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Storia sociale della follia e nascita della psichiatria dinamica

psicologia


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Storia sociale della follia e nascita della psichiatria dinamica

Durante l'Illuminismo si cerca di comprendere e curare le malattie mentali senza ricorrere a spiegazioni i tipo morale o religioso. Sono creati i manicomi dove ricoverare e curare i folli, ma la mancanza di cure adeguate trasforma tali istituzioni in carceri. Nasce poi l'esigenza di distinguere il criminale dal folle che, se colpevole di crimini, è destinato al manicomio criminale. Si cerca con poco successo di trovare l'origine genetica e biologica della follia classificandone minuziosamente le varie forme. Il carattere psico-dinamico dei disturbi è poco considerato fino a che, con l'ipnosi e la psicoanalisi, si impone un nuovo metodo d'origine.

IL DSM

Uno dei sistemi più utilizzato nella classificazione dei disturbi mentali è quello dell'associazione psichiatrica americana pubblicato con il nome di Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali, noto con la sigla di DSM. L'obiettivo degli autori del DSM è di rendere le diagnosi attendibili.



Il DSM IV è un manuale realizzato da oltre un migliaio di esperti del settore, con diversi tipi di competenze ed estrazione culturale diversa. I criteri seguiti nelle descrizioni cliniche sono la scelta di un linguaggio chiaro, tale da evitare qualsiasi ambiguità; descrizioni analitiche e dettagliate dei comportamenti attribuibili alle varie patologie.

Per ogni tipo di disturbo il manuale DSM IV riporta:

  • Le caratteristiche diagnostiche
  • Le manifestazioni e i disturbi associati
  • Altre caratteristiche collegabili alla cultura, all'età e al sesso del paziente
  • Il decorso della patologia, la sua familiarità e i criteri per differenziarlo da patologie simili

Il DSM IV fornisce una descrizione del paziente secondo cinque diversi campi di informazioni, detti Assi. Ciò consente di considerare tutti gli aspetti del paziente e pianificare un lavoro che tiene conto di tutti i fattori.

  • Asse 1 e 2: Individua la presenza nel paziente di una o più patologie psichiatriche
  • Asse 3: Individuare le loro relazioni con le sue condizioni mediche generali
  • Asse 4: Cogliere le relazioni esistenti tra le sindromi evidenziate e problemi psicologici, sociali e ambientali del soggetto.
  • Asse 5: Classificare il livello globale di "funzionamento" della persona.

Schizofrenia

Il termine schizofrenia ( mente divisa dal greco) cerca di cogliere la natura psicologia della sindrome. Bleuler ritiene che i gravi sintomi della schizofrenia, come i deliri e allucinazioni, possono essere interpretati come un tentativo della mente di sostituire il mondo reale, che terrorizza e sconvolge il malato di cui i sintomi sono espressione. Tale malattia può essere scatenata da fattori biologici, oppure da fattori culturali, economici, sociali che renderebbero l'individuo incapace di sopportare lo stress ambientale e scatenerebbero la malattia.

I sintomi della schizofrenia sono:

  • La presenza di deliri
  • La presenza di allucinazioni che possono riguardare i vari sensi
  • Disordini del pensiero(pensiero incoerenti, invenzione di parole strane e incapacità di concentrarsi)
  • Disordini emotivi(affettività scarsa, fobie irrazionali, apatia e abulia)
  • Disturbi motori( riso senza motivo, mutismo e posture bizzarre)

Le schizofrenie si distinguono in varie forme:

  • Forme Paranoidi: si manifestano nell'adolescenza, ma si evolvono più avanti. I paranoici pensano di essere vittime delle azioni degli altri, oppure deliri di grandezza, per cui ha un senso esagerato della propria importanza.
  • Forme Catatoniche: si manifestano attraverso sintomi motori come atteggiamento immobile, eccitamento e apatia. Il catatonico si sente colpevolizzato nei confronti degli altri e ossessionato di compiere azioni sbagliate.
  • Forme disorganizzate: si manifestano attraverso allucinazioni e deliri. Il paziente può sviluppare idee bizzarre che riguardano il deterioramento del proprio corpo. Dà l'impressione di aver rinunciato ad affrontare il mondo e le sue difficoltà.

I disturbi dell'umore

La caratteristica dei disturbi dell'umore è l'alterazione della tonalità di base dell'affettività. I disturbi dell'umore sono malattie con componente biologica e con trasmissione genetica. Oltre alla somministrazione di cure mediche, è importante comprendere dinamiche psicologiche per intervenire con un'adeguata psicoterapia. Le principali affezioni che rientrano in tali disturbi sono le seguenti:

  • Il disturbo depressivo maggiore comporta un episodio di depressione per un periodo minimo di due settimane, con almeno umore depresso, disinteresse per ogni attività, insonnia o ipersonnia, difficoltà nella concentrazione e pensieri ricorrenti al suicidio e morte).
  • Il disturbo distimico comporta un umore depresso per una durata minima di due anni, con la presenza di scarso appetito o iperfagia, insonnia o ipersonnia, difficoltà di concentrazione e scarsa energia.
  • I disturbi bipolari comprendono sia episodi di tipo maniacale(autostima smisurata, aumento dell'attività psicomotoria, sonno breve, fuga delle idee) che episodi depressivi.
  • Il disturbo ciclotimico è un'alterazione dell'umore cronica in cui per almeno due anni si verificano episodi depressivi e maniacali, di minor conto rispetto ai disturbi bipolari.



I disturbi d'ansia

Si definiscono disturbi d'ansia tutte quelle sindromi caratterizzate da manifestazioni ansiosi tali da interferire con lo svolgimento della vita quotidiana della persona. L'ansia è una reazione di fronte a situazioni stressanti che richiedono una forte attivazione dell'organismo, ma in tali patologie si manifesta in modo eccessivo. Tali disturbi sono scatenati da eventi traumatici infantili irrisolti, riemersi poi nell'adolescenza.

Il DSM IV descrive varie forme di questo tipo di disturbo:

·         Disturbo del panico: improvvisa insorgenza di paura o terrore, associati all'impressione di una catastrofe imminente. I sintomi fisici sono molto violenti, come la tachicardia, senso di soffocamento e dolori al petto.

·         L'agorafobia: consiste nella fobia degli spazi aperti, nei quali sarebbe difficile ricevere aiuto in caso di attacco d'ansia o panico.

·         La fobia specifica(ragni, ladri ecc): caratterizzata da un alto livello d'ansia di un oggetto o una situazione. Esso determina comportamenti di evitamento.

·         La fobia sociale: caratterizzata da un alto livello d'ansia associata a una situazione o prestazione sociale( interrogazioni, esami, parlare in pubblico). Condotte di evitamento.

·         Il disturbo d'ansia generalizzato: caratterizzato dalla presenza di ansia e preoccupazione eccessive riferite ad aspetti ed eventi, come le prestazioni lavorative o scolastiche.

·         Il disturbo ossessivo - compulsivo:  caratterizzato da ossessione che causano ansia e disagio in misura eccessiva e azioni compulsive che il soggetto compie per avere il controllo della situazione.

I disturbi di personalità

Un disturbo di personalità rappresenta un modello d'esperienza interiore e di comportamento che devia rispetto alla cultura dell'individuo, è pervasivo e inflessibile, esordisce nell'adolescenza, è stabile nel tempo e determina disagio e menomazione.

  • Il disturbo paranoide di personalità: quadro caratterizzato da sfiducia e sospettosità. Ad esempio, dubitano dei colleghi, pensano di essere ingannati e reagiscono con rabbia.
  • Il disturbo schizoide di personalità: quadro caratterizzato da distacco dalle relazioni sociali e limitatezza nell'esprimere emozioni. Sono freddi, indifferenti, non provano piacere.
  • Il disturbo antisociale di personalità: quadro caratterizzato da inosservanza e violazione dei diritti degli altri. Incapacità del soggetto ad adattarsi alle norme sociali e legali, disonestà e impulsività.
  • Il disturbo borderline di personalità: quadro caratterizzato da instabilità nelle relazioni interpersonali. I soggetti hanno rapporti intensi con gli altri, ma instabili ed estremizzati al positivo o negativo.
  • Il disturbo narcisistico di personalità: quadro caratterizzato da grandiosità. Sono convinti di possedere un grande talento e assorbiti da fantasie di successo.

Psicoterapia individuale

La psicoterapia può essere definita una processo consapevole attuato con vari metodi che comportano un rapporto individuale e/o di gruppo, finalizzato a modificare situazioni di disagio e disturbi del comportamento.




La psicoterapia individuale focalizza l'intervento sul singolo attraverso una impostazione individuale per risolvere singole situazioni oppure a ristrutturare l'intera personalità del paziente.

Psicoterapia psicoanalitica

Nella impostazione analitica si realizza un rapporto stretto che rende possibile agire nella personalità del paziente in profondità. Molto studiosi tendono a distinguere l'analisi classica(di lunga durata con incontri frequenti per modificare la personalità dell'individuo) e le terapie psicoanalitiche(incentrate su problemi specifici e hanno una durata limitata).

Psicoterapia comportamentale

I comportamentisti spiegano la nascita dei disturbi del comportamento, come di qualsiasi altro comportamento mediante il condizionamento classico, operante e processi d'apprendimento per osservazione. Queste tecniche concentrano la propria azione sui sintomi, senza preoccuparsi di individuarne le dinamiche psicologiche profonde. Nelle fobie, nei comportamenti ossessivi e compulsivi, nei disturbi sessuale e nella riabilitazione di soggetti deboli di mente risultano discretamente efficienti.

Psicoterapia umanistica e la psicoterapia esistenziale

L'uomo non è considerato secondo categorie precostituite come si fa nello studio degli oggetti naturali, cercando le cause dei fenomeni. Il malato va visto come persone, cosi come si presenta nella sua soggettività e la stessa malattia non è altro che uno ei modi di essere al mondo.

Psicoterapia della Gestalt

Le patologie nevrotiche derivano da un atteggiamento rigido dei pazienti che non riescono a integrare nella propria visione del mondo le esperienze che via via compiono.

La riabilitazione

Per riabilitazione si intende una serie di interventi tesi a togliere la persona dallo stato di emarginazione in cui si trova nella sua menomazione, per inserirlo in una condizione occupazionale e sociale il più possibile paritaria rispetto alle altre persone.

Cura e riabilitazione sono strettamente collegate: la cura serve soprattutto a combattere i sintomi della malattia, mentre la riabilitazione serve a conservare o a recuperare le funzioni psichiche di chi soffre di schizofrenia. Entrambe mirano a far si che il malato riprenda una buona qualità di vita, tornando a socializzare con gli altri.

La cura più adatta per chi soffre di schizofrenia è quindi un trattamento integrato, che comprende la terapia con psicofarmaci, il sostegno della famiglia, la psicoterapia, le terapie riabilitative e, quando necessario, il ricovero in ospedale.

Antipsichiatria

Il termine antipsichiatria si riferisce ad approcci (talvolta considerati come un movimento unitario) che fondamentalmente si pongono in contrasto con le teorie e le pratiche della psichiatria in generale e della biopsichiatria in particolare. Le critiche più comuni sostengono che la psichiatria usa concetti e strumenti medici impropriamente; che tratta i pazienti contro la loro volontà o è troppo autoritaria rispetto ad altri approcci; che essa è compromessa in legami finanziari e professionali con l'industria farmaceutica; che usa un sistema di categorie di diagnosi stigmatizzante ed è percepita da troppi dei suoi "pazienti" come opprimente e controllante.

La legislazione in Italia

Le leggi che hanno introdotto in Italia un nuovo modo i assistere il malato di mente sono: la legge 180 del 1978 che, ispirandosi al movimento antipsichiatrico, pone l'obiettivo di eliminare l'ospedale psichiatrico e di sostituirlo con strutture ambulatoriali e residenze e comunità a carattere familiare; la legge 833 del 1978 che istituisce il Servizio Sanitario Nazionale e fissa alcuni criteri per l'intervento psichiatrico da realizzarsi a livello locale con appositi interventi legislativi.

Il Dipartimento di salute mentale

E' l'attuale struttura organizzativa italiana per l'assistenza psichiatrica. Comprende i Centri di salute mentale che somministrano interventi farmacologici, dispongono psicoterapia individuale e familiare e attività domiciliari per i pazienti cronici. Il Servizio psichiatrico di diagnosi e cura(SPDC) è preposto ai casi di disturbi acuti e organizza il day hospital per i sub - acuti. I Centri residenziali sono riservati a pazienti che, per specifici programma riabilitativi, necessitano di avere una residenza autonoma. Altre strutture sono le case famiglia e le case alloggio. Infine nei Centri diurni si realizzano interventi di tipo psicoterapeutico e psicoeducativo. Per i pazienti psichiatrici sono previsti anche posti di lavoro protetto con una remunerazione ridotta.







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