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La vita di Galileo

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Vita di Galileo

Data prima pubblicazione: 1939 (?)

Edizione nostra lettura: 1994

Autore: Bertolt Brecht

Nacque ad Augusta nel 1898. Già da bambino componeva versi, e scrisse il suo primo dramma compiuto a 15 anni. Nel 1918, per evitare la chiamata alle armi, s'iscrisse alla facoltà di medicina; egli aveva una spiccata avversità alla guerra, che lo portò a scrivere opere contro di essa, per questo fu inserito nella lista nera di Hitler. Dal 1922 in poi acquisì una certa fama come scrittore; dal '33 al '47 dovette "autoesiliarsi" da Berlino perché ritenuto avversario del regime nazista. Ritiratosi in Danimarca, e successivamente in Svezia e California, scrisse in quel periodo la maggior parte delle sue opere. La "Vita di Galileo" fu composta in prima stesura fra il 1938 ed il 1939, anche se l'autore poi la riscrisse altre due volte, lavorandoci fino a pochi mesi dalla morte. Morì nell'agosto del 1956.

Genere: dramma

Lingua originale: tedesco

Sintesi dell'opera teatrale:

Nel 1609 Galileo è un docente di matematiche a Padova, e sta cercando con i suoi studi delle prove che confermino la teoria copernicana. Vive con sua figlia Virginia, la governante, la signora Sarti, e con il figlio di questa, Andrea, che diventerà presto il suo discepolo. Lo scienziato è costretto a barcamenarsi fra i suoi studi e l'insegnamento, che gli rende possibile sopravvivere, si lamenta del tempo che gli viene sottratto ma crede in ogni caso che il mondo sia pronto a non sentirsi più al centro fisso dell'universo, ma una parte mobile di esso, e spera che ben presto le sue teorie verranno proclamate ad alta voce senza paura. Nel 1610 Galileo scopre dei fenomeni celesti che danno credito al sistema copernicano, ma non viene creduto che nel 1616 dall'istituto pontificio di ricerche scientifiche. Nonostante questo, l'Inquisizione lo diffida dal continuare a voler dimostrare le sue teorie.

Il resto della storia riprende fedelmente gli avvenimenti della vita dello scienziato fino al suo esilio ad Arcetri, con una conclusione inventata da Brecht ma che spiega i fatti accaduti in seguito.

Organizzazione del testo:

Il testo teatrale è articolato in 15 scene di lunghezza variabile, ed è un atto unico. Le scene variano al cambiare dell'epoca: visto che viene rappresentata una grande parte della vita dello scienziato, si hanno dei salti temporali anche di sette-otto anni. Le scene sono molto lunghe.

Analisi didascalie - presenza di monologhi:

Le didascalie sono molto presenti, e sono di tre tipi:

  1. All'inizio di ogni scena troviamo qualche breve riga di introduzione, che rappresenta una specie di titolo della scena
  2. Dopo questa breve introduzione c'è un insieme di versi che è in pratica il tema della scena scritto in forma poetica
  3. All'interno di ogni scena vi sono, secondo i fatti, brevi didascalie che segnalano l'entrata e l'uscita di scena dei personaggi, accompagnati spesso da una breve descrizione fisica; queste didascalie si trovano anche accanto ai nomi dei personaggi, quando indicano gli atteggiamenti.

Analisi dei personaggi:

  • GALILEO GALILEI

E' rappresentato, all'inizio, come un uomo di grande vigore e appassionato ai propri studi: ne è talmente entusiasta che coinvolge anche Andrea, il figlio di dieci anni della governante, e riesce a spiegargli in maniera semplice le sue teorie. Si capisce subito che la sua fama è già diffusa in tutta Europa, perché a lui si presenta addirittura uno studente proveniente dall'Olanda. Galileo si sa ben adattare, e riesce a cogliere sempre le occasioni che gli sono più favorevoli: per esempio, è il primo ad utilizzare un cannocchiale (e a fabbricarselo) in Italia, ed anche se l'invenzione non è realmente sua è come se lo fosse, perché egli la utilizza per compiere osservazioni cui nessuno ha mai pensato, e riesce anche ad ottenere dei risultati importanti. Lo scienziato confida molto nella futura evoluzione del pensiero, e nonostante i segnali poco buoni che gli arrivano dalla società continua a dire ai suoi amici, che tentano di dissuaderlo, che verrà presto un giorno in cui tutti proclameranno ad alta voce le sue teorie. Egli ripone le sue speranze nel dubbio crescente che s'insinua fra la gente, e che fa mettere in discussione le verità ritenute "intoccabili". Nonostante la diffida ad occuparsi delle teorie copernicane se non come pure applicazioni matematiche, egli appena scopre che "il nuovo papa è uno scienziato", le riprende con un immutato (se non maggiore) entusiasmo, convinto che la Chiesa questa volta lo sosterrà. Galileo è invece processato come un eretico, e si sottopone all'abiura: questo non segnala un arrendersi per salvare la pelle, come pensano con rabbia e sconforto i suoi discepoli ed amici, bensì il modo più furbo per beffare la Chiesa utilizzando i suoi stessi strumenti, perché Galileo dalla sua villa di Arcetri, pur essendo vecchio e malato, continua a condurre i suoi studi e a scrivere appunti che nasconde perché non gli vengano sequestrati. Questo è il racconto che lo scienziato fa al suo allievo Andrea, passato a trovarlo prima di recarsi all'estero, e che riempie il ragazzo di stupore e di gioia. La decisione di Galileo viene interpretata da Brecht come la migliore: per lo studioso, un rifiuto dell'abiura avrebbe significato la morte sul rogo, mentre così, salva la vita, è salva anche la possibilità di condurre nuovi studi. Lo scienziato stesso, però, confessa ad Andrea Sarti che la sua non è stata una scelta premeditata, ma frutto della paura del dolore fisico. Oltre all'aspetto di grande scienziato, Brecht pone l'accento sull'indole godereccia di Galileo: egli stesso confessa che gli piace mangiare bene, e quest'aspetto viene anche colto da altri suoi interlocutori. Questo è un altro segno del forte attaccamento alla vita dello scienziato. Il personaggio Galileo Galilei che viene fuori complessivamente è dunque veramente umano, non solo un maestro ed uno dei padri della scienza moderna.

  • ANDREA SARTI

È il figlio della governante, che ancora bambino si entusiasma per il lavoro di Galileo, il quale lo coinvolge nei suoi studi spiegandogli il loro esito. Diventato adulto, si rivela un prezioso collaboratore dello scienziato; il giorno fissato per l'abiura di Galileo, crede che il suo maestro mai si piegherà all'autorità della Chiesa, ed immagina per lui una fine gloriosa perché glorioso fu in terra. Quando viene a sapere che l'abiura è stata accettata, viene colto da collera ed anche disprezzo per quell'uomo che un minuto prima consacrava, perché non immagina i motivi di questa scelta: pensa che Galileo lo faccia solo per salvarsi la vita, ed in questo vede una specie di tradimento di tutto il lavoro che ha fatto nella sua vita, e nelle cose in cui ha creduto. Andrea ha sempre visto il maestro come un "ribelle", perché, incurante di tutto, aveva proseguito i suoi studi, e pensa che sia un ipocrita della peggior specie. Ha modo di ricredersi qualche anno dopo quando, in visita presso Galileo ad Arcetri, lo vede consegnargli il frutto del suo lavoro, il manoscritto che racchiude l'esito degli studi da lui continuati in segreto. Vedendo in che stato sia lo scienziato, vecchio e quasi cieco, rimane stupito di ciò che ha fatto, e mette rapidamente da parte la freddezza e la formalità della prima parte del colloquio per l'entusiasmo. Rimpiange anche di essersi scagliato così duramente contro Galileo, dopo la notizia dell'abiura, e con una gran gioia si assume la responsabilità di portare il manoscritto dello scienziato in Olanda, senza nemmeno il bisogno di pensarci.

  • LA CHIESA

Non è propriamente un personaggio, ma è sicuramente fra i protagonisti del dramma. È rappresentata da diversi uomini, che propongono aspetti contrastanti di essa. Della Chiesa fanno parte sia Fulgenzio, un giovane monaco con la passione della scienza e amico di Galileo, e i funzionari dell'Inquisizione; questo dimostra le contraddizioni interne ad essa. Un altro fatto rilevante è che gli unici che credono alle dimostrazioni della teoria copernicana sono i componenti dell'istituto pontificio di ricerche scientifiche, anche se poi Galileo non avrà l'autorizzazione a continuare la sua opera di ricerca di conferme alla teoria copernicana. Alcuni membri della Chiesa mostrano un certo disprezzo per Galileo, ritenuto un rivoluzionario, perché si permette di mettere in discussione un dogma importante come la centralità della Terra nell'universo (e quindi nella creazione operata da Dio). La Chiesa quindi viene presentata come un elemento fortemente reazionario, che ha delle posizioni immutabili ed è molto rigida nell'impedire la diffusione di idee (anche se vere) che possano operare un distacco delle masse popolari dalle sue istituzioni. Si può sostenere che abbia un ruolo negativo, perché impedisce a chiunque di pensare con la propria testa, imponendo verità e comportamenti, e minacciando addirittura pene corporali come il rogo per chi osi infrangere le regole. Questo comportamento era in forte contrapposizione con il principio cristiano del perdono, ma serviva alla Chiesa per mantenere la tranquillità ed il dominio in un mondo che stava cambiando e divenendo consapevole.

Osservazioni su lingua e stile:

I dialoghi hanno un registro stilistico elevato, ma non altisonante: tutti i personaggi hanno almeno un minimo di cultura, anche i più poveri. C'è un certo uso di terminologie scientifiche in merito ai discorsi che vengono fatti sulle scoperte di Galileo, ed in misura più piccola un uso del latino quando a parlare sono esponenti della Chiesa. Lo stile seguito dall'autore è scorrevole, e soprattutto rendono bene l'idea del personaggio le parole di Galileo.

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