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M. Weber: "Considerazioni Intermedie" - DIREZIONI DEL RIFIUTO DEL MONDO

sociologia


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M. Weber: "Considerazioni Intermedie" - DIREZIONI DEL RIFIUTO DEL MONDO

M. Weber: "Considerazioni Intermedie"

Appunti

Motivazioni del Rifiuto del mondo, quindi SENSO delle etiche religiose del rifiuto.

Ciò che è razionale esercita da sempre potere sull'uomo. Quindi le interpretazioni religiose del mondo sono state fortemente esposte all'imperativo della COERENZA.

Questo saggio prende le mosse dalle forme più razionali che la realtà può assumere e cerca di spiegare in che misura certe conclusioni razionali siano presenti o no nella pratica e perché.

ETICHE RELIGIOSE

ASCETICO ATTIVA                                          contro                                 MISTICO CONTEMPLATIVA

Dio creatoree trascendente                                                      Spersonalizzazione e immanentismo del         potere divino[1]



Ascetismo attivo:  agire voluto da Dio, l'agire è strumento divino.

Misticismo        : possesso contemplativo della salvezza, l'individuo è un recipiente.

Il mistico realizza se stesso CONTRO il mondo; l'asceta intramondano realizza se stesso ATTRAVERSO l'agire nel mondo.

DIREZIONI DEL RIFIUTO DEL MONDO

Quindi tensioni tra mondo e religione

Tanto il nucleo dell'ascetismo quanto quello del misticismo ebbero origine da presupposti magici: per risvegliare qualità carismatiche o per scongiurare incantesimi.

Il caso delle qualità carismatiche è quello più importante dal pto di vista storico-evolutivo. Infatti, l'ascetismo ha una doppia faccia:

1.       Ritiro dal mondo;

2.       Dominio sul mondo tramite le forze magiche conse 444i84e guite da 1.

Quindi il mago è precursore del Profeta e del Salvatore, caratteri9zzati da un carisma magico.

Il carisma era un mezzo per legittimare la loro missione. Il contenuto della profezia o del comando del salvatore era: orientare la condotta di vita per perseguire un valore sacro.

Quindi razionalizzare la condotta di vita.

     RELIGIONI DI REDENZIONE : Al posto dello stato di grazia transitori conseguito con l'orgia o con l'ascesi, l'individuo deve raggiungere un HABITUS stabile di santità capaca di assicurargli la salvezza.

Le religioni profetiche hanno vissuto in uno stato di tensione acuta e permanente nei confronti del mondo. Questa tensione deriva dal significato della redenzione e dalla natura della dottrina della salvezza. La tensione crescevaquanto più la dottrina si identificava con un'etica razionale, quindi quanto più si allontanava dal ritualismo.      Religiosità dell'intenzione.

Inoltre la tensione cresceva anche in relazione con la razionalizzazione e la sublimazione del possesso esteriore e interiore di "beni mondani": presa di coscienza della AUTONOMIA INTERNA.

Fenomeni tipici

1.       La profezia di redenzione crea una comunità su basi religiose, quindi spezza i legami di parentela;[2]

2.       In questo tipo di comunità si sviluppa l'etica religiosa della fratellanza.( Un'estensione dell'antica etica economica del vicinato)

Nelle profezie di redenzione il principio costitutivo della comunità era la SOFFERENZA.

Nelle religioni di red la profonda e tranquilla beatitudine dei virtuosi del bene ACOSMICO[3] si è fusa con la pietosa consapevolezza della naturale imperfezione della natura di tutti gli esseri umani.

N.B. La fratellanza religiosa si è sempre scontrata con gli ordinamenti e i valori del mondo.

 

 

Tensioni con le varie sfere

 

SFERA ECONOMICA

La religione di red e l'economia razionalizzata sono entrate sempre più in tensione sull'argomento RICCHEZZA.

L'economia razionale è un'attività impersonale. Quindi quanto più il mondo seguiva le leggi immanenti dell'economia razionale capitalista tanto più diveniva impermeabile al rapporto con un'etica religiosa della fratellanza.

Quindi le religioni di red tendevano verso una peculiare spersonalizzazione dell'amore, l'acosmismo.

Atteggiamento caratteristico nei confronti della vita economica: "DEO PLACERE NON POTEST"; ammonizioni contro l'attaccamento al denaro.

L'etica religiosa dei virtuosi ha reagito radicalmente: rifiuto del possessso economico dei beni.

Quindi

1.      Fuga ascetica dal mondo= MONACHESIMO;

2.      Fuga mistica= MENDICITA

Tuttavia, ovunque templi e monasteri sono diventati centri di econiomia razionale, quindi Paradosso dell''scetismo razionale: rifiutare la ricchezza da esso stesso prodotta ha tagliato l'erba sotto i piedi al monachesimo in tutte le epoche.

Per sfuggire alla tensione esistevano solo 2 vie coerenti:



1.       Etica professionale puritana: rinuncia di principio alla redenzione come scopo raggiungibile con mezzi umani.

2.      Salto qualitativo dalla fratellanza al puro amore acosmico del mistico. Dedizione priva di oggetto.[4]

SFERA POLITICA

Come per la sfera economica, quanto più razionale era l'ordinamento politico, tanto più il problema si acuiva

.

Nello stato burocratico è imperante il PRAGMATISMO il cui scopo è il mantenimento della distribuzione del potere, "SINE IRA ET STUDIO", quindi spersonalizzazione dello Stato.

Questo scopo appare privo di senso alla religione di red.

VIOLENZA: giustificata dallo Stato, aborrita dalla religione.

L'estraneità reciproca della sfera religiosa e dela sfera poliotica si manifesta con maggiore asprezza quando la politica si presenta come diretta concorrente dell'etica religiosa su alcuni pti decisivi, come, per esempio, LA GUERRA.

La guerra crea significato alla morte. E' il carattere straordinario della fratellanza in guerra e della morte in battaglia che accresce al max la competizione fra politica e religione.

Soluzione:

1.      Puritana: fratellanza nell'interesse della "causa di Dio";

2.      Mistico: atteggiamento antipolitico, bontà e fratellanza acosmiche, quindi si sottrae; "Porgi l'altra guancia".

Tutte le altre soluzioni sono gravate da compromessi. Comunque sono interessanti per la loro tipologia:

·         ARISTOCRAZIA DELLA REDENZIONE

Opposizione anche con la violenza ai pericoli di deviazione dalla fede.

Quindi fenomeno del CROCIATO ATTIVO: purificare dal peccato il mondo,Calvinismo,Islam.

Si distingue tra guerra santa e altre forme che vengono disprezzate.

Si preferiscono i mercenari alla coscrizione obbligatoria.

     LUTERANESIMO: concezione opposta:rifiuto della Crociata, quindi resistenza passiva; obbedienza all'autorità secolare anche nel caso di una guerra "mondana".

·         ETICA SOCIALE ORGANICA

Coinvolgimento delle organizzazioni religiose negli interessi e nelle lotte di potere. Bisogno dei poteri costituiti di una legittimazione religiosamente consacrata.

Quindi forme di relativizzazioni dei valori religiosi di red e della loro autonomia etico-razionale.

Relativizzazione più importante:

Poggia sulla fratellanza, ma è domonata da una esigenza di fratellanza cosmica e razionale. Punto di partenza: la salvezza è accessibile solo ad alcuni e questo è INACCETTABILE.

L'etica sociale cerca quindi di riconnettere questa disuguaglianza con la stratificazione mondana in ceti. Quindi ad ogni individuo e ad ogni gruppo tioccano determinati compiti a seconda del carisma personale e della posizione socio-economica determinata dal destino.

Il razionalismo della dottrina sociale organica cerca di vedere nel mondo l'esistenza di tracce del piano divino. Quindi mondo come cosmo relativamente razionale.

L'etica sociale organica è un potere conservatore e ostile a ogni rivoluzione.

Al contrario un'autentica religiosità di virtuopsi può generare conseguenze rivoluzionarie, in 2 forme:

1.      Ascetismo intramondano : contrappone un "diritto naturale" assoluto e divino agli ordinamenti empirici del mondo. Bisogna obbedire prima a Dio, poi agli uomini. Esempio: rivoluzioni puritane,(dovere della Crociata).

2.      Misticismo : transizione dal possesso DI Dio al possesso DA PARTE DI Dio. Il mistico diventa salvatore e profeta, ma i suoi comandi non sono razionali. Esempio: Millenarismo; rivoluzione degli Anabattisti.

SFERA ESTETICA

 La religiosità magica ha trapporti strettissimi con l'estetica e l'arte in generale.

Per l'etica religiosa della fratellanza l'arte è sospetta. La religiosiotà della red guarda al significato e non alla forma.

Con losviluppo dell'intellettualismo e della razionalizzazione, l'arte si costituiosce come cosmo di valori autonomi, "redenzione" dalla routine quotidiana,quindi entra in conflitto con la religione.[5]




SFERA EROTICA

Inizialmente il rapporto tra r4eligione ed erotismo era molto stretto.

Una certa tensione intervenne con il fenomeno, mistico, della castità temporanea dei sacerdoti. In seguito le profezie sotto il controllo sacerdotale hanno regolato il rapporto sessuale a favore del matrimonio.

L'accrescersi della tensione è stato condizionato da ulteriori sviluppi in entrambe le sfere.

La sessualità si è sublimata in erotismo, quindi sfera di valore coltivata, quindi extraquotidiana, quindi allontanamento dall'ingenuo naturalismo del sesso. Tutto ciò è avvenuto nell'ambito della razionalizzazione della cultura.

Ultimo stadio nell'accentuazione della sfera erotica fu raggiunto sul terreno delle culture intellettualistiche,(primi '900), la sfera erotica entra in conflitto con la co9loritura ascetica dell'umanità dedita al lavoro professionale.

Quindi la vita sessuale extraquotidiana,( extramatrimoniale ), rappresenta l'unico legame tra individuo  e la sorgente ultima della vita.[6]

Da qui il rifiuto da parte di ogni etica della redenzione a carattere ultramondano per l'erotismo, l'amore, per esse, rappresenta il trionfo dello spirito sul corpo.

N.B. Tuttavia la concezione dell'amore come fusione di individui, come contatto col nucleo della vita aitentica, rivendica alla sessualità una forza creatrice incorrotta.

Inoltre la tensione è acuita dalle somiglianze psicologiche tra le due sfere.

Per l'etica religiosa la relazione erotica è legata alla brutalità e la relazione è immersa nel conflitto collegato alla coercizione.

Una relazione erotica è legittimata sull'essere predestinati l'uno all'altro. Ma per la religione questo "destino" è solo casualità.

L'erotismo sublimato è una relazione che si pone agli antipodi di ogni fratellanza religiosa.

L'ascetismo intramondano razionale,( della vocazione ), può accettare solo il matrimonio come uno degli ordinamenti voluti da Dio. Ogni raffinamento della relazione in senso erotico è rifiutato come la peggiore forma della divinizzazione della creatura. Tutti gli aspetti della passione sono residui del peccato originale su cui Dio, secondo Lutero, "chiude un occhio" per evitare un male peggiore.

L'ascetismo extramondano rifiuta ogni forma di amore sessuale come una forza diabolica.

SFERA INTELLETTUALE

La tensione consapevole con la mentalità religiosa si manifesta al max grado e nel modo più irriducibiole nella sfera della conoscenza intellettuale.

La mentalità religiosa ha spesso considerato la ricerca empirica come compatibile con i suoi interessi che non la filosofia, soprattutto per il protestantesimo ascetico.

N.B. Tranne il Confucianesimo,( forte organizzazione burocratica ), e l'antichità mediterranea,( nessuna organizzazione ), il Clero costituiva di regola la classe portante della scuola.

Non esiste nessuna religione che si sia conservata integra, che sia operante come forza vitale, che non abbia dovuto esigere il "CREDO NON QUOD, SED QUIA ABSURDUM", il SACRIFICIO DELL'INTELLETTO.

 

La religione si difende dagli attacchi dell'intelletto affermando che la propria forma di conoscenza si muove su un altro piano, diverso da quello dell'intelletto.

 

 

 

 

 

STADI DEL RIFIUTO RELIGIOSO DEL MONDO

Il mondo può entrare in conflitto con i postulati della religione da una varietà di pti di vista, e il pto di vista è importaqnte per determinare la direzione in cui verrà perseguita la Redenzione.

Il bisogno di  Redenzione, come contenuto religioso, è sorto come conseguenza del tentativo di razionalizzare la realtà della vita, per dare senso al corso del mondo, quindi per giustificare l'ineguale distribuzione della fortuna individuale.

Quindi deprezzamento del mondo a favore di una soluzione extramondana.

Oltre alla disuguaglianza anche la sofferenza era destinata a rimanere irrazionale, quindi il mondo è imperfetto, caduco, quindi maggior deprezzamento.

Inoltre la morte livella gli uomini e le cose migliori con quelli peggiori e ciò sembrava svalutare i beni intramondani più alti, quindi progresso del rifiuto etico del mondo empirico.

N.B. Sui valori culturali grava il peso del peccato.

L'universo econopmico spersonalizzato era una struttura affetta dall'assenza d'amore fino alle radici.

L'universo della causalità naturale e l'unioverso postulato dalla causalità etico-compensatoria si contrapponevano inconciliabilmente.

La scienza rivendicò il ruolo di sola forma possibile di esame razionale del mondo.



L'intelletto diede vita a un'aristocrazia del possesso della cultura razionale antifraterna.

Quindi AUTOPERFEZIONAMENTO,persona colta. L'individuo colto può diventare "stanco della vita", ma non  "sazio della vita", la sua perfettibilità si estende all'infinito: la frazione dei valori culturali che egli può cogliere nel corso della vita si fa sempre più esigua.

Da questo pto di vista, ogni cultura distoglie l'individuo dal ciclo della vita naturale e quindi la cultura stessa è condannata con ogni suo progresso a un'insensatezza distruttrice.

Quindi come sede dell'imperfezione, dell'ingiustizia, della sofferenza, di cultura che diviene sempre più priva di senso,il mondo doveva, dal pto di vista etico, apparire fragile e privo di valore. A questo deprezzamento ilm bisogno di redenzione reagì così:

Quanto più sistematica diventava la riflessione sul "senso" del mondo, quanto più il mondo si razionalizzava esteriormente, tanto più il bisogno di red diventò extramondano. A spingere in questa direzione non fu soltanto il pensiero teoretico, che disincantò iol mondo, ma fu proprio il tentativo dell'etica religiosa di razionalizzare il mondo in senso etico-pratico.

Anche la redenzione intellettuale e mistica ebbe a soccombere al dominio degli atteggiamenti antifraterni.

1.      Il misticismo non era accessibile a tutti;

2.      In seno a una cultura razionalmentee organizzata  restava a malapena spazio per la cura della fratellanza acosmica, con l'eccezione per gli strati liberi da preoccupazioni economiche.

TRE FORME RAZIONALI DELLA TEODICEA[7]

Il bisogno metafisico di trovare un senso comune in queste tensionireagiva alla loro esistenza elaborando una TEODICEA.

TRE FORME:

 

1.      TEORIA DEL DUALISMO: coesistenza e opposizione fra Potenza della Luce e Potenza delle Tenebre. La religiosità profetica che ha elaborato più coerenytemente questa concezione è il ZOROASTRISMO: contrapposizione magica fra Puro e Impuro. Ma tale dalismo significa rinuncia all'onnipèotenza di Dio, limitato dalla presenza del potere antidivino. Quindi nel CRISTIANESIMO c'è la speranza della escatologia moderna che fa trionfare il Salvatore sul demonio. Ma è una forma meno coerente del dualismo ed è la concezione diffusa del Paradiso e dell'Inferno. Questa concezione ristabilisce la sovranità di Dio sullo spirito malvagio. Tuttavia questa forma di dualismo deva rinunciare all'idea dell'amore divino. attuata nella

2.      PREDESTINAZIONE:attuata la rinuncia dell'idea di amore divino. Quindi rinuncia a trovare un senso del mondo accessibile all'uomo. La credenza nella predestinazione non è stata tollerata a lungo al di fuori di una cerchia di virtuosi eccezionali.

3.      RELIGIOSITA' INDIANA: autodirezione del virtuoso; accessibilità della redenzione; etica socialew organica unita con un rigoroso rifiuto del mondo; contemplazione via principale alla redenzione;etica professionale intramondana.

 

 



[1] Comunque ciò non è assoluto. La concezione del Dio trascendente ha operato con altre circostanze, ossia con la natura delle promesse religiose e le vie di salvezza.

[2] Comunque tutte le grandi religioni hanno regolato anche i legami di PIETAS.

[3] ACOSMISMO: sistema panteistico che nega l'esistenza di un mondo(cosmo) come realtà indipendente da Dio.

[4] Beaudelaire: "Sacra prostituzione dell'anima"

[5] Tendenza alla trasformazione dei giudizi etici di valore in giudizi di gusto.

[6] Enfatizzazione di una specifica sensazione di redenzione intramondana dal razionale.

[7] TEODICEA: parte della teologia che parla della giustizia punitiva di Dio.







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