Caricare documenti e articoli online  
INFtube.com è un sito progettato per cercare i documenti in vari tipi di file e il caricamento di articoli online.
 
Architettura
Biologia
Diritto
Economia
Educazione fisica
Filosofia Pedagogia Psicologia Religione Sociologia
Generale
Geografia
Italiano
Letteratura
Marketing
Medicina
Scienze
Storia
Tecnica
 



 
 
Meneame
 
Non ricordi la password?  ››  Iscriviti gratis
 

Biancaneve

psicologia

Inviare l'articolo a Facebook Inviala documento ad un amico Appunto e analisi gratis - tweeter Scheda libro l'a yahoo - corso di


ALTRI DOCUMENTI

PSICOLOGIA DELL'EDUCAZIONE - Come il bambino arriva a conoscere il mondo che lo circonda
La comunicazione
IL SÉ E L'IDENTITÀ - I CONTORNI E LA SOSTANZA DEL PROBLEMA
CRIMINOLOGIA - PUNTI DI INTERESSE PER IL CRIMINE
Come può essere definito l'esame psicodiagnostico?
EPISTEMOLOGIA
Ambito e contesto della riflessione di Platone sul rapporto tra arte e verità
L'invecchiamento comporta cambiamenti
LA PSICOLOGIA DELLA SALUTE NELLA RIABILITAZIONE



 

BIANCANEVE

L'Io umano è la forza creatrice che suscita, nell'ambito degli organi sensoriali e del cervello, le percezioni ed i pensieri, di natura soprasensibile. Tutto ciò che in tal modo affiora nella coscienza umana non è altro che l'effetto della presenza dell'Io nell'uomo.

Similmente avviene per la Terra nel corso dell'inverno. In questa stagione l'Io della Terra, suscita nei semi, penetrati nel suolo, gli architipi delle piante che plasmeranno i futuri germo gli. Si puòdire che durante l'inverno la Terra è compenetrata da una forza generatrice di forme spirituali mentre le sostanze fisiche viventi, che successivamente compenetreranno quelle forme sono ancora assenti.

Pertanto tutto ciò che nell'ambito della Terra e di tutti i suoi regni si può manifestare come una creazione spirituale trova nel periodo invernale un "ambiente" compenetrato di forze spirituali creatrici.

In questo "ambiente" (nel cuor dell'inverno) così idoneo alla creazione spirituale, una regina è compenetrata dall'impulso di generare una figlia ("Avessi una bambina bianca come la neve, rossa come il sangue e dai capelli neri come il legno della finestra"). È l'immagine dell'antica umanità lemurica (la regina) alla quale giunge dagli Dei l'impulso a generare l'anima individu 858f53i ale (Biancaneve). Attraverso di essa l'Io si affacciò al mondo sensibile.

L'Io umano si individualizza dentro l'anima ed affiora nella vita terrestre attraverso il sangue (la regina si punse e caddero nella neve tre gocce di sangue), attraverso il fantom soprasensbile, il cui colore è nero (i capelli neri come l'ebano) ed è la forma archetipica dello scheletro, infine attraverso le luminose forze del corpo astrale (bianca come la neve), in cui si riflette la vita animica.

Questa prima immagine della favola è così pregnante di verità che mostra come i simboli stessi posseggano la stessa forza che opera in ciò di cui rappresentano l'immagine.

L'immagine del "sangue che cola" sul terreno indica sempre che si ha a che fare con eventi in relazione all'Io umano perchè il sangue ne è il veicolo dentro l'uomo ed è ciò per cui Mefistofele può dire a Faust: il sangue è un succo del tutto particolare. La troviamo nel mito di Cronos le cui gocce di sangue fecondano Gea e la troviamo sul Golgota quando il sangue redentore del Cristo scorse dalle Sue ferite e penetrò nel suolo terrestre.

Anche nella favola La signora Holle la piccola figliastra, sottoposta ad un duro lavoro, si ferisce le mani fino al sanguinamento. In questo caso è simboleggiata la perdita dell'egoismo che ormai può uscire con il sangue dall'individuo che ha fatto un profondo lavoro interiore ed è pronto per varcare la soglia del mondo dello spirito. In Biancaneve invece non vi è nulla di drammatico. La scena si svolge in una pace interiore ed in un silenzio cosmico che solo il sentimento ricettivo ai fenomeni spirituali può avvertire. Nessun accenno di dolore bensì la dolce immagine di un anelito alla nascita di un essere altrettanto dolce, sereno e beatificante in un'atmosfera di consapevole creazione divina.

Il simbolo della Rosacroce mostra una croce di legno nero contornata da sette rose rosse. Esso indica l'azione redentrice del Cristo nell'essenza dell'Io umano che si esprime nel fantom (la croce di legno nero) e nel sangue (le sette rose rosse), le stesse forze ancora virginali che compenetrano l'anima individualizzata paradisiaca (Biancaneve rossa come il sangue e con i capelli neri come l'ebano).

La formazione della neve, come tutti i fenomeni atmosferici, non è legata soltanto a forze fisiche ma vi collaborano soprattutto forze eteriche ed in particolare l'etere di vita. La caratteristica dell'etere di vita è quella di provocare la solidificazione della sostanza materiale ed interviene con tale azione sia nei confronti della Terra, nella quale opera soprattutto all'interno della forma cristallina dell'esagono regolare, che nei confronti dell'uomo nel quale determina la mineralizzazione ossea, la cui trama è disposta secondo mirabili linee di forza il cui potere architettonico determina la statica e la dinamica dello scheletro.

Il fiocco di neve è generato dalle forze di solidificazione dell'etere di vita intorno a minutissimi frammenti di polvere cosmica, il ferro siderale, il portatore delle medisime forze che permettono allo spirito d'incarnarsi nella materia.

Si consideri infine il meraviglioso candore della neve che proviene da una condensazione di luce che le conferisce una purezza virginale attribuitale istintivamente dalla saggezza popolare. Anche in questa circostanza è possibile trovare un rapporto con l'uomo perché in tale candore opera il medesimo etere di luce che si condensa nel corpo astrale individualizzato.

Attraverso questo mirabile tessuto di simboli la favola narra la nascita dell'anima paradisiaca. In quei tempi lontani essa era il tramite incontaminato tra lo spirito umano, residente nel mondo dello spirito e che in essa si affacciava, ed il complesso fisico-eterico che dimorava sulla terra. Quest'anima individuale era destinata a divenire il ricettacolo di quanto anima il pensiero, il sentimento e la volontà dell'uomo in rapporto alla sua coscienza spirituale e alla sua coscienza terrena. In essa si condensano gli effetti di tutte le esperienze umane, sia terrene che spirituali, nelle quali l'uomo terrestre riconosce sè stesso come un Io. Lo si potrebbe chiamare l'Io animico contrapposto all'Io spirituale che si conosce come Manas, Budhi ed Atma.

L'uomo è dunque costituito di spirito, anima e corpo e nel corso dei tempi questa triplice entità umana dovette subire mutamenti in relazione alla sua evoluzione terrestre.

Quest'ultima richiedeva che l'uomo abbandonasse la sua coscienza paradisiaca per acquisire una coscienza terrestre fondata sulla percezione sensoriale e sulle rappresentazioni mentali in modo tale che ne derivasse una conoscenza individuale della realtà fisica che è soltanto una parte di tutta la realtà cosmica. Questa parzialità della conoscenza fu necessariamente accompagnata dall'errore e dalla decadenza morale della volontà umana che dall'errore riceveva gli impulsi all'azione.

A tutto ciò l'uomo potè giungere per l'intervento delle Entità luciferiche che infusero nel suo spirito il loro orgoglioso impulso egoico a separarsi dall'armonia cosmica, in modo tale che lo spirito umano sentì sè stesso come il centro dell'universo e su questo centro edificò il proprio mondo interiore che si esprime nel processo conoscitivo separatore che genera il concetto e nell'amore egoistico che genera la brama. Dal concetto e dalla brama deriva poi la molla per l'agire.

L'impulso luciferico si rivolse dunque allo spirito dell'uomo che rispetto alla vita spirituale sperimentò un processo di morte (quando Biancaneve nacque la regina morì ) , cui seguì il mutamento sopra descritto (dopo un anno il re prese un'altra moglie) determinato dall'orgoglio (era bella ma superba e prepotente) e dalla brama (non poteva sopportare che qualcuno la superasse in bellezza) .

Per qualche tempo l'anima umana conservò la sua virginale purezza (Biancaneve cresceva, diventava sempre più bella e a sette anni era bella come la luce del giorno e ancor più bella della regina); ma successivamente fu inesorabilmente esposta agli effetti nefasti derivati dalla nuova condizione dello spirito umano.

Nel frattempo il nuovo interesse dello spirito per la terra provocò dei cambiamenti nella stuttura complessiva dell'organismo umano, costituito dal corpo fisico, dal corpo eterico e dal corpo astrale, che realizzarono in esso il formarsi dello "specchio".

Se il veggente indaga il meccanismo della percezione sensoriale scopre che questa sorge come il riflesso della luce sovrasensibile sopra una particolare superficie costituita dagli organi fisico sensoriali e dal corpo eterico che li compenetra. Questo riflesso suscita nel corpo astrale la sensazione e nell'Io la percezione.

Anche le rappresentazioni di pensiero e le immagini mnemoniche, che consentono all'uomo la continuità della vita rappresentativa e costituiscono la persistenza della sua personalità egoica nel corso del tempo, sono dovute ad un meccanismo di riflesso speculare.

Prima che si verificasse il mutamento sopra accennato l'uomo sperimentava attraverso il suo corpo astrale una corrente di ispirazioni spirituali che gli giungevano da tutte le parti come fosse stato al centro di una sfera. In seguito il corpo astrale si dispose nei confronti del corpo eterico in modo che l'uomo potè sperimentare nella sua interiorità un avanti ed un dietro. Dal davanti continuano a giungergli, come provenienti dal futuro le stesse ispirazioni che tuttavia non sperimenta più come tali. Queste vengono riflesse da uno specchio sorto da una particolare mescolanza del corpo eterico e del corpo astrale che aderiscono al cervello fisico e vengono percepite dall'Io come rappresentazioni di pensiero.

Analogamente prima l'uomo sperimentava le immagini del mondo eterico, nel quale era immerso anche il suo corpo eterico, immaginazioni eteriche che gli giungevano come provenienti dal basso. In seguito lo stesso specchio, che trasforma le ispirazioni in rappresentazioni, prese a riflettere quelle immagini, come provenienti dal didietro e dal passato, che l'Io percepisce in forma d'immagini mnemoniche.

Così alla coscienza temporo-spaziale dell'Io giungono sostanze soprasensibili in forma di pensieri e di ricordi che l'uomo sperimenta come propri. In ciò consiste la forza egoistica necessaria per l'individualizzazione umana e indotta dalle Entità luciferiche.

In sintesi, quando l'uomo paradisiaco accolse nel suo Io la forza luciferica si realizzò il meccanismo dello specchio (lo specchio magico - corteccia cerebrale) e quanto ne derivò assorbì le brame e i desideri (attraverso il talamo e l'ipotalamo) in modo che la sua anima fu esposta alla possibiltà di una progressiva degenerazione, presente ancora oggi, che generò errore e malattia.

In questo specchio si riflettevano però anche le pure immaginazioni spirituali dell'anima che venivano sperimentate dallo spirito umano più vere, più belle e più buone delle nuove rappresentazioni mentali terrene (lo specchio rispose: Regina, la piùbella quì sei tu, ma Biancaneve lo è molto di più) ma che suscitavano i sentimenti immorali indotti dalle forze luciferiche (La regina allibì e divenne verde e gialla d'individia).

Era comunque necessario affinchè l'uomo sperimentasse una libera volontà, ovvero un libero arbitrio, che la coscienza umana allontanasse per sempre da sè quelle immaginazioni per trovarsi esclusivamente difronte alle apparenze del mondo fenomenico.

Questo evento potè realizzarsi per l'intervento delle forze arimaniche suscitate da quelle luciferiche mediante la corruzione di quegli organi che nella costituzione umana uniscono l'anima al corpo (la regina chiamò un cacciatore e disse: porta la bambina nel bosco e uccidila e mostrami i polmoni ed il fegato come prova della sua morte). Una simile corruzione non doveva tuttavia giungere fino alle estreme conseguenze altrimenti l'evoluzione umana sarebbe stata condannata a procedere ben oltre i limiti necessari per la conquista di una nuova saggezza. Dovette intervenire l'Amore degli Dei ad impedirlo (quando il cacciatore estrasse il coltello per trafiggere il suo cuore innocente, impietosito disse: Và pure, povera bambina). Ma non impedì che il futuro della giovane anima fosse vincolato al suo karma terreno (le bestie feroci faran presto a divorarti), che avrebbe regolato la sua evoluzione e che determinò negli spiriti arimanici un'illusoria certezza di successo (siccome proprio allora arrivò di corsa un cinghialetto il cacciatore lo sgozzò gli tolse i polmoni ed il fegato e la perfida regina li mangiò credendo che fossero di Biancaneve).

Fu in tal modo evitato un irreversibile dominio delle potenze luciferico-arimaniche perché potesse aver luogo soltanto ciò che giustifica l'esperienza conoscitiva terrena dell'individualità umana con tutte le necessarie e dolorose conseguenze che ben conosciamo. Infatti, allontanata dalla condizione paradisiaca, l'anima umana non può sperimentare che solitudine, paura e disorientamento (la povera bambina era tutta sola nel gran bosco e aveva tanta paura che badava anche alle foglie degli alberi e non sapeva che fare).

In tal modo si manifestò la saggia opera degli Dei affinchè l'uomo avesse soltanto ciò che gli era necessario per la sua conoscenza terrena preservandolo dal rischio della completa distruzione animica, ma non dal dolore della separazione dal mondo divino, che costantemente dimora nelle profondità inconscie dell'anima.

Per un certo tempo l'anima umana potè ancora essere protetta dagli Dei (le bestie feroci le passavano accanto, ma senza farle alcun male) consolata e nutrita (Biancaneve aveva tanta fame e tanta sete che mangiò un pò di verdura con pane da ogni pia tino e bevve una goccia di vino da ogni bicchierino) dalle forze degli spiriti elementari che a lei apparivano ancora mediante le visioni di una chiaroveggenza crepuscolare (al buio arrivarono i padroni di casa: erano i sette nani). Queste visioni, sia pur mescolate al contenuto di rappresentazioni provenienti dal mondo oggettivo, preservavano ancora l'anima dagli effetti delle brame e dei desideri perché lo spirito accoglieva per il suo tramite una qualche forma di esperienza della realtà spirituale, mentre le forze spirituali contenute nel pane e nel vino potevano ancora nutrire la sua anima e non farla deperire.

Ma quando la coscienza di veglia si affermò definitivamente e le rappresentazioni di pensiero riversarono il loro potere egoico nell'anima (di giorno la fanciulla era sola), nonostante le reminiscenze del mondo crepuscolare (I nani l'ammonivano affettuosamente dicendo: Guardati dalla tua matrigna; farà presto a sapere che sei quì: non lasciare entrare nessuno) si aprì la breccia nella quale potè introdursi l'inganno arimanico (la regina si tinse la faccia e si travestì da vecchia merciaia, in modo da rendersi del tutto irriconoscibile) messo in azione dall'opera precedente di lucifero e favorito dal desiderio (brava donna, cosa avete da vendere?) suscitato dal multicolore mondo delle apparenze (le stringhe di tutti i colori). Quando il fascino delle apparenze costringe il sentimento a confinarsi nella realtà esteriore il respiro dell'anima viene mozzato (La fanciulla le si mise davanti fiduciosa e si lasciò allacciare con la stringa nuova: ma la vecchia strinse tanto e così rapidamente che a Biancaneva mancò il respiro e cadde come morta) .

In tal maniera dovettero presentarsi all'anima gli effetti dell'impulso luciferico accolto dallo spirito ed operante nell'aspetto delle azioni arimaniche. Infatti ciò che la seduzione luciferica aveva provocato nell'Io dell'uomo rendendolo cieco al mondo dello spirito e sprigionando dall'astralità i suoi desideri egoistici di grandezza e vanità provocò in seguito l'illusione e la menzogna arimaniche. Queste si presentano all'anima perchè così richiede la legge dell'evoluzione: l'uomo deve trovarsi di fronte all'inganno delle percezioni sensoriali dalle quali prende le mosse il processo conoscitivo sulla terra.

Ancora oggi, dal momento che le fasi della vita umana ripetono le condizioni della passata evoluzione animica, accade che nel corso dell'età infantile, in particolare nel primo settennio di vita, l'anima venga presa nel laccio dell'inganno dei sensi che un Io ancora immaturo non può riconoscere. Dal momento che la sfera del sentire domina il processo conoscitivo che in quest'epoca della vita è appena all'inizio, può determinarsi quella patologia del sentimento (nevrosi), caratterizzata da emotività, ansia ed angoscia, che giunge fino a mozzare il respiro e che si protrae molto spesso anche nell'età adulta e richiama l'interesse psicanalitico.

Contro questa forma di patologia animica possono ancora intervenire le informazioni che provenivano, allora, dalla visione crepuscolare del mondo elementare (i nani dissero: la vecchia merciaia altri non era che la scellerata regina; stà in guardia e non lascir entrare nessuno, se non ci siamo anche noi) ed oggi dalla scienza dello spirito, con le quali è possibile riconoscere l'inganno delle immagini.

Il secondo inganno giunge incontro all'anima mediante le false rappresentazioni mentali, i pregiudizi, i pensieri avviluppati nella nube dell'ansietà e della paura che provengono dal precedente danno operato sul sentire. Si tratta di veri e propri veleni (il pettine avvelenato) che sollecitano i desideri attraverso i quali opera la seduzione (Alla bimba piacque tanto che si lasciò sedurre ed aprì la porta). Ciò accade ancora oggi soprattutto nel corso del secondo settennio quando il corpo eterico del bambino, emancipato dalla crescita corporea, opera sopratttutto nella elaborazione dei pensieri potendo in tal modo avvelenare le stesse forze del pensiero (non appena quella le mise il pettine nei capelli il veleno agì e la fanciulla cadde priva di sensi) che da quel momento in poi genererà rappresentazioni sclerotiche e materialistiche.

Anche questa seconda patologia potè allora essere curata dagli spiriti elementari il cui potere diveniva sempre minore ma ancora poteva essere avvertito come un pensiero la cui natura risuonava nell'anima umana come un consiglio di sorvegliare la pericolosità dei pensieri elaborati sulla base di false percezioni che accentuano le brame. Oggi l'aiuto all'anima può giungere da una corretta attività pedagogica cosciente delle necessità di un'anima in evoluzione e dei pericoli che insidiano la salute del pensiero individuale.

Affinchè lo spirito umano diventasse responsabile delle sue azioni gli fu data la possibilità di sperimentare un agire, che nei limiti imposti dal suo soggiorno terreno deve potersi esprimere come libero impulso. L'uomo terreno deve quindi avere la facoltà di muoversi secondo la direzione, che nell'ambito della coscienza diurna, egli vuole imprimere ai suoi atti in relazione alle sue rappresentazioni mentali acquisite nel corso del tempo ed in relazione al suo sentire. In tal modo la volontà, suscitata dalla molla del pensiero e del sentimento, diviene espressione visibile nel movimento di quanto in pensiero e sentimento si manifesta.

Ma se il pensiero ed il sentimento divengono sempre più l'espressione della seduzione luciferica (Biancaneve mangiava con gli occhi la bella mela) e dell'inganno arimanico (la mela era fatta con tanta arte che soltanto la metà rossa era avvelenata) anche la volontà dentro l'anima dovrà conformarsi ad essi (stese la mano e prese la metà avvelenata) e l'anima stessa cadere vittima della malattia che riduce la volontà ad un automatico ripetersi di gesti stereotipati in cui muore la libertà (al primo boccone cadde a terra morta). Nel circolo vizioso dell'automatismo l'uomo rischia di perdere proprio ciò per cui si trova sulla terra. La perdita della libertà impoverisce ulteriormente il pensare ed il sentire e vanifica anche ogni tentativo di soccorso portato dalle forze elementari (i nani la sollevarono, cercarono se mai ci fosse qualcosa di velenoso, le slacciarono le vesti, le pettinarono i capelli, la lavarono con acqua e vino, ma inutilmente).

Come si vede, se gli effetti luciferici, mediati dalle forze arimaniche sull'anima umana, raggiungono questa gravità che giunge a paralizzare mortalmente l'opera dell'uomo sulla terra, questi rischia di uscire dai limiti conoscitivi relativi alla terra ed alla sua evoluzione. Nella coscienza tendono a prevalere le condizioni esistenti nell'antico passato lunare dentro il quale Lucifero tenta di riportare la terra e l'anima umana. Il progresso si ferma e l'anima si trova isolata come in un sarcofago di cristallo.

È quanto vediamo accadere ancora, con drammatica rapidità ed estensione nel terzo settennio di vita. Lo vediamo nei giovani che si abbandonano agli effetti lunari delle droghe, ovvero alle immagini veggenti che emanano come fuochi fatui dal loro corpo eterico che si estingue lasciando il corpo fisico senza vita.

Questi giovani sono diventati lo specchio di una patologia animica senza scampo, la cui unica speranza di salvezza non risiede nei mezzi a disposizione della nostra civiltà scientifica o in una banale legge proibizionistica. Risiede bensì nel portare incontro a quelle anime ciò che, dalle profondità dell'inconscio sta diventando per l'umanità intera una necessità vitale: la conoscenza dei mondi spirituali che produce l'affrancamento dai vincoli luciferico-arimanici, divenuti ormai soltanto perversi ed involutivi, il cui unico frutto non è che una mela avvelenata.

Quelle anime, chiuse nel sarcofago, sono la dolorosa e drammatica testimonianza di una decadenza morale che coinvolge la gran parte del genere umano e che le forze dello Spirito, chiamato all'opera da una libera e consapevole volontà suscitata dalla Scienza dello Spirito, può risollevare verso un futuro di risanamento.

Il dramma evolutivo dell'uomo in rapporto alla terra è iniziato con la seduzione luciferica. Attraverso di questa l'Io umano ha dovuto abbandonare la condizione paradisiaca della sua anima originaria riversando patologicamente in quest'ultima gli effetti di quell'antica seduzione.

Ma questo dramma prevede il ritorno dello spirito umano ad una rinnovata condizione paradisiaca attraverso il lungo cammino che gl'insegnerà a distinguere coscientemente il bene dal male ed a volere tornare liberamente, con questo ampliamento di coscienza, a possedere autonomamente i beni spirituali perduti. Per raggiungere questo fine è stato purtroppo necessario sperimentare la malattia mortale dell'anima. Ma questa, sostenuta dal sacrificio dell'Entità cosmica del Cristo, potrà guarire e giungere poi, attraverso nuove fonti di conoscenza della realtà del mondo spirituale, a sviluppare un grande e giusto Amore per i contenuti dell'anima individuale, ovvero il pensare, il sentire ed il volere, che il veleno luciferico-arimanico ha corrotto ma non potrà definitivamente distruggere.

Quando la conoscenza iniziatica illuminerà l'intelletto (il principe vide la bara sul monte e la bella Biancaneve e lesse quel che era scritto a lettere d'oro: era figlia di re) e attraverso la meraviglia e l'entusiasmo per ciò che è vero, bello e buono sorgerà il grande ed unico Amore per il destino futuro dell'uomo (non posso vivere senza veder Biancaneve: voglio onorarla ed esaltarla come la cosa che mi è più cara al mondo) allora si manifesterà negli uomini una decisa ed incrollabile volontà di operare per il superamento della malattia e della morte sulla terra. Questa determinazione della volontà (il principe ordinò ai suoi servi di portarla sulle spalle), sostenuta dall'anelito verso il mondo dello Spirito, potrà sciogliere i vincoli karmici individuali dell'anima.

Quando si conoscono i nessi karmici degli eventi umani, è dato di comprendere il significato del "caso" (ora avvenne che essi inciamparono in uno sterpo).

Il "caso", nel magico ambiente dinamico del quì ed ora, mentre l'individuo opera con la volontà risvegliata dallo Spirito ed unita alle Forze cristiche, determina il processo di risanamento (per la scossa quel pezzo di mela avvelenata, che Biancaneve aveva trangugiato, le uscì dalla gola) .

Con la conquista spirituale delle originarie caratteristiche dell'anima paradisiaca Biancaneve rende attivo il simbolo vivente delle forze racchiuse nell'immagine della Rosacroce - la croce di legno nero contornata di rose rosse e fulgente di luce spirituale-. Compenetrato da questa forza l'iniziato può celebrare le nozze alchemiche (furono ordinate le nozze con gran pompa e splendore) ovvero può attraversare la soglia del mondo spirituale e vedere davanti a sé le forze luciferiche ed arimaniche (alla festa invitarono anche la perfida matrigna di Biancaneve) ri-conosciute e comprese, nella giusta dimensione (ed ella dovette calzare le scarpe roventi e ballare) e nel giusto termine (finchè cadde a terra, morta.).

(Tratto da: "La Luce Incantata - La trasmissione della saggezza primordiale attraverso il linguaggio simbolico della favola", del Dr. Luciano Orsini. Edizioni Atanor)

Vota questo articolo

Pessimo Insufficiente Sufficiente Buono Ottimo
Contenuti
Forma
Completezza
Vuoi inserire un tuo commento?

Inserisci il tuo email se vuoi una risposta

 

 

Articolo informazione


Hits: 1560
Apprezzato: scheda appunto

Commentare questo articolo:

Non sei registrato
Devi essere registrato per commentare

ISCRIVITI

E 'stato utile?



Copiare il codice

nella pagina web del tuo sito.