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Capitolo II

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Capitolo II

CAPITOLO II

LE DUE ANIME DELLA SCIENCE FICTION.

Le origini

La science fiction è, tra i vari generi, uno di quelli più sicuramente collegati con la società,sia in fase di scrittura che in fase di diffusione. Lo scrittore di fantascienza non soltanto risponde ai condizionamenti che gli provengono dai fattori "politici, sociali e culturali, appartenenti specificamente alla comunità in cui si è venuto formando"(1), bensì ne trae la sostanza stessa della sua opera che molto spesso è detta "di anticipazione".

D'altra parte, l'autore, l'opera e il pubblico, tutto ciò : "costituisce un circuito di scambio che, attraverso un apparecchio di trasmissione estremamente complesso, contemporaneamente attinente all'arte, alla tecnologia e al commercio (2) ", pervade diversi ambiti e, nel caso della science fiction che è un tipo di letteratura "popolare", un ingente numero di fruitori.

Uno degli scritti ancora oggi più pertinenti per comprendere le origini e la natura della S F rimane la famosa prefazione di Sergio Solmi a Le meraviglie del possibile (3) .Qui Solmi ritiene di collegare la nascita della science fiction al positivismo e al suo ardore, in effetti ancora romantico, per la scienza. " L' aspirazione all'onniscienza, alla rivelazione immediata e definitiva dei misteri della vita e del cosmo, continuava il vecchio sogno faustiano ". Più tardi, nel momento in cui la stessa scienza sconvolgeva le concezioni del materialismo classico e l' "alone ottimistico " che la circondava veniva via via svanendo, anche la letteratura che alla scienza si era ispirata ebbe a subire una notevole variazione di tendenza.

Anche Solmi sa che le origini lontane della science fiction stanno nei "viaggi meravigliosi" di cui l'uomo ha sempre fantasticato, e tra cui alcuni includono persino l' Odissea di Omero, un misto di invenzione narrativa, mito e realtà; ma il primo vero esempio è dato dalle opere del greco Luciano di Samosata, vissuto nel secolo 2° d. C.. Nell'epoca moderna una maggiore enfasi sugli aspetti scientifici di una narrazione fu una naturale conseguenza del progresso tecnologico e intellettuale, e si può già trovare nel 17° secolo un'opera come il Somnium , del famoso scienziato Giovanni Keplero(pubblicato in latino nel 1634), cui fece seguito The Man in the Moon (1638) del vescovo Francis Godwin, e il Viaggio sulla Luna (1650) di Cyrano de Bergerac.

Altre origini le troviamo nel romanzo utopistico, il quale già dall'antichità intendeva presentare punti di vista politici, sociologici o filosofici. Platone, agli inizi del quarto secolo a.C. incluse le sue idee su Atlantide nel Timeo e in Crizia. Il nome di questo genere letterario deriva dall'opera Utopia di Thomas More, pubblicata nel 1515-16 : letteralmente la parola significa " luogo inesistente ", "non luogo" e insieme "buon luogo". Uno sviluppo a latere dell'utopia fu la satira fantascientifica, il cui precursore è senz'altro il Gulliver's Travels (1726) di Jonathan Swift e che ha portato a tante "utopie negative ".

E ancora possiamo parlare di derivazioni dal "romanzo nero " o "gothic novel" che parte dalla metà del 700, vale a dire le prime opere "del terrore". Ma l'inizio vero e proprio della narrativa di fantascienza si colloca in realtà nei primi anni dell'800, estrapolando dalle prime conoscenze realmente "scientifiche", come proiezione di timori e pericoli della scienza. Gli ultimi importanti ingredienti della SF così come la intendiamo oggi furono gli elementi psicologici e filosofici contenuti in opere come Frankenstein (1818) di Mary Wollstonecraft Shelley e Lo strano caso del dottor Jekyll e Mister Hyde (1886) di Robert Louis Stevenson.

Scrive Brian Aldiss, celebre scrittore inglese di science fiction (in "Robot" n° 30, 1978, Armenia Editore) : " Ai tempi della Shelley la tecnologia aveva appena cominciato i suoi passi. (...) Le scienze rimasero a lungo simili a un cucciolo di leone, le cui capriole deliziavano il suo padrone in privato: il cucciolo non aveva ancora gustato il sangue dell'uomo ".

L'argomento del celeberrimo Frankenstein (la creazione che sfugge al controllo dell'uomo) è probabilmente uno dei temi principali della fantascienza, osserva Aldiss, ed è di conio inglese. Quest'opera dunque è basataa in gran parte sulle scoperte della "elettricità animale" di Galvani, e rappresenta le prime paure per le conseguenze nefaste della scienza : l'uomo punito per voler uguagliarsi a Dio Creatore.

Edgar Allan Poe, il viaggio nell'ignoto.

Uno dei padri riconosciuti della moderna science-fiction è Edgar Allan Poe (1809-1849 ) e anche in lui un linguaggio minuzioso e scientifico prelude ad orrori inimmaginabili e ad esperienze dello spirito: alla follia addirittura. Citiamo "The Facts in the Case of M. Valdemar " (1845 ) ispirato al mesmerismo ed alle teorie magnetiche. " Mesmeric Revelation" (1844 ) ed altri racconti . Nel racconto di Poe il signor Valdemar, poco prima di spirare, dà il suo assenso a un terribile esperimento: verificare se l'ipnosi (o sonno mesmerico) è capace di interrompere il processo di morte . E così dal cadavere esce una voce spaventevole , un suono sconvolgente prodotto dalla lingua gonfia e nerastra. E alla fine emerge l'orrore puro , il corpo che diventa "disgustoso repellente putridume" dopo una sospensione di sette mesi tra vita e morte.

In Poe troviamo l'origine di tanti generi del terrore: necrofilia, spettri, trasmutazioni. Ma Poe non è solo questo: domina in lui il viaggio verso l'ignoto, simbolizzato al massimo grado dalla "Discesa nel Maelstrom"(A Descent into the Maelstrom 1841),ne " Il mano 252e47c scritto trovato in una bottiglia "(Ms. Found in a Bottle , 1833)  e nel viaggio incredibile di Gordon Pym ("The Narrative of Arthur Gordon Pym", 1838).(4) 

Ancora in tema di viaggi, Poe ha scritto " L'impareggiabile avventura di un certo Hans Pfaal "(The Unparallel Adventure of One Hans Pfaal, 1835); Il viaggio verso la Luna, il più classico dei temi della fantascienza. E poi in: Il colloquio di Monos e Una (The Colloquy of Monos and Una , 1841) egli anticipa il dibattito ecologico; in La Conversazione tra Eiros e Charmion (The Conversation of Eiros and Charmion, 1839) una cometa distrugge la vita sulla terra, ed ecco un altro tema comune nella S.F. che avrà numerosi epigoni. Un racconto delle Ragged Mountains (A tale of the Ragged Mountains, 1844) anticipa un ulteriore argomento sfruttatissimo, il viaggio nel tempo .

Poe ha influenzato moltissimo la letteratura americana : basti pensare al primo grande romanzo simbolico della letteratura moderna, l'inquietante Moby Dick di Herman Melville. Un lunga scia di ispirazione fantascientifica corre nella cultura letteraria americana, da Poe a Hawthorne a James, per gran parte dell'800 e il primo ‘900. Essa esploderà poi nella vera e propria "Mitologia collettiva " degli anni Venti e Trenta.

Jules Verne, un enciclopedico.

Si è ispirato a Poe molto più di quanto comunemente si crede un altro grande padre della science fiction: Jules Verne, appassionato lettore di Poe. Egli , nato a Nantes(Francia)nel 1828, ad esempio lesse il racconto La beffa del pallone e ispirandosi a quest'opera di Poe scrisse nel 1863 Cinque settimane in pallone. Lungo tutto l'arco delle opere di Verne questa influenza rimane; .nel Mattia Sandors (1885) troviamo episodi di ipnotismo che richiamano The Facts in the Case of M.Valdemar.

In Ventimila leghe sotto i mari il sottomarino Nautilus viene attirato in un Maelstrom che ci ricorda quello di Poe; qualcosa del romanzo Giro del mondo in 80 giorni è tratto dall'opera Tre domeniche in una settimana e precisamente la capacità di perdere un giorno nel giro del mondo sfruttando i fusi orari; ancora sul concetto di discesa è incentrato il celeberrimo Viaggio al centro della Terra, con cui Verne ottenne uno strepitoso successo.

Da parte del pubblicofu accolto entusiasticamente Dalla Terra alla Luna (1865) ispirato sicuramente a The Unparallel Adventure of One Hans Pfaal di Poe. Ancora nel 1867 Verne si riteneva un discepolo ed un successore di E.A.Poe tanto che scrisse e pubblicò un seguito al Gordon Pym di Poe, La sfinge dei Ghiacci, che è stato attualmente ripubblicato (5) 

Quello di Jules Verne è stato un ammiratissimo esempio di narrativa fantastica a base scientifica, che egli definiva col nome di Roman de La Science . Fu il primo autore a mostrare la narrativa scientifica come qualcosa di nuovo , un genere distinto sia dalla "Fantasy " sia dalla storia gotica di orrore che dalla storia di viaggio fantastico o dal romanzo di utopia politica. Verne era letteralmente affascinato dalla scienza, in quanto per lui le scoperte scientifiche erano la prova più importante del progresso dell'umanità. Oltre al grande entusiasmo per le scienze di cui fu un divulgatore attento , al punto di anticipare in modo sorprendente un gran numero di conquiste tecnologiche, egli seppe inventare con notevole abilità intrecci avventurosi, situazioni ricche di colpi di scena.

Con il libro Cinque settimane in pallone, scritto come se fosse la cronaca minuziosa, giornalistica di un viaggio reale, pieno di fantasie ma sorretto da precise nozioni scientifiche, inizia la lunga serie dei Viaggi Straordinari (Viaggio al centro della Terra, Ventimila leghe sotto i Mari, Dalla Terra alla Luna) che hanno fatto sognare intere generazioni. Verne è stato senza dubbio il più straordinario viaggiatore di tutti i tempi.

Italo Calvino ha detto di lui: " Tutta la sua opera mira all'enciclopedia (...). Si parla sempre dell'impareggiabile fantasia di Verne nel prevedere le invenzioni scientifiche. In realtà era un grande lettore di riviste scientifiche, che arricchiva di quello che via via veniva a sapere sulle ricerche in corso ". (6)   

Ha aggiunto Franco Fossati in un suo articolo : " Egli quindi era solo un estrapolatore di conoscenze , alla cui base c'era un intenso e appassionato lavoro di documentazione e di aggiornamento . Le sue macchine non erano frutto di pura immaginazione ma di intuizioni e studi realistici fondati sulle scienze e sulla tecnica dell'epoca (...). Le sue pagine hanno assunto per i posteri un valore profetico perché molte di queste macchine (dal sommergibile del capitano Nemo all'apparecchio volante di Robur, dai mezzi per le ricerche subacquee ai veicoli spaziali, dai missili teleguidati alle trasmissioni telefoniche e televisive ) furono effettivamente realizzate in seguito. "Tutto quello che l'uomo è capace di immaginare, altri uomini saranno capaci di realizzarlo" scrisse una volta Jules Verne al padre (...). Il viaggio sulla Luna, per fare un solo esempio, raccontato da Verne in Dalla terrra alla Luna , presenta numerosi punti di contatto con la missione americana dell'Apollo VIII (...). Verne aveva capito che il viaggio sulla Luna era possibile. Era soprattutto una questione di velocità ed energia ".(7) 

Il senso del futuro di Herbert G. Wells

Diverse, molto diverse sono state le opere dell'inglese Herbert George Wells, ritenuto anch'egli un padre della moderna fantascienza. La narrativa di Verne, specialmente nella sua prima fase, resta certo per molti aspetti una " Tecnique- fiction", ed egli punta molto sulla verosimiglianza degli apparecchi tecnologici, restando per lo più legato alla propria epoca senza ipotizzare cambiamenti sociali. Al contrario gli " scientific romances " di Wells tendono a provocare una più ambigua apertura verso l'immaginazione fantastica e l'estrapolazione sociale. Egli inventa con notevole fantasia il "suo futuro" lasciando sullo sfondo l'aspetto propriamente scientifico.

Verne non amava essere paragonato a Wells. Dopo aver letto I primi uomini sulla Luna di Wells disse:"Io faccio uso della fisica. Egli la inventa...Io vado sulla Luna dentro una palla di cannone sparata da un mortaio.Egli va su Marte(sic) con un'aeronave e la costruisce con un metallo che non risente della legge di gravità(...) Fatemi vedere un metallo del genere . Ditegli di produrlo !"

Herbert George Wells, nato nel 1866 nel Kent (G.B.) da modesta famiglia, si laureò in biologia e nel 1895 pubblicò il suo primo romanzo, quel Time Machine (La Macchina del Tempo), che rappresenta uno dei punti fermi nella storia della SF. Wells sosteneva che occorre sforzarsi di dipingere il nostro futuro, e già in quest'opera egli esprime il suo senso del futuro e la coscienza delle ingiustizie sociali, che sentiva molto. Era infatti profondamente antivittoriano, positivista nelle scienze e progressista in politica: membro della Fabian Society, l'associazione da cui nacque il partito laburista.

Kingsley Amis nell'opera Nuove mappe dell'inferno attribuisce a Wells importanza notevole nella storia della science fiction. Egli,infatti, a differenza di Verne, intuì nel futuro le evoluzioni di costume e ideologia, quali la critica verso l'autorità e la maggiore eguaglianza tra le class. Mentre Verne si può dire il padre della fantascienza "tecnologica", dunque, Wells ha dato il via al filone utopistico e "di pensiero". In lui si alternano il motivo del "diverso" e dell'alieno(che trae origine anche dalla sofferenza che gli causava la propria origine, di povero), il motivo della dimensione temporale, quello degli orrori che con i mezzi della scienza l'uomo può provocare. La fiducia che lo animava nei primi anni sull'illuminato potere rigenerativo della scienza, venne presto a cadere. Saggi notevoli su H.G. Wells sono The Future as Nightmare dell'americano Mark R. Hillegas,del 1967 e, più di recente, alcuni articoli di Carlo Pagetti, apparsi su diverse riviste.

Da uno di essi leggiamo : "Il romance, prima ancora di incrociarsi con il romanzo borghese, aveva già trovato alcune sue formulazioni, come nella Tempest di Shakespeare e nei già citati Gulliver's Travels di Swift (universi di isole fantastiche e di creature straordinarie , in contrapposizione all'antropomorfo "regno naturale" di Robinson Crusoe.. Ma bisogna anche ricordare, accanto ad alcuni elementi potenzialmente eversivi del romanzo gotico settecentesco, le peregrinazioni visionarie dell' Antico Marinaio di Coleridge e la favola del Frankenstein di Mary Shelley, che già coniuga orrore e scienza, alla luce, appunto, di un romanticismo allucinato e onirico.(..)

La mediazione straordinaria compiuta da Wells nei suoi scientific romances degli anni '90 costituisce il più efficace anello di congiunzione tra una cultura ormai entrata nella fase del Decadentismo e percorsa dal vento della crisi, dalla paura, dalla meraviglia del nuovo, e la letteratura di massa novecentesca, nelle sue forme più consapevoli...."(8)  

Pagetti scrive ancora ."La narrativa inglese ottocentesca (...) in opere cosiddette marginali dei suoi maggiori scrittori , come i racconti "sovrannaturali" di Dickens e della Eliot , oppure (...)dell'ormai rivalutata Mary Shelley a Sheridan, Le Fanu, da Stevenson al Wells dei scientific romances tardo vittoriani, si esprime in una spinta verso l'oscuro e il rimosso psichico, il perturbante ed il mostruoso , che dà sostanza ad un'orrida galleria di invasori alieni, la creatura di Frankestein, i vampiri e le vampiresse, gli scienziati diabolici, i Marziani.

Non v'è dubbio che queste presenze abbiano anche una rilevanza sociologica, dal momento che il motivo della metamorfosi mostruosa e dell'invasione aliena coglie felicemente la natura predatrice insita nei grandi fenomeni di industrializzazione: le campagne sono invase dalle miniere e dai nuovi mezzi di locomozione , i fiumi dagli scarichi industriali, le città si gonfiano e si deformano sotto l'urto delle migrazioni interne , la cultura viene invasa e stravolta dall'arrivo di una crescente marea di lettori. Il Vaso di Pandora, aperto da mani maldestre e ingorde, dissemina maledizioni sull'umanità, animando le visioni di un mondo diabolico, che emerge dalle bare e dall'oscurità dei laboratori, o che scende sulla terra inglese dall'immensità dello spazio"(9)  

In Wells troviamo tutti i temi più attuali della science fiction . abbiamo citato La macchina del tempo, del 1895 di cui è protagonista un " viaggiatore temporale". Seguiranno La guerra dei mondi , del 1898 ove faranno la loro comparsa gli alieni , i Marziani che invadono la terra, e nel 1901, I Primi Uomini sulla Luna , dove, con eco swiftiane di pessimismo sulle sorti dell'umanità, troviamo altri extraterrestri. Il suo pessimismo e la partecipazione ad una condizione di "diverso" trapela nelle vicende del suo "Uomo invisibile ", un racconto mirabile per tensione e drammaticità. Alcuni vi hanno visto un carattere profondamente moderno , emblematico della condizione dell'uomo in una società alienante , come già aveva fatto Stevenson con "Lo strano caso del dottor Jekyll e Mr. Hyde" Un agghiacciante "L'isola del dottor Moreau"(1896) non lascia speranze sulla possibilità di uso distorto della scienza; questo romanzo, anch'esso pieno di reminiscenze swiftiane , tratta di un tema attualissimo quale l'ingegneria genetica e la manipolazione su uomini e animali.

Non sono stati solo Wells e Verne a scrivere opere di fantascienza: quasi tutti gli scrittori del XIX secolo lo hanno fatto in Gran Bretagna. Dickens ha scritto alcuni racconti che sfiorano la fantascienza, Kipling ha scritto un'opera di science fiction autentica (With the Night Mail, 1905 ) in cui è raffigurato il futuro del 2000. E poi II tallone di ferro o il Morbo Scarlatto di Jack London. Il filone della "dis-utopia" , esplicitata da Wells in "A modern Utopia "(1905) continuerà con opere celebri quali Noi di Eugenij Zamjatin, Brave New World di Aldous Huxley e il terrificante 1984 di Orwell, e ancora con le ipotesi di tipo "sociologico" che molti altri scrittori hanno esplicitato in tempi più recenti.

Le riviste popolari in U.S.A.

Veniamo adesso alla "seconda anima "della science fiction, quella popolare, che tanto bene ha enunciato Sergio Solmi nella celebre Prefazione a Le meraviglie del possibile (10). Egli sostiene che : " La science-fiction non è soltanto l'erede diretta di quegli illustri antenati.La sua spropositata fioritura, il cui inizio viene fatto risalire in America al 1926, con la fondazione della rivista "Amazing Stories" da parte dell'elettrotecnico Hugo Gernsback, trascende nettamente, come fenomeno, la linea di sviluppo, rigorosa quanto si vuole, di un genere letterario. Poiché le origini della science-fiction non sono letterarie, bensì popolari(...), il frutto d'un incontro diretto tra lo svago "laterale" di menti appassionate di ipotesi e di invenzione - spesso veri e propri docenti di discipline scientifiche, o tecnici, o ingegneri - e il gusto popolare per il fantastico, l'avventuroso, e magari l'orrido e il terrifico, suscitati stavolta dal mito della scienza, o meglio ancora della tecnologia, quale magia dell'avvenire . "

Nella prima metà del ‘900 fiorirono negli U.S:A. i cosiddetti " pulp magazines " , che sono stati i mezzi più efficaci per la diffusione della narrativa di massa. All'inizio essi erano generiche pubblicazioni avventurose popolari, ma dopo il 1915 mostrarono sempre più marcatamente la tendenza a isolare i rispettivi generi, differenziandoli.Questa specializzazione rispondeva a una precisa esigenza di divisione del mercato, e diede frutti positivi a livello creativo. I singoli generi, posti in questa condizione di autonomia, furono sollecitati nella loro evoluzione rispetto alla tradizione ottocentesca. La fantascienza, infatti, si è formata su questi pulp , e ha subìto un incremento vertiginoso dopo l'apparizione delle prime riviste specializzate negli anni Venti.

Fu Hugo Gernsback a creare e pubblicare " Amazing Stories ", la prima rivista al mondo dedicata esclusivamente a questo genere letterario, la fantascienza, nell' aprile 1926. Il termine Science fiction fu inventato da Gernsback nel 1929 e venne a sostituire il precedente nome di Scientifiction. Gernsback era affascinato dalla scienza, e attraverso i racconti pubblicati nel suo periodico, intendeva pronosticare la futura evoluzione dell'elettronica e della scienza in generale. Tra l'altro egli disse: " E' arrivato il momento in cui la fantascienza diventa scienza. L'autore che concepisce una nuova idea in un racconto di fantascienza sarà forse salutato come un originale innovatore negli anni a venire, quando il frutto della sua mente avrà messo le ali."(11

Il livello qualitativo dei racconti di science fiction dell'epoca era però alquanto variabile, anche se il cosiddetto "sense of wonder " caratteristico della fantascienza popolare era pieno di fascino: si trovavano descrizioni di mondi fantastici abitati da mostri orribili e crudeli, di astronavi più veloci della luce, di gigantesche battaglie spaziali. Isaac Asimov sbeffeggia questo tipo di fantascienza pieno di cliché, la cosiddetta "space opera" (nome derivante da " horse opera" o narrativa western ). E la descrive come: "banali avventure in cui, ogni tanto, una tipica parola del gergo western veniva cancellata per sostituirla con una parola equipollente del gergo dello spazio"(12) La "space opera" tutto sommato non fu che una fase "giovanile" della fantascienza, ben presto superata e sostituita da una maggiore creatività nello sviluppo delle situazioni e da una ben diversa verosimiglianza scientifica. E' sempre Asimov che esalta le qualità di John Campbell, geniale rinnovatore della science fiction: " L'età d'oro ebbe inizio nel 1938, quando John Campbell diventò il direttore di "Astounding Stories " e trasformò non solo la rivista, ma l'intero genere della fantascienza...."(13)  E ancora : " Il grande contributo di Campbell fu ch'egli insistette perché le eccezioni divenissero la regola . Nella fantascienza doveva esserci vera scienza unita ad una vera narrazione (... ). Servendosi della scienza vera le narrazioni acquistarono una maggiore parvenza di plausibilità, e, in effetti, furono davvero più plausibili di prima. Gli autori si proponevano le descrizioni realistiche, e così descrissero computer, armi nucleari e razzi molto simili a quelli che poi, dieci anni dopo, dovevano essere i computer, le armi nucleari e i razzi veri. "(14) Ha scritto Alfred Bester: " La parola che simboleggia di più la SF è , come à noto, "estrapolazione" (...) l'incontrai , sostantivo e verbo, per la prima volta, in "" Astounding Science Fiction ", e rimasi molto colpito (...) . Ero convinto che l'avesse inventata , personalmente e privatamente , il divino direttore di " Astounding", John Campbell, jr."(15)   

Campbell stabilì la premessa per la creazione della FS tecnologica codificata in leggi precise anche se non scritte . Ad esempio stabilì l'inammissibilità del banale errore scientifico. Un preciso e stimolante articolo di Lester Del Rey ci descrive l'ingenuo ottimismo di quegli anni : " All'epoca in cui furono originariamente pubblicate queste storie di Campbell molte persone erano innamorate della Macchina (...) . A quell'epoca forse sarebbe stato più opportuno chiamarla tecnological fiction , narrativa tecnologica, perché i risultati della tecnologia costituivano l'intero suo contenuto , o quasi (...).

Oggigiorno, un simile atteggiamento può apparire assurdo , ma in quegli anni era pressoché naturale . Erano tempi in cui la macchina aveva plasmato il mondo . In poco più di una generazione , gli uomini avevano prima conquistato il mare con un sottomarino, avevano poi superato la distanza sulla terraferma mediante la diffusione di automobili talmente economiche (...) e avevano imparato a dominare l'aria con gli aeroplani (...). E già l' uomo aveva cominciato a vedere nell'affermazione einsteniana che E=mc2 la possibilità di ricavare energia senza limiti dalla conversione diretta della materia. Oberth e altri avevano dimostrato che il volo nello spazio era semplicemente questione di applicare certi noti metodi alla realtà dell'ingegneria (...). A quell'epoca non si parlava di inquinamento ambientale . Non era mai scesa la morte atomica , e non aveva iniettato nella politica e nella vita quotidiana la paura della tecnologia . La macchina appariva come una cosa totalmente positiva , priva di qualsiasi connotato negativo, salvo i casi in cui qualche malvagio cercava di servirsene (...). Non si pensava che sarebbe occorsa la ricchezza di un'intera nazione per allestire navicelle che conquistassero lo spazio .

Ogni cosa pareva semplice, allora. Eppure questo non era dovuto ad ignoranza , bensì ad un ottimismo che (...) sembrava giustificato . Gli scrittori davano per scontato che questo tipo di difficoltà sarebbe scomparso con l'avanzata del progresso".(16)

La crescita della science fiction

Le uniche figure anomale rispetto alla tendenza predominante in quegli anni furono Sturgeon, con la sua poetica personale sui diversi e sui mutanti, circondati da un'incomprensibile ostilità, e Simak , i cui personaggi , immersi in scenari di tranquillità pastorale, incarnano un sogno elegiaco di fratellanza cosmica. Inoltre la capacità letteraria e lo stile distinguevano tra tutti Ray Bradbury , il primo ad essere esaltato tra i critici letterari del cosiddetto " mainstream". Finché l'esplosione della bomba atomica segnò per la fantascienza il conseguimento dell'età adulta: aveva dimostrato i propri poteri , le enormi capacità di previsione . Scrive Asimov che così terminarono: " le risate di cui eravamo oggetto quando le sensate , sagge, pratiche persone normali scoprivano che noi leggevamo ridicole storie sulle bombe atomiche, sulla televisione, sui missili teleguidati e sui razzi lanciati verso la Luna . Erano tutte evidenti balordaggini che non sarebbero mai potute accadere , vero? (...) Con la bomba atomica che diffondeva un orribile splendore di razionalismo sopra le nostre balordaggini ..."(17)

Negli anni Cinquanta appare Horace Gold con la sua rivista Galaxy " che divenne appassionante come "Astounding" non era mai stata . Ormai la fantascienza stava superando i limiti di "Astounding" e con una valanga di collane economiche i libri invadevano il mercato, contaminavano i fumetti, la radio e la televisione, destavano la consapevolezza del mondo intero . Emerse così un nuovo filone tematico , detto della "Social Science Fiction " o " fantascienza sociologica" , il quale si ricollega attraverso Wells a Swift alla tradizione dell' "Anti- utopia". Gli autori che emersero in quel periodo, quali Pohl e Kornbluth, e anche Sheckley, produssero numerosi esempi di anticipazione sociale con un tratteggio di società che portavano all'estremo, in modo satirico , grottesco ed evidentemente esasperato , tendenze già operanti oggi . Queste opere espressero una vera e propria critica sociale , talora molto consapevole. Più tardi, nel 1964 , assumeva la direzione della rivista "New Worlds" Michael Moorcock, giovane scrittore inglese, che trasformò tale periodico nella sede delle tendenze più sperimentali della fantascienza . Era l'inizio della cosiddetta "New -Wave " o nuova ondata . di sperimentalismo esasperato e nuove tematiche che si affacciavano di prepotenza nelle opere di SF . E tantissimi nuovi autori tra i quali Denaly , Zelazny, Disch, Lafferty ,Spinrad, Ellison. Tra questi aspetti" eversivi " c'è anche un discorso innovativo introdotto dalle scrittrici , "dalla parte delle donne ", come Joanna Russ e James Tiptree jr. Intanto anche per merito di Ursula K. Le Guin, eccezionale scrittrice , veniva un po' tralasciato l'aspetto strettamente tecnologico , mentre arrivavano e venivano rielaborati con consapevolezza i contributi della sociologia, della scienza politica , della antropologia. In questa fantascienza degli anni Settanta emergono tra gli altri figure di scrittori totalmente devoti all'analisi dello "spazio interno", cioè alla psicologia e alle modificazioni dell'inconscio; in primo luogo notiamo le qualità stilistiche e visionarie dell'inglese James Ballard e dell'americano Philip K. Dick, i quali hanno ispirato, soprattutto Dick , l'aspetto più attuale della SF contemporanea, battezzato " cyber-punk"

La SF fuori dagli Stati Uniti

Dopo questa (necessariamente , sommaria e schematica ) carrellata sullo sviluppo nel tempo della narrativa definita di " science fiction ", consideriamo anche la sua espansione per così dire "orizzontale ", geografica. La SF viene generalmente considerata una letteratura tipica degli Stati Uniti. E' veramente così? Per la quantità di opere prodotte , è certamente vero . Ma la science fiction inglese ha una forte e secolare tradizione,; come abbiamo visto da Swift a Wells , nonché Olaf Stapledon (nato nel 1886), passando per Huxley e Orwell. Generalmente, fatta eccezione per Stapledon, tutti gli autori nominati non mostrano eccessivo interesse né ottimismo per il progresso tecnologico; a differenza che negli USA, dove prevale l'atteggiamento pionieristico e vitale tipico della cultura americana, legato alla evoluzione stessa della sua storia. In Gran Bretagna già al sorgere della civiltà industriale, nel momento in cui veniva sconvolto il precedente assetto socio-economico, si innescarono reazioni intense nei circoli culturali e intellettuali, portando a una letteratura polemica, d'aspetto visionario e nello stesso tempo consapevole. Pensiamo alle spietate utopie di Orwell e di Huxley; si nota sempre una maggiore dialettica di posizioni verso la civiltà meccanica e manca in genere il tono trionfalistico che tanti scrittori americani hanno avuto verso la scienza.

Sono di natali inglesi alcuni dei più prestigiosi autori di SF : Arthur C. Clarke e John Brunner, per esempio. Spesso lo scrittore inglese di fantascienza si esprime con grande raffinatezza formale , e qui basta citare John Christopher (Morte dell'erba), John Wyndham (Il giorno dei Trifidi , Il villaggio dei dannati) , Brian W. Aldiss(Viaggio senza fine ), David G. Compton (L'occhio insonne).Il maggiore stilista letterario inglese nella SF è considerato attualmente G. Ballard, profeta della new wave inglese.

Per quanto riguarda la science fiction tedesca, essa risale alle radici isolate di Goethe e di E.T. Hoffman, ma ha ben pochi autori validi : il maggiore esponente è Herbert Franke, autore di La psicorete (1968).

Alla SF anglosassone  generalmente si contrappone il gusto italiano. Dino Buzzati, Italo Calvino, per esempio. Si citano solitamente i racconti di Buzzati (come Il grande ritratto ) e le opere di Calvino , tra il racconto fantastico e le storie di fantascienza . Pensiamo a Cosmicomiche vecchie e nuove (18),storie fantastiche suscitate da solide presentazioni scientifiche, o Le città invisibili (19) . In un articolo apparso su "Repubblica" Giorgio Celli si chiede se Calvino scriva o meno di fantascienza, se ad esempio l'opera "Ti con zero" lo sia; conclude poi che Calvino si mantiene nel fiabesco, e con notevolissima sapienza letteraria "fa parlare della scienza alle fiabe" compiendo il cammino inverso a quello che dal bambino porta all'adulto e ciò dà un senso di spaesamento ..." .(20)  

Vi è poi Umberto Eco che nel volume Diario Minimo ha tracciato tre racconti che possono essere di SF: Frammenti ; La cosa; L'altro empireo .(21) 

Noi non abbiamo il background culturale e sociologico degli autori anglosassoni ed inoltre, ha detto Vittorio Curtoni in un articolo: " La maggioranza dei nostri autori ha un retaggio culturale anziché scientifico (...), in genere si tratta di dilettanti , quasi mai di professionisti, e nessuno vive del suo lavoro letterario, come accade quasi sempre negli U S A "(22) 

Inoltre da noi La SF ,non è mai stata veramente, come negli U S A , un genere "popolare" ; il nostro è un popolo fondamentalmente di "non lettori". Sono state soprattutto le riviste ad introdurre il Italia la cultura fantascientifica : nel 1952 esce " Scienza Fantastica", poi "Urania" e " Romanzi di Urania ". Il primo numero di "Urania" uscì il 10 ottobre 1952 . Il curatore era Giorgio Monicelli che importò il termine science fiction e lo tradusse in " fantascienza " con trent'anni di ritardo sugli Stati Uniti.

E poi altre riviste dal 1959 " Galaxy" , costruita sul modello dell'omonimo periodico americano , e le collane di romanzi "Galassia " dal 1963. Infine bellissimi periodici come "Oltre il cielo" , " La collina ", " Futuro " del 1964/65 e "Robot" edito da Armenia alla fine degli anni settanta. Attualmente la rivista di gran lunga più diffusa è "Urania " che vende dalle dieci alle quindicimila copie. La più grande casa editrice specializzata in SF , la Nord, ha una tiratura media di cinque -diecimila copie.

Nel momento attuale in cui predomina il filone "cyber-punk", la connessione mondiale dei computer e delle merci ha reso il mondo quello che è stato definito un "villaggio globale ". Attualmente perciò la SF italiana è fondamentalmente sugli stessi canoni di quella statunitense . Basta citare i temi tipici di Francesco Grasso , giovane autore vincitore  di alcuni concorsi letterari telematici banditi da Urania Mondatori e dalla Editrice Nord.

L'attuale pervasività nella cultura di massa

Attualmente la SF ha pervaso delle sue tematiche e dei suoi moduli narrativi l'universo della letteratura e, in generale , tutte le forme di comunicazione di massa . Solo nell'ultimo anno il linguaggio della SF ha ispirato numerosi spot pubblicitari . La pubblicità infatti coglie subito i segnali della realtà intorno . Per fare solo qualche esempio citiamo: la tuta spaziale in Caldaie Beretta , l'astronave tipo "disco volante " di Siemens , l'avveniristica stazione di servizio IP , gli alieni verdi e giganteshi delle merendine Kit-Kat , l'alieno piccolino e simpatico della Kodak, gli alieni buongustai della COOP , i gadget per bambini come Cosmo Scuola e Astro Cupole di Ferrero. Sono poi svariatissimi i collegamenti con i fumetti , il cinema , i videogiochi , la musica : e come risultato i giovani sono estremamente vicini al linguaggio della SF, ne conoscono benissimo moduli e stereotipi. Gli esempi sono numerosissimi. Tra i film troviamo come esponenti della fantascienza pellicole tra le più fortunate e celebri , partendo da "Metropolis" di Fritz Lang (1926) passando per "Ultimatum alla terra ", L'Invasione degli Ultracorpi " di Don Siegel (1956) , "Blob- Fluido mortale "(1951), ormai familiare in TV per alcuni suoi spezzoni che formano la sigla dell'omonimo fortunatissimo programma . Un elenco interminabile. "2001 Odissea nello spazio", "ET", "Guerre stellari ", "Alien" e "Blade Runner " di Ridley Scott, "Robocop", la serie di "Terminator", I film "cyber punk" come "Johnny Mnemonic" fino agli ultimi campioni d'incassi "Jurassic Park", Stargate" e "Independence Day". Anche nella musica possiamo citare . "Starman" e "Space Oddity" di David Bowie , Bob Dylan che canta sulla terza guerra mondiale e sul "Fallout " atomico di "Una dura pioggia cadrà", i Pink Floyd di "Interstellar Overdrive", "Astronomy Domine ", Set the Controls for the Heart of the sun" e "Eclipse", i Van Der Graaf Generator ("Pioneers over C") , i Kraftwerk ("Radioactivity").E, per quanto attiene alla musica italiana,basta ricordare il Battiato di "Fetus", "Pollution" e "Sulle corde di Aries", per esempio.

Ancora di più ne sono pieni i fumetti , da "Flash Gordon " in poi , i quali sono soprattutto "space opera" essendo nella quasi totalità fumetti di avventura. Non solo pubblicazioni specializzate , ma gli albi di fumetti in genere come Intrepido , Il Monello , Il Giornalino , che è proprio per bambini e per ragazzi. Da Il Giornalino del 10 Luglio del 1996, per esempio abbiamo tratto ben tre fumetti di fantascienza che sono "il Sosia" (Un robot poliziotto come Robocop ) "Lo scacciamostri" (alieni che entrano da varchi temporali )e "Space Universe" , pedestremente copiato da Asimov. Tra i personaggi ci sono anche due robot che si chiamano Calvin e Susan , cioè nome e cognome della celebre robopsicologa dei racconti di Asimov.

Personaggi e situazioni sia del cinema che del fumetto di fantascienza sono ripresi nei videogiochi, molto più di qualunque altro "topos" della letteratura o para letteratura. Zone fino ad adesso immuni o quasi come la TV o come la letteratura in generale , sono ormai pervase dalla science fiction. "X-Files" è ormai diventato un oggetto di culto . Pensiamo alla fortuna di autori come Stephen King e Michael Crichton , tra i più letti e pagati del mondo . Essi alternano sapientemente opere di diverso tipo, soprattutto il secondo che passa da "Andromeda " e "Il terminale uomo" a "Jurassic Park" fino a "E.R.- Medici in prima linea". E la fortuna eccezionale dell'autore di "horror"

Stephen King , l'unico in grado di riproporre con tranquillità il vecchio "feuilleton" o romanzo a puntate , come è accaduto con "The Green Mile ". un nuovo ennesimo successo. Ormai non ci sono più confini tra la SF e la letteratura normale (cosiddetta mainstream ).


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Note al capitolo II

1. Carlo Bordoni, Introduzione alla sociologia della letteratura, Pacini, Pisa, 1974, p. 16

2. R. Escarpit. Sociologia della letteratura, Guida, Napoli, 1970

3. Sergio Solmi, Le meraviglie del possibile. Antologia di fantascienza, Einaudi, Torino, I959

4. Gianni Pilo e Sebastiano Fusco (a cura di ), Poe: Racconti di fantascienza, Newton, Compton , Roma 1955.

5. Jules Verne, La sfinge dei ghiacci, Ediz.Guida , Napoli 1989.

6. Italo Calvino: "Viaggio al centro di Jules Verne" in " La Repubblica del 29/1/1978

7. Franco Fossati, La vita e i tempi del signor Verne, in "Robot",n.28/29, 1978, Armenia Editore.

8. Carlo Pagetti, Utopia e fantascienza nel regno della Regina Vittoria, in "la città e le stelle" n° 4, 85/86,Ed. Nord, Milano.

9. Carlo Pagetti , Introduzione a .La battaglia di Dorking, Cosmo Informatore " n1, 1985, Ed.Nord, Milano.

10. Sergio Solmi , Prefazione a Le meraviglie del possibile, cit.

11. Alexey e Cory Panshin , Dimensioni della fantascienza, in " Cosmo Informatore " n° 1- Giugno 1975, Ed. Nord, Milano.

12. Isaac Asimov, La seconda rivoluzione, "Cosmo Informatore" n.3, 1973 , Ed. Nord, Milano

13. Isac Asimov, Introduzione a Alba del domani, Ed. Nord, Milano , 1987.

14. Isaac Asimov, La seconda rivoluzione, cit.

15. Alfred Bester , Stella della Sera (The Light Fantastic - Star Light, Star Bright ) , trad. di Roberta Rambelli Ed. Nord Milano , 1978, pag.293.

16. Lester Del Rey , Il destino e le meraviglie in "Cosmo Informatore" n. 2/4 1976 , Ed. Nord Milano.

17. Isaac Asimov, Presentazione a I premi Hugo 1955-1975 (The Hugo Winners, 1962) Ed. Nord Milano , 1978.

18. Italo Calvino, Cosmicomiche vecchie e nuove, Garzanti , Milano, 1984.

19. Italo Calvino , Le città invisibili, Ed. Einaudi ,Torino,1972.

20. Giorgio Celli , Palomar. La scienza è fiaba?, in "Repubblica ", 28/11/1986.

21. Umberto Eco, Diario Minimo, Mondadori, Milano, 1963 

22. Vittorio Curtoni, Fantascienza italiana ieri e oggi, in "Robot " n.2, 1976, Armenia Editore

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