgono le grandi forze che determinano i processi.



·       Non vengono dati quadri parziali della società, ma essa viene vista nel suo complesso ; tutti i meccanismi che muovono la vita sociale sono visti nella loro connessione organica.

·       L'individuo ha sempre un carattere tipico, rappresenta cioè le caratteristiche di un certo tipo sociale. Queste caratterizzazioni conservano però una propria individualità concreta. Con questo Balzac intendeva "far concorrenza alla stato civile" : creare individui che avessero la complessità di quelli reali.

·       La rappresentazione della realtà non è fotograficamente neutra, ma porta alla luce in modo critico le tendenze proprie dell'autore.

·       Il modulo narrativo adotta il modulo dominante dell'Ottocento : il narratore esterno onniscente, che fornisce al lettore un quadro completo della situazione e si immedesima di volta in volta nella coscienza dei singoli personaggi. Questa scelta è quasi ovvia, infatti solo il narratore esterno onniscente può descrivere questa totalità di legami. Questo rivela la fiducia di poter dominare il mondo circostante con la mente. Il romanzo del secondo ottocento ricorrerà a soluzioni diverse, che metteranno in crisi il narratore onniscente.

M8 - Il romanzo di formazione

Il romanzo di formazione è uno dei generi più attivi all'interno della tradizione del romanzo moderno : al suo centro vi è la figura del giovane che, attraverso le sue esperienze, compie un processo di maturazione. Possiamo dire che la figura del giovane sia diventata centrale con le rivoluzioni del 7-800 : il senso di dinamismo e irrequietudine generati da quelle sono caratteristiche da sempre attribuite ai giovani, assunti quindi come simbolo della modernità.

IL capostipite del romanzo di formazione può essere considerato Gli anni di apprendistato di Wilhelm Meister di Goethe : la formazione del protagonista è una sintesi armonica di autonoma realizzazione della propria individualità e di inserimento nella società. Questo schema verrà ripreso da Stendhal in Il rosso e il nero e in La certosa di Parma, da Balzac in Illusioni perdute, da Flaubert in L'educazione sentimentale.

Nel caso di Stendhal, la restaurazione è già avvenuta e, in qualche modo, va accettata. Gli ideali dei personaggi li rendono però insofferenti ai compromessi con l'assetto esistente ; in questo modo, ne nasce un eroe estremamente problematico ed intimamente contraddittorio, e l'inserimento nella società non è più possibile. Nelle Illusioni perdute il protagonista non ha più conflitti interiori, in quanto ha una totale capacità di adattamento. Nell'Educazione sentimentale l'eroe tende alla passività invece di affrontare il mondo esterno e vuole protrarre indefinitamente la gioventù. Se la gioventù non è preparazione per la maturità, il romanzo di formazione finisce e infatti questo romanzo pone fine al genere.



Un caso a parte è il romanzo inglese : la gioventù diviene simbolo di una società non bene assestata, in trasformazione. Nel romanzo di formazione inglese la gioventù viene svalutata : è solo passibile di sbagliare e le esperienze più significative sono quelle che confermano la scelta dell'infanzia.

In Italia, invece, il giovane eroe dei Promessi sposi non è un borghese, ma un proletario e la sua vicenda si svolge in un tempo lontano dalla modernità. Tuttavia in Renzo vi sono gli ideali di giustizia che verranno smentiti dalla realtà ; l'accettazione rassegnata del reale non è una sconfitta, ma una vittoria, una piena realizzazione. Renzo, abbandonandosi alla Provvidenza e rinunciando ad ogni tipo di lotta individuale, ottiene la serenità dell'anima, oltre ad una discreta promozione sociale.

A28 - Stendhal

Henry Beyle nasce a Grenoble nel 1783, da una famiglia borghese. Fino al 1814 fece parte dell'esercito napoleonico e, dopo quest'esperienza si trasferì a Milano, da dove fu cacciato nel 21 nel clima di rappresaglia dei moti. Tornò a Parigi e vi restò fino al 30, quando tornò in Italia, a Civitavecchia, come console. Morì a Parigi nel 1842.

Aveva una concezione di vita particolare, definita in seguito "beylismo"; un'ideale di vita intensa, tesa alla ricerca del piacere e della felicità, solo per se stesso. Questo culto dell'io è però diverso da quello dei romantici: è gioioso, vitale. Stendhal ama il temperamento energico, appassionato, coraggioso, e per questo è innamorato dell'Italia, dove secondo lui, sopravvivono certe caratteristiche della vita rinascimentale, come la gioia di vivere e il senso estetico. L'ideale Stendhaliano  è tipico del romanticismo (culto della passione intensa, individualismo, scontro tra aspirazioni e realtà), ma in lui sopravvivono elementi tipici dell'Illuminismo, quali il lucido spirito analitico e il rifiuto di ogni sentimentalismo.

Questo ideale di vita si trasferisce anche sulle opere di Stendhal: in Il rosso e il nero, il protagonista Julien Sorel è entusiasta ammiratore di Napoleone, ma si deve adattare al clima della restaurazione. Nella certosa di Parma Fabrizio del Dongo segue le imprese napoleoniche. Entrambi questi eroi sono destinati ad una fine tragica. La restante produzione di Stendhal è vasta e multiforme; infatti scrive saggi teatrali, dedica vari libri all'Italia e scrive diversi romanzi.

Il rosso e il nero

Scritto tra il 29 e il 30, uno dei primi romanzi di Stendhal. Protagonista un giovane provinciale di modesta famiglia, Julien Sorel, dominato dall'ambizione. Ammiratore delle imprese napoleoniche, si rende conto che l'unica possibilità di affermazione è la carriera ecclesiastica (nero) e compie questa scelta a discapito di quella militare (rosso). Il suo temperamento, tutt'altro di quello di un freddo calcolatore, lo spinge ad azioni impulsive che lo condurranno alla rovina.

Entra nella casa del sindaco del paese, ne seduce la moglie (Madame de Renal), e per lo scandalo viene cacciato in un seminario. Di qui va a Parigi, come segretario di un marchese. La figlia di quest'ultimo (Matilde) si innamora di Julien, ma il padre non consente le nozze, perché aveva avuto informazioni non buone sul suo conto dalla sua ex-amante. Spinto da una rabbia incontenibile, torna al suo vecchio paese e le spara, senza ucciderla. Nonostante l'abbia solo ferita, viene condannato a morte. A questo punto scoppia di nuovo l'amore per la Renal, che lo conforta negli ultimi giorni di vita. Affronta la ghigliottina con coraggio, e Matilde ne seppellise il capo.

T54 - Le contraddizioni di un giovane ambizioso     (da Il rosso e il nero)

Julien ha messa da parte i suoi ideali e si è adattato alla restaurazione e, in questo episodio, mostra tutta la sua abilità nel recitare la sua parte, ma, nel suo animo, è pieno di risentimento verso il cinismo della gente con cui è a contatto. La sua tragedia è solo quella die essere nato troppo tardi, nella Restaurazione e non nell'epoca napoleonica, ed in questo è già scritta la soluzione tragica della sua vicenda.




L'episodio è interamente imperniato su di lui, con i vari personaggi visto attraverso il suo punto di vista.

A29 - Honoré de Balzac

Nasce nel 1799, da una famiglia borghese. Rappresenta, come Scott, la figura nuova dello scrittore inserito nell'industria culturale, in quanto collabora con diverse riviste e accetta di scrivere diversi testi "di consumo". L'incredibile mole di lavoro a cui fu costretto dalla povertà ne minò il fisico, e Balzac morì a soli 51 anni.

Nel 42, raccolse i romanzi già scritti e quelli che pensava di scrivere sotto il titolo di Commedia Umana. In questi romanzi voleva dare un quadro completo della società dei suoi tempi, in tutti i suoi aspetti. Nella prefazione a quest'opera, si traccia una similitudine tra gli uomini e gli animali, e questo sta a significare che si vuole studiare la varietà delle specie sociali, che differiscono tra di loro come specie di animali. L'intento di questa raccolta è pertanto quello di dare una ricostruzione esaustiva ed enciclopedica della società; ed infatti vengono descritti con precisione quasi maniacale l'aspetto fisico, la psicologia ed i comportamenti di ogni singolo personaggio. Questi sono mossi da grandi passioni, raffigurate in modo elementare: ambizione, amore, smania di successo si intrecciano dando vita a trame complesse e intrighi misteriosi. Per questa sua minuzia nei particolari, Balzac è considerato il più tipico rappresentante del romanzo realista. Il realismo di Balzac è stato anche apprezzato da Engels, nonostante le idee politiche contrastanti (trionfo del realismo sull'ideologia)

Illusioni perdute

Sotto questo titolo sono raccolti 3 romanzi: I 2 poeti, Un grand'uomo di provincia, Le sofferenze di un inventore. La prima parte si svolge in una cittadina, in cui vivono 2 poeti (David Sechard e Lucien Chardon). Chardon conquista una nobildonna, che, in seguito allo scandalo suscitato dalla loro relazione, si trasferisce a Parigi, dove il poeta la segue. Qui viene respinto dalla nobildonna perché figlio di un farmacista, anche se ottiene un discreto successo come giornalista. Viene ridotto di nuovo alla miseria dopo loschi intrighi e la sua fidanzata del tempo muore; decide allora di tornare a casa. Qui Sechard ha sposato la sorella di Chardon e ha inventato un nuovo procedimento per fabbricare la carta, ma è sopraffatto dagli intrighi di un'azienda concorrente e costretto a nascondersi. Però Lucien rivela il suo nascondiglio e ne provoca l'arresto. David riesce a riprendersi e a condurre una vita normale, Lucien torna a Parigi e comparirà in un romanzo successivo.

T55 - Una discesa negli Inferi nel mercato delle lettere  (da Illusioni perdute)

Lucien è un giovane pieno di ideali, ma di carattere debole, pronto a qualunque cosa pur di avere il successo. Più forte della ripugnanza per il mondo è quindi il bisogno di successo. In questo passo, Lucien, condotto adl nuovo amico Lousteau, esplora un mondo nuovo per lui, quello della cultura parigina: è una sorta di discesa agli Inferi, e il denaro è rappresentato come una divinità a cui si sacrifica tutto (Lousteau-Mefistofele, Lucien-Faust)







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