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LO STILE - UNA PROSA ASIMMETRICA E DISARTICOLATA

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LO STILE

UNA PROSA ASIMMETRICA E DISARTICOLATA

Sallustio persegue un disegno stilistico che affonda le radici nel dibattito sulla retorica vivo a Roma nel I secolo a. C., diviso tra magniloquenza ed essenzialità. Le scelte sallustiane, che influenzeranno largamente la storiografia successiva, specialmente quella di Tacito 636b11g , sono gli antipodi della simmetria e della concinnitas ciceroniane. La prosa di Sallustio risente soprattutto del modello dello storico greco Tucidide, la cui impronta, unita a quella di Catone il Censore e della poesia epica arcaica, si manifesta nei tracciati asimmetrici e disarticolati, non segno di trascuratezza ma di scelta consapevole e di rifiuto dei ritmi riempitivi. Nelle amputatae sententiae, attribuitegli da Quintiliano, non sono formulazioni dissociate ma espressioni concentrate, dalle quali non si riscontra nessun elemento superfluo.

LA BREVITAS

Tipico procedimento sallustiano è la concentrazione espressiva, raggiunta grazie a ellissi (omissione del superfluo), asindeti (coordinazione senza congiunzione) termini astratti, concordanze a senso, alle brachilogie (costruzioni abbreviate), zeugmi (la dipendenza di più termini da un unico verbo). L'incalzare del ritmo e la concentrazione dei concetti sono accentuati dal discorso indiretto e dagli infiniti storici.

LA VARIATIO

Consiste nel rompere la simmetria del periodo per stimolare nel lettore l'attenzione e la collaborazione. A tale procedimento corrispondono la varietà lessicale (con costrutti non comuni) e delle congiunzioni, la paratassi e la disarticolazione sintattica, ma non le anafore e le antitesi. Con questo stile Sallustio esprime inquietudine e drammaticità dei caratteri e delle situazioni (segnato dall'uso di sed).

GLI ARCAISMI E LE FIGURE RETORICHE

La gravità austera del giudizio morale si riscontra sul piano stilistico e lessicale nell'uso di arcaismi. Tra questi nominiamo il superlativo in -umus; forme come vostri, divorsi, avortere per vestri, diversi, avertere; le forme pronominali quoius, quo, aliquoius per cuius, cui, alicuius. Sul piano sintattico sono di sapore arcaico l'asprezza dei costrutti, le frasi nominali, il gusto catoniano. Le figure retoriche sono tutte molto ricorrenti.

L'attenzione all'efficacia

Caratteristica degli scritti di Sallustio è la duttilità con cui pause sentenziose creano solennità o rendono l'idea di corruzione. L'equilibrio classico e il senso della misura sono in passi in cui facilmente si poteva cedere al pathos o al gusto barocco per il macabro. Lo stile è sempre sorvegliato e si astiene dal fare leva sull'emotività.







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