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Sfida, Accettazione o Opportunità ? TERZA ETA'

psicologia

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                                         TERZA ETA'


                         

                         Sfida, Accettazione o Opportunità ?



       

                                            Indice.

 - Mappa concettuale.

 

 - Presentazione.

 - Argomento centrale:

  Dall'età adulta all'invecchiamento, delicato passaggio in costante evoluzione.

 - Psicologia:

  Disagio e disadattamento, il coraggio di cambiare.

  Invecchiamento e longevità:perdite e risorse a confronto.

 - Pedagogia:

  Impegno e vita sociale come prevenzione alle " patologie dell'anziano".

 Jon Dewey.

 - Italiano:

  Italo Svevo, Senilità. L'inettitudine, malattia dell'anima, non ha età.

 - Storia:

   L'età Giolittiana, cambiamenti e riforme.

 - Igiene e puericultura:

  L'alimentazione dell'anziano.

  L'osteoporosi.

 -Economia Domestica:

  La cottura degli alimenti.

  Ipertensione e regime alimentare.

 - Inglese:  

   Alzheimer's disease.

 - Statistica:

   Aspetti demografici dell'Italia che invecchia in salute e in malattia.

 - Bibliografia e siti.

                                                                   TERZA ETA'

Sfida, accettazione o opportunità ?


Presentazione.

Prima di morire cerca almeno di essere nato.         

 

Mi piace l'idea di iniziare con questa citazione ( di cui non conosco l'autore,) perché è una affermazione che lascia spazio alla riflessione e che esprime in maniera chiara e relativamente semplice la motivazione alla mia scelta, sia dell'argomento centrale della tesina, sia della decisione di rimettermi in " gioco "  affrontando questo percorso, che tra l'altro si è rivelato ben altro che semplice, alla mia veneranda età   (50 anni ).

 

Nella vita, nulla accade a caso, sta poi a noi coglierne il senso e, anche se è vero che alcuni eventi non possiamo modificarli o cambiarli, possiamo scegliere in modo con cui viverli : rassegnazione, accettazione, sfida o opportunità.

spesso ho sentito parlare del " 555j99f coraggio di vivere " ma la vita è un dono che abbiamo ricevuto, c'è e basta, un poco come il compleanno, che ci piaccia o meno, arriva, il vero coraggio sta nella forza di cambiare.

Quando il passato non è più solo un ricordo ma ancora a cui ci si è aggrappati tenacemente ; è ora di cambiare.

Quando ogni scusa è buona per non uscire e la casa diventa un rifugio e non un oasi;

è il momento di cambiare.

Quando prima ancora che per gli altri, cerchi giustificazioni per te stesso, è il momento di raccogliere tutte le forze e cambiare per continuare a " vivere " scegliendo di rinascere.

Questo è solo una minima parte di ciò che sto vivendo in prima persona e l'essere qui oggi è il mio modo ( il primo di molti spero )per scegliere di rinascere tutti i giorni.

 

                  

Dall'età adulta all'invecchiamento delicato passaggio

In costante evoluzione.

Il passaggio dall'età adulta alla terza età è già di per se un momento delicato, ma mai come in questi anni e, forse, la nostra generazione è la più penalizzata.

Al tempo dei miei nonni, quando ancora le famiglie erano unite, magari vivendo nello stesso casolare e condividendo il lavoro nei campi, il passaggio da adulto ad anziano era dettato dal ciclo della natura, man mano che i figli crescevano ereditavano la responsabilità della famiglia, con diritti e doveri, ma il tutto accadeva in modo armonico rispettando i tempi naturali delle cose e l'anziano manteneva comunque un ruolo degno di rispetto e mai totalmente passivo nella gestione familiare.

Le cose sono poi cambiate, l'industrializzazione, la migrazione dalla campagna alla città, il lavoro fisso e dipendente che marcava con l'età della pensione la netta differenza tra adulto e anziano ha incrinato l'impianto patriarcale delle famiglie tipico della civiltà contadina, basato sulla ponderatezza e l'esperienza che veniva trasmessa ai discendenti.

Sotto l'influsso della spinta economico-industriale la famiglia è diventata gradualmente "nucleare", legata cioè principalmente al rapporto di coppia.

All'interno di questo giovane modello familiare l'anziano non è più il perno  come un tempo, ma solo uno dei componenti parentali che vive come ospite nella casa di un figlio.

Così, la persona che raggiunge la terza età deve fare i conti con una società che non riconoscendolo più come " forza produttrice" lo emargina considerandolo addirittura un peso, una famiglia all'interno della quale, voce in capitolo e considerazione, fanno parte dei ricordi e un fisico che cambia nell'aspetto e nelle forze.

Questi disagi di natura bio-psico-sociale, rendono molto alto il rischio di un " crollo " che ha come conseguenza: l'isolamento, la depressione, la malattia e tutte le reazioni a cascata che ne conseguono.

Da alcuni anni però ci si trova nel pieno di una nuova svolta del mondo lavorativo, che prevede il passaggio dalla stabilità del lavoro "fisso e indeterminato" alla mobilità( che almeno per ora il più delle volte si traduce in precarietà): risultato?

Che tutta una generazione cresciuta con l'educazione al lavoro come punto fermo, si sono trovate (a causa di questa nuova evoluzione) senza più un lavoro e, troppo giovani per il pensionamento,        troppo vecchi per nuove possibilità, barcamenandosi nella confusione più totale alla ricerca della propria identità e collocazione.

Molto si parla della condizione giovanile e delle difficoltà a cui vanno incontro, ma tutto sommato loro già crescono in questa condizione che gli si presenta sin dall'inizio,( sia ben chiaro che il problema c'è e andrà affrontato) e in qualche modo già messo in preventivo.

Oggi più che mai, e questo vale per tutti, ma in particolare per la mia generazione, si deve avere il coraggio di cambiare, abbandonando la rigidità di vecchi schemi per potersi rinventare.

                                                                                                                                

  PSICOLOGIA.

Disagio e disadattamento, il coraggio di cambiare.

Il rapporto con l'invecchiamento risulta altamente soggettivo e dipende sempre dalla capacità del singolo di adattarsi ai mutamenti della società, dal rapporto con gli altri e dal riconoscimento del proprio ruolo.

Gli aspetti della vita che oggi preoccupano maggiormente gli overanta sono la solitudine (86,4%), la depressione (78,1%), le ristrettezze economiche (78%) e l'indifferenza degli altri (68,4%). Da ciò emerge l'importanza per tutti gli anziani e per chi lo sta per diventare, di vivere con maggior serenità la propria età, consapevoli delle tante possibilità ancora offerte dalla vita e di promuovere nelle generazioni più giovani un nuovo concetto di anzianità, caratterizzato da maggior rispetto e positività.

Quando si è troppo anziani per lavorare anche se le forze sostengono ancora,

quando è questo mondo, a volte crudele a tagliarti fuori,

quando è una malattia, quando ci si sente più fragili, essere anziani è molte volte una lotta, alle volte non si ha la fortuna di star bene, ma tante volte, troppe volte, è come una sorta di rassegnazione, uno stato di torpore, una scusa, un vetro dietro al quale ci si ripara per non vivere.

E' a quel punto che si è vecchi, quando dire " io sono vecchio" è una scusa per non fare.

Erik Erikson ha molto insistito sui diversi cicli della vita, a partire dalla prima infanzia, che modificano le nostre identificazioni. In fondo il problema dell'invecchiamento si pone per noi fin dall'inizio, a cominciare dall'infanzia dobbiamo affrontare il problema dell'alterazione, cioè del diventare un altro, e questo non avviene senza difficoltà.

Non a caso la maggior parte delle ricerche che studiano l'andamento dell'invecchiamento e l'equilibrio psicologico degli anziani insistono sull'importanza del ruolo della personalità antecedente. Si invecchia come si è vissuto.

Le crisi della senescenza si distinguono soprattutto per la loro intensità, tanto che si potrebbero paragonare alle crisi dell'adolescenza. Ho precisato "le crisi" perché è chiaro che la vecchiaia non è uno stato uniforme, ma un percorso continuo su cui si possono inserire diverse crisi: ambiente di vita, menopausa, pensionamento, allontanamento dei figli, malattia, vedovanza, dipendenza.

L'immagine di" se" fondamento del nostro narcisismo primario si modifica profondamente.

Nelle persone che invecchiano come negli adolescenti, il corpo si modifica e la percezione di se ne è turbata, la perdita dell'immagine di "se" può essere all'origine dell'angoscia e della sensazione di vuoto.

 C'è tutto un lavoro di destrutturazione e poi di ristrutturazione psichica, in sostanza si deve realizzare una elaborazione di "lutto", quello della propria immagine.

 Non si modifica solo l'immagine di se, ma viene meno anche il significato dell'ideale dell'io veicolato dal mito personale e collettivo.

  

Secondo Erikson la personalità si forma attraverso la concentrazione di ciò che è stato e ciò che sarà attuato e determinato da rapporti di natura psicosociale.

"L'uomo non è la somma di ciò che ha ma la totalità di ciò che potrebbe avere o essere".

In pratica, ogni momento della nostra vita ci propone delle mete da raggiungere, se non siamo in grado di realizzarle, esse si riproporranno più volte.

A questo punto è doveroso ricordare l'importanza della geragogia come educazione permanente e che ha il fine di insegnare a gestire la propria esistenza dalla nascita alla morte in modo consapevole e produttivo, occupandosi di temi quali: l'alimentazione, il ruolo nella società, il movimento, la cultura, la sessualità, con lo scopo di promuovere stili di vita sani, per rendere la vecchiaia un età piena di interessi, progetti, nuovi obiettivi e non un periodo vuoto in attesa della morte.

Certo, non è facile accettare il corpo che cambia, convivere con le rughe, la muscolatura meno tonica, ma è anche vero che il nostro corpo racconta la nostra storia.

Quando la vita, chiede ancora altra vita, altri anni, altri gesti ed emozioni,

così se quando amiamo, amiamo anche i difetti dell'altro, dovremmo cominciare a pensare che anche l'altro ami i nostri difetti, e che nei solchi lasciati dal tempo sulla pelle, non veda un difetto ma la nostra storia, il nostro io.

Questo è soprattutto un invito a cercare dentro ogni cuore la forza di cambiare per poter essere " solo" persone e non vecchi.

                                                                                                                                                    Pedagogia.

Impegno e vita sociale come prevenzione alle patologie dell'anziano.

                                              John Dewey.

                                                                                                                       

                                                                                                                              

Nell'età adulta le energie che portano un individuo a proiettarsi verso l'esterno in relazioni sociali di diverso tipo, vengono definite "centrifughe", mentre nell'individuo anziano emergono tendenze " centripete " che inducono la persona a diminuire progressivamente le energie mentali impegnate nelle relazioni sociali, nel mantenimento dei ruoli, nel rispettare le aspettative sociali, per spostare l'attenzione dal mondo esterno al proprio interno.

Il coinvolgimento in attività socialmente utili può essere particolarmente efficace perché si riesce ad unire il desiderio di assumere un ruolo socialmente utile, con la dimensione della solidarietà e dell'interesse personale.

Con questo non ci si riferisce al classico servizio di vigilanza fuori dalle scuole, ma a tutte quelle iniziative di volontariato e culturali che hanno visto gli anziani in prima fila, incoraggiare questi aspetti significa stimolare l'affiorare di risorse, di capacità di soluzioni di problemi.

Più relazioni e maggior coinvolgimento sono infatti, la base per una vecchiaia serena nonché fattori di protezione indispensabili rispetto al circolo vizioso: solitudine, depressione.

Esiste un vero e proprio bacino di ricchezza sociale prodotta dagli anziani in modo informale, potenzialmente monetizzabile laddove si compone di un set di servizi e prestazioni che, altrimenti, le famiglie dovrebbero acquistare sul mercato.

Comunque, che una vita attiva, piena di relazioni sia positiva per la salute è un idea cardine per il benessere degli anziani, in linea con la vita reale che caratterizza molti di essi impegnati nelle attività di supporto o di volontariato.

Occorre puntare molto su iniziative di natura sociale, interventi sulle opportunità relazionali e di coinvolgimento attivo nei rapporti sociali.

Offrire le opportunità per entrare in gioco in progettualità che moltiplicano le socialità non è puro altruismo ma ha un rapporto costo-beneficio molto positivo per la società, perché riduce il numero di anziani che si ammala o che si percepisce come malato, e che pertanto entra in circuiti sanitari creando costi aggiuntivi sulle finanze collettive.

La longevità attiva è in questa ottica una scelta nuova nel fronteggiare l'invecchiamento della popolazione recuperando risorse umane e competenze di cui può beneficiare la società e previene, nei fatti, processi degenerativi degli anziani alla marginalità e alla solitudine, alla depressione e al conseguente ricorso ai farmaci e al servizio sanitario.

una figura di spicco e stato Dewey, la cui pedagogia è considerata tra i più efficaci strumenti di trasformazione sociale.

John Dewey

Principale esponente della corrente dell'educazione progressiva.

Nato a Burlington (Vermount)  nel 1859

Morto a New York nel 1952

Filosofo, pedagogista, scrittore,insegnante.

Docente all'università di Chicago nel 1894 dove due anni dopo fondò un annessa scuola laboratorio elementare.

 

                                                                                                                      

 

 


Opere principali.                                                                   

1897- Il mio credo pedagogico.

1899- Scuola e società.

1916- Democrazia ed educazione.

1935- Liberalismo e azione sociale.

1938- Esperienza ed educazione.

Il pensiero filosofico e pedagogico di Dewey si basa sulla concezione dell'esperienza come rapporto tra uomo e ambiente, dove l'uomo non è spettatore involontario ma interagisce con ciò che lo circonda.

Il pensiero dell'individuo nasce dall'esperienza intesa come esperienza sociale.

L'essere umano è costante con il suo ambiente, reagisce ed agisce su di esso, l'esperienza educativa deve quindi partire dalla quotidianità nella quale il soggetto vive.

Un ambiente in cui vengano accettate le pluralità di opinioni di diversi gruppi in contrasto tra loro favoriscono lo sviluppo progressivo delle caratteristiche.

Dewey identifica come mezzo costruttivo per lo sviluppo delle energie individuali la società democratica.

In democrazia è richiesta la collaborazione di tutti per il bene della società, in quanto i sistemi democratici hanno il vantaggio di essere in perenne stato di crisi e necessitano di una continua disponibilità al cambiamento.

La scuola di Dewey (attivismo pedagogico) è chiamata anche progressiva, in quanto l'attività che si svolge all'interno presuppone uno sviluppo progressivo e deve rappresentare un luogo di vita, quella vita sociale che deve svilupparsi per gradi partendo dall'esperienza acquisita in famiglia e nell'ambito sociale in cui vive.

Le esperienze non vengono imposte dall'insegnante, ma nascono dagli interessi naturali degli alunni e il compito dell'educatore è quello di assecondare tali interessi per sviluppare attraverso essi il senso della società.

La peculiarità della teoria di Dewey sta nell'affermazione secondo cui l'uomo è un essere con natura prioritariamente sociale.

Centralità del fanciullo nell'atto educativo.

Ricerca e applicazioni di metodi individuali.

Formazione attraverso lo stimolo e rispetto della sua natura e psicologia.

L'educazione è il metodo fondamentale di ogni progresso di ogni riforma sociale.

Il vero centro dell'apprendimento non è nella scienza, nella lettura o nella storia, ma nelle attività sociali del fanciullo, pertanto l'educazione è essa stessa vita, e non già preparazione alla vita futura.

( da Il mio credo psicologico).

 

                                                                                                                                Italiano.

                                                        Italo Svevo.

Vita.

Nasce a Trieste nel 1861 da famiglia borghese di origine ebraica proveniente dall'Ungheria.

Il nome Italo Svevo è uno pseudonimo, il suo vero nome è Ettore Schmitz.

Terminati gli studi commerciali svolti prima in Germania e poi a Trieste, dopo il fallimento dell'azienda paterna, si impiega in banca iniziando la collaborazione con "l'indipendente," giornale di ampie vedute Socialiste. Nel tempo libero approfondisce i classici Italiani, legge i testi dei naturalisti Francesi e sapendo il Tedesco analizza le tragedie dei romantici Tedeschi.

Nel 1896 si sposa(Livia Veneziani) e nel 1898 inizia a lavorare nella ditta del suocero.

Una svolta importante è stato l'incontro con James Joyce e intorno al 1910 l'accostamento alla psicoanalisi di Freud che sperimenterà anche su di sé, questa lo porterà a considerare la malattia dell'uomo strettamente legata alla condizione della vita moderna: secondo Svevo la società si divide in due categorie, i sani e i malati.

Muore nel 1928 in seguito alle ferite e ai problemi cardio-respiratorie causate da un incidente stradale.

Opere.

1892 Una vita:

 Alfonso Nitti, incapace di adattarsi all'ambiente dell'ufficio e infine sconfitto dalla sua       

 stessa inettitudine che gli impedisce di tradurre l'ideale in azione. Il romanzo fu un

 totale fallimento sia a livello di critica che di pubblico.

1898 Senilità:

 l'incapacità di Emilio di" tradurre in pratica" la lezione dell'amico Stefano. Anche  quest'opera passa inosservata, così decise di smettere.

1923 La coscienza di Zeno:

 In questo romanzo sviluppa l'analisi psicologica di straordinaria  profondità. Presenta la presentazione come un autobiografia del  paziente, la rappresentazione interiore della nevrosi del protagonista  e narratore.

I racconti:

 La madre.

                  La novella del buon vecchio e della bella fanciulla.

                  L'assassinio di via Belpoggio.

Tutte le sue opere hanno uno stile molto simile, vedono la presenza di due figure contrapposte: una sveglia, attiva, l'altra inetta, incapace di vivere.

L'inetto però subirà un evoluzione nel corso dei libri, arrivando alla sua espressione più completa solo con" la coscienza di Zeno". L'uomo di cultura del primo 900 vive una profonda crisi d'identità, avverte la fine di un epoca e l'inizio di una nuova. Svevo come altri si impegnano in una inquieta analisi della malattia dell'uomo moderno nella civiltà industriale e borghese. Si parla di " uomo spersonalizzato, male di vivere, di inettitudine".

Escono dalle opere personaggi incapaci di agire, di darsi una consistenza, tesi a smontare la storia dei loro fallimenti e della loro coscienza frantumata.

 

                                                                                                     

 

 

Riassunto di" Senilità".

Emilio Brentani ha 35 anni e  vive con la sorella Amalia che si prende cura di lui come un figlio, ma la sua vita è ancora senza scopo, umile impiegato e scapolo. Emilio si innamora di Angiolina, una ragazza popolana dai facili costumi, che però lui idealizza come una donna angelicata. Un giorno si presenta da lei con un amico scultore,Stefano Balli, la ragazza si innamora di lui e si allontana dal protagonista. La sorella di Emilio, Amalia, è un'altra figura inetta: nella vita non è mai stata capace di fare nessuna scelta e perciò zitella, anche lei si innamora dello scultore, ma non viene ricambiata.

Un giorno rientrando in casa, Emilio scopre la sorella in preda al delirio ( è impazzita sognando le nozze con Balli) distrutto dal rimorso d'averla sempre trascurata chiede aiuto all'amico. Emilio si rende conto che sta perdendo, e nel modo peggiore, tutte e due le donne a cui ha voluto bene.

Amalia muore e nei suoi cassetti Emilio scopre il suo mando nascosto, la sua depressione e il suo alcolismo, apprende poi che Angiolina è fuggita con un cassiere: perse entrambe, si costruisce un ideale di donna che è Angiolina con il carattere di Amalia e non gli resta che sognare.

Commento.

Dal punto di vista sociale Emilio è un intellettuale piccolo borghese, dal punto di vista psicologico egli è un " inetto", un debole, un uomo che mente a se stesso pur di non scoprirsi nelle sue fragilità. Il protagonista si difende dal polifonico mondo che lo circonda riparandosi tra le mura del nido domestico tra le ali protettrici della sorella Amalia che funga anche da figura materna. Da vile e incapace qual è Emilio sogna l'uscita dal nido e il godimento dei sogni della vita, e quando finalmente nella sua esistenza appare Angiolina " bionda, occhi azzurri, alta, snella e flessuosa" in lei vede incarnati i simboli della pienezza vitale e della salute stessa.

Tuttavia sarà proprio il rapporto con Angiolina ( per Emilio sostanziale rapporto con la realtà ) che emergerà l'inettitudine e l'immaturità del protagonista.

Nonostante i buoni propositi di disinvoltura Emilio prova una forte paura nei confronti del sesso della donna, tanto da giungere a trasformarla in figura angelica e pura, dalla quale invece, Angiolina, superficiale, vanitosa e bugiarda è infinitamente lontana. Lo stesso possesso fisico con la donna lo lascia insoddisfatto e turbato, poiché ne continua l'ideale.

A contrastare la figura di Emilio è quella di Stefano Balli, amore non corrisposto di Amalia. Questi è ciò che Emilio non ha il coraggio di essere: forte, dominatore, sicuro di sé, presuntuoso ai limiti della sopportazione.( e comunque altra faccia di una stessa medaglia ). La storia ha come fulcro il rapporto tra Emilio e Angiolina, ma in realtà è un preciso quadro psicologico dell'intellettuale piccolo borghese in crisi con se stesso.

Così come Emilio nasce, muore. In effetti, la struttura del romanzo è assolutamente circolare: egli non impara nulla dalla vicenda, resta l' inetto, incapace,fragile e immaturo uomo che Svevo accanitamente critica. Così Balli torna alla sua vita non frequentando più l'amico, Angiolina fugge con un banchiere, Amalia muore e ad Emilio Brentani, rimasto chiuso in una senilità precoce, non resta che guardare al passato, come un vecchio alla propria gioventù.

                                                                                                                                                 Storia.

 

                                                       L'ETA' GIOLITTIANA.

Giovanni Giolitti nacque a Mondovì (Cuneo) nel 1842 e morì nel 1924, si laureò in giurisprudenza nel 1860 e percorse rapidamente una brillante carriera amministrativa.

Giolitti fu a capo della politica Italiana dal 1901 al 1914.

La fine del XIX secolo l' Italia  fu caratterizzata da una grave crisi socio-economica.

Il governo della destra storica perse l'appoggio della maggioranza parlamentare e la situazione italiana necessitava di profonde riforme che avviassero un processo di libera democratizzazione ed un regolare sviluppo economico.

Giolitti ereditò dal precedente governo di sinistra(Crispi) un ulteriore ritardo nelle vicende politiche riguardanti la classe operaia. Si trattava sicuramente di un uomo nuovo, che senza essere rivoluzionario si distinse per la modernità delle idee.

Il disegno politico di Giolitti mirava a conciliare gli interessi della borghesia industriale con le aspirazioni del proletariato urbano ed agricolo, a tal fine tentò di far entrare nel governo F.Turati leader del P.S.I il quale però rifiutò.

Nel 1904 varò alcuni importanti provvedimenti di legislazione sociale, quali le leggi a tutela del lavoro delle donne e dei bambini, le leggi sugli infortuni e sull'invalidità e vecchiaia, fu istituito un ufficio per la mediazione dei conflitti sul lavoro e incentivato il movimento cooperativo.

Così egli mantenne neutrale e pacificatore il governo nei confronti della nuova classe proletaria e favorì lo sviluppo delle organizzazioni sindacali in quanto con esse si poteva discutere provvedimenti politici senza l'uso della forza per imporli, vedeva nei sindacati una valvola di sicurezza contro le "agitazioni sociali."

L'età Giolittiana coincise con il decollo della rivoluzione industriale in Italia, i progressi più evidenti si registrarono nell'industria elettrica, siderurgica e meccanica presente soprattutto nel triangolo industriale Torino, Milano e Genova, nel settore automobilistico si affermarono la Fiat, la Lancia e

l'Alfa Romeo, nel settore tessile ebbe grande sviluppo l'industria del cotone e l'agricoltura si sviluppò soprattutto nella pianura Padana.

Con l'istituzione del monopolio lo stato aveva il controllo delle ferrovie e delle assicurazioni sulla vita.

La produzione industriale raddoppiò e i segni più evidenti si videro nelle città: l'illuminazione, i trasporti urbani e i servizi pubblici mutarono il modo di vivere della gente, non mancavano però le contraddizioni, molti operai abitavano in case malsane e il riscaldamento rimaneva un lusso come i servizi igienici che per la maggior parte erano in comune.

La "rivoluzione" però non toccò il meridione e per molti Italiani l'unica soluzione possibile per migliorare la propria condizione era l'emigrazione che toccò livelli

altissimi e che il protezionismo attuato se da un lato favoriva l'economia interna, dall'altro gravava principalmente sulla popolazione più povera.

Nel 1912 vi fu la riforma elettorale a Suffragio Universale, che garantiva il diritto di voto a chiunque avesse compiuto 30 anni di età e fosse di sesso maschile,e 21 se avessero adempiuto il servizio militare, gli elettori passarono così da 3-4 milioni a 9.

Nel 1913 vi fu il Patto Gentiloni, che garantì l'appoggio cattolico a quei candidati liberali che avessero accettato alcune rivendicazioni dei cattolici, tra cui l'insegnamento della religione nella scuola pubblica. Con tale patto alle elezioni entrarono in parlamento più di 300 deputati liberali molti dei quali però erano cattolici.

Di fronte a questo schieramento conservatore nel partito Socialista iniziarono a prevalere le tendenze rivoluzionarie e nel paese tornarono ad accendersi i contrasti sociali che appoggiavano sempre più la linea dei massimalisti(Mussolini) a discapito dei riformisti.

In politica estera Giolitti si staccò dalla Germania e cercò di riavvicinarsi alla Francia.

Nonostante l'opposizione di buona parte dell'opinione pubblica volle una ripresa della politica coloniale allo scopo di includere l'Italia tra le nazioni che possedevano colonie sulle coste dell'Africa settentrionale. Questo periodo passò con il nome di "conquista della quarta sponda" che vedeva come obiettivo finale la conquista della Libia e del Dodecanneso(1911/12). Pace di Losanna.

La guerra in Libia indebolì il governo, l'economia tornava ad attraversare un momento di crisi, così Giolitti preferì dare le dimissioni per sfuggire agli attacchi dei suoi oppositori e nel marzo 1914 come presidente del consiglio venne nominato un conservatore, Antonio Salandra.

Le accuse rivolte a Giolitti, sia all'epoca che oggi, sono quelle che lo ritengono responsabile di una politica conservatrice, inerte di fronte ai gravi problemi sociali e fortemente ambigua.



Igiene e Puericultura.

 

L'ALIMENTAZIONE DELL'ANZIANO.

Man mano che l'età avanza,le esigenze caloriche quotidiane tendono a diminuire a causa di una minore attività fisica,così,onde evitare il rischio di aumento di peso sarebbe bene limitare la quantità di cibo ( meno 20-30% ).

 Opportuno sarebbe limitare il consumo di alimenti ricchi di grassi e zuccheri semplici,infatti un fenomeno tipico della terza età è la tendenza al consumo di alimenti particolarmente dolci o sapidi.

 In questa fase della vita avvengono modificazioni fisiologiche e sociali che possono condizionare profondamente il modo di mangiare,la capacità masticatoria,la lentezza e la sensibilità dell'apparato digerente,l'aspetto socio-economico decisivo per chi vive con entrate mensili limitate, la solitudine e l'emarginazione sociale sono ulteriori fattori che portano alla formazione di alcune "sindromi di malnutrizione" che si manifestano con la rinuncia al cibo e il progressivo senso di abbandono del vivere quotidiano.

L'organismo umano invecchiando avrebbe bisogno di una dieta bilanciata nei vari componenti nutritivi e che non dovrebbe superare le 2000 calorie,ovviamente deve essere adattata intelligentemente all'individuo.

I glucidi dovrebbero fornire il 55% circa del fabbisogno chilo-calorico giornaliero,

I protidi il 25% , i lipidi il 20% .

Questi nutrienti dovrebbero essere integrati da vitamine quali:A,B1,B2,B12,PP,C e di Sali minerali, in particolar modo calcio, fosforo, ferro, onde evitare ipovitaminosi e squilibri elettrolitici,essi sono indispensabili perché l'impoverimento a cui vanno incontro gli anziani pone le vitamine,intese globalmente,tra le sostanze più necessarie.

 

I lipidi:

è opportuno che non superino i 40-45 g. e che debbano prevalere i grassi di origine vegetale su quelli di origine animale,dato che i primi sono ricchi di grassi insaturi e non determinano aumento del tasso di colesterolo nel sangue.

 

I glucidi:

(carboidrati o zuccheri) il loro contenuto dovrebbe fornire il50% delle calorie totali.

 

Proteine:

 il 50% dovrebbe essere di origine animale e non essere inferiori a 1g per kg di peso corporeo ideale,queste possono essere sostituite con ottimi risultati da proteine vegetali contenute nei legumi

( fagioli, lenticchie,ceci ).

 

Cloruro di sodio:

 ( sale) andrebbe contenuto il consumo onde evitare patologie tipo ipertensione.

 

 

 

Acqua:

 può essere bevuta a volontà tenendo presente che il consumo si aggira da 1,5 a 2 litri al giorno meglio se naturale,durante i pasti si può accedere a una modesta quantità di vino tenendo conto dell'apporto energetico,mentre meglio sarebbe evitare i superalcolici.

 

 

 

Esempio di menù.

Colazione:

 latte par. screm .e zuccherato,pane e burro, succo d'arancia.

 

Spuntino:

 yogurt o un frutto.

 

Pranzo:

 merluzzo al vapore,patate lesse,insalata con olio,pane,un frutto.

 

Merenda:

 the al latte con biscotti secchi ( 2 o 3 ).

 

Cena :

 minestra,formaggio,verdura cotta.

Naturalmente quanto sopra riportato è riferito ad un individuo che gode di un ottimo stato di salute e che non presenta particolari patologie, ricordando che ognuno è a sé e non esiste una dieta standard per tutti ma solo una sapiente indicazione.

 

 

 

 

L'OSTEOPOROSI.

 

 

 

 

E' una malattia a carattere progressivo che diminuisce la densità delle ossa agendo sulla loro componente minerale, calcio e fosforo, rendendole così più fragili ed esposte maggiormente a rischio di fratture.

L'osteoporosi deriva da uno squilibrio nel sistema di regolazione ormonale che normalmente disciplina il contenuto minerale dell'osso.

Il sesso femminile è più esposto all'osteoporosi rispetto a quello maschile, diversi sono i fattori che predispongono la donna a questa problematica, la familiarità, la carenza di calcio nella dieta, uno stile di vita sedentario, il non aver affrontato gravidanze, l'uso di farmaci come i corticosteroidi o un eccesso di ormone tiroideo, una menopausa precoce o l'abitudine al fumo e l'abuso di alcool.

Quando la densità ossea diminuisce si può andare incontro a dolori forti e persistenti e deformità di vario tipo.

Si tratta di una malattia ad insorgenza molto lenta, soprattutto nella forma senile, e quindi i sintomi sono spesso subdoli.

Se vengono coinvolte le vertebre, ad esempio, si avrà un forte mal di schiena che non troverà risposta alle terapie più comuni, di solito si tratta di un dolore che ha inizio da un punto della schiena e si diffonde quando ci si alza in piedi e si cammina.

Si può anche riscontrare un infiammazione locale che però tende a scomparire in poco tempo.

Le vertebre possono andare incontro a fratture spontanee o a seguito di un lieve trauma, e se le vertebre sono più di una si avrà anche una deformità della colonna vertebrale, che causerà tensioni muscolari forti e uno stato infiammatorio persistente.

Altre ossa possono fratturarsi, solitamente a seguito di un lieve sforzo o una caduta: una delle più gravi è la frattura dell'anca, che è causa di disabilita nell'anziano e perdita dell'autonomia, comune è anche la frattura del braccio a carico del radio nel punto in cui si collega al polso, ( frattura di colles ).

Altrettanto gravi e frequenti sono le fratture del femore, anch'esse legate ad un alto grado di disabilità, soprattutto nell'anziano.

Va ricordato che le fratture legate all'osteoporosi tendono a guarire con molta più difficoltà e lentezza rispetto alle normali fratture.

E' raccomandata l'assunzione di calcio e di vitamina D, alle donne una terapia estrogenica che però nell'uomo non è efficace, ma lo può essere la somministrazione di testosterone se i livelli nel soggetto sono bassi, in entrambi i casi sono consigliate attività all'aria aperta per favorire la produzione di vitamina D da parte della pelle.

 

Economia domestica.

 

LA COTTURA DEGLI ALIMENTI.

Affinché una persona sia in buona salute è basilare il suo regime alimentare,che deve essere il più sano possibile,e che per molte malattie organiche le pratiche dietetiche in cucina,hanno maggior valore delle prescrizioni di medicinali.

La maggior parte degli alimenti deve essere cotta e,questo determina numerose modificazioni chimiche,fisiche e organolettiche dell'alimento,molte volute e favorite,altre indesiderate:

concentrazione dell'alimento per perdita d'acqua;

 

aumento della digeribilità dovuta al processo di idrolisi delle proteine e dei polisaccaridi;

 

diminuzione del valore nutritivo dovuta alla perdita di vitamine termolabili e Sali minerali per dissoluzione e perdita di alcuni amminoacidi (es. lisina );

 

idrolisi dei grassi, trasformazione della glicerina(in acroleina) e acidi grassi,(termossidazione)con formazione di sostanze irritanti per lo stomaco e il fegato;

 

miglioramento dei caratteri organolettici,delle qualità igieniche per  la distruzione dei microrganismi,in attivazione di enzimi e sostanze tossiche.

I batteri,anche quelli patogeni,vengono distrutti. E' meglio preferire cotture veloci ad alte temperature,mentre la conservazione deve avvenire o sotto i 10gradi o sopra i 60.

La cottura avviene per mezzo di propagazione del calore,le principali tecniche sono:

 

In acqua o usando la pentola a pressione, che grazie alla chiusura ermetica riduce i tempi di cottura e la perdita di sostanze nutritive.

 

Vapore: comporta minore perdita di Sali minerali e vitamine,gli alimenti si mantengono integri e compatti.

 

Bagno Maria: il calore penetra lentamente.

 

Brasato e Stufato: sono cotture lente con piccole quantità di grassi per rosolare l'alimento favorendo la formazione della crosta,la cottura prosegue con l'aggiunta di liquidi. Lo stufato in particolare viene fatto cuocere molto lentamente fino al ritiro della base,si ha la perdita delle vitamine termolabili e nutrienti per dissoluzione. E' adatto a grossi tagli di carne.

 

Forno: all'inizio deve essere a temperatura elevata per favorire la crosta,poi si può abbassare,spennellare con il grasso di cottura. Le varianti sono lo spiedo, la griglia.

 

 

 

 

Frittura: su strato sottile o per immersione,l'olio bollente determina un rapido aumento della temperatura favorendo la crosta che riduce l'assorbimento d'olio. L'amido si trasforma in destrine e le proteine si coagulano.  Indicati sono l'olio d'oliva,olio di arachide,olio di cotone,lo strutto è l'unico grasso animale adatto alla frittura,per elevato punto fumo,temperatura dove il grasso si decompone,(180gradi).

 

 

Forno microonde: onde elettromagnetiche,che con l'agitazione delle molecole dell'acqua creano calore all'interno dell'alimento,rapida uniformità di cottura,ridotta perdita dei nutrienti e tempi ridotti,senza aggiunta di grassi e risparmio energetico.

 

 

QUALITA' DI COTTURA.

1)      FORNO,VAPORE,MICROONDE.                  

2)      ACQUA,BRASATA E STUFATA.

3)      FRITTURA.

E se è vero che noi siamo ciò che mangiamo è altrettanto vero che siamo anche, come cuciniamo ciò che mangiamo.

 

 

 

Ipertensione e regime alimentare.

 

 

 

L'ipertensione arteriosa è un fattore di rischio primario a livello celebrale per l'ictus, oltre che a livello del cuore per la cardiopatia ischemica, dei reni per l'insufficienza renale, e altri distretti e patologie.

Ma il cervello sembra essere coinvolto anche in altro modo: si indaga infatti sulla connessione tra pressione alta e rischio aumentato di demenza.

Allo stesso risultato arriva la metamedicina, la quale informa che l'alta pressione è presente in una percentuale altissima in individui che non riescono a lasciare andare le proprie emozioni ( per paura di essere feriti, e questo risale all'infanzia), oppure che sono detentori di un segreto familiare o personale.

Quindi una volta di più viene dimostrato che tutto parte dal nostro cervello, dal nostro raffinatissimo computer personale.

Quindi benissimo mettersi a dieta, controllare i cibi e prestare attenzione a fare un minimo movimento fisico, ma ciò che conta di più è eliminare gradualmente lo stress e i problemi che conducono ad esso.

Poco sale d'accordo e poi? Il regime alimentare ideale prevede la riduzione della carne rossa e degli zuccheri, tollerabili peraltro, quelli contenuti nei vegetali, nei cereali, nel pane e nella pasta.

La dieta ideale prevede inoltre, tanta frutta e verdura, così come latte e latticini a basso contenuto di grassi.

Limitare gli alcolici e i superalcolici, infine, è buona regola per tutti, ma un bicchiere di vino rosso ai pasti e saltuariamente un po' di birra non si negano agli ipertesi.

Fondamentale è la riduzione dei grassi saturi( grassi animali ) e del colesterolo, al fine di prevenire l'ipercolesterolemia, che aggiungerebbe un ulteriore quota di rischio cardiovascolare.

                                                                                                                                                            

                                                                                                                                           INGLESE.

                                          ALZHEIMER'S DISEASE

Alzheimer's disease is progressive, degenerative disease which affects the brain and its intellectual functions.

The cause is not know, but as a result of this disease nerve cells in the brain are

destroyed and neurotransmitters decrease; therefore Alzheimer's Disease cause both

structural and chemical changes in the brain. It may have early onset - if symptoms

appear before age 60- or late onset- if symptoms appear after age 60.

Risk factors

Old age, low educational level.

Symptoms

In the early stages, symptoms are rather mild. People with Alzheimer's disease may

repeat sentences frequently, get lost on familiar routes have difficulty finding names

and experience personality changes. In a more advanced stage, symptoms are more

serious. They may include memory loss, especially of recent events, losing awareness

of who they are, loss of ability to recognise objects and people (agnosia), loss of

language ability (aphasia), loss of ability to carry out learned body movements like

getting dressed and use tools such as a toothbrush (apraxia), violent behaviour and

depression. In sever   Alzheimer's disease sufferers cannot look after themselves,

here fore they can no longer live without assistance.

Prognosis

 Total disability.

Treatment

There is no cure for Alzheimer's disease yet. Currently the progression of the disease

can be slowed but not stopped with drug treatment which affects the level of

acetylcholine (a neurotransmitter) in the brain and improve the blood flow to the brain

Prevention

There is no proven way to prevent Alzheimer's disease.

 

Statistica.

Aspetti demografici dell'Italia che cambia,

in salute e in malattia.

L'invecchiamento della popolazione costituisce un fenomeno demografico di rilievo per la società a sviluppo avanzato, questo ha due fattori:

La crescita della popolazione anziana.

Il decremento della popolazione giovanile.

Le previsioni in Italia per i prossimi anni evidenziano un decremento dei giovani sotto i 20 anni, una diminuzione della popolazione attiva, un incremento della popolazione anziana (ultraottantenni).

Questo fa si che la struttura della popolazione in un prossimo futuro potrebbe essere dominata da anziani e richiederà una serie di interventi a carattere legislativo e assistenziale per fronteggiare tali problemi.

età

% disabili.

65-74

9,31

75-79

20,7

80 in su

47,5

Vorrei ora portare l'esempio della casa di

Cura in cui è ricoverata mia madre.

Età ospiti

n. ospiti

Età media

Frq.cum.

70-74

15

72

72

75-78

10

76,5

148,5

79-83

3

81

229,5

84-87

20

85.5

315

88-102

2

95

410

tot.

50

  L'età media delle ospiti è di 82 anni.

  Il valore modale è 84-87.

  Il valore mediano 79-83.                                                                                                                      

Ma vorrei concludere con una nota positiva e una porta aperta verso la consapevolezza che cambiare, si può, con la voglia di vivere, il sostegno reciproco  e le braccia aperte per dare e ricevere tutto quello di cui siamo capaci.

Le nuove generazioni di ultrasessantenni

in buona salute stanno lentamente

modificando il loro modo di vivere e di

sentirsi anziani, ridefinendo sulle proprie

condizioni psicofisiche nuovi stimoli

progettuali e capacità relazionali e operative.

Quello che per antonomasia è stato da

sempre considerato il "viale del tramonto",

si sta culturalmente trasformando in un

tratto di vita ricco di nuovi significati semplicemente

diversi da quelli che hanno

segnato le altre tappe della vita.

Ad aprire l'indagine sono state le risposte

in merito al giudizio sull'allungamento

della vita che viene definito:

. dal 60,6% un'opportunità, perché si

potranno fare le cose che piacciono;

. dal 20,6% non sa;

. dall'11,7% dannoso, perché se non

cresce in parallelo la vita attiva, è forte

il rischio della non autosufficienza;

. dal 7,1% inutile, perché essere anziani è comunque penalizzante.

In questo caso la classe modale è quella del 60%  (60,6) e che corrisponde a 606 persone delle 1000 intervistate

Prevale nel complesso, una visone nettamente positiva della terza età, aperta a nuovi presupposti di vita, libera da obblighi e protesa verso piacevoli opportunità.

Siti consultati:

Saluteoffresi.it

Dica33.it

Storiafilosofia.it

Skuola.net

Intrage.it

Tiscalinet.it

Censis salute.

Bibliografie :

Italo Svevo : Senilità. edito biblioteca economica Newton.

M. Bernardi, A. Condolf: Psicologia per l'operatore sociale. Edito CLITT.

Dispense fornite dall'istituto Leopardi.

Materiale fornito dai professori dell'istituto Aleandri.



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