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INCOMUNICABILITÀ'

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INCOMUNICABILITÀ'

INCOMUNICABILITÀ'

L'incomunicabilità consiste nell'incapacità o impossibilità di un individuo di stabilire un rapporto con il prossimo. Il protagonista del "deserto dei tartari", Giovanni Drogo, privo di autonomia psicologica, non riesce a trovare né nell'amicizia, né nell'amore la possibilità di esprimersi, di confidarsi, di stabilire un'intesa. Persona tendente alla malinconia, fin dalle prime pagine del libro, il nostro protagonista dimostra difficoltà ad esternare i propri sentimenti, a comunicare i propri dubbi, i propri timori anche con la propria madre.

- pag. 8..."Perché non gli uscivano dalla bocca, per la madre, che frasi generiche vuote di senso invece che affettuose e tranquillizzanti parole?..".

Anche successivamente, quando Drogo, ormai consapevole dalla desolante vita della Fortezza, scrive alla madre non ha il coraggio di aprire il suo cuore fino in fondo ed esternare il senso di delusione provata.

- pag. 50..."Come avrebbe avuto il cuore di amareggiarla? No, neppure con la mamma poteva essere sincero...".



Per Giovanni è difficile stabilire rapporti confidenziali con le altre presone e questa sua incapacità 848j93i di comunicare lo rende sempre più solo .E' proprio per questa mancanza di calore umano che il nostro protagonista scambia il rumore dell'acqua che scroscia da una lontana cascata per voce umana.

- pag. 82..."Era l'acqua, era, una lontana cascata scrosciante....il misterioso gioco degli echi, il diverso suono delle pietre percosse ne facevano una voce umana, la quale parlava parlava: parole della nostra vita, che si era sempre a un filo dal capire e invece mai....".

Egli si rende conto di pensare che l'uomo parla, ma le sue parole sono vuote, i propri messaggi non arrivano e  difficilmente gli altri possono capirlo e comprenderlo fino in fondo.

I personaggi del romanzo non solo non riescono a comunicare tra loro ma neanche con la natura circostante, molto bella e suggestiva.

- pag. 91..."Ai fianchi l'aspra catena delle montagne. Ve n'erano di bellissime con sterminati muraglioni a picco e la vetta bianca per al prima neve autunnale. Eppure nessuno le guardava; tutti, Drogo e i soldati, tendevano istintivamente a guardare verso nord, alla desolata pianura, priva di senso e misteriosa...".

Per essendo in compagnia di Tronk, Drogo si sente solo e triste perché il commilitone è troppo diverso da lui.

- pag. 96..."Ma poi, dalla valle buia, con l'andar della notte, risaliva il soffio della paura. Con l'andar della notte Drogo si sentiva piccolo e solo, Tronk gli era troppo diverso per potergli servire da amico. Oh, se avesse avuto accanto i compagni, magari uno soltanto, allora si sarebbe stato diverso, Drogo avrebbe anche trovato la voglia di scherzare e aspettare l'alba non gli avrebbe causato pena....".

Anche le regole della Fortezza fanno si che non vi sia comunicabilità tra i soldati, infatti ogni cosa si basa su parole d'ordine e particolari segnali. Significativo in tal senso è, infatti,  l'episodio in cui Moretto è costretto ad uccidere il suo caro amico Lazzari perché quest'ultimo non si ricorda di dover dire la parola d'ordine.

- pagg. 104/105/106..."Un improvviso disagio aveva colto il Lazzari al primo richiamo della sentinella. Gli pareva così strano, ora che si trovava personalmente di mezzo, sentirsi interpellare in quel modo da un compagno, ma si rasserenò al secondo "chivalà" perché riconobbe la voce di un amico, proprio della stessa compagnia, che loro chiamavano confidenzialmente Moretto" Sono io Lazzari!" gridò. "Manda il capoposto ad aprirmi! ho preso il cavallo! E non farti accorgere se no mi ficcano dentro!" La sentinella non si mosse. Con il fucile imbracciato se ne stava ferma, cercando di ritardare al possibile il terzo "chivalà". Forse il Lazzari su sarebbe accorto da solo del pericolo, sarebbe tornato indietro, avrebbe potuto magari aggregarsi il giorno dopo alla guardia della Ridotta Nuova. Ma a pochi metri c'era Tronk che lo fissava severamente. Tronk non diceva parola. Ora egli guardava la sentinella ora il Lazzari, per colpa del quale probabilmente sarebbe stato punito.....quanto più vicino si faceva il Lazzari, tanto più facilmente sarebbe stato colpito. "Chi va là, chi va là?....e nella voce c'era sottinteso come un avvertimento privato e antiregolamentare. Voleva dire: torna indietro fino che sei in tempo, vuoi farti ammazzare? E finalmente Lazzari capì, si ricordò in un lampo le dure leggi della Fortezza, si sentì

perduto......."Sono io Lazzari! Non mi vedi? Moretto, o Moretto! Sono io! Ma che cosa fai con il fucile? Sei matto......Ma la sentinella non era più Moretto, era semplicemente un soldato..che adesso alzava lentamente il fucile, mirando contro l'amico......"Non vedi che sono io? Non sparare.....Ma la sentinella non era più il Moretto ......era...una sentinella qualsiasi che aveva mirato ed ora premeva il grilletto.......Poi, nel silenzio lasciato dallo sparo, si udì la sua voce, con che disperato suono: " Oh Moretto, mi hai ammazzato!........"

L'educazione che viene impartita ai militari, basata sul concetto di durezza e d'inflessibilità condiziona il loro carattere a tal punto che si vergognano ad aprirsi con i compagni e ciò contribuisce a renderli sempre più soli e tristi.

-pag 108..."Ma nessuno ha il coraggio di parlarne; sembrerebbe di malaugurio, soprattutto parrebbe di confessare i propri pensieri più cari e i soldati di questo hanno vergogna...."

Per Drogo non si pone neppure il problema di completare la propria personalità con un legame amoroso, solo il pensiero di poter provare questo sentimento e di poterlo in qualche modo esternare , lo fa' sentire ridicolo.

-pag 154......"E se per una stradetta, in mezzo alle siepi, avanzasse una bella ragazza, e quando ci si passa vicino a cavallo lei salutasse con un sorriso. Ma che ridicola cosa, sono mai ammissibili per un ufficiale così stupidi pensieri?....."

-pag 155....."E se a un davanzale ci fosse una bella ragazza e quando ci si passa sotto

lei salutasse amichevolmente con un bel sorriso? Tutte cose in fondo ridicole, sciocchezze da collegiale....."



Il nostro protagonista non riesce a comunicare con nessuno, neppure con se stesso, per cui tutto gli appare estraneo, anche quando, ritornato a casa per una licenza , si accinge a ripercorrere i luoghi a lui cari in cerca di vecchi amici.

-pag 160...."Straniero girò per la città in cerca dei vecchi amici...per quanto tentasse (ma anche lui forse non ne era più capace ) non riusciva a far rinascere i discorsi di un tempo, gli scherzi, i modi di dire.....Di notte stava fuori di casa fino a tardi, determinato a divertirsi. Ogni volta usciva con le solite vaghe speranze giovanili di amore, ogni volta tornava deluso. Riprese ad odiare la via che lo conduceva a casa solitario, sempre uguale e deserta...."

Neppure con la madre  riesce ad avere un rapporto sincero, eppure, alle volte, basta una parola affettuosa per sentirsi risollevato.

-pag 162./163..."Buona notte mamma....che cos'hai mamma?...Nello stesso istante capì di avere scambiato il rotolio di una carrozza lontana con la cara voce. In verità la mamma non aveva risposto, i passi notturni del figlio  più non la potevano destare come una volta, si erano fatti come estranei, quasi il loro suono fosse col tempo cambiato.....eppure gli restava un' impressione amara, quasi l'affetto di una volta si fosse appannato, come se fra loro due il tempo e la lontananza avessero lentamente disteso un velo di separazione......"

L'incapacità di Drogo di comunicare si rivela in ogni occasione: anche quando incontra la sua cara amica Maria non riesce ad essere spontaneo e ciò lo rende triste e solo.

- pag. 165..."No Drogo non la trovava cambiata, era anzi sorprendente che una ragazza in quattro anni non avesse fatto alcun visibile mutamento. Oppure egli aveva un senso vago di delusione e di freddo. Non riusciva più a trovare il tono di una volta, quando si parlavano come fratelli e potevano scherzare di tutto senza ferirsi...Avrebbe dovuto tirarla per un braccio, dirle: "Ma sei matta? Cosa ti viene in mente di fare così la persona seria?". Il gelido incanto sarebbe stato spezzato. Ma Drogo non se ne sentiva capace. Di fronte gli stava una persona diversa e nuova, i cui pensieri gli erano sconosciuti. Lui stesso, forse, non era più quello di un tempo, ed era stato lui a cominciare con un tono falso...".

Durante la conversazione con Maria, Drogo non riesce ad essere spontaneo e la sua incapacità di comunicare i propri sentimenti gli impedisce di confessare alla ragazza ciò che veramente prova.

- pag. 166..."E adesso, dimmi sei venuto per restare?"..."Dipende da te" aveva pensato di rispondere, o qualche cosa del genere...Adesso, invece, gli era giunta quasi di sorpresa, ed era una cosa diversa, una domanda quasi di convenienza, senza sottintesi sentimentali...."appena una licenza?" fece subito Maria e ci fu nella sua voce una vibrazione sottile che poteva essere caso, o delusione, o anche vero dolore.

Ma qualche cosa si era messo veramente tra loro, un velo indefinibile e vago che non voleva dissolversi....".

Alla Fortezza nessuno si preoccupava di comprendere l'altro e ne conseguiva che tra i militari non c'era né confidenza né vera comunicazione.

- pag.191..."Lo stesso Simeoni, siccome nessuno lo prendeva sul serio, evitava di parlare della scoperta....".

Non riuscendo a comprendersi i personaggi spesso si ammutoliscono e tra loro cala un silenzio angosciante.

.- pag. 205..."Drogo tacque e stette a guardare. Rimasero qualche istante muti, nel lugubre corridoio, ma il silenzio era troppo grande....".

Nelle sue riflessioni Drogo si rende conto di quanto gli uomini, che non hanno qualcuno con cui condividere le proprie gioie e i dolori,  siano effettivamente soli.

- pag. 208..."Proprio in quel tempo Drogo si accorse come gli uomini, per quanto si vogliano bene rimangono sempre lontani; che s e uno soffre il dolore è completamente suo, nessun altro può prendere su di se una minima parte; se uno soffre gli altri per questo non sentono male e questo provoca la solitudine...".

Questa frase sta a significare che l'uomo non è in grado di comunicare veramente con gli altri e questo non sapersi esprimere e non sentissi capito fa sì che nasca la solitudine.

Il nostro protagonista è convinto che i propri compagni non l'avrebbero mai ascoltato e capito.

- pag. 219..."Ma qualche stupidaggine interveniva sempre a impedire il colloquio e del resto sarebbe stato probabilmente inutile....".

Continuando la lettura del romanzo possiamo vedere che l'incomunicabilità fra i personaggi è sempre più grande. Nel loro rapporto c'è falsità e mancanza di comprensione.

- pag. 224..."E dicendogli Drogo di no, che già si sentiva meglio, che preferiva restare, Simeone scuoteva il capo riprovando, come se Giovanni respingesse per ingratitudine un consiglio prezioso...".




Simeoni non si rende conto o meglio non vuol capire che Drogo desidera rimanere perché spera ancora. Tra i due personaggi non c'è intesa.

- pag. 236..."E' difficile dire, ma anche tu lo sai bene (non riusciva proprio a spiegarsi: come far intendere certe cose a un uomo simile?)..."Non capisco", disse Simeoni con evidente fastidio..."Ma si che devi capire...".

DIALOGHI

Alcuni esempi di dialoghi.

1 - DIALOGHI INTERROTTI:

- pag. 17..."certo che molti..."Ortiz non insistette, pareva che l'argomento non lo interessasse....".

- pag 111..."Perdoni, signor maggiore, stavo....".

- pag. 127..."Non che strategicamente sia essenziale, sebben loro mi capiscono, perché lassù una guerra non potrà mai avere sviluppi né offrire possibilità di manovra...dove ero dunque rimasto?...".

- pag. 130..."Una volta, si doveva cercare un soldato fug....".

- pag.131..."Peccato che.....".

- pag. 146..."Bisognerebbe domani...." e dopo più nulla...

- pag. 173..."Già, Augustina, ah una bella testa! Per una stupida ostinazione compromettere la linea di confine...Non so come abbiano....beh, lasciamo stare!" Concluse recisamente.

- pag. 204..."Non si potrà più adoperarlo il tuo cannocchiale almeno...." "L'ho già consegnata al Comando" Interruppe Simeoni, sostenuto.

2 - DIALOGHI NON PARTECIPATI:

- pag. 30..."Ma Drogo ascoltava appena le spiegazioni di Matti, attratto stranamente dal riquadro della finestra, con quel pezzettino di rupe che spuntava sopra il muro di faccia...".

- pag. 72..."Drogo ascoltava senza interesse, intento come era a guardare dalla finestra...".

- pag. 74..."Morel?" Drogo non poteva evitare di rispondere, per far vedere che l'ascoltava "Morel ammalato?" chiese non avendo afferrato che le ultime parole..".

- pag. 131.." Scusi Capitano, che cosa ha detto?..".

3 - DIALOGHI NON COMPRESI:

- pag. 71..."Tutti, caro figliolo, sono venuti quassù per uno sbaglio" fece il medico con patetica allusione "che più chi meno, anche quelli che ci sono rimasti". Drogo non capiva bene e si accontentò di sorridere.

- pag. 169..."Deve essere bello si" disse Maria, abbassando gli occhi. "Ma adesso che si è per partire mi è passata la voglia" "Sciocchezze, succede sempre all'ultimo momento, è così noioso preparare i bagagli" disse apposta Drogo, come se non avesse inteso l'allusione sentimentale.

- pag. 236..."Tu lo sai che qui alla Fortezza....si è rimasti tutti per la speranza...è difficile dire, ma anche tu lo sai bene" (non riusciva proprio a spiegarsi: come far intendere certe cose a un uomo simile?) "se non fosse stato per questa possibilità. "non capisco" disse Simeoni con evidente fastidio.

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