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I VULCANI

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I VULCANI

I VULCANI

 

La maggior parte dei processi geologici sono così lenti che noi non abbiamo il tempo di osservarli direttamente nel breve spazio della nostra vita. Le trasformazioni che essi provocano arrivano ad essere riconoscibili solo dopo migliaia o milioni di anni. I fenomeni vulcanici sono un'eccezione a questa regola. Un cono vulcanico può formarsi nel giro di qualc 929i87j he giorno, una montagna può esplodere e in pochi secondi trasformarsi in polvere finissima che viene scagliata nella stratosfera. Quando il magma (=massa fluida ad altissima temperatura) risale alla superficie attraverso la crosta terrestre, esso produce i vari fenomeni vulcanici; ma perché, dove e quando ciò avvenga rimase un mistero fino al momento in cui si affermò la moderna teoria della tettonica a zolle. Oggi sappiamo che le "cinture di fuoco" della Terra si trovano generalmente lungo i confini delle zolle geologiche. Il 90% di tutti i vulcani attivi sono situati o lungo le linee di espansione del fondo marino(per esempio in Islanda) oppure nelle zone di sobduzione (Ande, Giappone). Nelle aree di espansione avviene una neoformazione di crosta quando il magma sgorga fuori dal mantello, mentre nelle zone di sobduzione la crosta è spinta a forza in basso fino al mantello dove ritorna allo stato fuso. Il magma che dette origine alle Ande, per esempio, è costituito principalmente di crosta "riciclata". Un problema ancora aperto è quello dei "punti caldi", forse zone del mantello che non si spostano e da cui si formano vulcani nella crosta che, di volta in volta, nel suo scorrimento, vi si trova sopra. Il risultato è una catena di vulcani allineati di cui solo l'ultimo è attivo.

I vulcani presentano caratteristiche diverse a seconda della composizione del magma. Nel corso dell'eruzione alcuni vulcani, oltre a gas (come idrogeno, anidride carbonica, vapore acqueo, acido solfidrico, ecc.), espellono con violenza magma che solidifica in aria e ricade sotto forma di materiali solidi di varie dimensioni, dalle cosiddette "bombe" ai piccoli "lapilli", fino alla polvere finissima che costituisce la cenere. Inoltre il vulcano emette magma che solidifica abbastanza rapidamente in lava e si accumula intorno al cratere, formando il caratteristico cono vulcanico dalle pareti più o meno ripide. Un vulcano di questo tipo è il Vesuvio, che nell'anno 79d.C. seppellì Ercolano e Pompei sotto un cumulo di cenere. Alcuni vulcani emettono le cosiddette "nubi ardenti" formate da gas e polvere di lava incandescenti, che bruciano tutto ciò che si trova sul loro percorso, come successe nel 1902, quando l'eruzione del Monte Pelée della Martinica provocò la morte di 30.000 persone. Se invece il magma è fluido, la lava che esce dal cratere può percorrere grandi distanze prima di solidificare; di conseguenza il vulcano è piatto e a base molto ampia(vulcano a scudo). Altri fenomeni vulcanici sono le sorgenti termali e le fumarole.

Quando si parla di vulcani, si pensa subito alla loro attività distruttiva; le eruzioni hanno provocato un numero altissimo di morti e spesso hanno avuto conseguenze disastrose anche dal punto di vista economico. Per esempio il Tambura, un vulcano dell'Indonesia, nel corso di un'eruzione avvenuta nel 1815 lanciò nello spazio una tale quantità di polvere che l'atmosfera ne restò oscurata per molti mesi e quell'anno l'estate non ci affatto. Ma esiste anche un altro aspetto del vulcanismo. Oggi si ritiene che il carbonio organico e l'acqua del nostro pianeta siano si origine vulcanica: non facevano parte dell'atmosfera primitiva, ma vi giunsero dal mantello. Il vulcanismo può allora essere visto come una condizione perché sorgesse la vita sul nostro pianeta.








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