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Il saggio è al disopra delle offese

latino


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Il saggio è al disopra delle offese:Percio dico questo:il saggio nn è soggetto ad alcuna offesa,perciò non importa qnt freccie gli siano scagliate contro essendo impenetrabile a nessun colpo.come la durezza di alcuna pietra non è intoccata dal ferro,non può essere il diamante scalfito o tagliato o spezzato,ma anzi 515c25f respinge le cose ke incontra;allo stesso modo alcune cose non possono essere consumate dal fuoco ma circondate dalla fiamma conservano la loro consistenza e il loro aspetto.allo stesso modo alcuni scogli sporgenti verso l'alto mare infrangono,non mostrano alcun segno di violenza colpiti da molto tempo,cosi è solido l'animo del sapiente.E dunque?non ci sarà qualcuno che tenta di recare offesa al sapiente?tenterà,ma nn arriverà ad esso.come le cose celesti sfuggono alle mani umane e da qsti che distruggono i templi e le statue,non arriva alcun danno alla divinità da parte di qsti,così qualunque cosa sia fatta contro il sapiente in modo insolente,superbamente è uno sforzo inutile.

Seneca si salva a nuoto:salpai con un mare piatto,il cielo senza dubbio era carico di nubi minacciose che si risolvono spesso o in acqua o nel vento,ma pensai che cosi poche miglia da Napoli apozzuolo potessero essere superate sebbene con un cielo dubbio e minaccioso.percio per arrivare più velocemente subito mi recai al largo verso nesidia,x tagliare le insenature.essendo ormai avanzato al punto ke  niente mi interessava se andare o ritornare,subito quella calma ke mi aveva ingannato cessò.non era ancora tempesta ma già un movimento del mare e di conseguenza delle onde più agitate.comincia a chiedere al capitano di sbarcarmi su qualche spiaggia.quello sosteneva che erano frastagliate e di difficile approdo e che nulla egli temeva in una situazione di tempesta quanto la terra.ma io ero troppo scosso xkè mi venisse in mente il pericolo;questa nausea debole e senza esito mi tormentava che scuote la bile e non la fa uscire fuori.perciò insistetti con il capitano e lo costrinsi volente o nolente a raggiungere la costa.e non appena toccammo il punto più vicino a quella non aspetto e mi butto in mare come è consuetudine a chi è abituato a fare bagni freddi avvolto nel mantello.quali cose pensi che abbia sopportato mentre mi arrampico per gli scogli mentre cerco la via,mentre faccio qst?pensai che la terra era temuta dai navigandi con ragione.



Deve il saggio dedicarsi alla vita politica?Le 2 scuole quella degli epicurei e quella degli stoici sono in disaccordo su qsta cosa ma entrambi condividono l'ozio.Epicuro dice:"non si dedicherà alla vita politica il sapiente a meno ke qlcs non sia avvenuto".Lo stoico zenone dice:"il sapiente non accederà alla vita pubblica a meno ke qlcs nn lo impedisca".uno cerca l'ozio di proposito l'altro x necessità.inoltre quella necessità è ampiamente chiara se lo stato è troppo corrotto xkè si possa aiutare ,se è travolto dalle sciagure,il saggio non si sforzerà di una fatica inutile.se quello avrà poco autorità lo stato avrà intenzione di accettarlo,se la salute lo impedirà nello stesso modo che porterebbe in mare una nave scassata così non intraprenderà questa strada che ritiene difficile.dunque anke quello al quale tte le cose rimangono intatte prima ke sperimenti alcune possibilità potrebbe stare al sicuro e affidarsi da subito alle arti liberali e pretendere un ozio tranquillo cultore delle virtù dove possono esercitarsi gli uomini meno attivi.

Vari modi di accostarsi alla filosofia:colui ke frequenta un filosofo ogni giorno porta con se alcuni beni:o ritorna a casa o piu sano o più guaribile.tuttavia ritornerà tale è la forza della filosofia che giova non solo gli studenti ma anke ai conversanti.chi sta al sole si abbronzerà sebbene non sia li x tale scopo,coloro ke entrano in una bottega di essenza profumate e indugiano un po più a lungo portano con se l'odore del luogo e coloro che sono stati dal filosofo ne hanno tratto qlcs che inevitabilmente giovasse anke se sono distratti.sta a sentire cosa dirò:"a quelli negligenti" non "a quelli che rifiutano". "E come?non abbiamo conosciuto certi che hanno frequentato x molti anni un filosofo e non ne ha tratto un certo beneficio?"e come non conoscerli?ostinatissimi e determinati che io chiamo non allievi del filosofo ma inquilini.alcuni vengono per udire non per imparare così come si va a teatro x il piacere di dilettare le orecchie con la recitazione o con la parola.alcuni vengono con le tavolette non x segnare gli argomenti ma le parole le quali ripetono senza profitto x gli altri come da ascoltare senza profitto x loro.e' facile spingere chi ascolta al desiderio del bene a tutti infatti la natura ha dato il seme delle virtù.




Necessità della filosofia cioè della saggezza:la filosofia non è un arte popolare ne adatta alle ostentazioni:non sta nelle parole ma nelle cose.Ad essa non ci si rivolge x consumare il giorno in qualche godimento affinché il disgusto si consumi nell'ozio:forma ed educa l'animo regola la vita governa le azioni indica le cose da fare e da trascurare siede al timone e regola la rotta attraverso l'incerto attraverso  i pericoli delle onde.senza questa nessuno può vivere senza paura intrepidamente nessuno tranquillo.numerevoli cose accadono da dopo ora che esigono una decisione che si deve chiedere alla filosofia.qualcuno dirà: "che cosa mi giova la filosofia se comanda il fato?che cosa giova se c'è un dio?che cosa giova se c'è il caso?infatti le cose certe non possono essere cambiate e nulla può essere predisposto contro le cose incerte ma o dio governa il mio proposito e decide ke cosa dovrei fare o la sorte o nn permette nulla alla mia decisione.qualunque cosa sia tra queste,si deve filosofare;sia che la sorte ci domini seconda una legge inesorabile sia che un dio arbitro dell'universo governi tte le cose sia che il caso agiti il caso  e sconvolga le vicende umane la filosofia ci deve proteggere.questa ci esorterà ad ubbidire al dio di buon grado e a sottostare e ad ubbidire alla sorte con fierezza;qsta ci insegnerà a seguire un dio e a sopportare il destino.







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