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Il Sistema Solare - 600 milioni di anni

astronomia


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Il Sistema Solare - 600 milioni di anni

Il Sistema Solare

Un baby-pianeta in formazione intorno alla stella HR4796AQuattro miliardi e 600 milioni di anni fa, in un piccolo angolo dell'Universo, all'interno della Via Lattea, successe qualcosa di assolutamente normale per la vita del cosmo ma di assolutamente straordinario per le  conseguenze che avrebbe avuto per noi. Una supernova, una stella p 141b17b rossima a morire, subì una gigantesca esplosione innescando una serie di fenomeni che portano alla nascita del nostro sistema planetario: del Sole e dei suoi nove pianeti che gli ruotano intorno più una serie di "accessori" quali i satelliti e gli asteroidi. La formazione del Sistema Solare (nome ripreso dalla nostra stella: il Sole) non fu, quindi, un fenomeno eccezionale, tanto che, recentemente, le nuove fotocamere computerizzate hanno permesso di scoprire altre "culle di pianeti" come fu la nostra. Riguardo alla formazione del sole non sembrano esserci più molti dubbi: le onde d'urto provocate dall'esplosione della supernova si propagano all'interno di una nebulosa interstellare e causano uno squilibrio della sua densità. Una parte della nebulosa diventa così densa da non riuscire a sostenere la sua gravità. Così la nebulosa interstellare, costituita da gas e polvere, comincia a contrarsi e nasce la nebulosa del sistema planetario primordiale. In seguito alla contrazione, la temperatura della parte centrale si innalza gradualmente, innescando la prima reazione termonucleare ed aumentando lo splendore. Dall'esplosione della supernova sono passati 10 milioni di anni, ma si dovrà aspettare che ne passino altri 700 milioni prima che tutto il processo di creazione porti al sistema solare come lo vediamo oggi.



A questo punto, dopo che il nucleo centrale del Sole si è quasi del tutto condensato, tocca ai pianeti.

Riguardo questo procedimento esistono due teorie, una definita classica e una di nuovissima concezione.

Il primo passo, secondo il modello classico, fu quello dell'accrezione per collisione: in seguito al raffreddamento della nebulosa del sistema planetario primordiale, le molecole di materiale metallico si separano dai gas e precipitano nella parte centrale del disco. Inoltre vengono a formarsi numerosi pianetini del diametro di 10 km circa. I pianetini, soggetti a ripetute e reciproche collisioni, si sviluppano come pianeti primordiali. Nel secondo passaggio, la polvere si depositerebbe dapprima in un disco sottile, poi dove ce n'è di più, si raggruma formando i nuclei dei futuri pianeti.Il terzo passaggio, consiste ancora in un'altra serie di collisioni tra i planetoidi che cominciano a dare fora ai pianeti veri e propri.A parte qualche altro scontro con qualche asteroide o cometa dall'orbita particolarmente eccentrica, ormai è tutto pronto e tranquillo per far sì che nel terzo pianeta in ordine di distanza dal Sole, inizia quel lungo processo che porterà alla vita.
Per la nuova teoria, invece, al posto dei pianetini, la nube di gas e polveri inizierebbe a ruotare a velocità differenti nelle varie regioni. 
Dalla rotazione diversificata si formerebbero dei mulinelli di polvere cosmica: i più piccoli all'interno, i più grandi nelle regioni esterne del sistema solare. 
Il terzo passaggio non è ancora chiaro; i mulinelli che si sono formati sono ovviamente i nuclei dei futuri pianeti, ma come da questi si passi ai pianeti veri e propri è ancora allo studio.

Plutone

Nettuno

Urano

Saturno

Giove

La fascia degli asteroidi

 

Marte

 

La Terra

 

Venere

 

Mercurio

 

Il Sole


 
Il nostro sistema solare non finisce a Plutone ma è cinto da due fasce di "corpi freddi": la fascia di Edgeworth-Kuiper e la nube di Oort




Le Cinture del Sole

"Era la notte del 30 agosto 1992 quando, con i miei colleghi, avevamo appena terminato la ripresa di quattro fotografie di una porzione di cielo, ottenute in momenti successivi. Osservando le fotografie notammo una flebile stella che cambiava posizione da La Nube di Oortun'immagine e l'altra. Restammo ammutoliti. Il confronto con quelle riprese nelle notti successive ci portò a determinare che la distanza di quell'oggetto doveva essere di circa 40 U.A. e che il suo diametro medio si aggirava intorno ai 280 km". Così Jane Luu, astronomo della Harvard University (U.S.A.), ricorda la scoperta del primo planetoide al di là di Plutone in quella che oggi viene definita fascia di Edgeworth-Kuiper, dai nomi degli scienziati che per primi la ipotizzarono, e che è la più vicina delle due grandi zone del cosmo zeppe di oggetti ghiacciati (l'altra è la nube di Oort) da cui vengono tutte le comete che osserviamo dalla Terra. Dal 1992 ad oggi sono stati scoperti oltre l'orbita di Plutone  64 nuovi corpi, ma pur essendo relativamente pochi, bastano per calcolare che al di là dell'ultimo pianeta ci siano almeno 70 mila oggetti con un diametro superiore ai 100 km, e oltre un miliardo più grandi di un chilometro. Molto più lontano esiste un'altra concentrazione di oggetti cosmici, questa volta a forma di guscio anzichè di ciambella: la nube di Oort. All'interno di questi due sistemi, miliardi di embrioni di comete sono pronti a lasciare il loro nido per tuffarsi fra le orbite dei pianeti.
Oggi si è scoperto anche che, oltre alle comete tradizionali, esistono oggetti provenienti dalla fascia di Edgeworth-Kuiper che sono una via di mezzo tra le comete (costituite principalmente di ghiaccio) e gli asteroidi (fatti soprattutto di roccia). Fino ad oggi ne sono stati osservati sei, ma potrebbero essercene a milioni. Uno di questi, Chirone, appena scoperto venne scambiato per un asteroide, ma poi, avvicinandosi al Sole, esibì la chioma tipica delle comete.

L' ORIGINE

Secondo le ipotesi più diffuse, il sistema solare si è formato nello stesso periodo in cui è nato il Sole, circa 5 miliardi di anni fa, al centro di una nube cosmica formata da gas idrogeno e polveri.
La nube cosmica, con al centro il sole, si è contratta verso il centro dove cominciò ad addensarsi e a ruotare su se stessa sempre più velocemente, riscaldandosi; al suo interno le polveri si sono addensate, formando altri nuclei sempre più grossi e densi, che daranno origine ai pianeti.
Oltre a ruotare intorno al Sole, questi nuclei ruotano intorno a se stessi.
Contemporaneamente, nel nucleo centrale, iniziano le reazioni di fusione e il sole pian piano assume le caratteristiche attuali.







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