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RonaldFairbairn (Edimburgo 1889 -1964)

psicologia


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MODELLO MEDICO E PSICOPATOLOGIA COME INTERROGATIVO

RonaldFairbairn

(Edimburgo 1889 -1964)

     737d38h      737d38h      737d38h      737d38h      737d38h     .In Fairbairnemerge l'importanza centrale delle relazioni fra individui, intesi non solo come organismi biologici, ma come esseri umani con la loro specifica dimensione psicologica. Se al centro della psicoanalisi freudiana c'èla sessualità, per Fairbairnciò che ècentrale èla relazionalità. In termini psicoanalitici, la libido non èricerca di piacere, ma ricerca d'oggetto.

     737d38h      737d38h      737d38h      737d38h      737d38h     .Per Fairbairn, pertanto, a differenza che per Freud, la libido non èuna tensione che cerca il suo appagamento, ma ha come suo obiettivo un "oggetto". Per "oggetto"intendiamo un elemento della realtà(tipicamente gli individui e le persone umane verso le quali sono diretti i nostri affetti).




     737d38h      737d38h      737d38h      737d38h      737d38h     .Fairbairnfa discendere la sua eterodossia rispetto a Freud-dopo un'iniziale fase di adesione ai principi freudiani -come conseguenza di un'intuizione che ha preso corpo a partire dalla "drammatica protesta d'un paziente"che ha affermato durante il trattamento analitico:

Lei dice sempre che io voglio che venga appagato questo o quel desiderio; ma ciò che voglio realmente èun padre.

Questo paziente aveva bisogno, cioè, non dell'appagamento di un desiderio, ma di essere in relazione con una persona amata. Fairbairnsottolinea il bisogno del bambino di essere amato in quanto persona. Senza rapporti intersoggettivi rimane solo una sensazione di abbandono e morte interiore. Solo se non c'èquesta angoscia di separazione il bambino avràil coraggio di affacciarsi verso il mondo e relazionarsi agli oggetti.


     737d38h      737d38h      737d38h      737d38h      737d38h     .Per Fairbairnla psicopatologia non deriva dal conflitto che si genera fra pulsioni e realtàesterna come per Freud, ma si genera quando si vivono relazioni oggettuali e interpersonali "cattive"e insoddisfacenti che, proprio a motivo di tale "cattiveria", devono essere "scisse"dall'Io perchéintollerabili. Infatti l'Io ha come obiettivo proprio avere relazioni "buone"con le altre persone e tenderàad eliminare invece le relazioni cattive. A tal fine l'Io compie un'operazione che, si potrebbe dire, èper due volte dannosa:

     737d38h      737d38h      737d38h      737d38h      737d38h     1)perchési fa carico dell'oggetto cattivo, immettendolo nel suo sistema psichico. Ciò accade essenzialmente perchéegli ha bisogno dell'oggetto, anche quando èinsoddisfacente. "Meglio un oggetto cattivo che nessun oggetto", èpossibile affermare con Fairbairn;

     737d38h      737d38h      737d38h      737d38h      737d38h     2)Perchél'oggetto rimosso resteràperennemente all'interno del sistema psichico. Fairbairnlo chiamerà"sabotatore interno".


     737d38h      737d38h      737d38h      737d38h      737d38h     .Siccome lo scopo dell'essere umano èessere in relazione con oggetti, un rapporto non buono viene vissuto dal bambino come inesorabilmente frustrante. In virtùdell'identificazione, ossia la mancanza di separazione fra soggetto e oggetto, il bambino confonde la cattiveria dell'oggetto con la sua stessa cattiveria e giungeràa sentirsi cattivo egli stesso. L'unica modalitàdi far fronte alla "cattiveria"dell'oggetto èinteriorizzarlo e rimuoverlo. L'interiorizzazione e rimozione dell'oggetto cattivo èuna modalitàper controllare la cattiveria dell'oggetto. Ma cosìfacendo il bambino si assume il carico dell'oggetto cattivo, lo fa diventare parte del suo mondo psichico. Inoltre, l'oggetto cattivo non ha solo una parte frustrante, ma ha anche una parte lusingatrice ed eccitante (l'oggetto buono desiderato). Cosìuna volta che il bambino ha interiorizzato l'oggetto cattivo nei suoi aspetti frustranti e in quelli eccitanti egli cade "dalla padella alla brace":

nei suoi tentativi di controllare l'oggetto insoddisfacente, egli ha introdotto nell'economia interiore della sua mente un oggetto che non solo continua a frustrare il suo bisogno, ma anche a stimolarlo.


     737d38h      737d38h      737d38h      737d38h      737d38h     .Per inconscio Fairbairnnon si riferisce pertanto al serbatoio freudiano di pulsioni, ma alle relazioni cattive (oggetti cattivi) che sono state scisse dall'Io.

     737d38h      737d38h      737d38h      737d38h      737d38h     .Si viene a creare pertanto un mondo di "oggetti interni"o "oggetti interiorizzati"cattivi che sono stati creati dall'Io allo scopo di eliminare dalla coscienza relazioni insoddisfacenti. Successivamente Fairbairndiràche gli individui creano anche degli oggetti interiorizzati di relazioni buone.


     737d38h      737d38h      737d38h      737d38h      737d38h     ."A parer mio ègiunta l'ora che l'indagine psicopatologica, che in passato si èaccentrata con successo prima sulle pulsioni e poi sull'Io, debba ora essere indirizzata all'oggettoverso il quale la pulsione èdiretta. Per esprimere la questione in modo piùaccurato, seppure meno sottile, i tempi sono maturi per una psicologia delle relazioni oggettuali. L'opera di MelanieKleinha giàpreparato il terreno per un tale sviluppo del pensiero; e invero solo alla luce del suo concetto di oggetti interiorizzatici si può attendere uno studio delle relazioni oggettuali".

     737d38h      737d38h      737d38h      737d38h      737d38h     .Psicopatologia: si risolve in uno studio dei rapporti dell'Io con gli oggetti interiorizzati.


     737d38h      737d38h      737d38h      737d38h      737d38h     .La successiva psicoanalisi delle relazioni oggettuali evidenza come si interiorizza non una persona, ma una relazione. Una relazione presuppone una rappresentazione del Sé, una rappresentazione dell'altro, l'affetto che li collega.


     737d38h      737d38h      737d38h      737d38h      737d38h     .Molti psicoanalisti hanno cominciato a pensare sempre piùin termini di relazioni internee a concepire l'esternalizzazionedelle relazioni interne come una parte importante del transfert.


     737d38h      737d38h      737d38h      737d38h      737d38h     .Questa esternalizzazionedelle relazioni interne avviene anche nei normali rapporti quotidiani. Nei rapporti che abbiamo con le altre persone tendiamo ad attribuire all'altro un certo ruoloche corrisponde a determinate relazioni interne desiderate. Per Sandleril principale motivo per cui si fissa una certa relazione interna risiede nel suo garantire sicurezza affettiva.



     737d38h      737d38h      737d38h      737d38h      737d38h     .La relazione oggettuale desiderata influenza il modo in cui si percepisce il dato reale.


     737d38h      737d38h      737d38h      737d38h      737d38h     .Le modalitàcon cui abbiamo vissuto le relazioni con altri importanti nelle prime fasi della vita tende a fissarsi per internalizzazione(introiezione e identificazione) all'interno della nostra psiche e costituisce il patrimonio di prototipi di relazione che utilizziamo nell'interagire con gli altri.


     737d38h      737d38h      737d38h      737d38h      737d38h     .Le relazioni oggettuali interne possono essere considerate come tratti del carattere, in quanto anch'essi sono da intendere come manifestazioni automatizzate di relazioni interne inconsce.


     737d38h      737d38h      737d38h      737d38h      737d38h     .Quando il bambino raggiunge, nel corso del secondo anno di vita, una sufficiente separazione fra interno e esterno, si inizia a formare una solida rappresentazione del Sé.


     737d38h      737d38h      737d38h      737d38h      737d38h     .Siccome per Fairbairnciò che perseguono gli esseri umani non èil piacere -esso èsolo un "indicatore"dell'oggetto -egli sostiene che il comportamento puramente edonistico costituisce un fallimento nella ricerca di relazioni piacevoli con l'altro e viene usato in modo sostitutivo di vere interazioni interpersonali (le pulsioni sono, come diràKohut, "prodotti di disgregazione"di vere mete oggettuali)

     737d38h      737d38h      737d38h      737d38h      737d38h     .Per Fairbairnle "zone"erogenedelle quali avevano parlato Freude Abraham non determinano le relazioni, ma sono piuttosto i canali e gli strumenti delle relazioni.


     737d38h      737d38h      737d38h      737d38h      737d38h     .L'altro importante principio a cui si attiene Fairbairnèche l'impulso èinseparabile dalla struttura: in Freudabbiamo un Esdestrutturato e funzionante secondo il processo primario. Per Fairbairnquesta concezione èun retaggio della fisica ottocentesca, che vedeva l'universo un conglomerato di particelle, e non si accorda con la fisica del XX secolo. Freudpensava che l'impulso fosse un'energia senza direzione che si lega solo successivamente ad oggetti. Per Fairbairnquesta il postulare un io senza energia èuna distorsione dell'esperienza umana. Le strutture all'origine possiedono e sono energia. Quindi Fairbairnimmagina un Io unitario sin dall'inizio e dotato di energia.


Lo sviluppo èscandito dal passaggio da una dipendenza immatura ad una dipendenza matura, secondo il seguente schema:

     737d38h      737d38h      737d38h      737d38h      737d38h     1)periodo di dipendenza

Il bambino si trova inizialmente in una stato fusionalesimile a quello prenatale. La modalitàrelazionale èquella dell'"identificazione primaria", ovvero "l'investimento di un oggetto, che non èstato ancora differenziato dal soggetto che investe"totale identificazione con l'oggetto, mancanza di differenziazione dall'oggetto.


     737d38h      737d38h      737d38h      737d38h      737d38h     2)fase di transizione

Il bambino deve rinunciare alle relazioni di dipendenza con i genitori e al suo profondo attaccamento con gli oggetti interni. Egli riusciràin questa impresa se avvertiràdi essere amato in quanto persona. Solamente se èveramente assicurato su questo punto egli potràgettare uno sguardo sugli oggetti reali. In assenza di tale assicurazione il suo rapporto con gli oggetti ètroppo carico di angoscia di separazione,che genera la paura di non poter aver mai soddisfatti i bisogni affettivi (ecco il perchédella dipendenza dagli oggetti interni). La frustrazione del desiderio di essere amato come persona èil piùgrave trauma che il bambino possa sperimentare. Quando non èamato in tale modo il bambino tenteràdi compensare con soddisfazioni sostitutive (masturbazione ed erotismo anale) che rappresentano fondamentalmente relazioni con oggetti interiorizzati, cui il bambino ècostretto a ricorrere in mancanza di un oggetto esterno soddisfacente. L'eziologia dipende essenzialmente dalla mancanza di amore individualizzante.


Il conflitto centrale dell'intera fase di transizione -e quindi il conflitto che costituisce il nucleo di ogni psicopatologia -èquello tra la spinta evolutiva verso una dipendenza matura e relazioni piùricche e la riluttanza regressiva ad abbandonare dipendenza infantile e legami con oggetti indifferenziati (sia esterni che interni) per paura di perdere ogni genere di contatti.


     737d38h      737d38h      737d38h      737d38h      737d38h     3)dipendenza matura




Ècaratterizzata dalla capacitàdi essere in relazione in quanto persone separate. Il passaggio da una dipendenza infantile a una dipendenza maturacomporta la trasformazione di una modalitàrelazionale "captativa"e incorporativain una non incorporante e "oblativa".


     737d38h      737d38h      737d38h      737d38h      737d38h     .Importanza della dimensione orale nel piccolo. L'ambivalenza èquella fra pieno e vuoto. La sua angoscia quando svuota il seno consiste nel timore di averlo distrutto. l'atteggiamento orale primitivo implica sempre uno svuotamento dell'oggetto. Il bambino non ècapace di capire che il seno vuoto non èun seno assente, non perchémanchi di intelligenza, ma perchénon ha quell'esperienza organizzata che glielo potrebbe far capire. La tragedia di CappuccettoRosso rappresenta il dramma del bambino nella fase orale precoce. Ma fortunatamente la favola ha un buon fine e il bambino scopre che la madre continua a vivere.

(Fairbairn, Fattori schizoidi della personalità, 1940)

Fase orale primaria


     737d38h      737d38h      737d38h      737d38h      737d38h     .Le madri che non riescono ad amare i bambini come persone inducono in loro tendenze regressive a vivere il rapporto intersoggettivo non in termini personali, ma in termini di rapporto col seno materno come oggetto parziale. Di qui la tendenza degli schizoidi a trattare le persone non come persone, ma come strumenti per soddisfare le proprie esigenze. Per un tale individuo ogni elemento di donazione èuna perdita e pertanto trova difficili i rapporti sociali.

(Fairbairn, Fattori schizoidi della personalità, 1940)


     737d38h      737d38h      737d38h      737d38h      737d38h     .nella fase orale tardiva compare il mordere, connesso ad un odio orale. lo sviluppo dell'ambivalenza dipende da questa fase. Ricordiamoci che quando il bambino èfissato nella fase orale precoce non sente la fiducia della madre in lui come persona. Se arriva alla fase orale tardiva con tale sentimento, sentiràche il suo amore verso la mamma ècattivo e che egli ha distrutto il suo affetto. Questa situazione èpeggiore del bambino che si fissa alla fase orale tardiva, che, essendo ambivalente, interpreta che èil suo odio, e non il suo amore, ad aver distrutto la mamma. La fissazione schizoide parrebbe riconducibile alla prima fase, in cui si sente che l'amore ècattivo. "ogni uomo uccide la cosa che ama", diceva Oscar Wilde. Scopriamo cosìche l'individuo schizoide ha un altro motivo per tenere dentro di séil suo amore. Una giovane piuttosto schizoide diceva a Fairnairn"qualunque cosa lei faccia, non deve mai volermi bene".

(Fairbairn, Fattori schizoidi della personalità, 1940)

Fase orale tardiva


     737d38h      737d38h      737d38h      737d38h      737d38h     1)nei primi anni di vita essi si convinsero, tramite un'apparente indifferenza o un'apparente possessivitàda parte della madre, che questa non li amava veramente e non li stimava come individui a se stanti;

     737d38h      737d38h      737d38h      737d38h      737d38h     2)influenzati da un senso di deprivazione e di inferiorità, rimasero profondamente fissati sulla madre;

     737d38h      737d38h      737d38h      737d38h      737d38h     3)assieme alla dipendenza si instaurò anche un atteggiamento profondamente narcisistico e conservativo per l'Io che si sentiva minacciato;

     737d38h      737d38h      737d38h      737d38h      737d38h     4)si incremento la modalitàintroiettiva(introiezione usata come difesa), cosicchéne derivo un'ipervalutazionedel mondo interno a spese di quello esterno.

(Fairbairn, Fattori schizoidi della personalità, 1940)

Se studiamo ancora piùa fondo quel senso di differenza dagli altri che caratterizza gli individui con un elemento schizoide della personalità, scopriamo, fra gli altri, i seguenti tratti:


     737d38h      737d38h      737d38h      737d38h      737d38h     .uno schizoide rinuncia ai contatti sociali, ma non sempre si accontenta dell'indifferenza: egli mobiliteràla sua aggressività, soprattutto lo farànei confronti dei suoi oggetti libidici. Cosìpuò litigare con la gente, essere villano. Come i trovadori ( e forse anche i dittatori) può amare solo da lontano. Così: 1) teme che il suo amore distrugga; 2) odia, mentre vorrebbe amare. Fa un patto col diavolo in cui dice: "il mio male sia il mio bene". La ragione èche se l'amore èdistruttivo, allora èmeglio essere apertamente distruttivo che essere distrutto. Egli dice anche: "il bene sia il mio male". Èun capovolgimento di valori che, anche se non emerge manifestamente, rimane ed agisce nell'inconscio

(Fairbairn, Fattori schizoidi della personalità, 1940)


1) Stadio della dipendenza infantile

     737d38h      737d38h      737d38h      737d38h      737d38h     -orale precoce: incorporativo-succhiante o rifiutante -preambivalente



     737d38h      737d38h      737d38h      737d38h      737d38h     -orale tardiva: incorporativo-succhiante o morsicante -ambivalente

2) Stadio di transizione fra la dipendenza infantile e la dipendenza matura

3) Stadio della dipendenza matura


     737d38h      737d38h      737d38h      737d38h      737d38h     1)Un Io èpresente alla nascita.

     737d38h      737d38h      737d38h      737d38h      737d38h     2)La libido èuna funzione dell'Io.

     737d38h      737d38h      737d38h      737d38h      737d38h     3)Non c'èistinto di morte; l'aggressione non èaltro che la reazione alla frustrazione o all'assenza.

     737d38h      737d38h      737d38h      737d38h      737d38h     4)Dal momento che la libido èuna funzione dell'Io, e l'aggressione èuna reazione alla frustrazione o alla mancanza, non vi èbisogno di immaginare una struttura come l'Es.

     737d38h      737d38h      737d38h      737d38h      737d38h     5)L'Io e perciò la libido, èfondamentalmente alla ricerca di un oggetto.

     737d38h      737d38h      737d38h      737d38h      737d38h     6)La prima e piùoriginaria forma di ansietàèquella di sperimentata dal bambino come ansietàdi separazione.

     737d38h      737d38h      737d38h      737d38h      737d38h     7)L'internalizzazionedell'oggetto èuna misura difensiva originariamente adottata dal bambino per trattare il suo oggetto originario (la madre e il suo seno) nel momento in cui questo èinsoddisfacente.

     737d38h      737d38h      737d38h      737d38h      737d38h     8)L'internalizzazionedell'oggetto non èsoltanto una fantasia di incorporare l'oggetto oralmente, ma èun processo psicologico distinto.

     737d38h      737d38h      737d38h      737d38h      737d38h     9)I due aspetti dell'oggetto internalizzatodevono essere considerati gli oggetti che sono fonte di eccitazione e quelli che sono fonte di frustrazione; questi due aspetti vengono scissi rispetto alla parte centrale dell'oggetto e vengono repressi dall'Io.

     737d38h      737d38h      737d38h      737d38h      737d38h     10)Da ciò risultano due oggetti interni entrambi repressi, l'oggetto libidicoe l'oggetto antilibidico, l'oggetto che èfonte di eccitazione e l'oggetto che èfonte di rifiuto.

     737d38h      737d38h      737d38h      737d38h      737d38h     11)La parte centrale dell'oggetto internalizzatoche non èrepresso èdescritto come l'oggetto ideale.

     737d38h      737d38h      737d38h      737d38h      737d38h     12)Per il fatto che gli oggetti eccitanti libidicie antilibidicisono entrambi caricati dall'Io originario, questi oggetti portano in repressione con essi parte dell'Io dal quale sono stati caricati, lasciando parte dell'Io non represso, funzionante come un agente di repressione.

     737d38h      737d38h      737d38h      737d38h      737d38h     13)La situazione interna che risulta èquella in cui l'Io originario èscisso in tre Io: un Io centrale (conscio) attaccato all'oggetto lipidico eccitante, un Io represso antilibidicoattaccato all'oggetto da respingere.

     737d38h      737d38h      737d38h      737d38h      737d38h     14)Questa situazione rappresenta la situazione basica di tipo schizoide che èpiùfondamentale della posizione depressiva descritta da M. Klein.

     737d38h      737d38h      737d38h      737d38h      737d38h     15)L'Io antilibidico, in virtùdel suo attaccamento a oggetti da respingere, adotta un atteggiamento ostile nei confronti dell'Io lipidico, e cosìha come effetto di associarsi all'Io centrale nel reprimere l'Io lipidico.

     737d38h      737d38h      737d38h      737d38h      737d38h     16)Ciò che Freudha descritto come Super-Io èuna struttura complessa che comprende: a) l'oggetto ideale e l'Io ideale, b) l'Io antilibidico, e c) l'oggetto da respingere o oggetto antilibidico.

     737d38h      737d38h      737d38h      737d38h      737d38h     17)Queste considerazioni pongono le basi per una teoria della personalitàin termini di relazioni oggettuali, incontrastoad una teoria concepita in termini di pulsioni e loro vicissitudini.

(R. Fairbairn, Synopsis of an Object-Relations Theory of the Personality, 1963)








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