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Elementi di Psicologia - Gli stati alterati della Coscienza

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Elementi di Psicologia (3)

 

Gli stati alterati della Coscienza

 

Quando dite di essere coscienti di qualcosa, intendete dire che siete consapevoli.

Gli psicologi definiscono la coscienza come l'incontro tra stimoli esterni e ragionamento.

La nostra coscienza è estremamente selettiva, nel senso che è molto legata al concetto di attenzione.

ES.:  se state leggendo il giornale, probabilmente siete anche coscienti che ci sono delle persone intorno a voi che parlano, anche se non riuscite a distinguere le loro parole. Allo stesso tempo però non vi rendete conto che magari fuori inizia a piovere, o del lieve sibilo dell'aria condizionata.



In che cosa consiste per voi uno stato normale di coscienza?  Come lo descrivereste?

Potreste dirmi significa essere ben svegli, ma non troppo euforici; oppure vigili, ma non troppo tesi, consape 111j94b voli delle cose che vi capitano in torno ed in grado di reagire prontamente se necessario.

Queste affermazioni sono corrette, ma è anche vero che vi sono stati di coscienza che non coincidono con queste definizioni di stato normale.

Per esempio, il sonno profondo, l'ubriachezza, l'effetto degli stupefacenti, le malattie neurologiche. Sono questi alcuni degli stati alterati della coscienza.

Alcuni aspetti caratteristici degli stati di coscienza

Gli elementi che ci permettono dio caratterizzare lo stato di coscienza sono tre :  la capacità di risposta - la capacità cognitiva - la personalità.

Nessuno di questi tre aspetti presi singolarmente definisce la coscienza ma fanno tutti parte delle caratteristiche dello stato di coscienza.

La capacità di risposta

Non vi è dubbio che uno degli aspetti che definiscono lo stato di coscienza è la capacità di rispondere a degli stimoli (es. domande). Chi è in coma, sotto anestesia totale, o ha un grave danno cerebrale non da nessuna risposta agli stimoli. Questa mancanza apparentemente totale di consapevolezza è detta incoscienza. Al contrario una persona che dorme mostra una certa capacità di risposta. Se la toccate o pronunciate piano il suo nome, la persona cambierà posizione senza svegliarsi. Se invece dite qualcosa a voce alta o lo scotete allora si sveglierà. Una volta sveglia la persona risponderà a tutti gli stimoli, naturalmente vi sono numerosi stadi intermedi. Ad alcune persone occorre molto tempo per svegliarsi.

Anche quando si è completamente svegli, la reattività ad uno stimolo può dipendere dall'oggetto su cui è concentrata la nostra attenzione. ES.: potete essere completamente assorbiti da una partita di calcio in TV che non sentite il campanello della porta suonare o il telefono cellulare che avete sul tavolo.

 

La capacità cognitiva

Capacità cognitiva significa abilità nell'apprendere determinate informazioni (come leggere scrivere, ecc.).

Gli esseri umani hanno una grande varietà di capacità cognitive di base. La maggior parte delle persone può parlare con chiarezza, ricordare molte cose, immaginare il futuro, e fare dei progetti realistici.

A noi interessa capire che il grado di integrità (normalità) delle nostre capacità cognitive coincide con uno stato di coscienza.

ES.: se dopo essere andato al tappeto un pugile dice di trovarsi a Roma invece è a Napoli, il medico sportivo può sospettare che si trovi in uno stato alterato di coscienza. Il linguaggio confuso, la memoria incerta, possono tutti essere segnali di un insolito stato di coscienza.

Si tratta di stati che possono essere normali nei bambini, nei ritardati, o nei malati di mente, ma gli adulti, in genere, possiedono una gamma di capacità cognitive di base abbastanza prevedibili (tranne se non si è ubriachi o sotto l'effetto di droghe).

Una delle capacità cognitive normali è l'autoconsapevolezza e cioè la capacità di descrivere i propri ragionamenti.

La personalità e la coscienza

 

Per spiegare il rapporto tra la personalità di una persona e il suo stato di coscienza lo faremo con degli esempi:

ES.: Una persona timida e fedele a determinati valori politici piuttosto rigidi subisca, dopo aver bevuto un bicchiere di troppo, un radicale cambiamento.

Un'altra persona, di solito garbata e accomodante, può diventare dopo 48 ore di veglia, irritabile e intollerante.

Una che è normalmente allegra e ottimista, in seguito alla morte di un caro amico può diventare cupa e pessimista per settimane o mesi.

Un esempio molto chiaro di alterazione della personalità è dato dalle personalità multiple. E' noto il caso di una donna Chris Sizemore, in cui erano presenti tre distinte personalità: Eve White, Eve Black e Jane. Come ella stessa scrisse nella sua autobiografia, al variare della personalità variava anche lo stato di coscienza. Sono stati descritti anche casi di persone con  dodici o più personalità.

    

Il sonno e i sogni

             

Perché si dorme? A questa domanda vi sono più risposte.




Per alcuni il sonno ha avuto un certo valore per la sopravvivenza dell'uomo: gli antenati degli esseri umani avevano più probabilità di sopravvivere se durante la notte se ne stavano nascosti dai predatori conservando così le proprie energie per il giorno successivo.

Per altri il sonno ci permette di conservare le energie o di recuperare quelle perse durante una giornata di duro lavoro.

Nonostante queste teorie, non bisogna credere che durante il sonno tutto il corpo sia meno attivo. Il cervello, al contrario,  è molto attivo e, infatti, riceve più sangue e consuma più ossigeno nel sonno che nella veglia.

Problemi emotivi, l'uso di droghe (come la caffeina e l'alcool) o semplicemente abitudini irregolari possono alterare i normali ritmi del sonno.

Gli stadi del sonno

 

Tutti abbiamo esperienza che il sonno ha vari livelli di profondità. I ricercatori distinguono quattro stadi principali del sonno, in base alle configurazioni delle onde cerebrali (con EEG).

Quando ci si addormenta si passa dallo stato di veglia allo stadio 1. Questo stadio è seguito in lenta successione (10-20 minuti per ogni stadio) dagli stadi 2- 3- 4. E' nello stadio 4, quello più profondo, che è difficile vegliare le persone e che in genere si hanno i fenomeni del sonnambulismo.

Normalmente una persona che dorme non si ferma allo stadio 4, nel corso della notte passa più volte dallo stadio 1 allo stadio 4.

Quando si dorme spesso si sogna, il  loro contenuto è spesso fatto di materiale familiare; la casa, il cane, la famiglia, ecc.. I nostri sogno possono essere influenzati anche da stimoli che si presentano durante il sonno. Per esempio un rumore udibile ma non abbastanza forte da svegliarci, può trasferirsi facilmente nel sogno. A molti è capitato di trasferire nel sogno il suono della sveglia.

Una delle caratteristiche più strane dei sogni è che spesso sono difficili da ricordare. Gli studi condotti in laboratorio hanno dimostrato che si ricorda circa l'80/85 % dei sogni fatti. Di solito, l'ultimo sogno della notte tende ad essere il più lungo, strano ed eccitante, e questi fattori lo rendono più facilmente ricostruibile.

Esistono sogni chiamati lucidi, cioè un sogno in cui siamo consapevoli di sognare e che molto spesso provoca il risveglio.

L'uso di droghe

Qualunque sostanza che altera le nostre funzioni psichiche è una droga.

Molti credono che il termine droga si debba riferire solo a certi tipi di farmaci o a sostanze chimiche assunte dai tossicodipendenti. Viviamo in una società dove l'uso di sostanze chimiche è molto diffuso (farmaci ecc.): un'aspirina per calmare il mal di testa, un bicchiere di vino per essere più allegri, un caffè come stimolante al mattino, una sigaretta per calmare i nervi, ecc. però quando l'uso di queste sostanze diventa abuso subentrano gli effetti negativi come intossicazione, distorsioni percettive (alcol) e disturbi fisici. La maggioranza impara a bere con moderazione o per niente, altri no.

L'abuso di alcol si sviluppa lentamente con assunzioni sempre più distruttive per il corpo. Quando il desiderio della sostanza diventa irresistibile, la dipendenza è instaurata. La dipendenza fisica è contraddistinta da un aumento della tolleranza, cioè,  per ottenere lo stesso effetto bisogna assumere dosi sempre maggiori della sostanza, e in caso di interruzione, subentra una spiacevole sindrome d'astinenza ( nel caso dell'eroina si ha sudore, crampi e dolori muscolari, attacchi d'ansia e nausea). E' possibile dipendere psicologicamente da una sostanza senza dipenderne fisicamente (dipendenza dal cibo, di televisione, dal sesso).

Le droghe che influenzano il sistema nervoso centrale e alterano la percezione, l'umore e il comportamento sono note come sostanze psicoattive, classificate in genere come stimolanti, depressivi e allucinogeni.

Spesso la classificazione di alcune droghe non è chiara; infatti alcuni ritengono che l'alcol sia uno stimolante, mentre in realtà è un depressivo; oppure che la nicotina sia un depressivo mentre è uno stimolante.

Gli stimolanti eccitano il sistema nervoso centrale (caffeina, nicotina, anfetamine, cocaina). In dosi moderate gli stimolanti aumentano la vigilanza e riducono la fatica, in dosi più forti possono produrre ansia e irritabilità.

I depressivi riducono o deprimono l'attività del sistema nervoso centrale, anche se all'inizio gli effetti possono sembrare stimolanti (alcol, oppiacei, sedativi ipnotici).L'alcol ad esempio offusca le sensazioni, peggiora le prestazioni sensoriali-motorie, altera i processi di pensiero, provoca il sonno e in casi estremi anche il coma.                  

A differenza dell'alcol, l'eroina (oppiaceo) se assunta in eccesso può uccidere. Una dose eccessiva (overdose) può deprimere i centri respiratori del cervello fino ad interrompere la respirazione.

Esistono tuttavia altre sostanze che inducono un'alterazione dello stato di coscienza come quelle sedativo-ipnotiche, gli allucinogeni e la marijuana. Ognuna di queste ha delle specifiche caratteristiche che inducono dipendenza e danni al sistema nervoso centrale.







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