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Ghana (Republic of Ghana)

geografia


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1.     INTRODUZIONE   
Ghana (Republic of Ghana), repubblica dell'Africa occidentale, delimitata a nord dal Burkina, a est dal Togo, a ovest dalla Costa d'Avorio, a sud dal golfo di Guinea. Già colonia britannica nota con il nome di Costa d'Oro, ottenne l'indipendenza nel 1957 assumendo il nome dell'antico regno sudanese dal quale si pensa siano giunti gli antenati degli abitanti attuali. La superficie del paese è di 238.500 km² e la capitale è Accra.

 

            2.     TERRITORIO  
Costituito perlopiù da basseterre nelle regioni centromeridionali e centrosettentrionali, il Ghana presenta alcuni rilievi collinari sia a occidente, dove crescono fitte foreste, sia a oriente. Lungo la costa, bassa, sabbiosa e priva di porti naturali, si estende una pianura solcata da numerosi fiumi e corsi d'acqua che consentono la navigazione di piccole imbarcazioni. La regione settentrionale, che presenta una vegetazione caratteristica della savana, è drenata dai fiumi Volta Bianco e Volta Nero le cui acque, dopo essersi unite a formare il Volta, si gettano nell'oceano Atlantico. Il lago Volta, nella zona orientale del paese, è uno dei bacini artificiali più vasti del mondo.



            2.1.          Clima  Il clima è di tipo tropicale, ma le temperature e il regime delle precipitazioni variano in base alla distanza dal mare e all'altitudine. A esclusione della regione settentrionale, dove la stagione delle piogge va da marzo a settembre (con una media annua di 1000 mm circa), due sono i periodi in cui si concentrano le precipitazioni (1500-2000 mm all'anno): aprile-giugno e settembre-novembre. Da dicembre a marzo soffia l'harmattan, un vento secco che giunge da nord-est provocando, soprattutto nelle regioni settentrionali, una discreta escursione termica giornaliera. Nella maggior parte del paese le temperature più basse si registrano nel mese di marzo, in agosto quelle più elevate; la media annuale è di circa 26 °C.

            2.2.          Flora e fauna  Gran parte della vegetazione originaria è stata distrutta per cedere il posto alle colture agricole, ma a sud, dove la foresta tropica 616g63g le è ancora presente, prevalgono ancora alberi come mogani e cedri. Due terzi del paese - la sezione settentrionale - sono coperti da savana, con arbusti e alberi sparsi. Anche il numero degli animali selvatici è diminuito notevolmente, sebbene siano ancora presenti molte specie come il leopardo, l'elefante, la iena, l'antilope e diversi tipi di scimmie. Tra i numerosi rettili si citano il cobra e il pitone.

            3.     POPOLAZIONE  
La popolazione del Ghana è di circa 18.497.206 abitanti (1998), con una densità di 78 unità per km2; le zone più popolose sono quelle costiere e la regione dell'Ashanti. Nel paese sono presenti più di cinquanta gruppi etnici; il più numeroso è quello degli akan (53%), al quale appartengono i fanti, che vivono sulla costa, e gli ashanti, stanziati nelle aree centrali. Gli ahanta e gli nzema popolano il sud-ovest, mentre la zona di Accra ospita gran parte dei ga-adangme (che costituiscono il 7,6% circa del totale). Tra gli altri, i più importanti sono gli ewe (12%) e i mole dagbani (16%). La popolazione urbana è solo il 36,3% (1995).


L'istruzione elementare è gratuita e obbligatoria e il tasso di alfabetizzazione si aggira intorno al 64,5%. Gli atenei si trovano ad Accra, Kumasi e Cape Coast. L'inglese è la lingua ufficiale; a questo, nel 1962, il governo affiancò, per uso scolastico, nove idiomi locali, perlopiù appartenenti ai ceppi kwa e gur. Molto presente è la minoranza animista, alla quale aderisce il 35% della popolazione. La religione maggiormente diffusa, tuttavia, è quella cristiana (52%), soprattutto nelle regioni costiere, mentre i musulmani (13%) sono stanziati perlopiù nella parte settentrionale del paese.


Il Ghana è diviso in dieci regioni amministrative: Settentrionale, Orientale, Occidentale, Centrale, Superiore Orientale, Superiore Occidentale, Volta, Ashanti, Brong-Ahafo e Greater-Accra. A loro volta, queste sono suddivise in 110 distretti. Le città principali sono Accra (1.700.000 abitanti circa, stima del 1991), centro commerciale e capitale del paese; Kumasi, capoluogo dell'Ashanti; e Sekondi-Takoradi, che possiede un porto artificiale, il primo porto moderno edificato nel Ghana. Tra le altre si citano Tamale, Tema e Cape Coast.

            4.     ECONOMIA  
Poiché intorno alla metà degli anni Ottanta l'economia del Ghana, basata sullo sfruttamento delle scarse risorse agricole e minerarie e soggetta a una pessima gestione da parte delle autorità, versava in una crisi profonda, fu attuata una serie di drastiche riforme tra cui la progressiva svalutazione della moneta, alcune privatizzazioni e l'aumento dei prezzi dei prodotti agricoli. Con un PIL pro capite di 380 dollari USA (1997), tuttavia, il Ghana rimane tra i paesi più poveri del mondo.

            4.1.          Agricoltura  Nei primi anni Novanta l'agricoltura forniva il 41% del PIL annuo e impiegava circa il 50% della forza lavoro. Il settore delle colture da esportazione è nettamente dominato dal cacao, coltivato soprattutto nell'Ashanti, in aziende agricole di piccole dimensioni. Il livello produttivo subì un calo negli anni Settanta, perlopiù a causa della fluttuazione dei prezzi, ma si riprese nel decennio successivo, in seguito ad alcuni interventi statali. Molto importanti sono inoltre caffè, tabacco, arachidi, olio di palma, cocco e frutta tropicale; nel sud-ovest sono state introdotte anche piantagioni di caucciù. Le colture per il fabbisogno interno sono costituite da manioca, olio di palma, igname, arachidi, cotone, mais, miglio, sorgo e riso, coltivati soprattutto nelle regioni meridionali. Lungo il litorale prevalgono invece piantagioni di noci di cocco, caffè, banane e agrumi. L'allevamento - di ovini, caprini e bovini - viene praticato perlopiù al nord.

            4.2.          Risorse forestali e pesca  
Lo sfruttamento delle foreste, che coprono circa il 36% della superficie territoriale del Ghana, è molto importante per il bilancio dello stato. Le riserve vengono amministrate in base a una direttiva del 1959, volta a garantire il migliore sfruttamento possibile di una determinata area prima di impiegarla a scopi agricoli; con tale direttiva e attraverso un progressivo ampliamento delle aree boschive, il governo sta cercando di porre rimedio all'impoverimento del suolo causato dall'agricoltura. Gran parte della produzione di legname proviene, tuttavia, da aree poste al di fuori delle riserve. La pesca, che ha subito una notevole espansione a partire dagli anni Sessanta, è di un certo rilievo. Il 10% del pescato proviene dai corsi d'acqua interni e i principali mercati del pesce si trovano a Sekondi-Takoradi e Tema.



            4.3.          Industria  Molto consistenti sono le risorse minerarie, che annoverano ricchi giacimenti d'oro, diamanti, ferro, argento, manganese e bauxite. Sono inoltre presenti piccole quantità di petrolio, gas naturale e berillio. In confronto alla maggior parte degli altri paesi africani il settore industriale ghanese, caratterizzato da stabilimenti di modeste dimensioni, è relativamente sviluppato e impiega circa l'11% della forza lavoro. Numerosi sono gli impianti poligrafici e prosperano segherie e laboratori dove si fabbricano mobili. La produzione su larga scala verte su beni quali birra, sigarette, bevande, oli commestibili, ossigeno, acetilene. A Tema, il principale polo industriale del paese, si trovano anche una raffineria di petrolio e un grande impianto per la lavorazione dell'alluminio, che utilizza l'energia generata dalla centrale energetica presso Akosombo, sul Volta. Vengono prodotti inoltre tessuti, acciaio, zucchero e vetro. Nella seconda metà degli anni Ottanta è stato iniziato un importante programma di privatizzazione. Le principali esportazioni sono oro, cacao e legname; si importano materie prime, petrolio e derrate alimentari.

La Bank of Ghana è la banca centrale del paese ed emette la moneta nazionale. Sin dal 1967 l'unità monetaria è stata il cedi, suddiviso in 100 pesewas. In seguito a numerose svalutazioni tra il 1981 e il 1983, è stato introdotto il nuovo cedi.

Il paese vanta un sistema di trasporti relativamente efficiente. Nel 1990 era servito da 953 km di strada ferrata; le linee principali collegano Sekondi-Takoradi, Accra e Kumasi. Le strade totalizzano 37.800 km (1996), spesso in discrete condizioni di percorribilità. L'aeroporto internazionale ha sede a Kotoka, presso Accra; la compagnia di bandiera è la Ghana Airways.

            5.     ORDINAMENTO DELLO STATO  
Un consiglio militare governò il paese attraverso decreti dal 1972 al 1979, quando fu adottata una Costituzione che prevedeva l'elezione a suffragio universale di un presidente, di un Parlamento e di un organo giudiziario indipendente guidato dalla Corte suprema. Tale Costituzione venne sospesa con il colpo di stato militare del 30 dicembre 1981, quando il Consiglio provvisorio di difesa nazionale prese il comando del paese. Nel 1992 venne approvata, tramite referendum, una nuova Costituzione che stabiliva l'introduzione del multipartitismo, l'elezione di un presidente (ogni quattro anni e a suffragio diretto) e di un Parlamento che designasse un primo ministro. I partiti politici furono legalizzati e, il 7 gennaio del 1993, venne inaugurata la IV repubblica.

            6.     STORIA  
Anche se diede il suo nome allo stato odierno, l'antico regno del Ghana era in effetti situato più a nord, tra il Senegal, la Mauritania e il Mali. I primi stati conosciuti all'interno degli attuali confini sono i regni dogomba e mamprussi, che fiorirono tra il XII e il XIII secolo nelle regioni settentrionali. Più o meno nello stesso periodo, alcuni gruppi akan - tra i quali gli ashanti e i fanti - migrarono dalla savana verso sud, andando a formare una serie di piccoli stati; questi, intorno al XV secolo, alimentavano fiorenti commerci con le genti subsahariane del nord.

            6.1.          La colonizzazione  I primi europei ad avvistare la costa, in seguito chiamata Costa d'Oro, furono i portoghesi che, nel 1482, stabilirono una base commerciale nei pressi dell'odierna Elmina. La regione divenne allora, fino alla scoperta delle ricche risorse dell'America latina, il maggior fornitore d'oro per l'Europa; a ciò si aggiunse, durante il XVI secolo, un florido commercio di schiavi che risvegliò l'interesse di altre potenze europee. Nel 1642 gli olandesi - per mezzo della Compagnia delle Indie Occidentali - si sostituirono ai portoghesi. Il commercio con gli europei favorì l'affermazione delle genti ashanti, che gradualmente si erano spostate verso la zona di Kumasi, importante nodo di comunicazioni da cui potevano controllare gran parte dei traffici tra nord e sud. Già nel 1670 la loro supremazia in quest'area non conosceva rivali e, a partire dalla metà del XVIII secolo, la loro continua espansione li portò a dominare sugli altri staterelli locali.

            6.2.          Il dominio britannico  I principali antagonisti degli olandesi furono gli inglesi che, stabilite alcune basi a Kormantine e Cape Coast, svilupparono una fiorente tratta di schiavi e, verso la fine del XVIII secolo, giunsero a controllare l'intera regione. Nel 1821, quattordici anni dopo l'abolizione della schiavitù, le postazioni inglesi passarono nelle mani della Corona che, tra il 1850 e il 1871, si impossessò di tutte le stazioni commerciali danesi e olandesi, istituendo un'unica entità territoriale coloniale nel 1874. Agli inizi del XIX secolo le tribù ashanti avevano invaso la zona abitata dai fanti, in prossimità della costa, minacciando così anche gli insediamenti britannici e scatenando, con questi, una serie di sanguinose guerre; tali guerre non terminarono che nel 1901, quando furono stabiliti i nuovi confini della colonia della Costa d'Oro che venne a comprendere, oltre ai territori ashanti, anche parte del Togo tedesco (1922).




Nel 1925 si tennero le elezioni di un'assemblea legislativa. I primi fermenti politici si verificarono soltanto dopo la seconda guerra mondiale quando, in seguito ad alcune agitazioni, gli inglesi furono costretti a concedere una parziale autonomia allo scopo di creare, gradualmente, un paese indipendente. Nel 1957, il Parlamento inglese approvò l'Atto di indipendenza del Ghana (il nuovo nome del paese), che divenne esecutivo il 6 marzo dello stesso anno, in seguito alla ratifica dell'Assemblea nazionale ghanese. Dopo alcuni giorni il paese divenne membro dell'Organizzazione delle Nazioni Unite.

            6.3.          L'epoca di Nkrumah  Il partito politico dominante del nuovo stato era il Partito della convenzione del popolo (PCP), guidato da Kwame Nkrumah, primo premier del paese e leader carismatico del movimento panafricano. Non mancarono però i dissensi tra il PCP e altri gruppi politici i quali, sostenendo la creazione di uno stato federativo, si opponevano alla centralizzazione avviata dal governo; nell'ottobre del 1957 sei gruppi di opposizione formarono una coalizione nota come il Fronte Unito. Nel 1960, tuttavia, venne approvata una nuova Costituzione repubblicana (che sostituiva quella del 1954) e Nkrumah ne venne eletto primo presidente. Negli anni seguenti questi assunse atteggiamenti sempre più dittatoriali. L'opposizione subì forti limiti d'azione e gli stessi leader del Fronte Unito furono imprigionati senza processo. Il governo decretò lo stato di emergenza nel 1961 e, nuovamente, nel 1962. Alla fine del 1963, Nkrumah pose dei limiti anche all'esercizio del potere giudiziario e l'anno seguente venne introdotto il sistema monopartitico.

            6.4.          Instabilità politica  
Il 24 febbraio 1966 Nkrumah, in visita ufficiale in Cina, venne destituito da un colpo di stato militare. Nkrumah si rifugiò in Guinea, i suoi sostenitori in Ghana furono arrestati e i tecnici sovietici e cinesi presenti nel paese furono espulsi. Durante i successivi tre anni, sospesa la Costituzione e sciolto il Parlamento, il governo fu presieduto da un Consiglio di liberazione nazionale. Nel 1969 il potere fu trasferito, in base a una nuova Costituzione, a un governo civile, guidato da Kofi A. Busia. Incapace di far fronte alle nuove tensioni etniche createsi, questi fu destituito, nel 1972, da un colpo di stato militare, capeggiato dal colonnello Ignatius K. Acheampong, il quale sospese la Costituzione, vietò qualsiasi attività politica e limitò fortemente la libertà di stampa e delle organizzazioni sindacali. Nel 1974, tuttavia, egli avviò un processo di democratizzazione che permise l'istituzione di un Consiglio civile per gli affari politici e un Consiglio per la pianificazione economica.

            6.5.          L'epoca di Rawlings  Nel 1978 Acheampong fu costretto alle dimissioni, lasciando la carica al generale Frederick W. Akuffo, che in meno di un anno fu spodestato dal maggiore Jerry Rawlings il quale fece giustiziare i suoi due predecessori per corruzione e, nel settembre del 1979, lasciò il posto a un presidente civile, Hilla Limann. Al peggiorare delle condizioni economiche, questi fu deposto da un secondo colpo di stato guidato da Rawlings (dicembre 1981) che, postosi a capo di un Consiglio provvisorio di difesa nazionale, impose un piano di austerità che contribuì al controllo dell'inflazione e attrasse aiuti finanziari dall'Occidente, incluso il sostegno del Fondo monetario internazionale e della Banca mondiale. Nonostante la popolarità di cui godeva, il regime di Rawlings dovette soffocare numerosi tentativi di colpo di stato. Un referendum del 1992 ristabilì il governo costituzionale e Rawlings, presentatosi come candidato civile nelle nuove elezioni multipartitiche, divenne presidente. Le elezioni legislative del mese seguente videro trionfare il suo Congresso nazionale democratico (NDC).


Nel 1994 alcune dispute di confine nel nord del paese sfociarono in aperta violenza interetnica, che coinvolse sette diversi gruppi. Venne temporaneamente imposto lo stato di emergenza e negoziato un accordo di pace tra i contendenti, ma le tensioni si riacutizzarono nel marzo del 1995. Alle elezioni presidenziali del dicembre 1996 Rawlings venne rieletto alla presidenza del paese.[1]









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