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LA PSICOPATOLOGIA E I DISTURBI D'ANSIA

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LA PSICOPATOLOGIA E I DISTURBI D'ANSIA

Introduzione

Come si può definire un comportamento patologico? Spesso viene da pensare che colui che non adotta un comportamento ritenuto dalle persone "nella media" sia un individuo affetto da disagio psichico.

L'opinione generale delle persone usa criteri come i comportamenti bizzarri ed originali,le molestie,le manifestazioni emotive appropriate o eccessive ed i comportamenti che interferiscono con l'attività quotidiana per classificare e distinguere il comportamento patologico da quello normale.

Negli anni sono state proposte diverse teorie sulla classificazione del comportamento anormale,dagli anni passati sino ad oggi, ma esiste un vero e proprio criterio per distinguere i due?

Per quanto riguarda i metodi di distinzione appena usati è chiaro che,nonostante possano portare risultati veritieri, non è un criterio esatto al quale affidarsi, poiché, non tutte le persone che hanno un comportamento fuori dalla media significa che hanno un comportamento patologico. Per spiegare cosa è patologico e cosa non lo è bisogna rifarsi a diversi criteri. La nozione della normalità secondo J.Bergeret afferma che non esistono grandi differenze tra le persone che stanno bene e coloro che sono affetti da un disturbo, difatti la concezione medica di normale o patologico, come afferma G.Pandolfo, è abbastanza restia a soffermarsi su dei criteri per distinguere un comportamento patologico, ma consiglia di considerare meglio caso per c 848h74i aso. La psicopatologia ha definito il comportamento patologico, ma per capire come c'è arrivato bisogna considerare i successi ottenuti dalle teorie dell'antichità.



Come afferma il Dr. Bruno Centrelli, Psichiatra, la psicopatologia è una disciplina che indaga sia la prospettiva dello sviluppo psichico,sia la psicologia delle cause organiche, sia il funzionamento anomalo delle attività psichiche mirando ad individuare le cause e la loro fenomenologia.

Nell'antichità è importante ricordare Ippocrate che riteneva che il temperamento ed il comportamento delle persone erano legati a proprietà connesse all'equilibrio dei quattro umori contenuti nell'organismo, ossia lui pensava che ci fosse un equilibrio tra questi e se questo veniva meno la persona adottava un comportamento anormale. Ippocrate è importante da ricordare perché pensava che i comportamenti anormali dipendevano dal corpo umano che influenza la mente.

Tutta la cultura dell'epoca venne persa per colpa di guerre e situazioni instabili, difatti in quei tempi si pensava che coloro i quali manifestavano gravi disturbi mentali erano "lunatici", ossia fossero influenzati dal potere della luna, oppure venivano definiti "impossessati dal diavolo".

Fortunatamente questa concezioni del "malato" finì col periodo delle guerre, ma non vennero sostituite con nessun'altra concezione di malattia mentale, vennero aperte delle istituzione dove ricoverarono i malati,le persone povere e quelle con altri gravi disturbi, e venivano trattati in un modo alquanto orribile. Con l'andare degli anni gli studi sul sistema nervoso erano sempre più approfonditi e si arrivava a pensare sempre con maggiore certezza che la malattia mentale fosse causata da un mal funzionamento dello stesso. Queste teorie hanno un grado di validità, ma ora, nei tempi moderni, le scoperte scientifiche hanno permesso studi più approfonditi fino ad arrivare ad una classificazione attraverso dei modelli.

 I modelli sono:

Ø      Modello Psicoanalitico - considera come comportamenti anormali una manifestazione di conflitti irrisolti tra l'es, l'io ed il super-io. In particolare l'individuo deve conciliare i desideri istintivi ed irrazionali dell'es, le richieste razionali e realistiche dell'io, e la morale del super-io. I meccanismo di difesa ci aiutano in questo, ma se sono inefficaci, o  lo sono troppo o c'è una fissazione-regressione degli stadi dello sviluppo psicosessuale allora si possono avere dei disturbi di personalità.

Ø      Modello umanistico-esistenziale - i comportamenti anormali sono conseguiti ad una mancata realizzazione della potenzialità personale

Ø      Modello dell'apprendimento - i comportamenti anormali sono appresi come tutti gli altri

Ø      Modello cognitivo - Ricava le patologie mentali nel modo in cui noi concepiamo il mondo

Ø      Modello biologico - i disturbi psicologici possono essere ricondotti o disturbi fisici.

Tutt'oggi, la classificazione dei comportamenti patologici si trova nel DSM (pubblicato nel 1952 dall'American Psychiatric Association), ossia il manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali. Esso fornisce una descrizione dettagliata di segni e sintomi di comportamenti patologici e aggiunge informazioni riguardanti la frequenza di ogni disturbo, le caratteristiche, i possibili trattamenti e come si sviluppano nel tempo.

Vorrei ora concentrarmi su un tipo di disturbi che fanno parte della branca della psicopatologia, riposrtati anche nel DSM-III-R per analizzare i sintomi e come viene concepito dai modelli del comportamento patologico.

I DISTURBI D'ANSIA



L'ansia è il risultato di un processo interno di attribuzione di pericolo e stimoli, eventi critici ed il temere qualcosa, è un fenomeno molto personale, in quanto in situazioni uguali persone diverse hanno diversa percezione dell'ansia, per esaminarla nel dettaglio mi occupo di quattro condizioni: disturbo da panico, disturbi fobici, disturbi d'ansia generalizzata e i disturbi ossessivo-compulsivi.

I DISTURBI DA PANICO

I disturbi da panico sono caratterizzati da attacchi ricorrenti ed avvengono in modo imprevedibile. Durante questi attacchi s prova un terrore molto forte,sensazione di dolore fisico, soffocamento capogiro e vertigini, a volte provocano una sensazione di depersonalizzazione (ovvero sentirsi estranei al proprio corpo) e di derealizzazione (ovvero la sensazione che il mondo sia irreale), le persone non si sentono padrone del loro corpo,hanno paura di morire.

È necessaria un'ulteriore distinzione ossia tra i disturbi da panico con agorafobia ed i disturbi da panico senza agorafobia. Anche se quest'ultima è considerata come disturbo fobico se presa da sola, a volte (anche se con un incidenza minore rispetto ai casi di disturbo da panico senza agorafobia) viene abbinata ai disturbi da panico.

I DISTURBI FOBICI

I disturbi fobici comportano un'ansia persistente ben lontano dal pericolo reale e ve ne sono di tre tipi: agorafobia, fobia semplice e fobia sociale.

L'agorafobia è un'intensa paura di trovarsi in mezzo alla gente, o in una situazione dalla quale è difficile fuggire, spesso la persona non vuole uscire di casa se non accompagnato e a volte vuole compagnia perfino in casa. È più frequente nelle donne.

La fobia semplice è la paura verso un oggetto o una situazione in particolare, che provoca un'intensa risposta d'ansia, è bene ricordare la differenza esistente tra fobia e paura.

La fobia sociale è la paura di situazioni in cui la persona è soggetta ad un giudizio,ossia ad una probabile umiliazione ed imbarazzo. Questo provoca molta ansia e danneggia le prestazioni.

I DISTURBI D'ANSIA GENERALIZZATA

Un individuo che soffre di disturbi d'ansia generalizzata presenta preoccupazioni e apprensioni croniche e persistenti per un periodo di almeno sei mesi. Viene chiamata ansia fluttuante, poiché capita in situazioni estremamente diverse. L'individuo ha l'idea di non riuscire a controllare la sua vita e che stia per accadere un disastro imminente. Spesso chi soffre di questi disturbi, soffre anche di problemi di salute, i sintomi più frequenti sono quelli legati al livello di attivazione del sistema autonomo, come per esempio il respiro affannoso, l'accelerazione del battito cardiaco, la bocca secca, le vertigini la debolezza ed i disturbi intestinali.

I DISTURBI OSSESSIVO-COMPULSIVI

Gli individui affetti da tale disturbo si sentono obbligati, involontariamente, a ripetere più volte al giorno un rituale o delle azioni. Per coloro che sono affetti da questo disturbo è talmente grave e costante che non permette il normale svolgimento della propria vita. Le ossessioni e le compulsioni sono aspetti differenti del disturbo. Le ossessioni sono pensieri incontrollabili che avvengono contro la volontà dell'individuo, la persona che soffre ha pensieri costanti ed ossessivi come per esempio "se vado in chiesa grido" ed ha una terribile paura che questo si tramuti in realtà. Le compulsioni sono azioni incontrollabili,atti o rituali compiute contro la propria volontà ma sempre sulla base di ossessioni. Esistono azioni che rasentano la normalità (come per esempio calpestare le giunture del  pavimento) ed altre che impediscono il normale svolgimento della propria vita. Tutto ciò innalza il livello di stress di molto e non lascia vivere la persona in modo tranquillo.

Per dare una spiegazione del perché certe persone soffrono di questi disturbi possiamo attenerci ad alcuni dei modelli precedentemente stabiliti:

Secondo il modello psicoanalitico tali disturbi possono essere ricondotti ad un conflitto tra l'es, l'io ed il super-io, in generale gli individui trasferiscono la paura ad una cosa o ad una situazione più neutra, poiché nell'infanzia la persona che li aveva puniti è tutt'ora molto importante e quindi non viene riconosciuta come fonte del loro tormento. Chi soffre di ansia fluttuante, tende a controllare costantemente degli impulsi (quali sessuale od aggressivi), dunque, piuttosto che rabbia o desiderio sessuale viene avvertita una situazione di conflitto ed ansia. Sempre secondo il modello psicoanalitico si crede che,gli impulsi sarebbero venuti fuori comunque.

Secondo il modello dell'apprendimento non bisogna tracciare una distinzione tra i disturbi fobici, quelli d'ansia e quelli da panico. Secondo questa teoria una fobia è una risposta di paura ad uno stimolo particolare, seguito poi da una risposta d'evitamento appresa. La radice di qualsiasi disturbo d'ansia sta proprio qui, in base a quanti stimoli vi abbiano fatto paura e a quante risposte di esitamento apprese si siano verificate. Una ricerca è riuscita a ricondurre l'ansia ad un insieme di paure particolari suscitate da stimoli particolari. Ma è anche vero che certi pazienti affermano che si sia verificato una sola situazione che ha provocato ansia, altri che ne sono servite centinaia. Questo viene spiegato col fatto che ci sono esseri umani più suscettibili di altri. Tale modello considera ossessioni e compulsioni come reazioni apprese per ridurre l'ansia.




Secondo il modello cognitivo i disturbi fobici e da panico sono dovuti a processi di pensiero viziati. Albert Ellis sostiene che tali disturbi si sviluppano per osservazioni irrazionali che hanno un grandissimo potere su di noi ( come per esempio il provare ad essere perfetti). George Mendler ipotizzò che gli stadi di panico si verificano con il provare o risolvere dei problemi o l'incapacità di riuscirci, il fatto che, più non si trova una soluzione, meno c'è il campo di attivazione e questo provoca gli attacchi. Altri studi hanno affermato che gli stati d'ansia siano caratterizzati da una distorsione dell'attenzione che fa in modo di captare più stimoli minacciosi rispetto a quelli meno minacciosi. Sempre questo modello prevede che i sintomi ossessivo-compulsivi siano la risultante di una combinazione di aspettative negative e desiderio di certezza, gli individui tendono ad esagerare le normali preoccupazioni. Secondo alcuni le compulsioni servono a ridurre l'ansia ed a soddisfare il bisogno di certezza. In generale secondo tale modello gli individui con disturbi ossessivo-compulsivi sono perfezionisti con poca fiducia.

Secondo il modello biologico bisogna cercare le cause organiche di ansia e fobie. Alcuni studi hanno scoperto che potrebbe esserci una determinazione genetica del disturbo da panico e dell'agorafobia, alcuni ricercatori hanno invece trovato che ci sono delle proprietà fisiologiche che possono essere collegate a dei problemi,come per esempio una persona può avere un sistema nervoso autonomo che si attiva facilmente dopo eventi stressanti per cause ereditarie. Gli attacchi di panico invece possono essere indotti attraverso delle iniezione di lettato di sodio ( l'acido attico intensifica l'ansia). Anche l'inalazione di diossido di carbonio induce il panico. Nelle persone che hanno spesso attacchi di panico questi meccanismi possono essere troppo sensibili e produrre attacchi di panico inappropriati.

Conclusione

Presi da soli,questi modelli, forse non servono a spiegare bene i disturbi d'ansia, difatti li potremmo considerare complementari perché vanno bene considerati in coppia, come per esempio il modello biologico (che spiega bene i meccanismo fisiologici) ed il modello di apprendimento ( che spiega come la tendenza è condizionata a situazioni) stanno bene in coppia. Un eccezione può essere fatta per il modello cognitivo che può essere considerato a se stante dato che fornisce una spiegazione dettagliata delle modalità del pensiero. In ogni caso, le diverse tesi formulate sui disturbi dell'ansia variano comunque da modello a modello. Questo si può notare nel modello psicoanalitico che riporta una spiegazione dettagliata ed indipendente da altri modelli. La branca dei disturbi d'ansia è solo una piccola parentesi della psicopatologia, anche se uno dei disturbi più frequenti, bisogna affidarsi si a modelli teorici ma rifarsi comunque a ciò che accade veramente nella realtà.

Bibliografia

-         PSICOLOGIA - volume II - Darley

-         "nozione di normalità" di J.Bergeret

-         "normale o patologico? Il concetto di normalità in medicina" Professione sanità pubblica e medicina pratica anno II - numero 1 - 1993

-         "concetto di normalità e psicopatologia in psichiatria"  di dr. Bruno Centrelli

-         Psicopatologia generale - Prof.ssa Laura Bellodi







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