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COS'È LA SOCIOLOGIA DELLA DEVIANZA - POSSIBILI DEFINIZIONI DI DEVIANZA

sociologia


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COS'È LA SOCIOLOGIA DELLA DEVIANZA - POSSIBILI DEFINIZIONI DI DEVIANZA

COS'È LA SOCIOLOGIA DELLA DEVIANZA

 La sociologia della devianza è quella parte della riflessione sociologica che prende in considerazione il cosiddetto "comportamento deviante" cercando di fare un'analisi

a)  delle cause e delle modalità di espressione di tutti quei comportamenti che, più o meno, si discostano da ciò che la maggioranza dei membri di un certo gruppo sociale ritiene opportuno, utile, necessario o doveroso

b) delle conseguenze sia personali che sociali che derivano dalla violazione di queste stesse regole o indicazioni condivise.



POSSIBILI DEFINIZIONI DI DEVIANZA

a)  Devianza è quel comportamento che si scosta dalla media dei comportamenti presenti in un dato contesto sociale

b) Devianza è quel comportamento che viola regole e norme, le intenzioni o le attese dei membri di un certo sistema sociale ed è quindi valutato e connotato negativamente dalla maggioranza dei membri di quello stesso sistema sociale

c)   Devianza è quel comportamento, disfunzionale al sistema in cui si verifica, che comporta l'abbandono o la contestazione del proprio ruolo sociale.

d) Devianza non tanto come proprietà inerente a determinati tipi di comportamento, quanto piuttosto come una proprietà attribuita a certi comportamenti e agli attori che li assumono, da parte di altri attori.

COSA SERVE, IN SOCIOLOGIA, PER DEFINIRE IL COMPORTAMENTO DEVIANTE

a)  l'esistenza di uno specifico gruppo sociale in cui tale definizione sia riconosciuta e condivisa;

b) l'esistenza in tale società di norme, aspettative o credenze giudicate legittime o comunque rispettate;

c)   il riconoscimento, sul piano pratico o ideologico, che uno scostamento od una violazione di tali regole condivise è valutato negativamente dalla maggioranza dei membri della collettività considerata;

d) la verifica che, alla constatazione della violazione di una regola, i membri del gruppo considerato tendono a reagire, con intensità proporzionale alla valutazione della gravità attribuita al comportamento deviante;

e)  l'esistenza di conseguenze negative a carico dei soggetti che sono stati individuati come autori del comportamento deviante.


IL CONTROLLO SOCIALE

Definizione: «l'insieme più o meno organizzato, nell'ambito di una qualsiasi unità sociale, delle reazioni formali o informali, coercitive o persuasive, che sono previste e/o messe in atto nei confronti del comportamento individuale o collettivo ritenuto deviante, dirette a stabilire e mantenere l'ordine sociale».[1] 

Il controllo sociale può essere distinto in:

a)       controllo informale o relazionale

b)      controllo formale o istituzionale

IL CONTROLLO SOCIALE E LA VISIBILITÀ DELLA DEVIANZA

In entrambi i tipi di controllo sociale, non tutti i soggetti devianti hanno la stessa probabilità di essere individuati e sottoposti a controllo. Il fatto che il controllo sociale si attivi o no dipende, fondamentalmente, da due fattori:

a)     la protezione istituzionale (tanto più alta quanto più l'istituzione è chiusa e teme il giudizio pubblico)

b)    il privilegio di classe (la visibilità della devianza è correlata alla distribuzione differenziale della "privacy" che caratterizza le diverse classi sociali)


COSA LA DEVIANZA NON E'.

a)                Non è "marginalità" e non è "emarginazione"

b)               Non è "criminalità"

c)                Non è "disagio"

IL CONCETTO DI DISAGIO GIOVANILE

Definizione: manifestazione della difficoltà di affrontare e superare i compiti di sviluppo, avanzati dal contesto sociale, che hanno come obiettivi fondamentali il conseguimento dell'identità personale e sociale e l'acquisizione delle abilità necessarie alla soddisfacente gestione delle relazioni quotidiane.

È possibile evidenziare diversi livelli di disagio:

1.     disagio evolutivo endogeno, legato alla "normale" e comune crisi che tutti i soggetti attraversano nella transizione all'età adulta;

2.     disagio socio-culturale esogeno, strettamente in relazione con la società complessa e i suoi condizionamenti;

3.     disagio che può essere definito potenzialmente cronicizzante, legato all'interazione di fattori-rischio individuali e locali con le precedenti forme di disagio. Spesso, ad esempio, la mancanza delle risorse necessarie ad affrontare positivamente i compiti di sviluppo costituisce un fattore-rischio.


IL POSSIBILE CONTINUUM DISAGIO èDEVIANZA

Text Box: CRISI ADOLESCENZIALE
DISAGIO EVOLUTIVO
 

Text Box: Squilibrio
Bisogni/risorse
(mancanza di risorse per far fronte ai compiti evolutivi)

Text Box: COMPORTAMENTI
AGGRESSIVI NON ADATTIVI
.	Autoplastici
.	Alloplastici
Text Box: COMPORTAMENTI IMPROPRI
(inadeguati per il conseguimento dei compiti di sviluppo)
Text Box: SVANTAGGIO SOCIALE

Text Box: DISADATTAMENTO


Text Box: SOCIETA' COMPLESSA
DISAGIO SOCIOCULTURALE
Text Box: DISAGIO CRONICIZZANTE


ILLUMINISMO - Cesare BECCARIA

Alla base del suo pensiero troviamo alcuni postulati dell'Illuminismo:

·        Il contratto sociale permette di fondare l'autorità dello Stato e della Legge

Text Box: Primo principio fondamentale della sua filosofia del diritto:
CONTRATTUALISMO: individuo cede parte della propria libertà per avere tutelata la restante parte

·        Uomo è portatore di ragione

Text Box: va considerato pienamente 
responsabile della sua azione

·        Uomo mosso all'azione dalla ricerca del piacere e dalla paura della morte e del dolore

Text Box: azione basata su calcolo costi/benefici

·        Text Box: Secondo principio fondamentale della sua filosofia del diritto:
UTILITARISMO: attraverso il diritto si deve perseguire la massima felicità per il maggior numero di persone

La base della giustizia umana è l'utilità comune

·        I diritti dell'uomo devono essere protetti dall'arbitrio delle istituzioni

Text Box: La legge deve essere uguale per tutti

Text Box: .	il reato è tale perché definito dalla legge;
.	il criterio per stabilire cosa è reato e la misura della pena è dato dal DANNO SOCIALE

 


LA CONCEZIONE DELLA PENA

Text Box: In quanto contraria ai due principi fondamentali del diritto:
.	CONTRATTUALISMO (nessuno può aver ceduto così tanta libertà allo Stato da precludersi il diritto alla vita)
.	UTILITARISMO (è l'estensione della pena, più che la sua intensità, a intimidire i soggetti è risulta più deterrente l'ergastolo)
Text Box: Troppo dura da infliggere se non si è certi della colpevolezza del soggettoText Box: CONTRARIO A
.	CARCERAZIONE PREVENTIVA
.	PENA DI MORTE
Text Box: La pena deve essere:
.	pubblica
.	retributiva
.	deterrente
Text Box: Uomo sceglie come comportarsi sulla base di un calcolo costi/beneficiText Box: OBIETTIVI PENA 
.	Prevenzione specifica
.	Prevenzione generale
Text Box: Pena è giustificata e legittima solo se  riesce a controbilanciare i benefici ottenibili con il reato


POSITIVISMO - LA SCUOLA CRIMINALE POSITIVA

PRINCIPI FONDAMENTALI

·        Azione determinata e governata da leggi che la scienza può scoprire

Text Box: Anche l'azione deviante è sottoposta a leggi causali identificabili

·        Unità del metodo scientifico è quantificazione del comportamento

Text Box: Misurazione delle patologie individuali e delle circostanze patogenetiche

·        Obiettività della scienza e dello scienziato

Text Box: 1.	È necessario e utile che nei procedimenti penali intervengano esperti del comportamento umano

2.	Lo scienziato può, oggettivamente e scientificamente, distinguere ciò che è deviante da ciò che non lo è


Text Box: Punto fondamentale della riflessione sulla devianza diventa 
non l'atto deviante in sé ma
L'UOMO DELINQUENTE E LE CAUSE DELLA SUA CONDOTTA

Text Box: IL DEVIANTE E' TALE 
PER NATURA,
PER PREDISPOSIZIONE

Text Box: Non ha senso cercare di dissuadere il deviante dal commettere reato, perché il suo comportamento non ha origine da una scelta razionale

Text Box: Ha senso ed è legittimo
CURARE il deviante
o, se incurabile,
NEUTRALIZZARLO

PRINCIPALI AUTORI

·        Cesare LOMBROSO        è frenologia

è idea del delinquente nato  

·        Enrico FERRI                   è multidimensionalità delle cause del delitto

è attenzione ai fattori sociali come cause

è sociologia criminale


SUCCESSIVI SVILUPPI DELLE TEORIE BIO-ANTROPOLOGICHE

·        Sheldon (1949)        è ectomorfo, fragile e snello

     mesomorfo, robusto e muscoloso

     endomorfo, molle e tondeggiante

·        Glueck & Glueck    è tipi somatici di Sheldon

(anni '60)                                 +

                                           fattori socioculturali

RICADUTE SULLE POLITICHE CRIMINALI

Dottrina della NON RESPONSABILITA' delle azioni

Text Box: Inapplicabilità/inutilità della pena (in certi casi)

Text Box: Necessità di misure terapeutiche indeterminate nel tempo

Text Box: SISTEMA

IL CONTRIBUTO DI DURKHEIM

 

 

Text Box: SOCIETA' 
MODERNE
Text Box: SOCIETA'
PRIMITIVE

 

Text Box: Divisione del lavoroText Box: Coscienza collettiva comune

 

 

Text Box: SOLIDARIETA'
MECCANICA

Text Box: SOLIDARIETA'
ORGANICA

 

 

Text Box: DIFFERENZE INDIVIDUALI =  
RISORSE POSITIVE PER LA SOCIETA'

 

 

Text Box: NO INGIUSTIZIE SE OGNUNO VIENE VALORIZZATO NELLE SUE POTENZIALITA'

 

 

 

Text Box: SI DEVE:	- COLLOCARE IL SOGGETTO NEL POSTO PIU' ADATTO
-

Text Box: FAVORISCONO
DENSITA' MORALE
Text Box: AGENZIE DI SOCIALIZZAZIONE
-	Garantiscono uguali possibilità
-	Trasmettono regole della solidarietà

Text Box: SCUOLA
CORPORAZIONI
FAMIGLIA

 

 


Text Box: ATTENZIONE SE DEVIANZA E':
.	IN RAPIDA CRESCITA
.	TROPPO BASSA (immobilismo sociale)
Text Box: Tuttavia. visione della devianza come fatto normale e utile in tutte le società, in quanto 
.	stabilisce i confini della moralità e ridefinisce in modo chiaro i contorni e la consistenza della coscienza collettiva
.	tiene aperta la strada al mutamento sociale
Text Box: REATO = SINTOMO TRANSITORIO DEL DISAGIO SOCIALE DERIVANTE DALLA SITUAZIONE DI ANOMIAText Box: CONSEGUENZE PER IL SOGGETTOText Box: CONSEGUENZE PER LA SOCIETA'

Text Box: MA SERVE STABILITA' NELLE REGOLE, ALTRIMENTI.
ANOMIA:


LA SCUOLA DI CHICAGO

 

 

Fine 1800 - primi 30 anni del 1900

Chicago

 

 

·        Massiccia industrializzazione                   grande urbanizzazione

·        Immigrazione dall'Europa e dal Sud America

è SOCIAL PROBLEMS

 

·        Influenza del pragmatismo

·        Accademici attenti e interessati a risolvere problematiche sociali

 

è  ORIENTAMENTO ALLA RICERCA

è SOCIOLOGIA COME STRUMENTO DI CONOSCENZA, RIFORMA E INTERVENTO SOCIALE

 

 

 

·        METODOLOGIA PRIVILEGIATA E' STUDIO DI COMUNITA'

(grande apporto anche alla metodologia della ricerca)

 

 

·        ATTENZIONE ALL'ASPETTO "TEMPO"

è PROCESSUALITA': alla devianza si giunge attraverso un progressivo restringimento delle possibilità di scelta

Text Box: è necessario che la riflessione sociologica e le ricerche permettano di progettare interventi sociali che attenuino le situazioni che possono portare alla devianza

                  

 

 

 

 

 

 

 


¨     William THOMAS e Florian ZNANIECKI

"Il contadino polacco in Europa e in America" (1918-20)

La sociologia può controllare la situazione sociale analizzando

·        Le condizioni concrete nelle quali avviene l'azione

·        I valori socio-culturali della realtà nella quale si svolge l'azione

·        Gli atteggiamenti individuali che possono influenzare l'agire.

La condotta umana è spiegabile analizzando l'interazione tra

GLI ATTEGGIAMENTI DELL'INDIVIDUO E I VALORI SOCIALI

(importanza della DEFINIZIONE DELLA SITUAZIONE)

Ogni uomo ha dei desideri innati che impara a regolamentare

attraverso le sue esperienze di vita.

Gli atteggiamenti di personalità sono, dunque, il risultato del

PROCESSO DI ACCULTURAZIONE.

Problemi nel caso si verifichi situazione di DISORGANIZZAZIONE SOCIALE


·                    DISORGANIZZAZIONE SOCIALE

(«il deterioramento, l'allentarsi, la cessazione parziale o totale delle relazioni e dei rapporti sociali che costituivano una determinata forma di organizzazione. Essa si manifesta con una riduzione del controllo.»[2]

«una diminuzione dell'influenza delle regole sociali di comportamento sui membri individuali del gruppo»[3])

·                    DISORGANIZZAZIONE INDIVIDUALE

                                   PUO' sfociare in comportamento deviante

(reato come una delle possibili reazioni alla situazione di disagio del soggetto che percepisce l'indebolimento delle norme e del controllo)

CAUSA DELLA DEVIANZA

NON E' UNA CONDIZIONE PARTICOLARE DELL'INDIVIDUO

MA, PIUTTOSTO,

LO STATO DI "DISORDINE" DELLA SOCIETA'

SE LA CAUSA DELLA DEVIANZA E' SOCIO-CULTURALE, ANCHE L'INTERVENTO DEVE ESSERE SOCIALE

Quanto più  

·        l'industrializzazione

·        l'urbanizzazione

·        l'immigrazione

avvengono rapidamente, tanto più provocano disordine, disorganizzazione sociale e malessere individuale

 

TIPOLOGIE DEGLI ATTORI UMANI (sulla base delle risposte dei soggetti alle richieste culturali):

·        FILISTEO

·        BOHEMIEN

·        UOMO CREATIVO


LO STUDIO DELLA CITTA'

 

 

Burgess E.W., McKenzie R.D., Park R.E., La città, Ed. Comunità, Milano, 1999

Esistono relazioni significative tra espansione urbana, andamento demografico e social problems

·        CITTA' E' INSIEME DI AREE NATURALI E SUBCULTURE

·        Contagio sociale                       aree naturali

·        Concetto di subcultura                        alcuni principi e stili di vita

della cultura generale

alcuni costumi e alcune regole che si discostano (talora si oppongono)

BURGESS: la città può essere suddivisa in quattro aree concentriche

·        teoria della successione

·        teoria del decentramento centralizzato

ZORBAUGH: 5 aree naturali

            Nello slum anche famiglie immigrate di recente

                                   Problemi con la II generazione


DALLA SUBCULTURA ALLA DELINQUENZA

 

THRASHER "The gang"

BANDE  come risposta ad un bisogno dei ragazzi che non trova riscontro nella società

SI SVILUPPANO SOPRATTUTTO NELLE AREE INTERSTIZIALI

IL CONCETTO DI MARGINALITA' (Park, 1928)

·        differenza UOMO MARGINALE / UOMO ASOCIALE

Text Box: Funzione sociale positiva:
.	Stimola crescita ruoli sociali attivi
.	Conferma ciò che è Text Box: «uomo che vive sul confine di due culture e di due società che non si sono mai completamente fuse e interpenetrate»

 

 

è MARGINALITA' COME DIFFICOLTA' A RIMANERE LEGATI ALLA CULTURA DI PROVENIENZA E CONTEMPORANEA MANCANZA DI IDENTIFICAZIONE CON I VALORI DELLA CULTURA DI ARRIVO (problemi soprattutto per la II generazione)


EVOLUZIONE DELLA SCUOLA DI CHICAGO

SHAW & McKAY è TEORIA DELLA TRASMISSIONE CULTURALE

Text Box: Chicago divisa in 5 zone concentriche 
delle quali analizzano il tasso di criminalità 

AREE DELINQUENZIALI
(più ci si avvicina al centro, 
più aumenta la delinquenza)

Text Box: Gli spostamenti avvengono dalla zona di transizione ai sobborghi ricchi sulla base della posizione economica

Text Box: TASSI DI CRIMINALITA' COSTANTI,
INDIPENDENTI  DAI GRUPPI SOCIALI PRESENTI NELL'AREA
(rif. alla teoria della successione)

PERCHE'?

La criminalità, in queste aree

«può essere considerata uno dei mezzi impiegati dalla gente per acquisire, o tentare di acquisire, quei valori economici e sociali che la nuova cultura idealizza e ai quali in altre circostanze gli individui accedono attraverso i mezzi convenzionali»

Text Box: 1.	 CRIMINALITA' COME MEZZO ACQUISITIVO

2.	 CRIMINALITA' COME COMPETENZA TRASMESSA CULTURALMENTE


SUTHERLAND & CRESSEY

TEORIA DELL'ASSOCIAZIONE DIFFERENZIALE

Text Box: L'APPRENDIMENTO DEL COMPORTAMENTO DEVIANTE AVVIENE CON LE STESSE MODALITA' DI APPRENDIMENTO 
DI QUALSIASI ALTRO COMPORTAMENTO: 
CIO' CHE CAMBIA E' IL CONTENUTO DELL'APPRENDIMENTO

Text Box: QUANDO SI VERIFICA UN COMPORTAMENTO DEVIANTE?

Text Box: QUANDO ESISTE UN CONFLITTO CULTURALE TRA SOGGETTO 
(E IL SUO GRUPPO DI RIFERIMENTO) 
E LA SOCIETA' GENERALE

White collar crime: Sutherland cerca di applicare la sua teoria per spiegare come alcuni professionisti apprendano, all'interno delle loro organizzazioni, tecniche e motivazioni alla violazione dei regolamenti, delle norme codificate, senza subire lo stigma di devianti

 


COME VIENE APPRESO IL COMPORTAMENTO DEVIANTE?

I PRINCIPI DELL'ASSOCIAZIONE DIFFERENZIALE

1.     Il comportamento deviante è appreso



2.     Il comportamento deviante è appresa nell'interazione con altre persone in un processo di comunicazione

3.     Il comportamento deviante si apprende soprattutto all'interno di gruppi ristretti, caratterizzati da relazioni personali

4.     Quando il comportamento deviante viene appreso, tale apprendimento comprende

·        L'insegnamento delle tecniche per commettere l'infrazione, a volte molto semplici e altre volte molto complesse;

·        L'orientamento delle motivazioni, degli impulsi, dei ragionamenti e degli atteggiamenti;

5.     La specifica direzione delle motivazioni e degli impulsi viene appresa in funzione dell'interpretazione favorevole o sfavorevole nei confronti dei codici legali

6.     Una persona devia quando le definizioni favorevoli alla violazione della legge sono più forti di quelle sfavorevoli a tale violazione

7.     Le associazioni differenziali possono variare in frequenza, durata, priorità e intensità e l'influenza dell'associazione sul singolo varia in funzione della combinazione di questi fattori

8.     La formazione alla condotta deviante attraverso il processo di associazione con modelli criminosi o anticriminosi coinvolge gli stessi meccanismi che sono coinvolti in qualsiasi altro processo di apprendimento

9.     La condotta deviante è espressione di valori e bisogni generali che sono gli stessi bisogni e valori che sottendono la condotta non deviante

STRUTTURALFUNZIONALISMO E DEVIANZA

PARSONS è TRA STRUTTURA MOTIVAZIONALE E SOCIALIZZAZIONE

 

 

 

Text Box: DEVIANZA 
comportamento che turba equilibrio del sistema di interazioni 
tra Ego e Alter

Text Box: Il sistema ritrova equilibrio

Text Box: Il sistema si modifica

Text Box: Ogni individuo possiede una STRUTTURA MOTIVAZIONALE
che può orientarlo

Text Box: al distacco dalle normeText Box: alla conformità
verso le norme



MERTON èANOMIA E TEORIA DELL'ADATTAMENTO

 


ANOMIA è          "rottura" delle norme,

non mancanze di norme

 

LA TEORIA DELL'ADATTAMENTO

 

I diversi soggetti si adattano al contesto sociale

e alla situazione di anomia in modi differenti:

 

TIPO DI ADATTAMENTO

Mete

Mezzi

Innovatore

+

-

Ritualista

-

+

Rinunciatario

-

-

Ribelle

-/+

-/+

 



I TEORICI DELLE SUBCULTURE

COHEN è BANDE DELINQUENTI E FORMAZIONE REATTIVA

Text Box: Sottocultura delinquente e' risultato di un conflitto tra cultura della classe media e cultura delle classi subalterne

PRINCIPALI PARAMETRI CULTURALI (princìpi)[4]

 

Classe media

Classe operaia

 

Responsabilità individuale

Fiducia in se stessi e nelle proprie risorse

Reciprocità

Obbligo di dividere le proprie risorse con chi si è legati

Perizia

Coltivare capacità specifiche

Irrequietezza

Ricerca continua di nuove sensazioni e opportunità

Differimento della gratificazione

Industriosità e risparmio economico in vista del futuro

Soddisfazione immediata dei desideri

Non dilatazione della gratificazione

Razionalità

Progettazione consapevole ed efficiente

Impulsività

Scarso controllo od esercizio razionale

Ambizione

Alto livello di aspirazioni

Linguaggio osceno

Atteggiamento di sfida e di rottura delle convenzioni

Buone maniere

Cortesia, pazienza, autocontrollo

Competizione non violenta

Controllo della forza fisica

Uso della forza

Soluzione immediata e personale delle controversie e dei conflitti

Impiego del tempo libero in modo costruttivo

Ricreazione "sana"

Distruttività

Non curanza e scarso rispetto delle cose

Rispetto per la proprietà

Cura delle cose proprie e degli altri


CLOWARD e OHLIN è LE OPPORTUNITA' DIFFERENZIALI

Con il termine struttura si intende un sistema concreto di riferimento che offre al soggetto la possibilità di imparare ed esercitare ruoli.

 



GLI ADATTAMENTI COLLETTIVI ALLA SITUAZIONE ANOMICA[5]

TIPO DI ADATTAMENTO

METE

CULTURALI

MEZZI

LEGITTIMI

MEZZI ILLEGITTIMI

Sottocultura criminale

+

-

+

Sottocultura astensionista

-

-

-

Sottocultura conflittuale

+/-

+/-

+/-


COLLOCAZIONE TERRITORIALE DELLE SUBCULTURE DEVIANTI

«I tre tipi di subcultura delinquenziale si riscontrano più comunemente in zone delle grandi città abitate dalla classe inferiore, sebbene (.) le subculture delinquenziali talvolta sorgano pure in zone abitate dalla classe media»[6].

Tenendo conto

 


È possibile comprendere come e perché le sottoculture devianti si collochino territorialmente[7]:

Livello di

organizzazione comunitaria

Disponibilità di mezzi illegittimi

Si

No

Quartieri integrati

(zone residenziali)

(criminale)

(astensionista)

Slum organizzato

criminale

astensionista

Slum disorganizzato

(criminale)

conflittuale

astensionista


I TEORICI DELL'ETICHETTAMENTO

I PRESUPPOSTI FONDAMENTALI DELLA CORRENTE:


BECKER è IL CONCETTO DI CARRIERA DEVIANTE

E GLI OUTSIDERS

4 POSTULATI DI FONDO[8]:


Text Box: L'ESISTENZA STESSA DELLA DEVIANZA DIPENDE DAL FATTO CHE SIA AVVENUTA UNA REAZIONE ALL'ATTO COMMESSO

SOGGETTO

COMPORTAMENTO CONFORME

COMPORTAMENTO TRASGRESSIVO

PERCEPITO COME DEVIANTE

Accusato falsamente

Deviante puro

NON PERCEPITO COME DEVIANTE

Conformista

Deviante segreto

«I gruppi sociali creano la devianza stabilendo delle regole, la cui violazione costituisce l'atto deviante, e applicandole a persone particolari che vengono etichettate come "outsiders"»[9] 

LEMERT è DEVIANZA PRIMARIA e DEVIANZA SECONDARIA



GOFFMAN - Devianza, stigmatizzazione e istituzioni totali




[1]CESAREO V. (1974), Socializzazione e controllo sociale, Angeli, Milano.

[2] Gallino L., Dizionario di sociologia, Utet, Milano, 1993.

[3] Thomas W., Znaniecki F., Il contadino polacco in Europa e in America, Ed. di Comunità, Milano, 1968, II vol. p.12

[4] Tratto da: Bertelli B., Devianza e vittimizzazione, Artimedia, Trento, 2002,  p.114

[5]Adattato da: Bertelli B, Devianza e vittimizzazione, Artimedia, Trento, 2002, p.110.

[6] Cloward R.A., Ohlin L.E., Teoria delle bande delinquenti in America, Laterza, Bari, 1968, p.31.

[7] Adattato da: Bertelli B, Devianza e vittimizzazione, Artimedia, Trento, 2002, p.111.

[8] Bertelli B., Devianza e vittimizzazione, Artimedia, Trento, 2002, pp.146-148

[9] Becker H.S., Outsiders. Studies in sociology of deviance, Free Press, New York, 1963, p.9.



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