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LE REGIONI D'ITALIA il Friuli Venezia Giulia - ASPETTO FISICO

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LE REGIONI D'ITALIA il Friuli Venezia Giulia - ASPETTO FISICO

LE REGIONI D'ITALIA

il Friuli Venezia Giulia

 

ASPETTO FISICO

Localizzazione

Il Friuli Venezia Giulia è una Regione dell' Italia settentrionale Nord-Orientale. Confina a Ovest con il Veneto, a Nord con l'Austria, a Est con la Slovenia e a Sud con il Mar Adriatico. Il confine con l'Austria e la Slovenia è geograficamente montuoso, invece quello con il Veneto è pianeggiante e montuoso e per una piccola parte segue il corso del Tagliamento.



La Regione è il risultato politico della riunione fra il Friuli e la Venezia Giulia.

Forma del terreno

Questa Regione è prevalentemente pianeggiante. Vi si trovano comunque alcune montagne che superano i 2000 m :

-Monte Coglians 2780 m

-Jof di Montasio 2753 m

-Cima dei Preti 2703 m

-Monte Mangart 2678 m

-Monte Canin 2571 m

-Monte Pramaggiore 2478 m

-Monte Col Nudo 2471 m                          

Le Alpi sono state originate dalla pressione del continente africano contro il blocco dell'Eurasia. Sono composte da roccia cristallina e ci sono molti ghiacciai.

Le Prealpi sono anche loro originate dalla pressione del continente africano e dalle morene (insieme di detritti rocciosi e terrosi che un ghiacciaio erode ed accumula nel suo progredire). Sono composte da calcari, ciotoli e sabbia di origine alpina. Non ci sono ghiacciai.

All'estremo Est della regione, si estende il Carso. Si presenta come un altopiano di natura calcarea su cui l'azione di erosione  degli agenti atmosferici ha dato luogo a fenomeni del tutto caratteristici, chiamati appunto carsici: tra i più significativi, sono sia le numerose grotte e le caverne sotterranee, sia i fiumi che le percorrono (come il Timavo che compie quasi l'intero suo corso sotto terra)

La Regione è bagnata a Sud dal Mar Adriatico sul quale si aprono le lagune di Marano e Grado e i golfi di Panzano e di Trieste. La costa è in parte lagunare e in parte alta e rocciosa, dove la montagna digrada velocemente verso il mare.

 

 

Idrografia

 

La Regione è ricca di acque interne. I suoi fiumi principali sono il Tagliamento, l'Isonzo, il Natisone e il Livenza. Ci sono anche fiumi minori quali per esempio il Fella, il Cellina, il Meduna, il Timavo e lo Iudrio.

Il loro regime non è regolare, infatti il Tagliamento non è navigabile.

L'Isonzo attraversa la città di Gorizia.

Ci sono alcuni piccoli laghi: il lago di Cavazzo vicino a Gemona, il lago di Tramonti e quello di Meduno.

Flora e fauna

In montagna, troviamo pascoli e boschi di conifere. I fiori più caratteristici dell'ambiente montano sono la stella alpina, il ciclamino e la genziana.

In pianura, invece, troviamo per la maggior parte campi coltivati (prevalentemente mais, cereali, barbabietole, vivai e vigneti).

Gli animali selvaggi più caratteristici sono la lepre, il fagiano, lo scoiattolo, la volpe, il capriolo e alcune specie di uccelli rapaci.

Clima

Il Friuli Venezia Giulia gode di un clima adriatico con inverni freddi ed estati calde, mentre le stagioni intermedie (primavera e autunno) sono abbastanza piovose.

Trieste, capoluogo della Regione, presenta lo stesso clima attenuato dalla presenza del mare ma raffreddato dalla Bora, vento tipico della Venezia Giulia che spira, gelido, dal Nord - Ovest con raffiche che possono raggiungere i 150 Km all'ora.

ASPETTO ANTROPICO

Gli insediamenti

Il Friuli Venezia Giulia si estende su 7.844 Kmq ed ha una popolazione di circa 1.200.000 abitanti con una densità di circa 152 abitanti per Kmq.

Capoluogo della Regione è la città di Trieste che conta 241.600 abitanti e sorge in riva al mare sulla riva del Golfo di Trieste e sulle ultime propaggini del Carso triestino. Centro industriale (industrie metallurgiche, meccaniche, alimentari, cantieri navali - dai cantieri di Monfalcone escono le più grandi navi da crociera e da trasporto del mondo - raffinerie), commerciale e marittimo, è il più importante porto dell'Adriatico.

Vicino a Trieste (a Ronchi dei Legionari) si trova l'unico aeroporto civile della Regione.

Gli altri capoluoghi di provincia sono:




*     UDINE: conta 99.157 abitanti e sorge intorno ad un colle morenico nella vasta pianura che si estende dalle Alpi al mare. Centro commerciale e industriale, è un importante nodo di comunicazione con l'Austria e la Slovenia.

*     PORDENONE: ha 51.500 abitanti, sorge in riva ai fiumi Meduna e Noncello ed è un importante centro commerciale.

*     GORIZIA: con 41.300 abitanti, sorge in riva al fiume Isonzo ed è vicina al confine con la Slovenia. Per questo è soprattutto una città commerciale.

La Regione è attraversata da Nord a Sud da un'importante autostrada che collega l'Austria con la costa adriatica passando per Tarvisio, Udine e Palmanova. In questo punto, si collega l'autostrada che da Trieste porta a Venezia.

Condizioni economiche

Il Friuli, regione essenzialmente agricola, specialmente nella vasta pianura solcata dal Tagliamento, ha visto svilupparsi il settore industriale soltanto a partire dal secondo dopoguerra (dopo il 1945).

Attualmente, accanto a una produzione che interessa principalmente la coltivazione dei cereali e del foraggio (notevole è il patrimonio zootecnico, con allevamenti bovini e suini), si è venuta potenziando la viticoltura (produzione di vini tipici quali Merlot, Tocai, Cabernet. Molto importante è anche la produzione di barbatelle, soprattutto a Rauscedo) e la frutticoltura (albicocche, pesche, kiwi).

L'industria ha i suoi punti di forza nei settori meccanico e metalmeccanico (Pordenone, Udine e comuni limitrofi), nel settore della lavorazione del legno (le sedie a Manzano e i mobili a Brugnera), a cui è connesso quello della cellulosa (Carnia, Torviscosa) e nel settore alimentare.

Diversissima l'economia della Venezia Giulia con una limitata produzione agricola in provincia di Gorizia (viticoltura, allevamento del bestiame) e la funzione accentratrice esercitata dal porto di Trieste, dove assume importanza rilevante anche il settore del commercio. Altri centri industriali sono a Gorizia, Monfalcone e Ronchi dei Legionari.

Buono l'apporto economico derivante dal turismo: d'estate, le spiagge di Lignano e di Grado, d'inverno la piste sciistiche (Piancavallo e Sella Nevea), tutto l'anno paesi carichi di cultura da visitare (Cividale, Aquileia, Spilimbergo, Palmanova, Gemona, Venzone ne sono soltanto un esempio).

Condizioni sociali

Zone di spopolamento sono le zone montane della Regione che i giovani abbandonano per trasferirsi nelle città, più vicini al posto di lavoro e ai divertimenti.

Circa il 70% della popolazione possiede la licenza media, il 12% il diploma superiore e soltanto il 3% è laureato.

Fino a qualche anno fa, c'era un'unica università, a Trieste, dove si possono frequentare facoltà sia scientifiche che umanistiche. Negli ultimi anni, sono sorte altre due università in Regione, prima a Udine, poi recentemente a Pordenone.

In Friuli, tra i fiumi Livenza e Timavo, si parla la lingua friulana. La persone che parlano friulano vivono nella provincia di Udine (patria del Friuli), in parte nella provincia di Pordenone ed in quella di Gorizia (patriarcato di Aquileia). Già a est dell'Isonzo, nel territorio di Monfalcone, il friulano cede il passo ad un dialetto veneto. Lungo i confini politici italo-sloveni, numerose sono le parlate slave.

Storia, arte e tradizione

Verso la fine dell'età del Bronzo, compaiono le prime popolazioni illiriche che erigono i cosiddetti castellieri (presso Muggia nella zona a nord di Trieste e anche nella zona dello Spilimberghese nella frazione di Gradisca).

Abitata in origine da popolazioni venete, cui si aggiunsero gruppi di origine celtica (Carni), la regione conobbe l'influenza determinante di Roma già nel II° secolo A.C. quando venne fondata la colonia di Aquileia (181 A.C.). Mentre l'espansione romana proseguiva verso Oriente, e altri centri venivano o fondati o fortificati (Trieste) contro le incursione illiriche, Aquileia divenne, specialmente durante l'età imperiale, una delle più floride e ricche città dell'Italia. L'introduzione e la diffusione del cristianesimo (III° secolo) riuscì a mantenere unita la regione nonostante la distruzione di Aquileia stessa e di altri centri da parete degli Unni. Occupata dai Longobardi (ma Trieste rimase sotto il dominio bizantino), che stabilirono la loro capitale a Forum Iulii (da cui Friuli) e poi dai Franchi, una parte del territorio venne a trovarsi sotto il patriarcato di Aquileia. Il XV° secolo fu decisivo per le sorti della regione: mentre Venezia si impadroniva di quasi tutto l'odierno Friuli, Gorizia e Trieste passavano agli Asburgo.

Testimonianze notevoli dell'arte romana sono visibili ad Aquileia, Trieste e Zuglio, tutte riferibili al periodo imperiale, ma è alla successiva età, paleocristiana e alto medioevale, che appartengono la maggior parte dei monumenti della regione: il complesso basilicale di Grado e l'oratorio di S. Maria in Valle a Cividale ne sono gli esempi più alti e significativi. L'arte romanica è presente a Trieste con le due chiese che successivamente, unite, formano l'attuale San Giusto, a Udine, con la chiesa di Santa Maria di Castello, ad Aquileia, dove si manifesta negli affreschi che decorano l'abside e la cripta della basilica. Al periodo gotico appartengono le cattedrali di Gemona, Spilimbergo, Udine, Venzone. Il Rinascimento si manifesta nella scultura e ancor di più nella pittura, dove si afferma la personalità del Pordenone, iniziatore della pittura friulana del XV° secolo. Anche nei secoli successivi, fu la pittura ad avere il maggior sviluppo artistico nella regione, dove tra gli altri operarono i Tiepolo (Udine).







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