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ANALISI DELLA NARRATIVA - Le inferenze

letteratura


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ANALISI DELLA NARRATIVA

Le inferenze

Per comprendere pienamente il messaggio che ogni autore invia attraverso il testo, bisogna spesso ricavare, mediante le proprie capacità di ragionamento e deduzione, tutte quelle informazioni che l'emittente trasmette in modo indiretto e implicito. Bisogna compiere delle inferenze. Ad es: "abbiamo assimilato qualcosa della saggezza di Solone": per capire questa frase dobbiamo sapere chi è Solone. E' un'inferenza.

Il sistema della comunicazione

Tutti i mezzi di cui gli esseri viventi si servono per comunicare sono segni. Il segno a sua volta è costituito da due elementi: il significante (cioè la "materia" di cui è fatto il segno, ovvero l'oggetto, la parola, il colore. del quale ci serviamo per comunicare) e il significato (cioè il concetto, l'idea, il messaggio espresso attraverso il significante).

Gli elementi fondamentali della comunicazione sono sei e precisamente:



·          l'emittente: chi invia il messaggio

·          il ricevente o destinatario: chi lo riceve

·          il messaggio: ciò che si comunica

·          il referente: ciò a cui si riferisce il messaggio

·          il codice: il sistema di segni attraverso cui viene formulato il messaggio

·          il canale: il mezzo attraverso cui passa il messaggio

Il contesto

Un atto comunicativo si inserisce in un quadro di informazioni essenziali per la comprensione, che costituiscono il contesto. Es: "ho studiato per tutta la notte il codice": il codice può essere penale, militare, della strada. Ma se noi sappiamo che la persona in questione deve superare un esame di guida, il codice non può essere che stradale.

I tipi di testo

·          descrittivi: danno una visione di insieme o dettagliata di persone, situazioni. che vengono delineati nei tratti che li caratterizzano in un determinato momento della loro storia o esistenza (visione sincronica). Es: bollettini meteorologici, cataloghi d 252i82c i mostre, descrizioni letterarie di luoghi e personaggi.

·          narrativi: presentano lo sviluppo della realtà attraverso il tempo (visione diacronica). Es: articoli di cronaca, novelle, romanzi.

·          regolativi: danno ordini, istruzioni, incitano a fare qualcosa. Es: ricette, leggi, avvertenze, manifesti.

·          espositivi: presentano idee e argomenti, li spiegano, ne mostrano l'organizzazione. Es: libri scolastici, enciclopedie.

·          argomentativi: sono quelli in cui l'autore vuole dimostrare qualcosa e, a partire dalla presentazione di un dato problema e dalla sua analisi, avanza un'ipotesi e sostiene una tesi, mettendo in campo tutti gli elementi utili alla sua argomentazione, discutendo e, se necessario, criticando ipotesi contrarie alla sua. Es: scritti di opinione, articoli di fondo.

I generi letterari

Il genere letterario è un raggruppamento di opere omogenee, perché accomunate da una serie di caratteristiche riguardanti le scelte tematiche e stilistiche e le regole di costruzione.

La fiaba

Ogni fiaba è il risultato della combinazione di funzioni (azioni compiute dai personaggi) e motivi fissi (temi ricorrenti, ad es. la matrigna cattiva, il principe azzurro.). Vladimir Propp ha individuato 31 funzioni; ne riportiamo le principali:

·          viene delineata la situazione iniziale

·          l'eroe/eroina si allontana da casa per un viaggio, per adempiere ad un incarico.

·          inizia una serie di peregrinazioni durante le quali l'eroe vive svariate avventure

·          l'eroe incontra un'antagonista che lo contrasta con magia, inganno, violenza.

·          l'eroe cade nel tranello teso dall'antagonista

·          l'eroe viene messo alla prova: deve conquistare qualcosa, salvare una fanciulla.

·          per superare la prova ha bisogno di un oggetto magico fornito da un aiutante: una fata, una vecchia.

·          superato l'ostacolo, ritorna a casa in una situazione migliore di quella iniziale

·          l'antagonista è punito

·          la vicenda si conclude di solito con le nozze regali dell'eroe



Ruoli dei personaggi:

·          antagonista: si oppone all'eroe

·          donatore: dona all'eroe l'oggetto che gli permette di superare le prove

·          aiutante: chi offre il proprio aiuto all'eroe

·          principessa e suo padre

·          mandante: personaggio che affida all'eroe l'incarico

·          eroe

·          falso eroe: si spaccia per eroe ma non lo è.

La divisione in sequenze

La sequenza è una porzione di testo dotata di autonomia sintattica e di contenuto, che sviluppa un discorso in sé compiuto, è legata da rapporti logici e/o temporali alle sequenze che la precedono e la seguono, ha un inizio e una fine chiaramente delimitati, è definibile mediante un titolo che può essere costituito da una breve frase nominale (es: "Inizio della storia") o verbale (es: "La storia inizia"). Le sequenze si dividono in:

·          narrative: presentano azioni e avvenimenti

·          descrittive: contengono descrizioni di personaggi, luoghi.

·          riflessive: contengono le considerazioni e le opinioni dei personaggi e/o dell'autore

·          dialogiche: contengono i dialoghi tra i personaggi

Il primo tipo di sequenze è dinamico, poiché porta avanti lo sviluppo del racconto; gli ultimi tre sono tipi di sequenze statiche.

All'interno di una sequenza è possibile individuare una microsequenza; allo stesso modo le singole sequenze possono essere componenti di un'altra sequenza più lunga, detta macrosequenza. Essa è una porzione di testo di ampio respiro, con un inizio e una fine chiaramente determinati, ed è costituita da più sequenze che sviluppano un unico tema e sono legate da rapporti temporali e logici piuttosto stretti.

La divisione in sequenze serve perché ricomponendo le singole sequenze è possibile creare più facilmente il riassunto dell'intera vicenda.

La novella e il racconto

La novella (quasi sinonimo di racconto, dipende dall'autore delle singole storie se chiamarla con un nome o con l'altro) è una breve narrazione in prosa incentrata su una vicenda piuttosto semplice e in sé conclusa che viene colta nei suoi momenti essenziali e ha per protagonisti personaggi quotidiani che si pongono sullo stesso piano dell'uomo comune, sicché il lettore può identificarsi con essi. Il romanzo si differisce dalla novella per la lunghezza dell'opera (insomma, dal numero delle pagine del libro si può capire se è romanzo o novella).

Possiamo individuare tre principali tipi di novelle:

·          novelle d'azione: i fatti prevalgono sui personaggi

·          novelle d'ambiente e di carattere: la vicenda ha la funzione di far emergere la fisionomia di un personaggio che riflette un particolare ambiente storico-sociale

·          novelle di analisi: l'attenzione si rivolge esclusivamente a ciò che accade nell'animo del personaggio.

La struttura del testo narrativo

·          esposizione: presentazione dei personaggi e della situazione iniziale. Può essere contrassegnata o da un conflitto di interessi, o da una condizione di equilibrio

·          esordio: avvenimento che mette in moto l'azione aggravando (nel caso del conflitto) o modificando (nel caso dell'equilibrio) la situazione iniziale

·          peripezie o mutamenti: insieme degli avvenimenti che modificano di volta in volta la situazione in cui opera il protagonista

·          spannung: punto di massima tensione in prossimità dello scioglimento finale

·          scioglimento: momento conclusivo che ricompone la situazione di equilibrio o in positivo (lieto fine) o in negativo (morte del o dei personaggi principali).




I tempi verbali nel testo narrativo

All'interno di un testo i tempi verbali possono svolgere diverse funzioni:

·          indicano la successione cronologica dei fatti

·          segnalano l'aspetto dell'azione, ci dicono cioè se si tratta di azione durativa, puntuale o compiuta

·          rivelano l'atteggiamento dell'emittente nei confronti della materia trattata.

Tale atteggiamento può essere di partecipazione o di distacco. Questo significa che l'emittente può sentirsi direttamente coinvolto in ciò di cui sta parlando e chiedere al destinatario un'analoga tensione emotiva, oppure può avvertire come lontani da se e ormai superati gli eventi che racconta, per cui il suo atteggiamento, e conseguentemente quello del lettore, sarà più disteso e distaccato. Nel primo caso adopererà i tempi commentativi, cioè il presente, il passato prossimo e i due futuri; nel secondo i tempi narrativi: l'imperfetto, il passato remoto e i trapassati.

I tempi commentativi vengono usati di solito nel discorso diretto in cui emittente e destinatario sono coinvolti in un dialogo che li impegna in prima persona, o quando il narratore interviene a commentare i fatti ed esprime un giudizio su di essi; o ancora quando fa delle considerazioni di carattere generale, universalmente valide e quindi                          collocate in una dimensione atemporale. Ne sono un esempio i proverbi nei quali il tempo dominante è il presente.

I tempi narrativi invece vengono usati esclusivamente per raccontare i fatti collocandoli nella loro successione cronologica e non presuppongono né l'intervento del narratore né il coinvolgimento del lettore.

Nella narrazione l'imperfetto e il trapassato prossimo sono i tempi di sfondo (si trovano solitamente nell'introduzione e nel finale), il passato remoto e il trapassato remoto sono i tempi di primo piano (prevalgono nella parte centrale dove si intrecciano con i tempi di sfondo, che vengono utilizzati per descrizioni e circostanze secondarie).

Fabula e intreccio

In un racconto può  accadere che gli eventi non vengano sempre narrati nell'ordine cronologico in cui si sono svolti; questo allo scopo di creare sorpresa nel lettore o di suscitare la curiosità tenendo desta l'attenzione, oppure per evitare la banalità di una trama consueta e scontata. Si definisce fabula la vicenda narrata in ordine logico e cronologico, e intreccio l'ordine in cui gli eventi della fabula sono collocati ed esposti dal narratore. Per esempio, secondo la fabula, prima viene sparato un colpo di fucile e dopo si ha la ferita, ma il narratore può parlare prima della ferita e spiegare in un secondo momento ad opera di chi, come e perchè si è verificato lo sparo. In questo caso l'intreccio non coincide con la fabula.

La tecnica mediante la quale il narratore "recupera" gli eventi precedenti viene detta flash-back, racconto retrospettivo, o analessi. Un flash-back presuppone nella parte precedente un'ellissi: il narratore cioè tace un evento che si è svolto sul piano della fabula, riservandosi di raccontarlo successivamente.

 Quando invece avvenimenti che devono ancora verificarsi sono anticipati con il ricorso a sogni, profezie ecc. si parla di anticipazione o prolessi.

Tecniche:

·          concatenazione: consiste nel porre l'una accanto all'altra storie diverse legate da qualche somiglianza nella costruzione. Per esempio, tre fratelli partono successivamente alla ricerca di un oggetto prezioso; ogni viaggio fornisce la base di una delle storie. Una volta terminata la prima si dà inizio alla seconda e cosi via

·          incastro: inclusione di una storia all'interno di un'altra che le fa da cornice. Ad es. la vicenda della monaca di Monza che è incastrata nella storia principale dei P. Sposi

- alternanza: consiste nel raccontare due o più storie contemporaneamente, interrompendo ora l'una ora l'altra per riprenderla in un momento successivo.

Tempo della storia e tempo del racconto

In un testo occorre distinguere il tempo reale nel quale si sono svolti i fatti (tempo della storia, TS) e lo spazio dedicato nella narrazione all'esposizione di quei fatti (tempo del racconto, TR). Il tempo dello storia riguarda la fabula, il tempo del racconto, l'intreccio. Il variare del tempo del racconto conferisce il ritmo alla narrazione che solitamente non procede in modo costante, ma presenta accelerazioni e rallentamenti attraverso i quali l'autore dà rilievo a certe situazioni a preferenza di altre.

I personaggi

·          caratterizzazione: si attua attraverso la descrizione fisica, ritratto psicologico (descritto dall'autore o definito attraverso il comportamento e le azioni), caratterizzazione sociale (descrizione dell'ambiente in cui opera e dal quale proviene)

·          presentazione: il personaggio può essere presentato attraverso la caratterizzazione , oppure si può presentare da se parlando in prima persona o attraverso la tecnica del discorso indiretto libero (vedi)

·          ruolo: antagonista, protagonista, oggetto (quel qualcosa/qualcuno che mette in moto l'azione), ecc.

·          attributi: particolari tratti fisici, oggetti, atteggiamenti che accompagnano un dato personaggio e ne rispecchiano una particolare caratteristica psicologica, sociale, ideologica.

·          Sistema: triangolare (moglie, marito, amante), binario (due gruppi contrapposti, es: ricchi e poveri), quadrangolare, ecc.

Il narratore

Il testo narrativo si distingue da quello lirico e da quello drammatico per la presenza di un narratore che racconta i fatti. Tale narratore però non va confuso con l'autore dell'opera. L'autore di un testo infatti è una persona realmente esistita, con una sua fisionomia biografica, culturale, storica, sociale. Il narratore invece fa parte della finzione letteraria; è la voce narrante alla quale è affidato il compito di raccontare la vicenda.

Anche quando sembra che il narratore si identifichi con l'autore, il narratore va sempre considerato come una figura fittizia, costruita non diversamente dagli altri personaggi dell'opera. Solo nelle autobiografie si verifica una perfetta identità tra autore e narratore: in questo caso infatti l'autore narra in prima persona vicende che lo riguardano direttamente. Può anche capitare che in un testo siano presenti diversi narratori che si collocano           a livelli diversi. Possiamo infatti avere:

·          un narratore di primo grado che racconta la vicenda



·          un narratore di secondo grado quando il compito di raccontare i fatti è affidato dal narratore di primo grado a un personaggio che egli introduce nel racconto.

Quanto al rapporto che si instaura tra il narratore e la storia raccontata, anche in questo caso si possono verificare due possibilità:

·          il narratore, di primo o di secondo grado, può narrare una storia dalla quale è assente come personaggio.

·          il narratore, di primo o di secondo grado, può essere presente come personaggio nella storia da lui narrata.

Il punto di vista o focalizzazione

·          focalizzazione zero (prevale il discorso indiretto): i fatti sono raccontati da un narratore onnisciente che è a conoscenza di tutta la vicenda, legge nel pensiero e nell'animo dei personaggi, interviene a commentare e a giudicare. Egli insomma ne sa più dei personaggi e sembra osservare dall'alto lo svolgersi degli eventi. Es: Promessi sposi

·          focalizzazione interna (prevale il discorso indiretto libero, flusso di coscienza, monologo interiore): il narratore assume il punto di vista di un personaggio: i fatti non vengono più osservati e giudicati dall'alto, ma dall'interno dell'ambiente rappresentato. La focalizzazione interna è fissa quando i fatti sono filtrati attraverso il punto di vista di un solo personaggio, multipla quando la prospettiva cambia e nella narrazione si intrecciano diversi punti di vista. Es: I malavoglia

·          focalizzazione esterna (prevale il discorso diretto): i personaggi agiscono davanti al lettore, senza che esso conosca i loro pensieri e sentimenti. Es: romanzi gialli

Tecniche narrative

·          discorso indiretto libero: discorso indiretto non introdotto da un verbo di comunicazione ("dire", "pensare".) Es: "Tutto è pericoloso nelle cave, e se si sta a badare a tutte le sciocchezza che si dicono, è meglio andare a fare l'avvocato"

·          monologo interiore: discorso senza ascoltatore e non pronunciato. Es: "Quanto tempo durerà ancora? Devo guardare l'ora. probabilmente non sta bene in un concerto così serio"

·          flusso di coscienza: forma particolare di monologo interiore che riproduce il succedersi alogico e irrazionale di frammenti di pensieri, immagini, sensazioni. Es: "Un bel sollievo dovunque si sia non tenersi l'aria in corpo chissà se quella braciola di maiale che ho preso col te dopo era proprio fresca con questo caldo non ho sentito nessun odore sono sicura che quell'uomo curioso del norcino è un gran furfante spero che quel lume non fumi [.]"

Epica

Il termine deriva dalla parola greca épos, che significa "narrazione". L'epica è una narrazione in versi che tratta vicende guerresche ed eroiche, lontane nel tempo e talvolta anche nello spazio, e spesso inserite in un contesto mitico.  Gli argomenti più comuni sono la guerra e l'eroe che combatte, o i viaggi e le lunghe peregrinazioni prima del ritorno in patria dell'eroe.  Il poema epico è caratterizzato da uno stile formulare che favorisce la memorizzazione dei personaggi: il saggio Nestore, l'astuto Ulisse, Achille dal piede veloce, Era dalle bianche braccia.

Ogni poema epico si apre con il proemio o protasi, in cui l'autore espone in pochi versi l'argomento. Alla protasi si accompagna l'invocazione, con la quale il poeta si rivolge ad un'entità superiore (le Muse, Apollo, Dio) da cui trae ispirazione e alla quale chiede di non negargli il suo aiuto.

Romanzo

E' una narrazione in prosa, e racconta una storia, cioè una successione di avvenimenti concatenati da rapporti temporali e causali. Possiamo definire il romanzo: narrazione di una storia fittizia.

Esistono 4 filoni di romanzi:

·          di azione o eventi: l'elemento più rilevante è la trama. Es: romanzo picaresco (protagonista: vagabondo), romanzo di viaggi e di avventure

·          d'ambiente e di carattere: l'elemento più rilevante è la caratterizzazione dei personaggi. Es: romanzo storico e romanzo di impianto realista

·          di analisi: l'elemento fondamentale è l'interiorità. Es: i libri di Kafka

·          sperimentale: tipo di romanzo che mette in discussione i romanzi classici. Es: Se una notte d'inverno un viaggiatore (di Italo Calvino)

Il romanzo storico

Unico tipo di romanzo di cui mi occuperò, perché trattato con abbondanza nell'anno scolastico.

Nato nella prima metà dell'Ottocento, in un'epoca particolarmente sensibile all'interesse per la storia, il romanzo storico è un testo narrativo in prosa nel quale si intrecciano componenti storiche e parti inventate. L'autore colloca una vicenda immaginaria in un momento storico preciso del quale ricostruisce fedelmente la situazione politico-sociale, i costumi, le condizioni di vita. I fatti sono ambientati nel passato, in un'epoca lontana dal tempo in cui l'autore vive. Nell'Ottocento, per esempio, veniva privilegiato il Medioevo. un periodo vastissimo e dai confini imprecisi, nel quale si rintracciavano le origini delle future realtà nazionali.  Nel romanzo storico infatti il passato non è staccato dal presente e proiettato in una lontananza assoluta, ma è il momento in cui si possono cogliere le radici del presente. Il contesto storico-sociale è ricostruito con precisione grazie all'utilizzazione di una vasta documentazione storica. Le vicende individuali e private sono intrecciate con le grandi vicende collettive dei popoli e direttamente influenzate da esse. Personaggi storici si affiancano a personaggi inventati, popolando il romanzo di figure maggiori e minori, ciascuna delle quali rappresenta una situazione e una classe sociale. sicché la vicenda particolare, pur essendo inventata, diviene lo strumento per interpretare la storia di un intero popolo.







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